
Una conseguenza del debutto di Mountain Lion fu la scomparsa di Mac OS X 10.6 Snow Leopard dai canali di vendita tradizionali e non. Una scelta che causò parecchio scontento soprattutto tra quanti erano ancora fermi a Leopard ma non potevano passare all’ultimo OS per le limitazioni del proprio Mac. Evidentemente, a Cupertino hanno mangiato la foglia, e Snow Leopard è ritornato online a 18€.
Sul nostro canale twitter, mesi fa, un lettore chiedeva aiuto su come poter reperire un DVD originale di Snow Leopard; sfortunatamente, al tempo l’unico suggerimento utile consisteva nel tentare la sorte su Ebay o di sperare in un fondo di magazzino. In ogni caso, sarebbe stata probabilmente una ricerca lunga e travagliata, ed è proprio in momenti come questi che verrebbe voglia di rinfrescarsi in un torrente di bit.
Già, perché al tempo Apple spingeva molto il Mac App Store, dal quale si può acquistare per l’appunto Lion e Mountain Lion; peccato soltanto che per navigare sul Mac App Store serva quanto meno Snow Leopard e successivi; praticamente un busillis irresolvibile. Ecco perché la Mela deve aver deciso di tornare sui suoi passi.
Potete comprare Snow Leopard in box per 18€ a questa pagina dell’Apple Store online. Le spedizioni sono gratuite.

Oggi, sul nostro canale Twitter, scrivevamo che la vicenda Proview-Apple avrebbe finito coll’ispirare qualche altro patent troll, e forse non avevamo tutti i torti. Dalla Cina arrivano infatti altre grane legali per Apple; e questa volta, il motivo del contendere è una surreale rivendicazione sul brand “Snow Leopard.” (O “Snow Leopart,” come riportato nello spot del lucido per scarpe della home page qui sopra).
Sfangata la questione Proview con un accordo da 60 milioni di dollari sonanti, altre nubi si addensano sui cieli di Cupertino. La Jiangsu Snow Leopard Daily Chemical Company ha infatti sguinzagliato i propri legali poiché Apple, col suo Sistema Operativo “Snow Leopard,” avrebbe violato il copyright relativo al marchio “Xuebao (雪豹),” registrato nel 2000. E “Xuebao” in cinese significa proprio Leopardo delle nevi.
Il fatto è che Apple non ha mai fatto uso di tale termine per commercializzare OS X 10.6: ha sempre utilizzato la dicitura e i caratteri inglesi, così come è avvenuto nel nostro e in tutti gli altri paesi del mondo. Ciononostante, la Jiangsu Xuebao ha richiesto un indennizzo di 500.000 Yuan (circa 62.500€) e le “scuse formali” della mela.
Il CEO della società racconta che Apple, nel 2008, avrebbe tentato di registrare in Cina il brand “Xuebao” ma senza successo; tecnicamente, infatti, apparteneva già alla Jiangsu Xuebao, e questa -a dire dell’uomo- sarebbe la “prova” della violazione.
In effetti, la società cinese ha fatto un’incursione nel mondo del software con un’app dedicata all’enterprise resource planning (EPR) ed è stata anche oggetto d’una campagna pubblicitaria. È difficile però ritenere che i consumatori possano confondersi tra i due marchi, ed è probabile che Apple batterà su questo tasto per convincere il giudice ad archiviare il caso.
La disputa legale sembra avere scarsissime chances di arrivare a compimento, anche con le leggi cinesi vigenti. Intanto però è stata già fissata l’udienza preliminare, il prossimo 10 luglio, a Shanghai.
Non molte ore fa, Apple ha rilasciato un importante aggiornamento Java per Lion e Snow Leopard, basati in parte su un precedente update dedicato a Lion che disabilitava l’esecuzione automatica delle applet Java come ad esempio Flashback. La vera differenza, questa volta, è che tra la release di Oracle e l’implementazione su OS X questa volta non è passato neppure un giorno.
In termini di sicurezza, stabilità e compatibilità, Java per OS X 2012-004 porta su Mac la ventata di novità di Java SE 6 versione 1.6.0_33:
Questo aggiornamento consente di configurare il plugin di Java per disattivare l’esecuzione di applet che vengono eseguite per un periodo prolungato di tempo. Se l’aggiornamento precedente chiamato “Java per OS X 2012-003″ non è stato installato, questo aggiornamento disabiliterà il plugin web di Java immediatamente. Le applet Java possono essere riattivate facendo clic sulla regione etichettata “Plugin inattivo” su una pagina web.
Fino ad oggi, Apple è stata spesso oggetto di critica da parte di esperti e sviluppatori per la cronica lentezza con cui tramutava gli aggiornamenti di Oracle in patch installabili dai propri utenti. Una scelta che ha creato importanti buchi di sicurezza e che ha consentito a Flashback di raggiungere vette preoccupanti di diffusione nonostante il fatto che le falle su cui basava erano note da mesi. Come sottolinea Krebs on Security, tuttavia, resta qualche dubbio sulla bontà dell’implementazione di Apple:
L’update di Oracle rilasciato ieri, Java 6 Update 33 e Java 7 Update 5, risolve almeno 14 falle di sicurezza nel software spesso oggetto di attacchi che è installato su più di tre miliardi di dispositivi al mondo. L’aggiornamento Java di Apple porta Java su Mac alla versione 1.6.0_33 e corregge 11 delle 14 vulnerabilità a sua volte correte da Oracle […]. Non è chiaro se quelle tre altre falle semplicemente non esistano nella versione di Java su Mac, ma vi informeremo non appena veniamo a capo della cosa.
La buona notizia, quantomeno, è che con Java SE 7 -il cui arrivo è previsto sulla nostra piattaforma entro la fine dell’anno- il controllo sugli aggiornamenti passerà dalle mani di Apple a quelle del progetto OpenJDK, curato da un manipolo di ingegneri di entrambe le società. Lo stesso Steve Jobs nel 2010 aveva definito l’approccio di Cupertino “non proprio il miglior modo di gestire la cosa;” e per fortuna presto sarà solo un brutto ricordo.
Photo | JakartaGlobe

Apple ha rilasciato l’aggiornamento software per OS X Lion 10.7.4. Si tratta di un patch che corregge principalmente il bug di FileVault che in OS X 10.7.3 conservava in chiaro le password di Login degli utenti. Una svista che può consentire ad un malintenzionato di appropriarsi di informazioni personali e di accedere alle cartelle crittografate con la vecchia versione della tecnologia FileVault.
L’ultimo update per Lion pesa 716.9MB, se aggiornato a partire dalla versione OS X 10.7.3, e ben 1.4GB nella versione Combo (per aggiornare qualunque versione 10.7.x). Questo aggiornamento è consigliato a tutti gli utenti di OS X Lion ed include correzioni generali del sistema operativo che “migliorano la stabilità, la compatibilità e la sicurezza del Mac”. Le versioni disponibili dell’aggiornamento sono scaricabili via Aggiornamento Software o dai seguenti link:
Apple ha anche rilasciato il Security Update 2012-002 per migliorare la sicurezza di Mac OS X Snow Leopard; scaricabile ai seguenti indirizzi o via Aggiornamento Software:
Infine, Apple ha rilasciato Safari 5.1.7 nel quale vengono disabilitate le versioni meno recenti di Adobe Flash Player. In Safari 5.1.7 viene inoltre migliorata la gestione della memoria e sono corretti alcuni bug minori.

Privacy potenzialmente a rischio sul Mac per colpa del file di quarantena, un documento che conserva sul disco fisso la cronologia di tutti i download fatti finora, anche quelli in modalità di Navigazione Privata e scaricati prima dell’aggiornamento a Lion.
Prima di generare un panico ingiustificato, occorre sottolineare che -come in molte delle allerte sulla nostra piattaforma- non si tratta di un bug ma di una feature. Ciononostante, tutti i download effettuati con Safari, Chrome, Mail, Transmission e chi più ne ha più ne metta vengono conservati in un database locale contenuto in questi due file, a seconda che vi troviate rispettivamente su Lion o Snow Leopard (nel caso di un update da Snow Leopard, potreste possederli entrambi):
Quasi un’inezia, se non fosse che le informazioni di download -archiviate sotto forma di database SQLite 3.x- restano lì per sempre, senza che un servizio di sistema si ricordi di sfoltirne un po’ di tanto in tanto. Certo, è evidente che per accedervi si rendono necessari quanto meno la conoscenza della questione tecnica, le credenziali del proprietario dell’account e un minimo di dimestichezza col terminale, ma ciò non toglie che dalla modalità Incognito di Chrome e dalla Navigazione Privata di Safari ci si sarebbe aspettato -come dire- un po’ più di anonimato e di privacy.
Chi volesse conoscere lo stato in cui versano i propri dati sensibili, può scaricare lo script creato da TJ Luoma e disponibile a questa pagina. Per avviarlo, aprite una finestra del Terminale, scriveteci dentro “sh” senza virgolette, trascinate lo script al suo interno e date Invio.
Avete presente Compiz? Si tratta d’un window manager per X Window System, quindi per Linux, che qualche anno fa fece gridare al miracolo nel mondo Open Source per la fluidità con cui produceva divertenti effetti speciali nell’interfaccia grafica, come ad esempio finestre “gommose”, transizioni sofisticate e trasparenze a gogò. Grazie a Deskovery, alcune di quelle funzionalità possono prendere vita anche sui Mac.
In realtà, se è vero che alcune delle più originali magie visive di Compiz sembrano disegnate direttamente dagli ingegneri di Cupertino, altre onestamente sfioravano un po’ troppo spesso il kitch. Ciononostante, gli utenti più avanzati potrebbero trarre giovamento -in termini di divertimento ma anche di maggiore produttività personale- con l’installazione di Deskovery. L’app è in grado infatti di sistemare dinamicamente le finestre sullo schermo, allinearle magneticamente, e infine ridurle o contrarle secondo necessità; è compatibile con gli schermi multipli di Snow Leopard e Lion, e si installa in pochi clic.
Ovviamente, poiché interagisce profondamente col funzionamento del Sistema Operativo, occorre mettere in conto che gli update di Apple potrebbero scombinare un po’ le cose, almeno fino ad un successivo aggiornamento dell’app. Normalmente Descovery viene commercializzata sul sito Web ufficiale al prezzo di 19€, ma MUPromo si può trovare scontatissima a circa 7,5 €. Prima di acquistarla, comunque, scaricate la versione demo [link diretto] per saggiarne il funzionamento; solo per Snow Leopard e Lion.

Con un comunicato stampa Apple annuncia di aver superato quota 100 milioni di download dal Mac App Store, confermando il successo della piattaforma da cui poter acquistare, scaricare e gestire gli aggiornamenti dei programmi (o applicazioni, per usare un termine forse meno antiquato) installati sul proprio Mac.
Poco meno di un anno fa, in seguito a un importante aggiornamento di Snow Leopard, è comparsa l’icona dello Store sui nostri dock introducendo sui desktop e laptop un meccanismo semplice ed efficace già in uso da tre anni per i felici utenti di iOS. Uno dei casi di successo proprio grazie ad esso è Pixelmator, applicazione per grafica e design ora distribuita nella sua ricca versione 2.0 esclusivamente tramite Apple e incoronata come la migliore del 2011.
Mac App Store ha permesso ad Apple di distribuire con rapidità e in modo economico il nuovo sistema operativo Lion, le proprie suite di iLife e iWork (con la possibilità di acquistare singole app), software professionali come Aperture e Final Cut Pro X e migliaia di app da piccoli e grandi sviluppatori a cui è stato garantito il 70% dei guadagni senza costi aggiuntivi di hosting o promozione. 100 milioni di download in meno di un anno, personalmente mi chiedo come mai Microsoft non ci abbia mai pensato negli anni passati data l’immensa differenza tra numero di software per Windows e per Mac, a quei tempi.
Via | Engadget

Sapevamo già che, con Lion, Apple aveva modificato il contratto di licenza affinché consentisse la virtualizzazione di OS X in applicazioni come VMware Fusion e Parallels, lasciando tuttavia in essere il veto sulle vecchie versioni non server. Con l’ultimo aggiornamento, tuttavia, Fusion consente la corretta installazione di Leopard o Snow Leopard senza troppi problemi.
Sarebbe più corretto dire che Fusion 4.1 non impedisce più d’installare a proprio piacimento vecchie versioni di Leopard e Snow Leopard; si limita semmai ad un generico avviso in cui invita ad essere certi di possedere la licenza per la virtualizzazione:
C’è un grosso cambiamento in questa versione che non è stato documentato: il software è stato modificato per consentirne il funzionamento con versioni non-server di Snow Leopard (Mac OS X 10.6) e Leopard (Mac OS X 10.5). In precedenza, VMware Fusion supportava Mac virtuali che facevano girare Lion, Lion Server, Snow Leopard Server e Leopard Server.
Si tratta tuttavia di un cambiamento subdolo e dal sapore quasi non ufficiale; interrogata sulla questione, infatti, Apple si è semplicemente trincerata dietro la solita clausola, ovvero che la virtualizzazione è consentita esclusivamente per OS X Lion, Snow Leopard Server e Leopard Server. Poco male. Fino a che dura (e c’è da scommettere che la cosa passerà oramai inosservata), agli utenti si apre un nuovo mondo di possibilità come ad esempio quella di avviare vecchie applicazioni PowerPC con Rosetta su Lion e senza dover ricorrere al doppio boot. Insomma, meglio tardi che mai.

L’obiettivo di questo post è rendere meno traumatico il passaggio da Snow Leopard a Lion, per quanti di voi avessero deciso di fare il grande passo. Diversi utenti che hanno aggiornato il loro sistema operativo si sono ritrovati a far fronte ad una serie di “inattese” incompatibilità. Il fine è quello di mettervi al corrente di eventuali incompatibilità e diminuire sensibilmente le relative imprecazioni post-aggiornamento.
Safari 5.1, sebbene disponibile anche per Snow Leopard, è stato progettato su Lion. Ciò significa che le modalità di interazione con i plug-in sono state ampiamente rivisitate e come risultato per l’utente, molti plug-in potrebbero non funzionare correttamente almeno fino al rilascio di un apposito aggiornamento. 1Password ed Evernote, ad esempio, ad oggi soffrono di questo problema. Le rispettive software stanno lavorando per rilasciare update.
DropBox presenta alcuni problemi. Le icone che indicano lo stato di aggiornamento delle rispettive cartelle (spunta verde e frecce blu) non vengono visualizzate. Il menù contestuale di DropBox che consente, tra le altre cose, di copiare in memoria l’indirizzo pubblico di una cartella, non appare. Anche in questo caso, DropBox ha già comunicato che manca poco al rilascio dell’update.
Continua a leggere: Incompatibilità con Lion: aggiornare consapevolmente.

Snow Leopard non può essere installato sui nuovi MacBook Air del 2011. I nuovi computer ultra-sottili di Apple funzionano solo con Lion… a meno che non vengano installati altri sistemi operativi tipo Windows o Linux in un’altra partizione (o virtualizzati).
Però i MacBook Air aggiornati sono stati rilasciati espressamente per supportare Lion e quindi l’impossibilità di installare versioni precedenti di Mac OS X non dovrebbe sorprendere troppo.
Nel caso un’utente volesse installare Snow Leopard, si ritroverebbe ben presto davanti a uno schermo scuro con il simbolo di proibizione: un cerchio con una linea in diagonale. Poco dopo, il computer si spegnerebbe. Niente Snow Leopard, il messaggio è chiaro.
Apple consiglia quindi di reinstallare un sistema operativo supportato (Mac OS 10.7) riavviando il MacBook air mantenendo premuto Command+R. Una versione corretta di Mac OS X dovrebbe essere disponibile nella finestra di Utilità Mac OS X che si apre. In questo caso particolare, la versione di Mac OS X che montano i MacBook Air “mid 2011″ è la build 11A2063, diversa da quella disponibile nel Mac App Store.