
Il fenomeno degli smartwatch sta contagiando diverse aziende e forse anche Apple prima o poi si deciderà a presentare un vero e proprio iWatch, ma al momento la diffusione di questi orologi sempre connessi è frenata dalla scarsa autonomia offerta dalle batterie che necessariamente devono essere di piccole dimensioni.
Per limitare i consumi c’è chi ricorre a schermi e-ink, come Pebble, e chi invece preferisce puntare sul Bluetooth 4.0, come MetaWatch, per beneficiare del basso consumo di energia del nuovo protocollo di trasmissione senza fili, adottato da Apple nell’iPhone 4S ed in tutti i più recenti dispositivi della Mela.
Grazie ad un apposito chip prodotto da Texas Instruments il MetaWatch supporta sia la connessione Bluetooth 4.0 sia la tradizionale connessione Bluetooth 2.1, inoltre un apposito set di API permette di sviluppare applicazioni che funzionano indistintamente con dispositivi iOS 5 o superiore ed Android 2.3 o superiore.
Il MetaWatch, dotato di schermo LCD monocromatico da 96 x 96 pixel, sei bottoni programmabili, accelerometro su tre assi, vibracall e sensore di luce ambientale, è in vendita sul sito del produttore a 199 $, circa 155 €.

Di recente è tornata in auge l’ipotesi che il nuovo iPhone possa essere realizzato con una scocca in Liquidmetal, il materiale amorfo dalle incredibili proprietà che Apple ha acquisito in esclusiva, inoltre alcuni sostengono che anche la scocca dei nuovi MacBook Pro potrebbe essere realizzata in Liquidmetal.
Atakan Peker, uno degli inventori del Liquidmetal, sostiene però che la tecnologia non sia ancora matura per realizzare un componente così grande come la scocca unibody di un MacBook, sopratutto tenendo in considerazione i livelli di produzione necessari per soddisfare l’elevata domanda dei prodotti della Mela.
Peker ritiene che Apple investirà dai 300 ai 500 milioni di dollari per raggiungere questo obiettivo, che richiederà dai 3 ai 5 anni prima di poter essere raggiunto. Al momento l’unico componente prodotto da Apple con il Liquidmetal è la graffetta utilizzata per estrarre l’alloggiamento della SIM dell’iPhone, ma potrebbe utilizzare questa tecnologia per realizzare altri piccoli componenti come staffe o cerniere, già utilizzate in passato da Nokia e Samsung in alcuni telefoni a conchiglia.
Secondo Peker Apple utilizzerà il Liquidmetal in un prodotto innovativo con un design rivoluzionario. Visto che Omega ha realizzato un cronografo con la cassa in Liquidmetal, perché non immaginare uno smartwatch Apple realizzato con questo incredibile materiale?
[via businessinsider]
Se vi ha colpito l’iWatch, allora tenete d’occhio questa novità. Non è certamente il primo smartwatch a fare capolino sul mercato, ma di sicuro è il primo a fornire tante funzionalità ad un costo tanto ragionevole. Si chiama Pebble (”ciottolo” in italiano), si interfaccia con iPhone ed Android via Bluetooth e consente di fare un’infinità di cose: lettura mail, notifiche, meteo e tanto altro. E poi, fa anche da orologio.
L’unica pecca nell’interfacciamento con iOS è l’assenza della lettura degli SMS; a parte questo, però, col Pebble si può controllare le previsioni del tempo, dare un’occhiata ai promemoria di iCal, consultare gli aggiornamenti in tempo reale di Facebook e Twitter, controllare la riproduzione musicale e perfino contare i chilometri macinati in corsa. Il tutto su di un’interfaccia minimalista e piacevole, con diverse skin personalizzabili e basata su di uno schermo da 144 x 168 pixel in bianco e nero, costituito da ePaper.
La comunicazione con lo smartphone si instaura attraverso il protocollo Bluetooth 2.1+ EDR ma il controllo vero e proprio avviene attraverso 4 pulsanti fisici; completano il quadro la vibrazione, gli accelerometri a 3 assi con rilevamento dei gesture e un SDK per personalizzare ed espandere ulteriormente le funzionalità software.
Disponibile in varie colorazioni, il gingillo può essere prenotato sin d’ora sul sito del progetto Kickstarter. Al momento della stesura di questo post, i fondi raccolti hanno raggiunto quasi l’incredibile soglia di 1.800.000 dollari, forniti da quasi 13.000 finanziatori sparsi per il mondo; le offerte spaziano dai 99$ ai 10.000$ (sono già terminate quelle da 99$ e 235$) ma esistono tagli intermedi per tutte le tasche. Se la cosa vi stuzzica, date un’occhiata al video dopo il salto; lì vi verrà spiegato com’è nata l’idea, com’è stata realizzata e c’è pure il prototipo funzionante.
Continua a leggere: Pebble, l'orologio ePaper che funziona con l'iPhone
A distanza di quasi due anni dalla presentazione dell’originale concept iWatch, ADR Studio ne propone una versione aggiornata che segue gli stilemi del concept dell’iPhone 5 sempre ad opera di Antonio De Rosa.
Nell’ultimo anno sono stati annunciati diversi smartwatch, ma solo in pochi sono arrivati allo stadio finale della commercializzazione. La prima azienda a credere in questo genere di dispositivi è stata Sony Ericsson con il Live View, qui la recensione, in vendita da oltre un anno a circa 50 €, ma compatibile solo con smartphone Android. Al recente CES di Las Vegas, Sony Ericsson ha presentato lo SmartWatch, un’evoluzione del LiveView con un’interfaccia più fluida ed una maggiore autonomia a fronte di un prezzo annunciato di 159 $.
Motorola da alcuni mesi vende negli Stati Uniti a 299 $ il MOTOACTV, uno smartwatch pensato sopratutto per chi pratica attività sportive, mentre proprio oggi dovrebbe essere avviata la commercializzazione dell’italianissimo i’mWatch, con prezzi che partono da 249 €.
Apple dal canto suo non ha ancora ufficialmente lanciato uno smartwatch, ma le piccole dimensioni dell’iPod nano di sesta generazione e la relativa applicazione dell’orologio hanno fatto esplodere un fiorente mercato di cinturini per indossarlo al polso. L’aggiornamento firmware dell’iPod nano ha addirittura aggiunto ulteriori quadranti all’applicazione dell’orologio, ma quello che manca al piccolo iPod è una connessione wireless per trasformarlo in un vero e proprio smartwatch. L’adozione del protocollo Bluetooth 4.0 a basso consumo nei recenti dispositivi Apple potrebbe essere la molla per trasformare l’idea di un iWatch in un dispositivo reale.

L’iPod nano di sesta generazione, con il suo piccolo touchscreen da 1.54 pollici, potrebbe essere stato progettato con lo scopo di sondare l’apprezzamento del mercato per uno smartwatch marchiato Apple. Visto il proliferare di cinturini realizzati per indossare l’iPod nano al polso, non c’è dubbio che un iWatch potrebbe riscuotere grande successo tra gli appassionati della Mela e non solo.
In attesa che Apple si decida a produrre un dispositivo del genere qualcuno ha pensato di realizzare smartwatch in grado di collegarsi all’iPhone, con metodi più o meno ortodossi.
Una società canadese di nome Alerta ha lavorato per anni ad uno smartwatch chiamato inPulse, inizialmente pensato per funzionare esclusivamente con smartphone BlackBerry. Recentemente l’inPulse è entrato regolarmente in commercio e con esso è stato distribuito un apposito SDK per sviluppare applicazioni che permettano l’interfacciamento via Bluetooth con smartphone Android e con iPhone sbloccati.
Molto interessante anche la proposta tutta italiana dell’I’mWatch, uno smartwatch di lusso che si affida alla connessione Bluetooth solo per gestire le chiamate in vivavoce, mentre sfrutta il Personal Hotspot dell’iPhone 4 per connettersi via WiFi ad Internet ed interagire con un apposito portale di servizi.
Se ancora vi state chiedendo a cosa serva uno smartwatch potete leggere la nostra recensione del Sony Ericsson LiveView, che purtroppo funziona solo con smartphone dotati di sistema operativo Android 2.0 o superiore.
