
iFixit ha smontato il nuovo modello di iPod nano, che a prima vista sembra esattamente identico a quello della generazione precedente. Infatti la maggior parte dei componenti elettronici sono gli stessi del modello 6G dello scorso anno.
Vi sono però 2 componenti diversi nell’hardware dell’iPod nano: un nuovo processore Apple e una memoria flash SanDisk. Apple abbandona quindi il modulo Toshiba della generazione precedente dello scorso anno per passare a fornirsi presso SanDisk.
Il nuovo processore è un SoC Samsung, che Apple ha “risistemato” aggiungendovi un chip ARM e 512 Mbits (64 MB) di SDRAM DDR. Per il resto, il modello è molto simile alla sesta generazione di iPod nano, tant’è che questo dispositivo ha recentemente ricevuto un aggiornamento software che vi aggiunge molte novità del 7G.
[trovate ulteriori foto su iFixit]

Secondo i numeri riportati dall’attendibile Digitimes, le prime infornate di Ultrabook della concorrenza partiranno in sordina e con la ridotta. La produzione infatti non supererà, in questa fase iniziale, le 50.000 unità; una scelta nata dalla necessità di sondare il mercato ed accertarsi che esista effettivamente spazio per versioni non-Mac degli ultraportatili.
Dopo la batosta dei notebook CULV (Consumer Ultra Low Voltage) dell’anno scorso, la maggior parte dei blasoni dell’elettronica di consumo ha deciso di andarci semplicemente più piano, e così modelli come l’Acer Aspire S3, il Lenovo IdeaPad U300s o il Toshiba Portege Z830 saranno assemblati in quantità da esperimento di mercato:
Con gli Ultrabook che hanno ancora problemi di costo e tecnologia da risolvere, i produttori di notebook, soprattutto a causa della precedente esperienza con i notebook ultra-sottili basati su CULV, stanno ostentando un approccio piuttosto conservativo con le loro nuove macchine ultra-sottili, e i nuovi ordini vengono limitati ai fornitori upstream.
Come dire, il minimo sindacale per saggiare l’eventuale gradimento del pubblico, e se necessario -solo se necessario- dare inizio alla produzione di massa. Una lentezza cronica che ha spinto Intel a intercedere:
Per incoraggiare i partner produttori di notebook, Intel terrà una conferenza dedicata agli Ultrabook il 14 settembre nella speranza di risolvere alcune delle complicazioni tecnologiche e magari attrarre nuovi attori nell’industria degli Ultrabook.
E in un periodo di crisi economica come quello attuale, viene da domandarsi se le aspettative di Intel -”gli Ultrabook rappresenteranno il 40% dei portatili entro il 2012″- siano attendibili o anche solo percorribili. Il cosiddetto “effetto tablet” infatti rischia di deprimere ulteriormente il segmento, e molti utenti oramai optano per un iPad o giù di lì in sostituzione del portatile tradizionale.

Da tempo circolano voci su possibili accordi tra Apple e Toshiba per la produzione di display destinati alle future generazioni di iPhone, al punto che Cupertino, secondo alcune indiscrezioni, avrebbe contribuito finanziariamente alla realizzazione degli impianti produttivi.
Toshiba ha annunciato di essere in procinto di produrre display per dispositivi mobili con una densità di pixel di ben 367 ppi, superiore quindi a quella dell’attuale Retina Display dell’iPhone 4 che arriva a 326 ppi. Questi display saranno disponibili in varie dimensioni con diagonale compresa tra i 3.3 ed i 4 pollici, mentre la risoluzione spazierà dai 480 x 864 pixel (Wide VGA) ai 720 x 1280 pixel (HD). Grazie alla tecnologia LTPS i display Toshiba possono inoltre vantare un elevato contrasto, fino a 1500:1, ed un ampio angolo di visione, fino a 176°.
Non è affatto detto che Apple adotti nelle future generazioni di iPhone display con queste risoluzioni, anzi è piuttosto improbabile che Toshiba abbia indirettamente svelato le caratteristiche di un futuro prodotto della Mela, ma Cupertino potrebbe far realizzare con questa tecnologia i display destinati ai propri dispositivi mobili equipaggiati con il sistema operativo iOS.
[via 9to5mac]

Ancora non sappiamo come sarà il prossimo iPhone, non sappiamo nemmeno se ci sarà un interlocutorio iPhone 4s prima del vero e proprio iPhone 5, ma in ogni caso possiamo già anticipare quale sarà la tecnologia che verrà adottata nella sesta generazione dell’iPhone, almeno per quel che riguarda il display.
Se pochissimi anni fa i SOC (System On a Chip), ovvero i piccoli chip come l’Apple A4 che racchiudono al loro interno tutti i componenti di un computer, ci sembravano un prodigio della microelettronica, presto dovremo abituarci ai nuovi SOG (System On Glass), che integrano buona parte dell’elettronica di un dispositivo direttamente all’interno del display.
Questa rivoluzione si realizzerà attraverso una serie di passi di avvicinamento, il primo dei quali sarà la creazione di display che includono al loro interno il touchscreen capacitivo con la relativa elettronica di controllo.
Secondo alcune indiscrezioni Sharp e Toshiba hanno siglato accordi con Apple per produrre questi innovativi display a partire dalla seconda metà del 2012. Più precisamente le due aziende si apprestano a realizzare LCD p-Si, con un processo di produzione a bassa temperatura che fa uso di silicio policristallino, ottenendo display più leggeri e meno avidi di energia rispetto ad un tradizionale LCD.
Questa soluzione permetterà ad Apple di realizzare iPhone più sottili, grazie alla riduzione del numero di componenti interni, ma un altro grande beneficio offerto dall’architettura SOC sarà quello di rendere il dispositivo meno soggetto ai problemi dei falsi contatti, poiché tutta la logica di controllo del display e del touchscreen potrà essere intregrata direttamente nel pannello LCD collegandolo al processore con un semplice bus seriale.
[via appleinsider]

La velocità di boot e le elevate prestazioni dei nuovi MacBook Air sono in gran parte dovute all’adozione delle nuove SDD Card, note anche come SDDs blade, una soluzione tecnologica che ha anche contribuito a ridurre peso e dimensioni complessive dell’ultraportatile della Mela, decretandone il successo.
Apple tuttavia ha recentemente cambiato il fornitore delle memorie flash passando dalle SSD card TS128C prodotte da Toshiba ai moduli SM128C prodotti da Samsung, che risultano più veloci del 25% in lettura e del 20% in scrittura, inoltre queste ultime sono dotate anche della tecnologia Native Command Queuing (NCQ) .
Al momento non sono ancora stati effettuati benchmark esaustivi sui più recenti esemplari di MacBook Air equipaggiati con le nuove SSDs prodotte da Samsung, ma c’è da scommettere che le prestazioni complessive risulteranno ulteriormente incrementate.

[via 9to5mac]
Due notizie non fanno una notizia, ma questa volta potrebbe essere lecito sognare che ci sia una qualche correlazione tra l’indiscrezione che riguarda una partnership tra Apple e Toshiba ed il prototipo mostrato nel video qui sopra.
Secondo il Nikkey business daily, la Toshiba Mobile Display Co starebbe costruendo un impianto nella zona di Ishikawa per la produzione di display LCD destinati prevalentemente ad equipaggiare dispositivi Apple dotati di sistema operativo iOS. La fabbrica sarà in grado di produrre display ad alta risoluzione e raddoppierà l’attuale produzione di Toshiba che si attesta intorno agli 8 milioni e mezzo di pannelli LCD. A quanto pare Apple sosterrà parte dei costi finanziari necessari a costruire l’impianto che dovrebbe diventare operativo nella seconda metà del 2011.
Ma Toshiba è anche una delle poche aziende specializzate nella produzione di schermi 3D che non necessitano di appositi occhiali. Il problema di questi schermi è l’angolo di visione molto ridotto circa 30°, più lo schermo è grande più l’effetto 3D svanisce, come ho potuto constatare di persona guardando due prototipi Sharp all’IFA di Berlino, uno da 4 ed uno da 10 pollici. L’idea di Toshiba è stata quella di unire questa tecnologia con gli accelerometri per modificare dinamicamente l’orientamento dell’immagine ed ottenere un angolo di visione tre volte più ampio, raggiungendo virtualmente i 90°.
Toshiba sostiene che questa tecnologia possa essere utilizzata per scopi didattici e per pubblicizzare alcuni prodotti, ma potrebbe anche essere adottata da Apple sui dispositivi che verranno prodotti nel 2012.
Cosa ne pensate di un iPhone o di un iPad con schermo 3D ?
[via engadget]

Toshiba ha annunciato che commercializzerà le memorie SSD “Blade X-gale” presenti sui MacBook Air di nuova generazione.
Questi drive saranno disponibili nei formati 64GB, 128GB e 256 GB. Quest’ultimo formato è più spesso degli altri, dato che presenta moduli di memoria su entrambi i lati della “lama”. Magari questo non sarà un problema per il Macbook Air 13″, però potrebbe non entrare nel MacBook Air da 11,6″, visto che la RAM è giusto al di sopra delle schede di memoria, per guadagnare spazio.
I drive SSD saranno venduti agli assemblatori di computer, ma non agli utenti finali. Per il momento Toshiba non ha specificato i prezzi della sua gamma di memorie SSD. Sono invece ben note le caratteristiche tecniche delle memorie SSD “Blade X-gale”: 220MB/s in lettura, 180MB/s in scrittura e interfaccia SATA 2.6 (3Gps).

Apple è ora molto vicina alla terza posizione di Acer nella classifica delle quote di mercato dei computer in USA. Lo studio è stato condotto da IDC.
Apple è cresciuta anno dopo anno fino a raggiungere la quarta posizione con un numero di Mac circa uguale a 1,62 mlioni. Al terzo posto, Acer è al sicuro con il suo 11%. Anche Toshiba ottiene un’ottima quota di mercato (8,5%) utile a valergli un quinto posto.
Al vertice, HP consolida la sua posizione con un 25,7% dei computer americani, in altri termini ben 4,72 milioni di PC. Al seguito si trova DELL con un minaccioso 24%. I numeri di Apple, a meno di evenienze del tutto nuove ed impreviste, sono destinati ad aumentare ancora il prossimo anno.
[Via Electronista]

Toshiba può vantare il primato di essere riuscita a produrre una memoria NAND da 64GB, combinando 16 moduli da 32GBit (4 GB) e in Rete si cominciano a fare supposizioni sul prossimo refresh dei prodotti firmati Apple.
Dato che i primi sample sono già disponibili e che la produzione di massa partirà nel periodo compreso tra Gennaio e Marzo 2010, non si può escludere che Apple decida di dotare i prossimi dispositivi mobili di queste memorie.
Di fatto, se Apple decidesse di adottare queste nuove memorie NAND, sarebbe in grado di produrre iPhone con una capacità massima doppia rispetto alla attuale. Di conseguenza gli iPod touch, che hanno sufficiente spazio per due moduli di memoria NAND, potrebbero arrivare a ben 128GB.
Se si considera che l’iPhone 3GS, uscito lo scorso giugno, monta proprio NAND marcate Toshiba, si può ritenere quantomeno fondata questa supposizione. Del resto l’aumento della memoria di archiviazione disponibile su nuovi modelli di iPhone e/o iPod, è un aspetto al quale gli utenti della mela sono abituati.
[via AppleInsider]
Toshiba ha ufficialmente presentato la propria linea di dischi rigidi per dispositivi portatili di largo consumo, tutti basati su un fattore di forma di 1,8″ e capienti massimo 160GB. Tutte le unità MKxx34GAL utilizzano un singolo piatto che occupa meno di 5mm di altezza, rendendolo ideale per lettori multimediali, video camere digitali e altri dispositivi portatili elettronici. Toshiba ha presentato i suoi nuovi dischi come i più capienti, efficienti e duraturi del mercato.
I drive da 4200rpm usano un’interfaccia PATA e sono certificati per sopportare shock fino a 1500G da spenti, e fino a 600G quando sono accesi. La dimensione del buffer è di 8Mb, con un tempo di seek medio di soli 15ms. Apple utilizza questo hard disk nella nuovissima linea di iPod Classic.
Il modello da 160Gb è già disponibile, mentre i modelli da 60Gb, 80Gb e 120Gb sono attesi per la fine di settembre. I prezzi non sono ancora stati rivelati anche se si tratta di componenti non vendibili al consumatore finale.
[Via iPodNN]