
Nathan Barry è un giovane UX designer dell’Idaho (nord-ovest degli USA) che recentemente ha condiviso la propria esperienza lavorativa, partita come molti altri come progetto parallelo al lavoro “vero” senza possedere alcun background riguardo la programmazione per sviluppare applicazioni per OSX e iOS.
Barry ha sfruttato la sua capacità di creare interfacce chiare e funzionali per ideare un’applicazione per iPad e iPhone in grado di dare una voce a chi non è in grado di parlare. Un’idea nata per superare i limiti di un “marchingegno” medico utilizzato da persone affette da autismo, costrette a dover spendere più di settemila dollari per uno strumento inutilizzabile anche da parte degli addetti ai lavori. Un costo spropositato rispetto a un iPad con l’applicazione OneVoice, dal costo di 199$.
Una partenza in sordina, data la nicchia di utenti a cui era mirata, che ha visto un progressivo aumento delle vendite grazie a una promozione mirata off-appstore a professionisti come esperti in patologie del linguaggio, subito entusiasti dello strumento e pronti a rilasciare recensioni positive a cinque stelle.
Continua a leggere: L'app che dona la voce: la breve storia della startup OneVoice

Tra le novità in arrivo con iOS 5, c’è il sistema di messagistica unificato con la mela ribattezzato -senza troppa inventiva- iMessage, che consentirà agli utenti iOS di scambiarsi messaggi e contenuti sulla falsariga di SMS ed MMS, ma in modo del tutto gratuito, fatta ovviamente esclusione per i costi di connessione ad Internet. La buona notizia è che Apple è alacremente al lavoro per estendere le funzionalità di iMessage fino al Mac, integrandole direttamente in iChat di Lion.
Sepolte nel framework di iChat in OS X Lion, infatti, sono state scovate un paio di inedite proprietà -le ultime due, nella fattispecie- che preannunciano la novità:
@interface IMMessage : NSObject
{
IMHandle *_sender;
IMHandle *_subject;
NSAttributedString *_text;
NSString *_plainBody;
NSDate *_time;
NSDate *_timeDelivered;
NSDate *_timeRead;
I campi “timeDelivered” e “timeRead” indicano rispettivamente le funzioni di monitoraggio della consegna dei messaggi e a la ricevuta di avvenuta lettura, ovvero due caratteristiche totalmente assenti nel protocollo di comunicazione adottato da iChat e comparse di punto in bianco in OS X Lion. Una serie di coincidenze che si spiega solo con la volontà, da parte di Cupertino, di aggiungere ad iChat la compatibilità col protocollo iMessage.
Ciò significa che presto sarà possibile scambiarsi messaggi multimediali tra Mac e iPhone, iPad ed iPod touch, con la semplicità di una soluzione integrata. Anzi, già che ci siamo, perché non inglobare anche FaceTime così non ci si pensa più?

Stando alle indiscrezioni stillate su Macotakara questa mattina, Apple sarebbe al lavoro su di una profonda revisione di Logic Pro “X” in arrivo nei prossimi mesi. Non sono noti molti dettagli, ma per gli utenti Pro si profila una piccola rivoluzione.
Aria di cambiamenti per le ProApp, a quanto pare: anche la prossima versione della suite di manipolazione audio con la mela, infatti, riceverà un trattamento ricostituente simile a quanto già visto per Final Cut Pro X. Il che significa che alcune app -precedentemente separate- verranno inglobate in un unico pacchetto mentre altre verranno vendute singolarmente:
Macotakara suggerisce che il processo di consolidazione infilerà il software di masterizzazione Waveburner, precedentemente separato, all’interno dell’applicazione, mentre il pannello di controllo degli strumenti virtuali MainStage verrà venduto separatamente.
E sebbene non sia esplicitato nel rumor, è praticamente scontato che le novità debutteranno sul Mac App Store in forma di download digitale, probabilmente a prezzi più competitivi dei precedenti pacchetti fatti di supporti ottici e manuali voluminosi come elenchi telefonici. Non è noto se Lion sarà il requisito minimo, ma visto che la distribuzione avviene sul MAS, va da sé che si renderanno comunque necessari almeno Mac OS X 10.6.6 e versioni successive.
Logic Pro X rappresenta solo un tassello del mosaico di software che Apple riserva all’utenza professionale, assieme all’applicativo di editing video Final Cut Pro X, rilasciato recentemente, e a quello di gestione delle foto Aperture, il cui aggiornamento più importante risale allo scorso febbraio.

In quel di Carpi (MO) fervono i preparativi per un’iniziativa dedicata al mondo degli sviluppatori per iPhone, iPad e iPod touch. Si chiama CocoaHeads e sarà una maratona di programmazione per produrre un’applicazione per iOS nell’arco di una notte.
Il termine CocoaHeads viene usato da tempo a livello internazionale dai gruppi di programmatori per iPhone & C. e per le loro riunioni periodiche. Dietro la prima sessione italiana c’è la software house emiliano-romagnola Command Guru, forte dell’esperienza iPhone Reality Show nel 2009. L’azienda punta a creare un appuntamento mensile produttivo e istruttivo in cui l’esperienza di sviluppo verrà testimoniata, condivisa e trasmessa via Internet e i risultati (le app) resi disponibili sull’App Store e come codice sorgente.
Ho interpellato l’amministratore delegato di Command Guru, Alessio Zito Rossi, per fargli qualche domanda.

Contrariamente al solito, Apple ha già iniziato ad inviare agli sviluppatori la prima beta di Mac OS X 10.6.6, nonostante non abbia ancora distribuito all’utenza Mac OS X 10.6.5, un atteso update pronto da giorni che alligna tuttavia da qualche parte a Cupertino assieme ad iOS 4.2.
La beta non contiene alcun riferimento a problemi specifici, ma si limita a fornire “supporto agli sviluppatori per le ricevute su App Store ed il loro rinnovo (”developer support for and renewing App Store receipts”); un evidente accenno al Mac App Store presentato con Mac OS X 10.7 Lion ma che presto si propagherà anche su Snow Leopard.
La build in questione è nota internamente col codice 10J521 ed ha un peso eccezionalmente piccolo, appena 3,7 MB. Ciò comunque implica che il rilascio della 10.6.5 definitiva è questione di ore, probabilmente in contemporanea alla release di iTunes 10.1 ed iOS 4.2, anch’esso in stato di Golden Master.
Lo sviluppatore di Mockupscreens, Igor Jese, ha rilasciato la versione Mac nativa del popolare software di prototipazione di interfacce grafiche, precedentemente disponibile solo per Windows. Il programma crea mockup di applicazioni e pagine web consentendo una facile manipolazione nonché l’indispensabile comunicazione visuale necessaria durante la prima fase di realizzazione di un software professionale.
Il software consente anche di osservare l’interfaccia disegnata in quattro modalità diverse: disegno minimalistico in bianco e nero; disegno web; disegno Mac OS X e disegno Windows. Tale meccanismo è utile soprattuto nel caso di sviluppo di applicazioni cross-platform.
La caratteristica principale del software consiste nell’area di disegno tramite la quale l’utente può trascinare sul pannello attivo gli elementi dell’interfaccia da realizzare: radio button, caselle di testo, tab e tanti altri. Tutti gli elementi sono personalizzabili in base alle proprie necessità. I mockup possono essere esportati in PDF oppure HTML. Tali formati sono particolarmente agevoli per essere utilizzati durante live meeting tra sviluppatori, designer e clienti.
Continua a leggere: MockUpScreens: creare interfacce ora anche in Mac OS X

Il prossimo aggiornamento di Snow Leopard, Mac OS X 10.6.5, è stato finalmente ultimato. Lo rivelano delle fonti interne ad Apple. L’ultima versione, riveduta e corretta, pare sia stata rilasciata internamente già lunedì, mentre potrà essere scaricata in uno o massimo due giorni. Il codice potrebbe essere inviato tramite Aggiornamento Software già a partire da oggi.
I mesi di sviluppo necessari alla sua realizzazione, hanno permesso di risolvere diversi problemi relativi alla stabilità e alle performance generali del sistema. Si tratti di problemi di grafica, stampa, scambio dati con i server Exchange ed operazione di processing con iPhoto ed Aperture. Altri bug minori sono stati risolti relativamente all’applicazione Rubrica ed iCal (scambio di contatti tra le due app), ed uno relativo alla barra Dock.
[Foto PlayWares]

Durante la presentazione di Mac OS X Lion avvenuta nei giorni scorsi, Steve Jobs si era soffermato su alcune delle principali feature riguardanti il felino con la mela. Alcuni interessanti dettagli sono tuttavia balzati subito all’occhio di alcuni utenti sparsi sul Web, altri invece vengono fuori solo ora e anticipano delle vere e proprie rivoluzioni.
Avevamo già visto lo scrolling inerziale con i marcatori di posizione in trasparenza mutuati direttamente dall’iPhone che compaiono e scompaiono soltanto al gesture appropriato. Tuttavia, sui forum di MacRumors gli utenti si sono sbizzarriti, e hanno notato ad esempio che col nuovo OS sarà possibile effettuare il ridimensionamento di una finestra a partire da qualunque angolo e non soltanto da quello storico in basso a destra. Ma c’è molto di più.
Durante il keynote, parlando delle funzionalità ispirate ad iOS, Steve Jobs aveva menzionato l’AutoSave e il ripristino automatico delle app al lancio, vale a dire il meccanismo con cui i dispositivi mobili Apple congelano le applicazioni allo stato in cui si trovano per poi riportarle in vita e continuare il lavoro senza soluzione di continuità.
Ciò implica anche che con Lion non esisterà più differenza tra un’app avviata, una chiusa e una congelata: per questa ragione, sparisce nel Dock l’indicatore luminoso che segnala le applicazioni aperte.
Continua a leggere: Mac OS X Lion: nessuna differenza tra app aperte e chiuse?

Apple ha rilasciato agli sviluppatori l’ottava release di Mac OS X 10.6.5: build 10H562. Il file ha una dimensione di 616MB e non contiene alcun problema noto. Arriva dopo una settimana dal rilascio della precedente build 10H555, segno del lavoro che continua senza sosta malgrado gli sforzi per lo sviluppo di Mac OS X Lion. Le build ancora precedenti erano state rilasciate ogni due settimane.
Agli sviluppatori è stato chiesto di concentrarsi principalmente sulla stampa. La richiesta, più che trovare un fondamento in una carenza dell’update potrebbe essere giustificata dall’ormai prossimo rilascio di AirPrint su iOS 4.2. La versione pubblica, si vocifera, potrebbe arrivare questa settimana insieme all’aggiornamento hardware dei nuovi MacBook Air.

Apple ha rilasciato la terza preview di Xcode 4, l’ultima versione della suite di sviluppo per le piattaforme Mac OS e iOS. La versione 4 giungerà con una nuova interfaccia, la quale combinerà toolbar di navigazione (ricerca e visualizzazione dei contenuti) ed una Jump Bar che può essere utilizzata pr cambiare rapidamente i diversi livelli.
L’azienda di Cupertino ha rilasciato la precedente preview alla fine di luglio, mentre iOS 4.1 in versione Gold Master è stata rilasciata agli sviluppatori pochi giorni fa. La terza preview è ora disponibile per i membri iscritti al programma sviluppatori. La data del rilascio definitivo rimane ignota.
[Via MacNN]

Tra le varie tematiche toccate dal lungo post di John Gruber su Daring Fireball, viene menzionato una voce di corridoio secondo cui parecchi sviluppatori di Cupertino sarebbe stati momentaneamente spostati dal team dedicato a Mac OS X, a quello di iPhone OS 4.0. Motivo per cui, ipotizza, la prossima major release del Sistema Operativo per il resto di noi difficilmente arriverà prima di metà 2011.
Nel dettaglio, Gruber scrive:
Qualche mese fa ho sentito che Apple aveva in programma di rilasciare una beta per sviluppatori di Mac OS X 10.7 al WWDC del prossimo giugno. Non succederà. Lo sviluppo di Mac OS X 10.7 continua, ma con un team ridotto e tempistiche sconosciute. L’ipotesi plausibile è che non ci saranno notizie relative al 10.7 al WWDC di quest’anno, e probabilmente non ce ne saranno fino al 2011.
Certo, questa non è una bella notizia per gli utenti Apple soprattutto di vecchio corso, che dovranno scendere a compromessi con la realtà: Cupertino ha risorse e genio limitati, e ogni nuovo gingillo mobile ruba tempo ai computer tradizionali. Sono mesi che si susseguono rumors circa un imminente aggiornamento della linea MacBook Pro, e ogni volta è una scoraggiante delusione.
Col passaggio da Leopard è Snow Leopard si erano resi necessari 22 mesi di sviluppo, principalmente a causa dell’assenza di nuove importanti feature, a parte la maggiore ottimizzazione. Da Tiger a Leopard, invece, si dovette aspettare ben 30 mesi, il che appare un periodo più congruo per lo sviluppo di un Sistema Operativo. Insomma, niente Mac OS X 10.7 al prossimo WWDC: è ancora semplicemente troppo presto.

L’Australian Broadcasting Corporation si è gettata a capofitto nello sviluppo per iPad, sostiene il Sydney Morning Herald. Il network pare stia contattando diverse aziende di tecnologia per essere affiancata, con l’obiettivo di sviluppare applicazioni per iPad già da quest’anno. Non sono stati annunciati titoli specifici, ma si tratterà di qualcosa di simile a quanto stanno preparando CBC in Canada e BBC in Regno Unito.
Una delle aziende contattate è niente meno che Adobe, con la quale la ABC si dice abbia iniziato una collaborazione simile a quella con Wired. L’applicazione di iPad è basata su una traduzione di AIR/Flash in un formato compatibile con iPhone OS, con la possibilità di convertire i contenuti direttamente in InDesign (per la stampa).
[Via MacNN]