
Recentemente TSMC (Taiwan Semiconductor Manufacturing Company) ha avviato la produzione di chip a 28 nm cercando fin da subito di incrementare la capacità produttiva per soddisfare la crescente domanda di processori ARM a basso consumo necessari per smarphone e tablet.
Tuttavia gli attuali volumi non sembrano essere sufficienti per coprire l’intera domanda di processori di un’azienda come Apple, che un paio di anni fa ha siglato un accordo con TSMC per affrancarsi da Samsung quale unico produttore dei processori A4, A5 ed A5x.
TSMC sta quindi investendo per aumentare ulteriormente la capacità produttiva dei chip a 28 nm, ma nello stesso tempo si prepara al passo successivo che prevede l’avvio della produzione di chip a 20 nm, con un investimento di circa 700 milioni di dollari.
Secondo il piano aziendale TSMC dovrebbe essere in grado di produrre processori ARM a 20 nm a partire dal 2014 in quantità sufficienti a soddisfare la domanda di Apple per la produzione di iPhone ed iPad.
[via appleinsider]

E’ da circa un anno che si parla dell’accordo di collaborazione tra Apple e TSMC per la produzione dei processori ARM, tuttavia fino ad oggi i SoC presenti nei vari dispositivi iOS sono stati sempre prodotti da Samsung, compreso il recente A5X del nuovo iPad.
Secondo Nobunaga Chai, analista di Digitimes Research, TSMC avrebbe cominciato a produrre ad un ritmo sostenuto chip realizzati con il processo produttivo a 28 nm, con un rapido incremento rispetto a quanto fatto in passato con il passaggio dalla produzione di chip da 65 nm a 45 nm.
Nonostante questa rapida crescita TSMC rimane piuttosto prudente, poiché i processori a 28 nm sono una novità relativamente recente e molti produttori continuano ad affidarsi ai più collaudati chip a 45 nm. La stessa Apple utilizza la tecnologia a 45 nm per l’A5X, mentre recentemente è stato scoperto che il processore A5 della nuova Apple TV è stato realizzato con la tecnologia produttiva a 32 nm.
Apple potrebbe quindi finalmente affrancarsi da Samsung per la produzione del processore A6 utilizzando la tecnologia a 28 nm di TSMC, che garantirebbe dimensioni e consumi ridotti rispetto agli attuali processori ARM, un’innovazione di cui potrebbe beneficiare il nuovo iPhone atteso in autunno.
[via digitimes]

Samsung è stata per molti anni l’unico fornitore di Apple per quanto riguarda la produzione di chip ARM ed anche l’attuale Apple A5 progettato da Cupertino viene prodotto in esclusiva dal colosso coreano. Samsung però è diventato anche il più temibile concorrente di Apple nella produzione di smartphone e tablet, al punto che le due società hanno intrapreso a suon di brevetti una battaglia legale che sta progressivamente logorando i buoni rapporti che intercorrevano tra le due aziende alcuni anni fa.
Non sorprende quindi che a Cupertino stiano guardando altrove per la produzione dei prossimo processore Apple A6, non solo per la realizzazione dei core, affidata alla taiwanese TSMC, ma anche per l’assemblaggio del packaging e per i test di qualità del prodotto finito.
Secondo alcune indiscrezioni una delegazione Apple avrebbe fatto visita alla taiwanese SPIL (Siliconware Precision Industries) che si occupa proprio dell’assemblaggio e dei test dei processori, in vista di una possibile collaborazione per la produzione dell’Apple A6, che secondo le ultime indiscrezione dovrebbe andare a regime nel secondo trimestre del 2012, facendo slittare il debutto dell’iPad 3 alla prossima primavera.
[via digitimes]

Il nuovo processore ARM Apple A6, dotato di quattro core e di un comparto grafico 10 volte più potente di quello presente nell’Apple A5, dovrebbe essere sufficientemente potente per gestire un dispositivo con elevata risoluzione come quella del prossimo iPad 3, accreditato di un Retina Display da 2048 x 1536 pixel.
Recentemente il Wall Street Journal ha smentito l’ipotesi di un debutto entro la fine dell’anno del nuovo tablet della Mela, indicando come probabile data di lancio del dispositivo i primi mesi del 2012.
Tuttavia, nonostante gli esemplari di preproduzione dell’A6 siano già stati realizzati da TSMC, l’analista Kevin Krewell di Linley Group sostiene che la produzione della versione definitiva di questo SoC non potrà essere avviata prima del secondo trimestre del 2012 facendo così slittare il lancio dell’iPad 3 a giugno 2012.
La causa di tutto ciò sarebbe il passaggio dalla tecnologia costruttiva da 40 nm a quella da 28 nm da parte di TSMC. Inoltre il produttore taiwanese dovrà attrezzarsi per far fronte ad un elevata domanda poiché potrebbe essere l’unico produttore dell’A6 garantendo per ogni esemplare gli alti livelli qualitativi imposti da Apple.
[via cnet]

Tutto è cominciato nel 2007 quanto Apple ha presentato il primo iPhone annunciando che il sistema operativo dell’innovativo dispositivo era una versione mobile di OS X, all’epoca infatti l’attuale iOS non aveva neanche un nome e solo successivamente Apple decise di chiamarlo iPhone OS, salvo poi acquisire da Cisco il nome iOS per non legarlo esclusivamente all’iPhone ed utilizzarlo su diversi prodotti come la Apple TV e l’iPad.
Il successo dei dispositivi dotati di iOS ha indotto Apple a portare anche su OS X alcune utili funzionalità come le applicazioni a schermo intero, il salvataggio automatico e l’App Store, inaugurando con Lion un processo di convergenza che in futuro potrebbe portare i due sistemi operativi a fondersi in uno solo.
Mentre però iOS è nato per gestire un’interfaccia multitouch su processore ARM, OS X è legato ai processori Intel X86 ed è fondamentalmente basato su un’interfaccia a finestre da utilizzare tramite un puntatore sullo schermo, sebbene Lion abbia introdotto diverse gesture mutuandole proprio da iOS.
Continua a leggere: iOS e OS X nel 2012 convergeranno sul processore Apple A6

Da tempo si parla di un accordo tra TSMC ed Apple per la produzione in esclusiva del futuro processore Apple A6, in modo da non dover fare più ricorso alle capacità produttive della concorrente Samsung che ha forgiato tutti gli A4 e A5 montati da Apple sui propri dispositivi iOS.
TSMC avrebbe ottenuto tutte le autorizzazioni per produrre i processori Apple di prossima generazione, basati sempre sull’architettura ARM, e secondo alcune indiscrezioni avrebbe già avviato la produzione di preserie dell’A6 per permette ad Apple di effettuare tutti i test necessari prima di avviare la produzione di nuovi dispositivi.
Il processore A6 dovrebbe essere prodotto con tecnologia a 28 nm, una netta riduzione rispetto alla tecnologia a 40 nm utilizzata da Samsung per produrre l’attuale A5 dual core. La sezione grafica del SoC dovrebbe essere costituita dalla GPU PowerVR Series 6 che vanta una potenza di calcolo 10 volte superiore rispetto alla PowerVR SGX543 utilizzata nell’A5.
Il processore Apple A6 sarà adottato nella prossima generazione del tablet della Mela, in modo da offrire un’elevata capacità di elaborazione grafica, necessaria per pilotare il Retina Display che molto probabilmente equipaggerà l’iPad 3.
[via reuters]

Lo scorso marzo era circolata un’indiscrezione secondo la quale Apple si apprestava a far produrre i nuovi processori Apple A5 alla Taiwan Semiconductor Manufacturing Company, meglio nota come TSMC, per non dover dipendere solo da Samsung per la produzione dei propri SoC ARM.
In realtà l’analisi dei componenti dell’iPad 2 ha dimostrato che i nuovi processori dual core A5 sono ancora prodotti da Samsung, che come sappiamo ha rapporti contrastanti con Apple, da una parte fa grandi affari con la produzione e la vendita di componenti, dall’altra viene chiamata in causa da Cupertino per aver copiato i celebri prodotti della Mela.
Nel 2012 le cose però potrebbero cambiare ed Apple potrebbe rivolgersi proprio a TSMC per la produzione dei prossimi processori A6, in modo da non dover far produrre i propri componenti da un possibile concorrente, come di fatto avviene con Samsung.
Attualmente il processore Apple A5 è realizzato con un processo produttivo a 45 nm, mentre TSMC produce SoC per altri produttori di smartphone con tecnologia a 40 nm, ma si mormora che per il prossimo Apple A6 potrebbe addirittura scendere a 28 nm, sempre che a Cupertino non decidano di farsi costruire i propri SoC ARM da Intel che ha messo a punto un processo per la produzione di transistor tridimensionali a 22 nm.
[via arstechnica]

Alcune indiscrezioni raccolte da EETimes rivelano che Apple ha stretto precisi accordi col contractor taiwanese TSMC per quanto concerne la produzione dei chip A5 a 40 nanometri, destinati alle nuove generazioni di iPad ed AppleTV.
La notizia ha un certo rilievo poiché le tecniche produttive a 40 nm utilizzate da TSMC risultano migliori dei 45 nm di Samsung, e permettono la costruzione di chip più efficienti, potenti e piccoli rispetto alla concorrenza. Un primato che consente ad Apple di mantenere un discreto vantaggio tecnologico (chip quad core in arrivo?) e di mettersi al riparo da eventuali politiche protezionistiche. Coi suoi Galaxy S e Galaxy Tab, infatti, Samsung non è solo un fornitore ma anche e soprattutto un competitor, e in momenti di difficoltà potrebbe finire col privilegiare i propri approvvigionamenti di componentistica a scapito di Cupertino.
E sebbene non si possano lanciare accuse di intenzionalità, si tratta pur sempre di un’ipotesi tutt’altro che remota. HTC è dovuta passare di punto in bianco agli LCD rinunciando agli schermi AMOLED proprio a causa dei ritmi produttivi di Samsung, appena sufficienti -guarda caso- al proprio fabbisogno interno. Siglando importanti partnership strategiche con altri attori nel comparto, la mela si mette al riparo dai danni inferti dalla dipendenza, garantendosi al contempo un discreto margine di competitività.
Apple comunque continua ad avere bisogno di Samsung per le memorie flash destinate ad iPhone, iPad ed iPod touch, motivo per cui si tratta solo di una diversione momentanea e contingente, come spesso avviene a Cupertino in frangenti simili. E’ proprio in quest’ottica che va visto l’abbandono dei chip grafici Nvidia in favore di AMD negli ultimi MacBook Pro, in seguito alla disputa legale con Intel e ai noti difetti di fabbricazione di alcune schede integrate Nividia, che hanno hanno causato tra l’altro diversi grattacapi tra i produttori e assemblatori di computer.