
Incrociando i più recenti risultati fiscali di Cupertino con le informazioni raccolte da ifoAppleStore, Horace Dediu di Asymco è riuscito a inferire con sorprendente precisione la produttività dei dipendenti Apple impegnati nel retail. E a giudicare dalle cifre, verrebbe voglia di chiuderli in cassaforte.
Merito della formazione, della capacità dei singoli e -diciamo la verità- della bontà dei prodotti che praticamente si vendono da soli. Fatto sta che gli Apple Store del mondo sono delle galline dalle uova d’oro, in cui si vende e si guadagna con ritmi che fanno spavento ai competitor. Ogni trimestre fiscale, infatti, gli addetti riescono a generare qualcosa come 100.000 dollari di movimentazione ciascuno. Nel 2010, in totale, ogni dipendente ha raggiunto mediamente i 481.000 dollari ciascuno, mentre quest’anno siamo a 320.000 dollari; c’è da considerare tuttavia che le stime si fermano al trimestre fiscale scorso, che chiudeva a settembre, quindi considerate le festività di mezzo c’è ancora ampio margine di crescita.
Per metro di paragone, basti pensare che una catena di abbigliamento statunitense come ne esistono tante anche da noi, JC Penney, genera “appena” 124 mila dollari l’anno per impiegato. Negli Apple Store però le leggi della fisica (del portafoglio) mutano all’improvviso, ed ecco perché ogni singolo visitatore porta con sé una media di 45$ in acquisti; considerato che negli Apple Store di tutto il mondo ricevono ogni anni 250 milioni di visite (ma si tratta di stime da rivedere al rialzo, visto che nel 2011 siamo a 222 milioni di visite solo per i primi tre trimestri), i conti sono presto fatti.
Eppure, come recita l’adagio, non è tutto oro quel che riluce, tant’è che negli Apple Store ultimamente spira un vento di protesta. Scioperano i dipendenti statunitensi, e scioperano pure quelli nostrani, per di più nel sacro giorno del lancio di iPhone 4s. Spesso la retorica manageriale, soprattutto quando le cose vanno male, spinge i collaboratori a identificarsi con la società per cui lavorano; chissà perché, però, lo stesso afflato non inebria i manager quando un dipendente porta a casa 481.000 dollari l’anno. Misteri del mercato.

Contrariamente al solito, questa volta le statistiche sull’andamento di Apple, dell’iTunes Store o dell’App Store sono state date durante il keynote, e i numeri sono semplicemente spettacolari. Sappiamo che iOS è su tutti gli iPhone, gli iPod touch ed iPad -oltre che Apple TV- e fino ad oggi di simili dispositivi ne sono stati commercializzati più di 200 milioni in tutto il mondo. Numeri che fanno dell’OS mobile con la mela il più diffuso in assoluto, con il 44% dell’interno mercato.
Solo di iPad ne sono stati venduti 25 milioni di esemplari, contando nel novero anche la prima versione e tenendo conto dei ritardi nella commercializzazione. E anche ad iTunes Store non è andata male, coi suoi 15 miliardi di brani venduti, mentre l’iBookStore per ora ha superato i 130 milioni di download; non è spiegato quanti di questi siano effettivamente a pagamento, ma la cifra è pur sempre consistente.
Attualmente le app disegnate specificatamente per iPad ammontano a 90.000 e il numero totale di applicazioni scaricate dallo store ha superato già l’incredibile soglia dei 14 miliardi di download. Una floridezza che è costata a Cupertino qualcosa come 2,5 miliardi di dollari versati direttamente nelle tasche degli sviluppatori.
In totale, gli utenti iscritti allo store -carta di credito alla mano e one-click purchasing abilitato- ammontano a oltre 225 milioni, il che segna un vero e proprio successo a livello mondiale. Ecco perché iOS 5 è di vitale importanza per la mela, e i tempi per metterci su le mani saranno abbastanza diluiti: una beta è già disponibile per gli sviluppatori, mentre gli utenti comuni dovranno attendere il rilascio ufficiale che avverrà il quest’autunno.

L’App Store di Apple ha varcato la soglia delle 500 mila applicazioni approvate e pubblicate, dalla data della sua apertura 2 anni e 10 mesi fa. Nell’App Store sono attualmente presenti poco più di 400 mila app disponibili al download: negli anni, quasi 100.000 app sono sono state ritirate dagli autori, sostituite con altre o cancellate.
Sulla pagina di Facebook riguardo alle 500 mila app dell’App Store è stata pubblicata un’interessante infografica che traccia la storia del negozio di software online di iOS. Lo studio proposto daf Chomp, 148apps e il produttore di giochi Chillingo riporta anche proiezioni sulle cifre dell’App Store: nel 2011 si pensa che saranno vendute di più di 15 miliardi di app in totale, generando 190% di benefici rispetto al 2010.
Il successo dell’App Store non deve stupire più di tanto visto che si tratta di una solidissima base per i benefici di Apple, che recentemente ha allargato il sistema di vendita di software ai computer Mac, lanciando il Mac App Store. Solamente per quanto riguarda le app ludiche: una recente analisi di Distimo, basata sui dati raccolti contemporaneamente negli USA e in sei nazioni europee (UK, Francia, Germania, Spagna, Olanda e Belgio), ha riportato che nel mese di marzo 2011 ogni giorno sono stati scaricati dall’App Store 5 milioni di giochi.
[Via 9to5mac]

Ancora numeri da capogiro per App Store. Secondo un report di Distimo in collaborazione con NewZoo e basato sui dati raccolti contemporaneamente negli USA e in sei nazioni europee (UK, Francia, Germania, Spagna, Olanda e Belgio), nel mese di marzo 2011, 63 milioni di utenti iOS hanno scaricato ogni singolo giorno ben 5 milioni di giochi.
Ciò significa che ognuno di loro ha effettuato mediamente 2,5 download ludici al mese, e questo spiega l’altissima percentuale di coloro che usano il proprio dispositivo iOS anche per giocare, vale a dire qualcosa tra il 50% ed il 75% sul totale. Una quantità che non a caso impensierisce da tempo i produttori di console mobili. Ma non finisce qui.
Oltre a scaricare molti titoli, gli utenti iOS contemplati nella ricerca spendono parecchio anche dopo per mezzo degli acquisti In-App:
Offrire l’opportunità di spendere denaro all’interno del gioco sta diventando una funzione irrinunciabile per gli sviluppatori. Sebbene infatti circa l’89% dei primi 300 giochi in classifica siano offerti a titolo gratuito, gli acquisti all’interno del gioco (tanto a pagamento che gratuiti) hanno generato approssimativamente 2/5 delle entrate totali. Le spese In-Game sui giochi gratuiti corrispondono all’incirca al 40% dei ricavi totali per iPhone/iPod Touch e al 32% per iPad.
E in effetti è un’antipatica tendenza che sta prendendo piede sull’App Store. Moltissimi titoli -anche con prezzi originali di listino parecchio superiori ai 99 centesimi- sono oramai diventati gratuiti, con pubblicità visualizzata a schermo e acquisti aggiuntivi da fare per rifornire l’arsenale, aggiungere vite o in generale prolungare l’attività di gioco. A ben vedere, alcuni di essi sembrano studiati per convincere l’utente ad acquistare ulteriori crediti/funzioni/armi/esche (nei giochi di pesca) e così via. Non è propriamente una bella novità, ma tant’è.
Non che avessimo dubbi a riguardo, si intende, ma secondo gli ultimi sondaggi Nielsen, l’85% del mercato USA dei tablet è ancora saldamente nelle mani di Apple, e il concorrente più prossimo langue ad un siderale 4%.
La parola più adatta per definire il fenomeno, suggerisce qualcuno, è probabilmente “dominio,” viste e considerate le cifre in ballo. La variante 3G dell’iPad è piaciuta ad un 43% degli intervistati mentre quella WiFi al 39%; ma a prescindere da questo, è l’iPad in tutte le sue incarnazioni che la fa da padrone, con i suoi contendenti più prossimi fermi ad enorme distanza: Samsung Galaxy al 4% e Motorola Xoom al 2%.
Probabilmente, destano maggiore interesse le statistiche sulle nuove abitudini indotte da un tipo di dispositivi che prima semplicemente non esistevano. Scopriamo così che il 35% degli utenti che possiedono anche un computer fisso ora lo usano molto di meno se non addirittura per niente, e un meccanismo del genere si è instaurato anche in quelli - il 32%- che possiedono un laptop: lo usano poco oppure lo hanno del tutto abbandonato, il che suffraga il sospetto che i computer superaccessoriati siano un mantra imposto del marketing dell’elettronica di consumo, e che per una fetta non trascurabile d’utenza il tablet garantisce una produttività inalterata rispetto al PC ma senza tutte le complicazioni di quest’ultimo. Anche chi possedeva un qualche modello di e-Reader, ora nel 27% dei casi lo usa meno o per niente, e analoghe sono le cifre per quelli che ora hanno riposto nel cassetto il lettore multimediale. Infine, un utente su quattro preferisce il tablet alla vecchia console collegata al televisore in salotto.
Il tablet è quindi visto come un dispositivo sufficientemente sofisticato per svolgere la maggior parte delle operazioni un tempo delegate al computer ma infinitamente più pratico da usare e trasportare. Nella classifica delle ragioni per l’acquisto di un tablet, infatti, leggiamo in ordine:
Continua a leggere: Nielsen: iPad detiene ancora l'82% del mercato tablet US

Secondo uno studio condotto da Royal Pingdom sui dati registrati da Statcounter in USA (oltre 3 milioni di siti web controllati), l’iPad da solo ha registrato più accessi rispetto a quelli registrati da tutte le macchine Linux messe assieme. La notizia forte del report era che gli utenti di Windows 7 avevano finalmente superato quelli di Windows XP, ma quando il team di analisti ha dato un’occhiata più attenta ai numeri dei sistemi operativi alla fine della lista, hanno notato anche la stranezza.
In generale, i sistemi Windows coprono l’82,28% di tutti i visitatori dei siti monitorati da Statcounter. All’ultimo posto ci sono gli utenti Linux con un 0,71%. iPad comunque, con gli accessi di iPhone e iPod touch rimossi, si attesta a un 1,18%.
E’ evidente che di fondo gli utenti Linux non navigano tanto quanto quelli iPad, anche perché alcune distribuzioni non sono state propriamente create per la navigazione Internet. E’ altresì scontato che Linux su desktop non ha la stessa trazione di iPad.
[Via GearLog]

Stando agli ultimi dati rilasciati da Stat Counter GlobalStat pare che iOS sia il sistema operativo mobile più utilizzato in Europa, Nord America e Australia. I dati misurano le quote di mercato dei 6 principali sistemi operativi mobili (iOS, BlackBerry OS, Symbian OS, Android, Sony Ericsson e Samsung) basandosi sul traffico che ogni sistema operativo genera nel web.
I due principali attori sono, come ci si aspettava, Symbian e iOS. Ciò che si aspettava un po’ meno era che tale indagine evidenziasse una così netta divisione: se in oriente il primo viene nettamente utilizzato di più (c’è da dire che in molti di quei paesi Apple non è presente), la situazione è completamente diversa per i paesi dove Apple è presente e commercializza i propri dispositivi mobili: iPhone, iPod touch e iPad.
I dati non menzionano affatto il sistema operativo mobile di Microsoft poichè, spiegano i responsabili dell’indagine, WinCE è universalmente morto e i dati di Windows Mobile sono ancora troppo bassi. Il paese che utilizza di più, in termini percentuali, il sistema operativo mobile di Cupertino è il Canada (83,7%), seguito da Cuba (77,2%) e Svizzera (76,7%). Sul fronte Android, il paese più affezionato è la Corea del Sud (78,3%) seguito da Austria (27,3%) e Taiwan (26,5%).
In Regno Unito il sistema operativo leader è BlackBerry OS che stranamente riscuote più successo all’estero che in Canada: il suo mercato locale. Gli USA sono presenti nella TOP10 di due sistemi operativi: BlackBerry e Android, non abbastanza per entrare in quella di iOS (la concorrenza con Android è accesissima).
[Via Royal PingDom]

La società di sviluppo e analisi finlandese Asmyco ha appena pubblicato un report che suffraga la crescente importanza rivestita dall’App Store all’interno dell’ecosistema Apple. Con 60 app scaricate in media da ogni dispositivo iOS al mondo sin qui commercializzato (esclusa ovviamente Apple TV), l’App Store cresce ad un ritmo superiore rispetto all’iTunes Store. E il sorpasso è previsto entro marzo.
Mancano pochi giorni al raggiungimento dei 10 miliardi di download sul bazar del software con la mela, e ciò significa che se il trend dovesse continuare con questi ritmi, entro marzo 2011 potremmo assistere al sorpasso vero e proprio: il software, insomma, rischia di battere la musica. E’ vero che una predizione del genere, Asymco l’aveva già lanciata -sbagliando- lo scorso settembre; ma è anche vero che Apple non ama fornire numeri troppo dettagliati, e che per questa ragione le statistiche possono subire poderose escursioni. Questa volta tuttavia ci siamo davvero vicini: in fondo, 10 miliardi di download sono arrivati nella metà del tempo che fu necessario all’iTunes Store:
L’incredibile storia di questa classifica non è tanto che vengono scaricate 30 milioni di app al giorno, quanto la crescita dei ritmi di download. E’ molto difficile concepire una crescita del genere: non soltanto cresce il numero dei download, ma cresce anche il tasso di incremento.
Inoltre, al mosaico va aggiunta un’ultima tessera. Alcuni potrebbero sostenere che la ragione dell’aumento del tasso di download stia tutta nella crescita di pari passo della base installata. In altre parole, il consumo di app potrebbe restare stabile da utente a utente.
E se nel 2008 per ogni dispositivo iOS venduto erano state scaricate 10 app, oggi il numero sale a 60. Ecco perché, concludono ad Asymco, presto i download di software per dispositivi mobili supereranno quelli dedicati al mondo dei PC. Anche se forse, su questo fronte, una sorpresa potrebbe riservarcela il neonato Mac App Store, almeno per qualche tempo.

Nielsen ha appena pubblicato il rapporto sulle quote di mercato USA dei diversi sistemi operativi mobili aggiornato a Novembre 2010. iOS si conferma in prima posizione (28,6%) seguito da RIM e Android quasi a pari punteggio (26,1% e 25,8%).
Sebbene possa sembrare una vittoria per Apple, non ci sono gli estremi per una festa. La crescita di Android è a dir poco sbalorditiva/preoccupante: mese dopo mese ha eroso quote di mercato direttamente a RIM (notate che la curva è speculare) ed è facile capire che iOS è seriamente tallonato, soprattutto considerando che quei dati sono ormai vecchi di ben 2 mesi.
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ArsTechnica, altrettanto scettico sulla felicità indotta da tali proiezioni per Apple, ha pubblicato un altro grafico: quello delle vendite di dispositivi mobili negli ultimi 6 mesi in USA. Mentre iOS si assesta su un 25% statico, Android corre con un 40% in netto aumento. Si consideri che i dati relativi ad iOS includono soprattutto anche quelli di iPad che per numero di vendite non dispone ancora di un degno concorrente.
Se questa è la situazione a livello americano, ben diversa è a livello mondiale.
[Via BGR | ArsTechnica]

Una recente ricerca condotta da ChangeWave negli USA, mostra un trend piuttosto interessante per Cupertino. Per l’attuale trimestre fiscale è infatti prevista un’eccezionale impennata della domanda di portatili con la mela. Complice il successo dei modelli recenti di MacBook Air.
Su di un gruppo di 2.812 americani intervistati, il 10% ha confermato l’intenzione di voler acquistare un portatile di lì a 90 giorni, evento fuori norma per ChangeWave, perché innalza la domanda a valori che non vedevamo da tre anni. Ma ben più interessante è che, tra costoro, il 36% ha affermato di voler acquistare una qualche versione del MacBook di Cupertino. Parliamo di un balzo, rispetto all’anno precedente, di 11 punti percentuali:
Il produttore maggiormente responsabile dell’incremento della domanda di portatili è Apple. […] Per farla breve, è il livello più alto mai registrato di propensione all’acquisto di laptop nelle inchieste ChangeWave.
E gran parte del merito va al supersottile di Cupertino, che ora integra solo memorie SSD e può essere acquistato anche nella più economica versione da 11″. Senza contare i benefìci degli “effetti halo multipli” citati dall’analista Charlie Wolf di Needham & Company, vale a dire la tendenza che hanno gli utenti di iPhone, iPad ed iPod ad acquistare altri prodotti Apple dopo averne provato uno.
I bambini sotto i 12 anni vorrebbero un iPad più delle console che hanno desiderato per tanti anni. Il dato è emerso dallo studio di Nielsen pubblicato ieri. Circa il 31% dei bambini compresi tra i 6 e i 12 anni desiderano un iPad, battendo sia i computer che gli iPod Touch (entrambi preferiti dal 29% degli intervistati). La linea Nintendo DS è ferma al 25%, mentre PSP è dietro con un 14%.
Tra gli altri dispositivi c’è la PS3, gradita dal 21% e la Nintendo Wii, desiderata dal 18%. Per la Xbox 360 si registra un 12%, anche con il nuovo Kinect (14%). Il nuovo accessorio Sony PlayStation Move riscuote successo per il 17% dei ragazzi.
Nella fascia dai 13 anni in su, troviamo dispositivi più generici come: computer (20%), TV e smartphone non-iPhone (19% ciascuno) ed iPad con un 18% sebbene sia il primo prodotto per il quale viene citato direttamente il nome e non la categoria. Tra i dispositivi indicati direttamente con il loro nome, la Nintendo Wii è al secondo posto con un 15%, seguito da iPhone e PS3 ciascuno con un 13% ed infine l’iPod touch con un 11%.
Sebbene Apple abbia realizzato l’iPad prevalentemente per attrarre un’utenza più adulta rispetto all’iPod touch, la popolarità del dispositivo come piattaforma di gioco è cresciuta di mese in mese. Le pubblicità televisive hanno anche aiutato a promuovere iPad più efficacemente che per altri dispositivi.
[Via Electronista]

Che le cose andassero più che bene, in quei di Cupertino, lo sappiamo anche dai risultati fiscali degli ultimi tempi: ogni volta un record. Ora però a confermare gli eccezionali ritmi di crescita del Mac ci pensano anche gli analisti di Needham & Company ed IDC, secondo cui i computer con la mela battono i PC con altro Sistema Operativo di 3 a 1.
I numeri parlano chiaro: tra luglio e settembre 2010 i computer di Cupertino sono saltati al 28,5% rispetto al medesimo del 2009, contro il 9,7% dei PC Windows. E non è soltanto il comparto domestica a fare da traino, ma pure quello business, che segna un +66,3% rispetto all’8,5% del resto del mercato. E questo nonostante l’approccio conservatore dei dipartimenti IT e l’abbandono della gamma Xserve, segno che la rapida adozione di iPhone ed iPad in ambienti business sta creando il cosiddetto effetto halo:
[Gli analisti] si aspettano effetti halo multipli grazie ad iPod, iPhone ed iPad, che continueranno ad aiutare il Mac a trovare consensi sempre più ampi d’ora in avanti. Le predizioni affermano che il Mac continuerà ad avere una crescita più sostenuta dell’intero mercato PC.
E dopotutto, il marketshare globale del Mac è ancora al 4,36%. Come dire, di spazio per crescere ce n’è ancora in abbondanza.