Che a Mountain View si stesse lavorando ad una versione di Voice Search per iOS è cosa risaputa da un po’. Ora però, arriva l’annuncio ufficiale di Google con screenshot e funzionalità previste.

Aggiornamento del 23 maggio 2013 di Giacomo Martiradonna.
Con un annuncio ad hoc dato sul blog aziendale, Google si prepara al lancio di della ricerca vocale -Voice Search- su iOS. Contrariamente ai rumors iniziali (i primi risalgono addirittura al lontano 2008), tuttavia, non sarà rilasciata sotto forma di app a sé stante ma verrà integrata in Chrome come feature.
Il tutto funzionerà in modo molto simile a Siri; si sfiora l’icona del microfono, si fa una richiesta a voce, e infine si attende che la tecnologia compia il suo miracolo. Si potrà proporre query locali o contestualizzate, e se tutto funzionerà bene come si vede nei test, per il modesto assistente virtuale di Cupertino si prevedono tradimenti in massa.
Google scrive:
Nei prossimi giorni, tireremo fuori un aggiornamento per iPhone ma anche per iPad. Potrete effettuare le vostre richieste nella omnibox direttamente attraverso la voce. Toccate il microfono, dite cosa ricercare ad alta voce e ammirate i risultati (in alcuni casi letti dalla voce artificiale), senza neppure digitare un singolo carattere. Non appena avrete aggiornato (update in arrivo su App Store), provate domande come queste:
- Quanti distano San Antonio e Dallas?
- Com’è il meteo a Roma?
- Quali sono gli attori principali de ‘Gli stagisti’?
Tra l’altro, l’update porterà in dote anche una nuova più raffinata tecnologia di cache che consentirà di ricaricare con maggiore efficienza le pagine Web in condizioni di rete lenta o in mobilità. Inoltre, sarà implementato un nuovo servizio che permetterà alle app di terze parti di aprire un link con Chrome e di ritornare all’app precedente con un singolo tap. Sfortunatamente, non è stata fornita una data precisa per il rilascio al pubblico, ma sospettiamo che il prodotto sia bello e pronto, e che l’incertezza sia data soprattutto dai tempi tecnici di revisione sull’App Store.
Certo è che, con una causa per violazione di copyright pendente, l’esordio di Google Voice Search è tutt’altro che sereno. Il tempo ci dirà chi aveva ragione e chi, invece, ha semplicemente esagerato.

Sembra che qualcosa si stia muovendo per l’app Google Voice Search, il motore di ricerca vocale di Google, inviata all’App Store circa tre mesi fa. Google ha aggiornato l’app con nuove funzionalità ed annuncia sul suo sito web il prossimo rilascio della versione per iOS, dopo il lancio di quella per Android Jelly Bean.
Google Voice Search offre la possibilità di compiere ricerche vocali sul web, esattamente come Siri, di cui è un diretto competitore. Alcuni test effettuati dal blog americano CNET, le risposte di Google Voice Search sono più rapide che con Siri ed inoltre mostrando direttamente il testo della ricerca mentre viene dettato e non dopo, come avviene con Siri.
Voice Search risponde a una grande quantità di query, anche locali e contestualizzate. Gli esempi mostrati da Google sono del tipo: Come sarà il tempo questo week-end? Che film proiettano oggi a Cape Cod? Quanto fanno 100$ in euro? Quanto alta è la Torre Eiffel? Non sempre si ottengono risposte ponendo stesse domande poste a Siri, ma sarebbe bene fare un confronto dei due sistemi in italiano e sullo stesso dispositivo.
L’app Google Voice Search è per il momento disponibile unicamente in inglese, se ci limitiamo alla ricerca locale, però Google ha aggiornato la sua app di Ricerca (link diretto) con una ricerca vocale migliorata, riconoscimento vocale più veloce e un miglioramento significativo delle prestazioni, il che include lo streaming del testo in tempo reale. La app Ricerca Google è gratuita, supporta iPhone 5 e richiede iOS 4.2 o superiore per usare le nuove funzionalità.

Proprio mentre l’attività Web di OS X 10.9 aumenta vertiginosamente, a Cupertino stanno cercando un nuovo ingegnere cui delegare lo sviluppo dell’Interfaccia Utente di Siri. Mica uno qualunque, però: il candidato ideale ha “familiarità con Unix, e specialmente Mac OS X” e possiede una “passione per la piattaforma Macintosh e per la scrittura di software semplice, elegante che sia divertente e facile da usare.”
L’annuncio in questione non richiede una specifica esperienza nel campo -per esempio- di iOS; anzi a dire il vero circoscrive il campo di conoscenze necessarie alle soli API di sviluppo di Apple. Perché al futuro impiegato sarà chiesto di implementare il contenuto che appare nelle finestre di conversazione di Siri, lavorando fianco a fianco con gli altri team. Ed è un compito estremamente particolare:
Si tratta di un compito ad ampio respiro. Occorre prendere ogni app con cui Siri interagisce, distillarla ai fondamentali ed implementarne l’interfaccia utente con un tema UI che entri nella finestra di Siri. Consideratelo un intero OS in miniatura all’interno dell’OS, e vi farete un’idea di cosa parliamo!
Ovviamente, ognuna di queste piccole “snippet” corrisponde ad una applicazione individuale, per cui dovrete mettere in conto che ci saranno parecchie intersezioni con gli altri team. Dovrete lavorare con loro per consentirgli l’accesso ai loro dati e comportamenti, e dovrete legarli alle vostre implementazioni. Ciò implica che, per mantenere un livello ideale di comunicazione, serve un design delle API robusto.
Non è la prima volta che parliamo di un porting di Siri su Mac, e d’altro canto non è neppure la prima volta che un annuncio di lavoro svela i piani di Cupertino. È accaduto in tempi recentissimi proprio con iWork e iLife; tant’è che, in quel caso, abbiamo dovuto concludere che lo sviluppo delle nuove versioni è ancora in alto mare. Ad OS X 10.9, invece, dovrebbero mancare suppergiù 5 mesi di sviluppo, se tutto va bene.

Dopo la Mercedes Classe E, Siri prenderà i comandi anche delle Honda Accord e di Acura RDX e ILX. Lo ha annunciato oggi Honda: nel 2013 inizierà ad essere introdotto sui suoi veicoli il supporto per l’estensione di Siri “Eyes Free“. Sarà quindi possibile usare Siri senza staccare gli occhi dalla strata, a patto di avere un iPhone con iOS 6.
Vicki Poponi, assistant vice president di American Honda, parla così della relazione fra iPhone e guidatori:
L’iPhone è ormai talmente integrato nella vita della gente che questi continuano a usarlo nell’auto. Offrire ai possessori di Honda e Acura l’uso della modalità Free Eyes di Siri attraverso il Bluetooth è un’opportunità incredibile per dare una connettività di nuova generazione e per venire incontro alle necessità dei nostri clienti.
La diffusione dei sistemi compatibili con Siri si sta allargando a macchia d’olio. Nel giugno scorso, Honda aveva già annunciato che stava per integrare nei suoi prossimi modelli il supporto a Siri Eyes Free. A inizio gennaio, al CES 2013, anche Hyundai aveva annunciato la sua intenzione di includere il supporto a Eyes Free nei suoi futuri sistemi di infotainment, anche se nessun modello di automobile in particolare era stato menzionato.
Continua a leggere: Siri Eyes Free arriva su Honda Accord, Acura RDX e ILX
Nella mente dei suoi creatori, Siri doveva diventare un sistema di intelligenza artificiale altamente integrato col Web e coi migliori fornitori di servizi online (Yelp, StubHub, Rotten Tomatoes, Wolfram Alpha e così via), in grado di ragionare ed imparare. Quel che non sapevamo, tuttavia, è che nel 2009 Verizon era sul punto di firmare un importante accordo che avrebbe fatto dell’attuale assistente virtuale di Cupertino un’esclusiva di Android.
A febbraio 2010, grossomodo tre settimane dopo il debutto di Siri come app di terze parti, il co-fondatore dell’omonima software house ha ricevuto una chiamata da un numero nascosto. Era Steve Jobs che voleva incontrarlo subito, il giorno successo. Il resto della storia emerge grazie alla ricostruzione fatta da Bianca Bosker sull’Huffington Post, in cui si legge:
“I co-fondatori si Siri sono rimasti tre ore con Jobs nella sua casa di Palo Alto per discutere il futuro dei “do engine” e le modalità con cui la gente poteva conversare con le macchine (Jobs adorava il sarcasmo di Siri). Apple ha quindi fatto seguire un certo interesse nell’acquisizione della giovane società. “Il riconoscimento vocale […] costituiva un’area che destava interesse in lui e in Scott Forstall.”
Continua a leggere: Se non fosse stato per Steve Jobs, Siri finiva su Android

Sin dal novembre dello scorso anno, sapevamo già che a Cupertino si lavorava alacremente per aggiungere nuove lingue e funzionalità a Siri, ma questa proprio non ce l’aspettavamo. Un annuncio pubblicato da Apple rivela che il “modesto assistente virtuale” con la mela è destinata a diventare presto molto più che una semplice voce.
L’annuncio di lavoro comparso su questa pagina del sito Apple -diverso dal solito, e quasi poetico- è inequivocabile. Tradotto nella nostra lingua parla esplicitamente di “personaggio distinto e riconoscibile:”
Stiamo cercando un individuo creativo in modo unico che ci aiuti ad evolvere ed arricchire Siri, il nostro assistente personale virtuale. Siri è conosciuta per la sua arguzia, la sua cultura e lo zelo nello spiegare cose in modo simpatico, pratico e piacevole. […]
Il candidato ideale dovrà: sviluppare e scrivere dialoghi originali per supportare le nuove funzionalità di Siri; aggiornare e rifinire i dialoghi esistenti. Lavorare da vicino con i designer d’integrazione nel formulare gli enunciati […]. Sviluppare un rapido processo editoriale e un flusso di lavoro per le ispirazioni (esterne, interne, e provenienti dagli utenti), creare e rifinire i dialoghi, sollecitare le revisioni interne, produrre i dialoghi e imparare dalle reazioni degli utenti. Garantire la compattezza e qualità dei dialoghi da tutte le fonti. Aiutare il team di Siri a evolvere Siri come un personaggio distinto e riconoscibile. Co-dirigere un gruppo di lavoro su questioni multiculturali e in ambienti multilingue.
Insomma una volta che la tecnologia sarà sufficientemente matura, la vera differenza in un mercato già popolato di funzionalità simili, la faranno sempre più caratteristiche come simpatia, arguzia e risposta pronta. Chi si sarebbe mai aspettato una piega simile e -a proposito- che bel lavoro deve essere costruire Siri giorno per giorno.

Mercedes ha presentato oggi al CES 2013 di Las Vegas l’integrazione di Siri con la nuova Mercedes Classe E. Il sistema Drive Kit Plus viene utilizzato per interfacciare il pannello di comandi Comand Online del veicolo con l’iPhone.
Il Drive Kit Plus si può comprare sia come optional al momento dell’acquisto che come accessorio aftermarket e viene usato come vera e propria interfaccia futuristica fra la Mercedes e l’iPhone attraverso il riconoscimento vocale di Siri. Sarà quindi possibile per il guidatore dare comandi vocali all’iPhone e visualizzarne la risposta sullo schermo dell’impianto di infotainment della Mercedes. Ciò permette ovviamente di effettuare chiamate, ascoltare la musica ed interagire con i social network come Twitter e Facebook e di effettuare ricerche sul Web. Alle numerose possibilità che offre il sistema, si aggiungono tutti i comandi a quali gli utenti sono già abituati, come le informazioni sul meteo e la borsa, la creazione degli appuntamenti o la dettatura degli iMessage. Il Drive Kit Plus fa uso di un’app companion chiamata Digital DriveStyle, sviluppata da Mercedes, che arricchisce l’interfaccia con comandi per il GPS o con le web radio personali.
Continua a leggere: Siri prende i comandi della Mercedes Classe E [aggiornato]

Se le mappe di Apple proprio non vi vanno giù, sappiate che potete aprire Google Maps o qualunque altra app di navigazione direttamente attraverso Siri e senza dover ricorrere ad hack o trucchi da jailbreaker. Basta chiedere informazioni nel modo giusto. Ecco come.
Su Cydia esiste un tweak chiamato “MapsOpener” che consente di rendere Google Maps l’applicazione predefinita per i tragitti. La buona notizia, comunque, è che non è una modifica necessaria per l’utente comune.
La scoperta l’hanno fatta quelli di JailbreakNation, e noi di Melablog siamo stati in grado di replicare la medesima funzionalità anche con Sistema Operativo e lingua impostati in italiano. Se domandiamo a Siri “mostrami le indicazioni per un ristorante giapponese a Roma” (non c’è stato verso di farle capire Apple Store, quindi abbiamo ripiegato), Siri mostrerà una serie di risultati; basta poi un tap su uno di essi, perché venga aperta la cartografia di Cupertino. Se invece domandiamo “mostrami le indicazioni per un ristorante giapponese a Roma coi mezzi pubblici” allora le cose cambiano un po’: dopo aver sfiorato il ristorante desiderato, infatti, all’interno delle Mappe verrà mostrato un elenco di app alternative; nel caso dell’iPad di terza generazione del sottoscritto, Google Maps e Navigon, più una serie di alternative disponibili su App Store.
Qualcuno, sul Web, racconta di essere riuscito a far aprire a Siri direttamente Google Maps esplicitandolo nella domanda, ma nei nostri test la cosa non ha prodotto i risultati sperati. Qui di seguito, il video pubblicato da JailbreakNation, con le indicazioni in inglese per ottenere il medesimo scopo. Fateci sapere come vi è andata.

Sui forum di The Verge, un utente chiamato Knowledge ha creato una raccolta di immagini che ritraggono il concept di una possibile variante di iOS per Apple TV con Siri, FaceTime, il supporto alle TV via cavo/via satellite e stretta integrazione coi dispositivi di storage locale. Il tutto condito da registrazione, App Store e ricerca unificata dei contenuti.
L’idea è di far uscire Apple TV dal regno degli hobby e trasformarlo finalmente in un media center degno di questo nome. La tecnologia AirPlay ha contribuito molto alla sua diffusione nei salotti di casa, ma è evidente che a questo punto serva un salto generazionale che completi il mosaico con le tessere mancanti. Cose come la guida TV, la ricerca unificata e l’App Store vaticinato da Steve Jobs:
Continua a leggere: Un concept di Apple TV con Siri, FaceTime e TV via cavo

Mentre il modesto assistente virtuale di Cupertino ci abitua lentamente alla comodità dei comandi vocali (quando funziona e quando capisce quel che diciamo), il suo sviluppo procede per piccoli ma inarrestabili passi. Tant’è che presto Siri guadagnerà il supporto ad altre nove lingue del mondo.
La notizia l’hanno data per primi i belgi di Apple Nieuws Vlaanderen, ma è stata subito ripresa da molti altri siti Apple-centrici come 9to5Mac e MacRumors.
In pratica, stando a quanto si legge sui più recenti annunci di lavoro, a Cupertino stanno cercando un ingegnere da insediare come stagista nel “gruppo che ha in carico di portare Siri in molte altre parti del mondo;” e tra le capacità richieste, oltre a una formazione adeguata e al solito “problem solving,” è esplicitamente menzionata la perfetta conoscenza di almeno una delle seguenti lingue:
Arabo, cinese, danese, olandese, finlandese, francese, coreano, norvegese, svedese oltre ovviamente all’inglese.
Il fatto è che attualmente Siri supporta esclusivamente inglese (Stati Uniti, UK, Australia, Canada), spagnolo (USA, Spagna, Messico), cinese (Mandarino, Cantonese), francese (Francia, Canada, Svizzera), tedesco (Germania, Svizzera), giapponese, italiano (Italia, Svizzera) e il coreano; il che significa che presto Siri dovrebbe poter supportare anche le lingue non in elenco, vale a dire arabo, danese, olandese, finlandese, norvegese e svedese.

Continua inarrestabile il processo di iOS-ificazione di OS X. La prossima Major Release del Sistema Operativo for the rest of us potrebbe portare con sé il pieno supporto a Siri e l’integrazione con le mappe di Apple.
Della cosa abbiamo parlato all’inizio del mese, quando si è scoperta sul Web la presenza di computer aggiornati a OS X 10.9. Ora, secondo le fonti “affidabili” di 9to5Mac, trapela qualche dettaglio sulle feature in arrivo:
Le build preliminari della prossima generazione di Sistema Operativo per Mac attualmente in fase di test, OS X 10.9, puntano all’integrazione con Siri e le mappe sui Mac del prossimo anno. […] Le fonti affermano che le build preliminari di OS X 10.9 integrano il software di comandi vocali Siri come sui nuovi modelli di iPad dotati di iOS 6.
Non esistono però certezze, né è chiaro se sarà disponibile da subito e per tutti gli utenti. Per il momento, infatti, Siri versa ancora in stato di Beta, tant’è che è legata ad alcuni modelli specifici di iPhone, iPad ed iPod touch, lasciando esclusi tutti gli altri; occorre quindi capire se Apple sceglierà un approccio simile anche sui suoi computer, relegando Siri esclusivamente ai modelli più recenti. Di sicuro la Dettatura -una tecnologia che utilizza le medesime infrastrutture di Siri- è attualmente disponibile su tutti i Mac con installato Mountain Lion: ciò quindi lascia aperti spiragli di speranza per il futuro.
Inoltre, Apple sta lavorando alacremente per incorporare le proprie controverse mappe in tutto l’OS e nelle app di terze parti, anche se non è attualmente chiaro se rilascerà anche un’applicazione stand-alone per il Mac.
Sui tempi di rilascio è ovviamente impossibile fare vaticini, ma qualcosa possiamo azzardarla. L’anno scorso, Mountain Lion fu presentato in anteprima agli sviluppatori nel mese di febbraio; se Apple dovesse seguire le sue stesse orme anche in questa occasione, vorrebbe dire che presto saremo sommersi di rumors sull’argomento, e che entro due o tre mesi ne sapremo ufficialmente di più. Just stay tuned.