
Come ogni anno gli spot pubblicitari nelle pause del Superbowl attirano l’attenzione più dello stesso evento sportivo. Apple quest’anno non c’è stata ma le citazioni non sono mancate. Più o meno simpatiche.
Samsung non ha mancato di prendere in giro gli utenti Apple, raffigurati sempre in coda sul marciapiede fuori dallo Store ed estasiati alla vista di un Galaxy Note che vanta tra le altre caratteristiche un pennino, strumento di puntamento ritenuto di poca importanza da Apple al punto da non fornirne uno come accessorio ufficiale. Finalmente grazie al Galaxy Note gli hipster in coda sono «liberi» e abbandonano la coda per abbracciare The Next Big Thing di Samsung.
L’altro spot pubblicitario che strizza l’occhio all’iPhone (e non solo) è Best Buy, la nota catena di rivenditori specializzati in elettronica. In questo caso non si prende in giro nessuno (per fortuna) focalizzando l’attenzione sulle app, il vero punto di forza di uno smartphone che può estendere in modo pressoché sconfinato il proprio utilizzo. La breve panoramica inizia dall’inventore della mini-camera per scattare le foto per finire agli inventori di Shazam e Instagram, giusto per citarne un paio.
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Sansung cerca popolarità occupando l’ambita fascia pubblicitaria all’interno del Superbowl ma non cambia rotta riguardo lo sbeffeggio nei confronti degli utenti Apple.
Su YouTube è stato caricato un teaser (un’anteprima) di ciò che verrò messo in onda tra un tackle e un touchdown: protagonisti, nuovamente, alcuni fanboy in coda al freddo all’esterno di un fantomatico Apple Store che vengono avvicinati da un brillante ragazzo munito di Samsung Galaxy S II che non manca di mostrare il navigatore integrato che fornisce indicazioni stradali passo-passo (turn-by-turn, per citare esattamente).
Non manca la frecciatina al possessore di un iPhone, “schiavo” di un solo tipo di alimentatore. Vedremo cosa ha in serbo Samsung per il 46° Superbown il 4 febbraio, anche se come ricorda Mashable, prendere in giro Apple durante l’evento sportivo più seguito negli USA non ha mai portato bene.
La regola numero uno per chi è accusato di violazione della proprietà intellettuale, ipotizziamo, dovrebbe essere quella di evitare di fornire ulteriori argomenti all’accusa, soprattutto ex post. Samsung, invece, non soltanto si è pesantemente ispirata al design dei prodotti Apple e ai loro spot, ma si è spinta persino oltre: ha ingaggiato le stessa bambina attrice che compare in una pubblicità dedicata all’iPhone 4S. Ecco un errore madornale da evitare quando si hanno pendenze legali con Cupertino.
Il video qui sopra proviene dal canale ufficiale di Samsung su Youtube e racconta le meraviglie del Galaxy Tab 8.9 con un piglio nettamente diverso dal solito: piuttosto che sull’hardware, come è abitudine della società coreana, si focalizza soprattutto sull’esperienza d’uso e l’aspetto umano. Ma soprattutto, vede come protagonista la medesima attrice che abbiamo già visto altrove, e precisamente nello spot dedicato alla fotocamera dell’iPhone 4S, che invece trovate qui sotto.
Ora, è pur vero che nell’ambiente pubblicitario capita talvolta che -per mancanza di talenti in un dato momento- gli attori vengano “riciclati” in spot diversi, ed è quindi plausibile che Samsung abbia involontariamente fatto una scelta discutibile. Ci si domanda però se una scivolata del genere, ancorché non voluta, sia opportuna. Perché nel frattempo, la diatriba legale che vede contrapposte Apple e Samsung sta procedendo speditamente e ha già assegnato qualche piccola vittoria sommaria alla mela, come ad esempio il blocco delle vendite del Galaxy Tab in alcuni paesi del mondo. Insomma, oltre ad essersi evidentemente ispirata al design del tablet Apple, al suo connettore Dock, all’adattatore USB, al packaging e alle icone, era proprio necessario avvalersi pure d’una fabula pubblicitaria simile e della stessa identica bambina? A questo punto, la tesi dell’involontarietà comincia seriamente a scricchiolare.
Samsung continua ad elogiare il Galaxy S II prendendo in giro gli utenti Apple con un secondo spot pubblicitario in cui i soliti fanboy sono in coda in attesa del loro prodotto preferito, ma qualcosa non convince.
Nel video uno dei fanboy di Apple dichiara di aspettare in coda da 36 ore, «un piccolo prezzo da pagare per poter avere la tua musica e i tuoi film sempre con te». A questa frase segue la risposta del proprietario dello smartphone Samsung: «io ho le playlist sul mio telefono e la mia musica è riprodotta in streaming dal servizio cloud». Cosa dovrebbe significare questa conversazione?
Samsung ancora una volta mette in ridicolo gli utenti della concorrenza, raffigurati come hipsters col paraocchi e questa volta dimenticandosi dell’esistenza di iCloud. The Next Big Thing non è il Samsung Galaxy S II, evidentemente.
Samsung ha scelto di promuovere il proprio Galaxy S II con uno spot pubblicitario in onda in USA che prende in giro gli utenti Apple facendoli sembrare a metà tra scimmiette ammaestrate e delle pecore pronte a seguire la “moda” ignorando gli evidenti difetti di un iPhone.
Il tutto è fatto con molta ironia, cercando sfacciatamente di incrinare la fiducia degli Apple fans nei confronti del proprio telefonino. Davvero Samsung crede di attirare nuovi utenti elogiando il display più ampio del Galaxy S II? Si tratta per entrambi di ottimi smartphone, senza dubbio, ognuno con le proprie caratteristiche peculiari che nel corso degli anni saranno migliorate rincorrendosi l’un l’altro. Lo spot resta comunque divertente.
Via | MacObserver
Nuovo spot dedicato ad iPad 2, ma la musica di sottofondo non cambia, così come la voce profonda e rassicurante di Peter Coyote che, tra note adamantine, spiega come risvegliare la curiosità in noi e forse -chissà- scoprire un talento insospettato.
La voce narrante si focalizza sull’istruzione, e a riguardo spiega:
Ti incuriosiscono le nuove idee? Vuoi apprendere una nuova lingua, o magari solo qualche vocabolo nuovo? Forse desideri saperne di più su anatomia, o astronomia? Potresti padroneggiare qualcosa di totalmente nuovo, o tirare fuori un talento nascosto. Non c’è mai stato un momento migliore per imparare.
E ora, caccia alle app utilizzate e alle curiosità del video. La prima app che compare è TEDTalks, mentre il kanji disegnato dalla donna sul divano corrisponde al significato di “amicizia.” Poi c’è iBooks e… chi ha scoperto il resto, ce lo dica nei commenti.
Nuovo spot per il tablet di Cupertino, caratterizzato come il precedente dai soliti toni enfatici e dall’andamento mellifluo. La star è sempre l’iPad 2, ma il titolo questa volta è “We’ll Always.” E c’è pure un cammeo dedicato a Lion.
Con accento curiosamente marcato, la voce di Peter Coyote spiega perché tutto cambia ma nulla cambia veramente. Dopotutto, facciamo le stesse cose di prima, solo con strumenti diversi:
Non smetteremo mai di condividere le nostre memorie. Né di perderci in un buon libro. Prepareremo sempre la cena e tiferemo per la nostra squadra preferita. Continueremo ad andare ai meeting, a creare filmati, a imparare nuove cose. Ma è come facciamo tutto questo che fa la differenza.
Insomma, non bisogna aspettarsi dall’iPad rivoluzioni nello stile di vita. Si tratta di un gingillo che semplicemente migliora in modo esemplare ciò che avviene da sempre. E a proposito, avete notato “Lion little Lion” nell’app del bambino?
Ci vorrà probabilmente parecchio tempo prima di sapere chi ha copiato da chi, ma la tribolata relazione tra Samsung ed Apple nel comparto tablet inizia a dare i suoi primi, divertenti frutti. Dopo le denunce e gli avvocati, ora la guerra si sposta sul marketing e l’offensiva prende le forme di uno spot.
Poiché -a differenza dell’iPad- supporta Adobe Flash, questa è la velata allusione, il Galaxy Tab “non vi abbandonerà mai”. E poi, prosegue la réclame, “è tempo di andare avanti” (ovviamente rispetto all’iPad) e di passare ad un dispositivo migliore (sempre rispetto all’iPad) per schermo, Web video, multitasking e gaming. “E’ tempo di passare al Tab.”
A parte il lato guascone, è pur sempre una buona notizia quando due agguerrite società come Apple e Samsung si contendono tanto aspramente gli utenti: sembra quasi di essere corteggiati. Un corteggiamento di circostanza e d’interesse, s’intende, ma noi ci guadagniamo per lo meno prodotti migliori, quindi ben vengano spot e scaramucce.
Ricorderete la campagna pubblicitaria della serie I’m a PC lanciata da Microsoft per rispondere all’omologa “I’m a Mac” di Apple. In un mondo sempre più mobile e per sviare l’attenzione dall’ultima moda high-tech del momento, ovvero il tablet, Microsoft tenta di arginare l’avanzata di Android ed iPad riesumando lo slogan delle vecchie réclame.
Ha iniziato ad andare in onda negli USA nella giornata di ieri e si ispira alle vecchie creazioni di Crispin Porter e Bogusky concepite per arginare -per quanto fosse possibile- il flop di Vista e convincere finalmente la gente ad abbandonare il caro, vecchio Windows XP. A riguardo, un portavoce Microsoft ha riferito:
Le coppie, quando vengono poste di fronte ad una buona scelta di PC, sono contente di scoprire una varietà mai vista di funzionalità, potenza, colori sgargianti, finiture e design relativi ai PC Windows. Attraverso queste pubblicità vedrete ogni famiglia scoprire l’ampia varietà di stili e funzionalità software che un PC Windows 7 può portare nella vita di tutti i giorni.
E così, questa volta sbirciamo nella vita di Julie, una ragazza dal grazioso accento inglese che trova un negozio di PC in quello che -fino a qualche ora prima- era il salotto di casa sua. Il vecchio XP è “ancora buono”, afferma ingenuamente, ma ignora che ora il mondo è evoluto: gli schermi integrano il multi touch (quello nel video è un HP TouchSmart della serie 610z da $900 in su) e non è più necessario un case esterno (”quindi non c’è più tower?” chiede Julie costernata).
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A partire dallo scorso martedì, Apple ha pubblicato un nuovo post sullo stile e i toni del precedente, ma questa volta il titolo è “If you asked”, cioè “se lo chiedessimo.” L’idea di fondo è che iPad 2 fornisca la risposta al nostro fabbisogno di tecnologia e funzionalità, in una scala che va dal bambino piccolo al CEO di una multinazionale.
Con la solita voce suadente e malinconica, apprendiamo che l’iPad 2 è sostanzialmente il modo migliore per migliorare la vita di un’ampissima ed eterogenea fetta di utenza:
Se lo chiedessimo a un genitore, lo definirebbero probabilmente intuitivo. Lo chiedessimo ad un musicista, direbbe ispiratore. Per un dottore, è innovativo. Un CEO, invece, direbbe che è potente. Per un insegnante è il futuro; per un bambino, è magico. E se lo chiedeste a noi, diremmo che siamo solo all’inizio.
Il nuovo spot è disponibile tanto sul sito Apple che sul canale ufficiale su Youtube. Buona visione.

Al momento della stesura di questo post non risulta disponibile sullo store nostrano, ma probabilmente in pochi se ne accorgeranno. Nelle scorse ore Apple ha infatti pubblicato un nuovo titolo per App Store ribattezzato iAd Gallery, il cui unico scopo è quello di raccogliere tutti gli spot iAd ed esporli in una sorta di vetrina digitale.
Si tratta di un’app gratuita -e ci mancherebbe pure- per esplorare ogni giorno le campagne pubblicitarie con la mela sopra, con spunti di approfondimento, curiosità sulle agenzie che li hanno confezionati e addirittura una sezione “Loved” per quelli preferiti. Sulla pagina di iTunes dedicata, tradotta in italiano, si legge:
Spot Grandiosi. On demand. In tasca: iAd Gallery è una celebrazione della pubblicità, con le campagne da alcuni dei migliori marchi al mondo e le loro agenzie pubblicitarie. iAd Gallery ti dà accesso ad una selezione di spot divertenti ed informativi che hai visto nelle tue app preferite. Usa al funzionalità “Browse” per scoprire gli spot che non hai ancora visto, o per scovare quelle che volevi rivedere. Puoi persino apporre tag a quelli preferiti in una sezione “Loved” tutta tua.
Al di là dei pur comprensibili toni entusiastici, più che per gli utenti questa app sembra pensata per gli inserzionisti: è noto infatti che Apple non permetta a questi ultimi di conoscere dove saranno impressi i loro spot, e trovarne uno un particolare mentre “è in onda” sul network risulta particolarmente difficile. E poi, si tratta certamente di un bel modo di promuovere il servizio, sia ai potenziali inserzionisti che alle agenzie. Tanto più che oramai la concorrenza su Cydia è stata estirpata sul nascere.
Senza imbastire complicate questioni di marketing o di comunicazione d’impresa, un interessante articolo sul Web pone a confronto lo spot di Cupertino dedicato all’iPad 2 con quello invece Motorola/Verizon dello Xoom, il suo competitor più prossimo. Le differenze sono macroscopiche e sostanziali: da una parte c’è una visione mentre dall’altra l’elenco delle funzionalità.
Per carità, che gli spot Apple tendano eccessivamente all’autocelebrazione fino a toccare momenti di mellifluo sdilinquimento è cosa nota. E parimenti sull’uso ridondante del termine “magico” negli ultimi tempi è già stato detto tutto. Ma l’approccio minimalista dello spot con la mela non può passare inosservato: il protagonista è il prodotto. Niente colori sgargianti, niente personalità di spicco, né effetti speciali da kolossal. E’ il prodotto che parla da sé.
Lo Xoom, d’altro canto, snocciola con violenza dati, numeri, Gigahertz, potenza, velocità. Evoca, insomma, il futuro remoto:
Il tablet Motorola Xoom. Con la velocità del processore dual core da 1 GHz. Motore grafico 3D. Giroscopio. Ed uno schermo HD widescreen. Prendetelo, e lui prenderà voi.
Ora paragonate il testo voluto da Apple, tradotto per comodità:
Questo è ciò in cui crediamo: la tecnologia da sola non basta. Più veloce, più sottile, più leggero. Queste sono tutte cose meravigliose. Ma quando la tecnologia esce di scena, tutto il resto diventa più delizioso, persino magico. Allora sì che si fa un autentico salto in avanti. E’ quando ti ritrovi con qualcosa… come questo.
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