
Un sondaggio condotto da ChangeWave rivela che chi ha intenzione di acquistare uno smartphone farà cadere la propria scelta su un iPhone.
Non si tratta di una percentuale trionfale (54%) e a dire il vero ha subito un calo in seguito al boom dell’iPhone 4S ma Apple resta il nome che ispira più fiducia a chi vuole spendere i propri soldi. Al secondo posto Samsung con un 14% e una tendenza a “catturare” sempre più utenti nel corso dei mesi, segno che Android difficilmente sarà un eterno secondo.
Fanalino di coda RIM che non convince con il BlackBerry. Risollevarsi sarà molto difficile. Per quanto riguarda la customer satisfaction, iPhone regna sovrano con un 75%. C’è da chiedersi il perché?

I dati emersi dall’analisi statistica del traffico generato dagli utenti iPad, sono destinati a far riflettere. MeFeedia, l’azienda che ha raccolto ed elaborato i dati, ha scoperto che l’utente iPad guarda video in quantità più che doppia rispetto agli altri internauti e che la durata dei filmati osservati è tre volte e mezza più lunga di quella degli altri utenti.
Secondo questi dati, l’iPad sarebbe già il quinto dispositivo più usato per guardare video su Internet, superando BlackBerry. Nelle prime tre settimane di commercializzazione negli Stati Uniti, l’iPad viene superato solo da iPhone, iPod touch, SymbianOS ed Android.
I dati provengono dagli utenti che utilizzano MeeFedia anche per le ricerche video. Restano fuori dal conteggio tutte le applicazioni proprietarie per la fruizione di filmati: come ABC e Netflix. A quanto pare, l’iPad si appresta a diventare il dispositivo mobile di riferimento per l’intrattenimento.
[Via NewTeeVee]

Retrevo ha condotto alcuni sondaggi su un campione di 1000 utenti statunitensi, intervistati prima e dopo l’annuncio dell’iPad.
Ne emerge una situazione articolata che evidenzia una minor propensione all’acquisto dopo la presentazione dell’iPad, con la percentuale degli utenti, che pur conoscendo il prodotto non sono disposti ad acquistarlo, che passa dal 26% al 52%.
A fronte di questo dato si registra l’aumento delle persone che invece si dichiarano intenzionate all’acquisto con una percentuale che passa dal 3% al 9% dopo la presentazione dell’iPad.
Tra questi ultimi solo il 12% degli intervistati si dichiara disposto a sborsare 130$ in più per la versione 3G, mentre il 59% si dice sicuro di poter far a meno del 3G e si accontenta del solo WiFi.



[via retrevo]

Stando ad alcune recenti ricerche riportate dal Wall Street Journal, gli sviluppatori iPhone starebbero concentrandosi sempre più su applicazioni di tipo business, tanto a pagamento che gratuite. Termina un’epoca fatta principalmente di giochini a 0,99€, di trovaristoranti e di tutta quella montagna di software destinata all’utente comune.
Secondo Shiv Bakhshi, analista presso la società di ricerca e consulenza Mobile Perspectives, lo sviluppo software su piattaforma iPhone ed iPod touch sta spostando lentamente il proprio fulcro dai giochi e dall’intrattenimento all’ufficio in mobilità. Il motivo è che iPhone attrae sempre di più gli impiegati delle piccole società, soprattutto quelle con meno di 99 dipendenti, ma ha scarso ascendente su quelle più grandi, dove i cauti dipartimenti IT impongono restrizioni pesanti sul software e l’hardware che è possibile usare. Curiosamente invece, affermano alla Nielsen, le società molto grandi (con più di 10.000 dipendenti) sono più prone a sperimentare l’iPhone nella propria infrastruttura, principalmente perché hanno più risorse a propria disposizione.
Continua a leggere: Sviluppatori iPhone: sempre più applicazioni business

Gli ultimi dati prodotti da ChangeWave parlano chiaro: cresce la febbre da smartphone, e a beneficiarne sono i due competitor coi prodotti più validi sul mercato, Palm ed Apple.
Se solo fino allo scorso marzo, infatti, solo il 4% degli intervistati prevedeva di acquistare un Palm nei successivi 90 giorni, ora questo numero è più che raddoppiato. Merito del Palm Pre, certamente, che sta risvegliando gli appetiti degli utenti con un Sistema Operativo molto valido e qualche annuncio a sorpresa.
Apple può invece vantarsi di grandezze parecchio diverse. Ben il 44% degli intervistati ha preannunciato di voler procedere con l’acquisto di un iPhone nei prossimi 90 giorni, cioè +14% rispetto allo scorso marzo, ma forse ancora più interessante è che la maggior parte di questi utenti non ha mai posseduto un telefono Apple.
In questo contesto altamente competitivo RIM affonda di 14 punti percentuali: il calo è probabilmente una conseguenza fisiologica della mancanza di nuovi prodotti a catalogo (BlackBerry Storm è oramai passato) e, soprattutto, del lancio contemporaneo, avvenuto a giugno, degli smartphone di punta da parte di Palm ed Apple.

Gli spot Microsoft intitolati “Laptop Hunters” saranno pure controversi e discutibili ma, almeno secondo i dati forniti da BrandIndex, funzionano egregiamente ed avrebbero già prodotto i loro effetti nella percezione dell’utente medio.
Nella fascia dei 5.000 utenti oggetto dell’intervista tutti tra i 18 ed i 34 anni, infatti, la percezione del valore del marchio Microsoft sarebbe salita drasticamente a scapito di quella verso i computer Apple. In una scala che va da -100 a 100, lo scorso inverno Cupertino aveva raggiunto 70 punti (un punteggio di 0 sottintende lo stesso numero di giudizi positivi e negativi), mentre ora è fissata a 12,4. Nel mentre, Microsoft sarebbe passata dallo 0 dello scorso febbraio all’attuale 46,2.
Secondo Ted Marzilli, global managing director di BrandIndex, l’impatto maggiore della campagna (complice l’andamento economico) è avvenuto nei giovani che hanno mediamente un potere d’acquisto più ridotto e si adattano maggiormente:
Apple possiede storicamente un grosso vantaggio, quando studiamo i nostri dati. Ha fatto un eccellente lavoro per mettere Microsoft sulla difensiva. Li ha fatti sembrare vecchi, pesanti, complicati da usare e poco alla moda. Ma ora Microsoft ha risposto al fuoco e i più giovani sono più sensibili al fattore costo.
Secondo Microsoft la campagna “Laptop Hunters” è servita per mantenere il mercato consumer nonostante la recessione e, dal giorno del primo spot, avrebbe portato un +10% di preferenze verso i computer Windows.
Manca poco meno di mezz’ora all’inizio dell’Apple Event durante il quale sarà presentato iPhone OS 3.0, la nuova versione del sistema operativo di iPhone.
Fin dall’annuncio dell’evento sono rimbalzate in rete decine di ipotesi, rumors e presunte indiscrezioni sulle funzionalità del nuovo sistema operativo: in molti hanno previsto l’implementazione del copia-incolla, qualcuno ha ipotizzato l’arrivo degli MMS e qualcun altro crede nella possibilità del tethering. Non sono mancate previsioni più “spinte” come il possibile lancio di un tablet multi-touch.
Per avere risposte sicure basta aspettare ancora un po’ e restare sincronizzati su melablog. Nell’attesa ci si può divertire con il nostro sondaggio.
Engadget ha pubblicato un post circa un difetto ad una cerniera di un MacBook Air ed i commenti si sono moltiplicati a tal punto da indurre gli autori ad inserire un sondaggio. Risultato? Ben 1370 utenti hanno dichiarato di avere (o aver avuto) lo stesso problema.
Dopo il caso delle rotture dei MacBook in plastica bianca, a quanto pare, esisterebbe un difetto di progettazione che interessa esclusivamente le cerniere del MacBook Air. All’inizio perdono resistenza ed il display vibra al minimo spostamento del portatile. Dopo ciò, la cerniera cede, deformando il portatile nella fase di chiusura.
La domanda è d’obbligo: anche voi avete riscontrato lo stesso difetto?

Un sondaggio condotto da ChangeWave Research tenta di gettare luce sulla soddisfazione degli utenti con i loro ultimi acquisti in fatto di computer, e dà uno sguardo d’insieme anche sugli acquisti programmati nel brevissimo termine. Tra numeri affatto entusiasmanti, se non altro, spicca la soddisfazione degli utenti della mela.
Secondo il rapporto di ChangeWave (consultabile su questo PDF) negli ultimi tre mesi si è assistito ad un altro crollo nella domanda di computer, tanto Desktop quanto portatili. Soltanto il 4% degli intervistati ha manifestato l’intenzione di acquistare un fisso nei prossimi 90 giorni, e appena il 6% ha simili piani per un portatile. Cioè all’incirca la metà delle stime ottenute nel 2007.
Tra tutti quelli che hanno intenzione di comprare un notebook, il 30% ha dichiarato di preferire un Apple, laddove per Dell ed HP le percentuali scendono al 22% e al 26%. Per quanto concerne i Desktop, invece, solo il 26% sceglie una soluzione di Cupertino, mentre il 28% sceglie HP ed il 32% Dell.
Infine, a tutti questi utenti è stato chiesto il grado di contentezza in seguito all’acquisto, e in una scala di valori da molto soddisfatto a molto insoddisfatto, Apple ha spiccato con un invidiabile 81% di utenza molto soddisfatta. Le controparti PC, invece, spaziano in un intervallo compreso tra il 67% di Asus ed il 50% di Lenovo. Al di là dell’ovvia cautela con cui va preso questo (e qualunque altro) sondaggio, tanta poca soddisfazione degli utenti è senza ombra di dubbio uno dei motivi principali dei sempre più frequenti switch al Mac, e la cosa non sorprende, visto che secondo Apple la metà di tutti i computer venduti negli Apple Store vanno ad utenti nuovi ai Mac.
[Via]

Nel tentativo di migliorare il prodotto e l’esperienza d’uso (e probabilmente di capire perché, tutto sommato, non piace granché), Apple ha messo online un sondaggio in cui chiede agli acquirenti di Apple TV di spiegare l’uso che ne fanno, cosa migliorerebbero e cosa proprio non va.
Dopo le classiche informazioni demografiche, la pagina del sondaggio richiede di descrivere la frequenza d’uso di Apple TV per i vari compiti, dall avisione delle foto attraverso Mobile Me Gallery a l’affitto dei film. Viene anche posta la questione della provenienza dei contenuti fruiti: Apple quindi chiede in che percentuale essi provengano da iTunes Store, da YouTube, da Internet (compreso P2P e BitTorrent) o piuttosto siano filmati autoprodotti o DVD.
Si chiede agli utenti anche il tipo di schermo collegato al dispositivo, la grandezza del display e la risoluzione massima supportata, ma anche il sistema audio impiegato o se prediligono il piccolo Apple Remote, un telecomando universale meno minimalista o l’iPhone/iPod touch per il controllo remoto. C’è poi una domanda a risposta libera che fa: “se potessi cambiare qualcosa dell’Apple TV, cosa sarebbe?”, e subito dopo un’altra che chiede di spuntare gli altri dispositivi posseduti, tra cui Blu-ray, lettore DVD, Wii e così via.
Continua a leggere: Apple agli utenti: descrivete la vostra Apple TV
Come abbiamo visto, Tim Cook ha sottolineato l’interesse di Apple per il mercato emergente dei netbook.
Gli investitori vedrebbero con estremo favore l’ingresso di Cupertino nel mercato, per gli alti volumi e margini che esso garantisce.
Ma gli utenti cosa ne pensano? Dovrebbe esplorare questo settore o starne fuori? E se entrasse, con che tipo di prodotto dovrebbe farlo?
Abbiamo messo appunto un sondaggio proprio per capire la vostra opinione: dunque, dite la vostra!
Tra scossoni finanziari e successi mediatici, Apple sta consolidando la sua presenza in mercati che, fino a qualche tempo fa sembravano a lei preclusi: quello della musica digitale, che Cupertino ha reinventato divendanto addirittura il primo retailer di musica negli USA, oppure quello della telefonia, dove è entrata in grande stile scombinando le carte degli altri concorrenti.
Dopo il cambio di nome, da Apple Computer Inc. ad Apple Inc., la preoccupazione di molti utenti, soprattutto quelli di più vecchia data, è che questa diversificazione porti con se il rischio di cominciare a fare peggio ciò che, invece, Apple ha sempre fatto bene: il Mac.
Quale sarà il futuro della mela morsicata? Diteci la vostra…