
CultOfMac ha pubblicato questo interessante mock-up che dovrebbe raffigurare il nuovo MacBook Air la cui presentazione è attesa nel corso dell’evento Apple “Back to the Mac” di mercoledì sera.
Secondo alcune indiscrezioni infatti il nuovo MacBook Air continuerebbe ad utilizzare una scocca unibody in alluminio, ma con una forma più spigolosa rispetto al precedente modello, mentre le porte non sarebbero più occultate dietro uno sportellino, ma rimarrebbero in vista come negli altri MacBook con i quali condividerebbe anche il nuovo trackpad a bottone singolo.
L’adozione della nuova “SSD Card”, oltre a garantire un boot rapidissimo, ridurrebbe ulteriormente i consumi e lascerebbe spazio a delle batterie più grandi del 50% in grado di garantire un’autonomia di 8-10 ore di funzionamento contro le 5 ore dell’attuale modello.
Per quanto riguarda le configurazioni CultOfMac parla di due versioni, una con processore da 2.1 GHz e 2 GB di RAM, presumibilmente abbinata allo schermo da 11.6 pollici, ed una con processore da 2.4 GHz, 4 GB di RAM e schermo da 13.3 pollici. Per entrambe le versioni la scheda video dovrebbe essere una NVidia GeForce 320M.
I prezzi delle due configurazioni, sempre secondo CultOfMac, sarebbero rispettivamente di 1100 $ e 1400 $.

Il 15 giugno 2010 sancisce un punto di svolta per la storia del più piccolo dei Macintosh, il Mac mini.
A fine aprile Apple ha aggiornato la sua lista dell’hardware che sarebbe divenuto obsoleto a breve, segnalando una serie di prodotti per cui dalla metà di giugno non avrebbe più fornito assistenza. All’epoca l’attenzione si è concentrata perlopiù sul pensionamento delle prime due generazioni di iPod e su quella dei primi PowerMac e iMac G5 ma nel lungo elenco c’è anche “il Mac più compatto ed economico di sempre”, come venne definito al suo lancio.
Mi viene difficile ritenere una coincidenza che Apple abbia scelto proprio il 15 giugno per presentare un nuovo Mac mini e che non abbia deciso di consegnare alla storia il primo aspetto del mini e quindi, simbolicamente, anche alcuni degli obiettivi originari.
Analizzando le evoluzioni passate e l’annuncio di oggi si ha l’impressione che Apple abbia avuto modo di ripensare la sua strategia e dopo un periodo incerto stia puntando almeno in parte verso una clientela diversa da quella degli inizi.
Mancano ancora due mesi alla presentazione ufficiale del prossimo iPhone prevista per il 22 giugno, ma in questi ultimi giorni spuntano come funghi immagini che ritrarrebbero l’iPhone 4G anche noto come iPhone HD.
In questo caso è difficile parlare di mock-up perché il dispositivo viene ripreso da più angolazioni, nelle mani di uno sconosciuto ed addirittura privo della copertura posteriore, mettendo in mostra la batteria e parte dell’hardware.
In realtà sappiamo bene che esistono numerosi cloni cinesi dell’iPhone e questo potrebbe essere semplicemente uno dei tanti.
Anche in questo caso però il design potrebbe essere del tutto plausibile, con un’ampia cornice in alluminio e con una scocca posteriore in plastica per garantire la trasmissione e la ricezione dei segnali radio.
Voi cosa ne pensate?



[via engadget]
Mac Rumors ha ricevuto una serie di foto che dovrebbero ritrarre il guscio posteriore dell’iPhone 4G, il cui debutto è atteso per il 22 giugno.
La scocca unibody in alluminio ricorda molto le forme dell’iPad e dispone delle medesime aperture presenti nell’attuale guscio in plastica dell’iPhone 3Gs, con il foro della fotocamera posto in alto a sinistra, la fessura per i controlli del volume e l’interruttore per silenziare la suoneria sul lato destro ed i fori per due piccole viti, il microfono, l’altoparlante ed il connettore alla base.
In realtà il design non sembra così arrotondato come nell’iPad, con spigoli vivi che risulterebbero poco ergonomici, ma soprattutto i metadati delle immagini mostrano che le foto sono state salvate da Photoshop CS4.
In ogni caso una soluzione simile per il prossimo iPhone non dovrebbe essere scartata a priori, anche perché l’ipotesi di adottare un design unibody per il tablet si è poi rivelata vera.
Apple infatti detiene da tempo un brevetto per utilizzare scocche in alluminio ricavate dal pieno su piccoli dispositivi mobili come iPod ed iPhone, ma come dimostra l’iPad 3G, deve esserci anche una piccola porzione in plastica per non schermare il segnale radio.
Tempo fa vi avevamo parlato di Objectified, un docu-film realizzato da Gary Hustwit incentrato interamente sul design industriale.
Il regista lo ha realizzato intervistando i più famosi designer industriali del mondo e tra questi non poteva mancare Jonathan Ive, Apple Chief Designer dal 1997. Il film è stato distribuito in DVD il 13 ottobre ed oggi è possibile, tramite YouTube, visionare l’estratto dell’intervista ad Ive.
Il designer parla della cura che l’azienda ripone nella scelta dei materiali e delle forme, sottolineando l’evoluzione tra il primo iMac ed il penultimo modello (l’ultimo non era ancora commercializzato quando è stato realizzato il documentario); parla del design come “chiave di connessione tra il prodotto e l’utente” e mostra le componenti strutturali dei nuovi portatili con tecnologia Unibody.
Nel complesso, si tratta di un documentario molto interessante e questo estratto non può che aumentare la curiosità. Buona visione.
[Via Gizmodo]

Dato per spacciato con l’introduzione della tecnologia Unibody, il MacBook in policarbonato bianco è ancora una parte affatto irrilevante del portfolio di prodotti Apple, sostanzialmente poiché da solo rappresenta l’intero segmento entry level dei portatili Mac. E molto presto subirà un aggiornamento, di componentistica e design.
Le solite persone vicine a Cupertino svelano i piani della società sul 13 pollici in policarbonato, che sta per subire un trattamento ricostituente, con scocca più leggera, sottile e resistente, un’architettura interna di boot rivista e una batteria molto più duratura.
Introdotti nel lontano 2006, i MacBook bianchi e neri hanno sancito la storica transizione dai processori PPC (caro, vecchio iBook) a quelli Intel, introducendo caratteristiche presto adottate in tutti gli altri Mac, come la nuova tastiera, il connettore MagSafe o il display lucido.
Al momento, non è chiaro quanti modelli o configurazioni facciano parte della riprogettazione del MacBook, ma è molto probabile che come sempre assisteremo ad una differenziazione studiata a tavolino, con prezzi stabiliti in base alle caratteristiche. L’analista Ben Reitzes afferma:
Riteniamo che la linea MacBook abbia bisogno di una rinfrescata (c’è un solo MacBook disponibile ora, un vecchio modello bianco) e che potrebbe subire un abbassamento di prezzo, posizionandolo parecchio sotto i modelli dei nuovi MacBook Pro
Questo pronostico coincide con una indiscrezione di qualche mese fa secondo cui era lecito aspettarsi l’introduzione di Mac più economici a breve, il che è una bella notizia soprattutto per dei computer entry level. Tuttavia, questo risultato sarà ottenuto facendo uso di componenti e architetture non proprio all’avanguardia e, pare, con la rimozione della connettività FireWire.

Dopo avervi mostrato la prima gallery dal vivo dei nuovi MacBook Pro, vi proponiamo i nuovi benchmark dei nuovi modelli da 13″ e 15″ della famiglia di portatili Apple.
I benchmark riguardano, in particolare, due aspetti: la durata della batteria e la potenza di calcolo complessiva.

Come di consueto, iFixit s’è messa all’opera e ha smontato pezzo per pezzo il nuovo MacBook Pro 13″ Unibody presentato al WWDC’09 nei giorni scorsi. Le informazioni trapelate come sempre sono state illuminanti e, tra l’altro, per cambiare la batteria basta pure un po’ di sano - ed economico - fai da te.
La batteria ha un peso di 360 gr, quindi 60 gr in più rispetto al modello precedente, ed ha una capacità di 6000 Ma.h, contro i 4500 Ma.h di quella precedente. E’ integrata, intendiamoci, ed ufficialmente non dovrebbe essere neppure toccata dall’utente comune; tuttavia l’esperienza di iFixit dimostra che è incredibilmente facile accedervi con l’ausilio di un semplice cacciavite Phillips e senza ricorrere alla manodopera Apple da 139€ (che però gestisce anche lo smaltimento e non invalida la garanzia). E’ sufficiente infatti rimuovere le 10 viti che saldano la scocca inferiore al resto del computer, mentre precedentemente c’era una levetta che assolveva allo scopo. I più temerari saranno contenti di sapere che anche la sostituzione del lettore ottico, della RAM e dell’hard disk non dovrebbe essere un problema eccessivamente complesso.
Ha rappresentato invece motivo di disappunto lo slot SD, definitivo spietatamente “privo di fantasia”:
Metà della scheda SD pende fuori dal computer. Apparentemente, sembra che Apple non sia riuscita a trovare spazio sufficiente per farcela stare tutta.
Infine, tra le note negative c’è certamente da annoverare l’assenza del’input digitale, grave mancanza su una macchina di fascia Pro. Ma nonostante ciò, il MacBook Pro 13″ rappresenta comunque un eccellente investimento relativamente a qualità costruttiva, potenza e caratteristiche tecniche.
Il keynote di Phil Schiller è iniziato da poco, ed è stato presentato il primo prodotto, una nuova versione del MacBook Pro Unibody, con schermo da 15″.
Il nuovo MacBook Pro introduce diverse migliorie molto interessanti, a partire proprio dallo schermo, di qualità maggiore (la gamma dei colori visualizzabili è stata incrementata del 60%), anche se non usa la tecnologia OLED come invece alcuni speravano.
La batteria, presentata come rivoluzionaria durante il keynote, è a polimeri di litio e dovrebbe avere una vita di circa 5 anni (con 1000 ricariche) e una durata di 7 ore. Inoltre, c’è un cambiamento per quanto riguarda gli slot di espansione. È stato rimosso lo slot ExpressCard, che finora non aveva riscosso un grande successo, soprattutto tra gli utenti con esigenze minori, ed è stato sostituito con uno slot per schede SD.
Dopo avervi proposto le foto cruente di un MacBook Pro schiacciato dalle ruote di un’automobile, è la volta di saggiare la resistenza dei portatili costruiti con tecnologia unibody. La foto mostra un MacBook Air che è sopravvissuto ad un disastro aereo.
Nello scorso Febbraio un jet della Turkish Airways si schiantò vicino Amsterdam uccidendo 9 persone e ferendone altre 121. Sefer Baris, un passeggero di quel volo, ed il suo MacBook Air sopravvissero al disastro: entrambi con qualche cicatrice.
Continua a leggere: I notebook unibody sono davvero indistruttibili

Da 900€ a 1080€. Questo il costo da sostenere per dotare il proprio MacBook Pro di 8Gb di RAM.
Apple, infatti, ha introdotto la possibilità di dotare la linea di portatili professionali di moduli da 4Gb SO-DIMM 1066MHz DDR3 (PC3-8500).
Per il MacBook Pro da 17″ l’opzione è disponibile in Build-To-Order, contestualmente all’acquisto di un nuovo portatile, mentre per la versione da 15″ è possibile acquistare un kit di upgrade.
Possibilità interessante per i professionisti, per quanto i prezzi su Apple Store siano, come da tradizione, piuttosto proibitivi: non passerà comunque molto tempo prima che si diffondono opzioni di terze parti decisamente più economiche…
[via]
Da poche ore, è apparso sulla rete il video di presentazione dell’atteso DELL Adamo: un portatile innovativo e rivoluzionario rispetto ai notebook prodotti fin’ora dalla hardware-house statunitense.
A giudicare dal video, pare che anche Adamo utilizzerà il sistema Unibody: sistema utilizzato per la prima volta da Apple per la realizzazione dei nuovi MacBook. Si tratta di un processo produttivo che consente di estrarre il case del notebook direttamente da un unico blocco di alluminio.
Non è ancora chiaro se il video mostri il lingotto di alluminio per riferirsi ad un reale cambio di tecnica produttiva oppure a puro scopo d’immagine. Osservando il disegno del portatile, sembra che anche a Round Rock abbiano optato per il cambiamento.