
Dopo aver parlato dei consigli di Dave Hamilton per rendere più fluida e scattante l’esecuzione dei programmi sotto Mac OS X, vediamo oggi la seconda parte della conferenza tenutasi al MWSF 2011, nella quale lo stesso Hamilton condivide gli strumenti che lui usa per recuperare dati quando l’hard disk ha subito un danno.
Prima di correre ai ripari, Hamilton avverte che è meglio prevenire i danni, eseguendo regolarmente la manutenzione del disco rigido. Per evitare le noie dovute all’usura o comunque per correggere i piccoli difetti che si vanno generando col tempo, un attento controllo dello stato di salute dell’hard disk è sufficiente per notare e correggere i problemi appena si propongono, senza dover arrivare alla perdita dei dati. In pratica tutti gli hard disk moderni possono fornire al sistema informazioni sul proprio stato di salute grazie all’uso della tecnologia S.M.A.R.T. (Self-Monitoring, Analysis, and Reporting Technology). Con adeguati strumenti, verificare la salute del proprio disco duro è un gioco da ragazzi. In ogni modo,
Utility Disco di Mac OS X è uno strumento che permette di controllare lo stato dell’hard disk. Le azioni “Verifica permessi disco” e “Ripara permessi disco” devono essere effettuate con una certa regolarità. Oltre a Utility Disco, Hamilton consiglia di usare un programma come Disk Warrior, che permette di ricostruire le cartelle danneggiate o frammentate. Notare bene che Disk Warrior ricostituisce le cartelle, non le ripara: la differenza è sottile, ma importante. Disk Warrior è disponibile presso Alsoft a 95,99$ (69,61€).
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Macware ha rilasciato DiskTools Pro 3.6.0, aggiornamento dell’applicazione per la manutenzione di dischi rigidi per Mac. L’utility deframmenta le unità, esegue backup e ripara i settori danneggiati. Riesce a svolgere le sue mansioni, incluso la riparazione dei settori danneggiati e la deframmentazione, su un volume Mac OS attivo, senza richiedere il boot da un disco/volume esterno.
La novità più importante introdotta con la nuova versione è il miglioramento radicale dello strumento di deframmentazione: riesce ad analizzare il disco 5 volte più velocemente che in passato utilizzando molta meno CPU. E’ ora possibile osservare quali file sono oggetto della deframmentazione ed avvisa l’utente in caso di fallimento su ciascun file, comunicando un codice d’errore ed la relativa spiegazione. In più ora è possibile interrompere il processo di deframmentazione a piacimento anche quando quest’ultimo è attivo all’interno di un unico file.
Un’altra novità riguarda è il File Inspector ed il Report di deframmentazione, che esporta negli Appunti oppure direttamente in TextEdit. L’ultima versione è capace di scansionare e riparare i settori danneggiati sull’hard-disk anche quanto questo non è montato nel sistema. La versione 3.6.0 integra anche una tabella descrittiva dei più comuni errori di Mac OS X che possono essere restituiti durante il processo.
DiskTools Pro 3.6.0 richiede Mac OS X 10.3.9 o successivi, funziona anche con Snow Leopard ed ha un costo di $79,99.
[Via MacNN]