
Gli ultimi keynote di Steve Jobs hanno riservato agli appassionati molte meno sorprese di quelle a cui erano abituati: pensiamo al case dell’iPhone 3G, rivelato in anticipo da molte foto, oppure all’intero keynote Let’s Rock, interamente previsto fin nei particolari da Kevin Rose. Molti utenti si sono chiesti il perché Apple non abbia sguinzagliato, come in passato, i suoi legali per far rimuovere il materiale di sua proprietà. A rispondere a questo quesito ha pensato Nicholas Ciarelli, autore di Think Secret, che ha dovuto chiudere il suo sito dopo una querela di Apple.
Secondo Ciarelli, Apple potrebbe aver cambiato la sua linea di gestione per vari motivi, il primo tra questi è forse la pubblicità negativa generata da cause e querele che, in qualche caso, hanno chiuso la bocca a molti blog. Ciarelli sostiene inoltre che molti siti di rumors godono ora di grossi sostegni finanziari, come Engadget, che è stato acquisito da AOL. Apple rischierebbe, quindi, di fronteggiare delle multinazionali con inutili cause di proporzioni esagerate.
Questa nuova posizione di Apple può essere più o meno condivisibile. Quel che è certo è che i prossimi keynote non saranno più come quelli di una volta e che molti utenti rimpiangeranno le presentazioni piene di sorprese inaspettate e completate dall’ormai scomparso “One more thing”.
[via MacNN]
Lo avevamo annunciato a fine dicembre e da pochi minuti è ufficialmente “morto”.
Think Secret, lo storico blog di rumor e indiscrezioni relative al mondo Apple e Mac, ha chiuso i battenti, anzi, gli accessi poiché la pagina del sito ora dà il messaggio d’errore 403 (mancanza di permessi per la visualizzazione).
Una grande perdita per tutti noi appassionati della mela.
R.I.P.
[via 9to5 Mac]

La primavera del 2006 fu scossa da una dura reazione di Apple contro le fughe di notizie e il diffondersi dei rumors ripresi dalle maggiori testate del campo.
Addirittura pare che a Cupertino fu preparata una notizia “civetta” (il famigerato Asteroid, remember?) in modo da portare alla luce le talpe. Seguirono azioni legali, con risultati non entusiasmanti per Apple, che si vide sbattere in faccia una “cosa” chiamata primo emendamento, per la prima volta esteso ai blogger oltre che ai giornalisti veri e propri, tutelandone la liberà di stampa e la riservatezza delle fonti.
AppleInsider, così, ce la fece, potendo contare anche su una struttura economica ed editoriale abbastanza solida. Diverso epilogo, purtroppo, ha avuto la vertenza contro ThinkSecret, sito che, pur avendo raggiunto una diffusione ed una autorevolezza notevole, era pur sempre gestito in maniera amatoriale, con pochi soldi e tanto lavoro e passione.
Si apprende, infatti, che Apple e Nick Ciarelli (editor e publisher di ThinkSecret) hanno raggiunto un accordo extragiudiziale che fa cadere le denunce di Cupertino ma contemporaneamente impone la chiusura definitiva del sito.
Appare chiaro, nonostante il comunicato ufficiale parli di “soluzione positiva per entrambe le parti”, come un singolo non abbia potuto/voluto far fronte alla potenza di fuoco di un imponente ufficio legale di una grande azienda, e di fatto sia stato costretto a chiudere i battenti per evitare grane e spese che avrebbero segnato la sua vita privata oltre che professionale.
Per quello che vale, esprimiamo la nostra solidarietà a Nick Ciarelli (che in passato abbiamo avuto modo di conoscere direttamente, seppur virtualmente) e siamo convinti che quella di oggi sia una brutta giornata, per Apple, per il mondo del blogging e per la stampa.
Ad maiora, Nick!