
Adobe ha rilasciato un SDK che permetterà agli sviluppatori creare programmi interfacciati con Photoshop per i tablet. Photoshop Touch SDK, tale è il nome del set di librerie, è disponibile in anteprima per Android, BlackBerry e iOS .
Con le API di Photoshop Touch SDK sarà possibile di creare applicazioni per iOS (e altre piattaforme) per interagire dall’iPad con il Photoshop presente sul computer attraverso una connessione TCP. Una volta connesse al Photoshop CS5, queste app controlleranno le funzioni del programma o condivideranno i dati del tablet.
Adobe ha fatto sapere che Photoshop Touch SDK è stato rilasciato agli sviluppatori per “esplorare possibilità non ancora immaginate”. Nel frattempo Adobe ha creato tre app per iPad per illustrare la tecnologia di Photoshop Touch; queste sono: Color Lava, Eazel e Nav per Photoshop. Le app saranno in vendita il mese prossimo, appena l’aggiornamento necessario per integrarle in Photoshop Creative Suite 5.5 verrà rilasciato. Il prezzo sull’iTunes Store sarà di 4,99$ per Adobe Eazel, 2,99$ per Adobe Color Lava e 1,99$ per Adobe Nav.
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Il Financial Times di Londra è in piena battaglia con Apple riguardo ai dati dei propri utenti. Il nocciolo della questione è che Apple desidera avere accesso alle informazioni degli abbonati che si registrano al Financial Times attraverso iPad o iPhone, mentre la testata giornalistica inglese non vuole cedere tali informazioni tanto facilmente. Infatti, il managing director di FT.com, Rob Grimshaw ha dichiarato che le negoziazioni fra il Financial Times e Apple sono in corso, anche se sembra che l’accordo non sia tanto vicino:
Non vogliamo perdere la relazione diretta con i nostri abbonati. È il cuore del nostro modello di fare business. Qualora uno dei nostri canali [di distribuzione] non si associasse bene con la nostra maniera di condurre gli affari, prenderemmo in considerazione i molti altri canali disponibili che abbiamo a disposizione. - Rob Grimshaw a Reuters
Apparentemente il Financial Times non è disposto a cedere su questo tema e la dichiarazione di Rob Grimshaw contiene una velata minaccia: “O seguite il nostro modello di fare business o cerchiamo altrove”. Per fortuna, le trattative fra le due compagnie non sono ancora a un punto morto e Grimshaw ha aggiunto: “Abbiamo una grande relazione con Apple”.
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Un editore danese, Mediaprovider, si è visto cancellare l’applicazione di una rivista su Android dall’App Store. L’amministratore delegato di Mediaprovider, Brian Dixon, ha subito reagito rivolgendosi ad Apple per avere chiarimenti.
Un responsabile delle relazioni con gli sviluppatori di App Store, tale Richard, si è messo in contatto con Dixon, spiegando, non senza un certo imbarazzo, che l’app della rivista su Android era poco gradita. Il dialogo, riportato da Fortune ha dell’irreale:
Dixon: Qual è il problema?
Rchard: Lei sa… la sua rivista parla di Android… non possiamo avere cose così sul nostro App Store.
Se la notizia venisse confermata, Mediaprovider avrebbe scoperchiato involontariamente un pentolone di polemiche riguardo alle policy dell’App Store che ultimamente sembrava essersi addolcita, aprendosi alle esigenze degli sviluppatori.

L’antitrust europeo ha deciso porre termine all’indagine che vedeva implicata Apple riguardo ai blocchi imposti da Apple in iOS e sull’App Store. La decisione della Commissione Europea è conseguenza diretta del cambio di policy sull’App Store e della collaborazione di Apple alle indagini.
Joaquín Almunia, Commissario europeo per la Concorrenza, ha dichiarato alla stampa:
La risposta positiva di Apple alle investigazioni preliminari ha mostrato che le regole della concorrenza possono venir usate dalla Commissione per influenzare con rapidità il mercato, con chiari benefici per i consumatori, il tutto senza la necessità di aprire un procedimento formale. - Joaquín Almunia (traduzione libera)
Le politiche di Apple erano sotto indagine poiché erano sospettate di violare le leggi di corretta competizione, forzando le aziende a scegliere se sviluppare per iOS o per le altre piattaforme, anziché per entrambe.
[Via Wall Street Journal | Foto fdecomite]

Le prime tracce di un prodotto sconosciuto rinvenute all’interno della SDK appartengono alla nuova Apple TV, sostiene uno sviluppatore iOS. Esaminando la prima beta di iOS 4.2, lo sviluppatore ha notato la stringa “iProd 2,1″ è ora stata sostituita da quella “AppleTV 2,1″. Inizialmente si era pensato ad un nuovo iPad, a causa del primo nome in codice di iPad, “iPad 1,0″, e dopo 1,1.
L’informazione suggerisce che la nuova Apple TV adotterà una versione di iOS, sebbene non ci sia il supporto alla multi-touch poiché ne utilizza una simile a quella della precedente generazione. Il dispositivo possiede un processore A4, come per iPad, iPhone ed iPod touch; è in grado di reggere lo streaming di video da dispositivi iOS utilizzando la tecnologia AirPlay. Il cambio di firmware offre innumerevoli vantaggi ad Apple, inclusa la possibilità di espansione, interoperabilità e riduzione del numero di piattaforme che l’azienda dovrà manutenere.
[Via MacNN]

Dopo le novità bomba nel cambio di policy sull’App Store, la reazione di Adobe non si è certo fatta attendere e così la controversia sui termini dell’iOS SDK diventa all’improvviso cosa del passato. Largo ai tool di cross-compilazione di terze parti.
Fine dei giochi, niente più divieti formali e sussurri di denunce: gli strumenti Adobe per la creazione di app native per iPhone sono stati ufficialmente sdoganati. E così, da Adobe annunciano festanti:
L’annuncio di Apple di oggi sullo scioglimento delle restrizioni nelle linee guida per sviluppatori di terze parti ha apportato implicazioni dirette per il Packeger Adobe per iPhone, una caratteristica presente nel software Flash Professional CS5. Questa feature è stata creata per permettere agli sviluppatori Flash di disegnare velocemente applicazioni per i dispositivi iOS. La feature è già nelle mani degli sviluppatori integrata in Flash Professional CS5, e ora ne riprenderemo lo sviluppo per poter apportarvi futuri aggiornamenti.
E che lo sviluppo di tale funzionalità non verrà accantonato come originariamente paventato è una buona notizia: significa maggiore ricchezza per noi consumatori e più scelta per gli addetti ai lavori, e non è un caso che stamattina le azioni di Adobe abbiano segnato un +12%. Ovviamente, sottolineano i creatori di Photoshop, le restrizioni volute da Cupertino su Flash in iOS restano in piedi. La buona notizia è tuttavia che alcune app create attraverso Adobe Packager sono già sotto la lente di Apple per l’approvazione in App Store.

Skype ha recentemente annunciato il rilascio del nuovo SkypeKit Beta Software Development Kit (SDK) per sviluppatori desktop. Il kit è compatibile con i computer Windows e Mac OS X, e consentirà di implementare le funzionalità video, voce e chat di Skype direttamente all’interno di qualsiasi applicazione desktop senza richiedere il download del software Skype.
Gli sviluppatori interessati possono iscriversi per il beta-invito, sebbene Skype abbia già avvertito di voler/poter coinvolgere un limitato numero di tester. Il primo SkypeKit SDK per sistemi Linux fu rilasciato lo scorso giugno. I servizi di VoIP e video-chat erano precedentemente confinate ad applicazioni dedicate come lo stesso Skype oppure a client dedicati di terze parti.
[Via Electronista]

Sembra che Apple non abbia del tutto chiuso le porte ad AdMob, la società leader nella pubblicità mobile recentemente acquistata da Google. Omar Hamoui, il direttore generale di AdMob, ha commentato i recenti cambi apportati da Apple a SDK di iOS 4 e il fatto che Apple non abbia ancora applicato le nuove regole. Hamoui vede in questi ritardi un’apprezzabile tregua temporale che auspica possa essere proficuamente sfruttata dalle due compagnie.
La clausola 3.3.9 della SDK di iOS4 specifica le regole per la privacy degli utenti Apple e rende il lavoro di agenzie pubblicitarie come AdMob per lo meno complesso. La clausola proibisce la raccolta e l’uso dei dati personali degli utenti senza il consenso esplicito di questi ultimi. Inoltre i dati personali potranno essere usati solo per offrire servizi direttamente rilevanti al funzionamento dell’applicazione. Nel caso i dati raccolti da una app vengano ceduti a compagnie pubblicitarie, questi devono limitarsi al UDID e alla localizzazione dell’utente; l’eventuale estensione di queste regola ad altri dati verrà indicata da Apple stessa.
Alla conferenza MobileBeat 2010, Hamoui diceva apprezzare il concetto di iAd, per la ricchezza delle pubblicità proposte e per la sfida che offre agli operatori per piattaforme mobili. Google e AdMob stanno sviluppando un sistema simile a iAd, mirato ad apportare maggiore interattività ai video annunci pubblicitari.
[Via macgeneration | Foto Eirik Solheim]
Alcuni porzioni di codice nascosto, presenti all’interno della versione gold master di iOS 4 hanno rivelato che iPhone potrebbe presto avere una funzionalità di upload video per Facebook.
Sebbene non sia stata ancora mostrata, il codice consente di inviare video alla risoluzione di massima di 480×480 a 30FPS. Tutti i dispositivi iOS potranno beneficiarne, poiché Facebook utilizza già video con HTML5 che funzionano con iPad e l’hardware iOS 4.
Apple non ha ancora menzionato ufficiale tale funzionalità e potrebbe attivarla anche dopo il rilascio ufficiale di iOS4; ci sarebbero anche indizi circa l’integrazione del calendario e della rubrica.
[Via 9to5Mac]

Ricordate la famosa sezione 3.2.2 del contratto di licenza di Apple con gli sviluppatori? Il cambiamento del testo di quella sezione scatenò la battaglia mediatica tra Apple ed Adobe a suon di annunci al fulmicotone.
Oggi si scopre che il testo di quella stessa sezione è stato ulteriormente modificato, in occasione del passaggio ad iOS4, e che i vincoli stringenti dell’epoca sono stati rilassati.
La modifica consente ora di utilizzare codice interpretato purché “sia utile per funzionalità minori” oppure “sia coerente con lo scopo dell’applicazione”. Apple si riserva di valutare i due parametri caso per caso. Tale modifica consente a framework già molto utilizzati come Unity 3D ed altri, di non essere tagliati fuori senza una ragione apparente.
Come interpretare tale decisione?

Dopo l’annuncio di iOs 4, il nuovo sistema operativo mobile di Apple, sono state rilasciate le pre-release agli sviluppatori. iOs 4 sarà disponibile gratuitamente a partire dal 21 giugno per i possessori di iPhone 3G, iPhone 3GS e iPod touch (anche se con qualche limitazione).
iPhone SDK 4 e iOs 4
La pre-release della versione golden master di iPhone SDK 4 è stata resa disponibile con il nome di build 10M2262. Con essa sarà possibile sviluppare applicazioni per iPhone e iPod touch.
La beta del nuovo iPhone OS è stata rilasciata congiuntamente a iPhone SDK 4 per gli sviluppatori che vogliano iniziare a scrivere o adattare le loro app prima della data del 21 giugno. Con questa build 8A293 di iOs, gli sviluppatori potranno trarre vantaggio del multitasking, le caselle di posta unificate e l’organizzazione in thread dei messaggi di una stessa discussione. Sulla piattaforma iPhone, arrivano anche iBooks e iMovie e anche l’opzione di cercare contenuti sul Web con Bing.
iOs 4 è disponibile in versione pre-release per iPhone 3G, iPhone 3GS e iPod touch 2ª e 3ª generazione; la versione per iPad non dovrebbe tardare. A partire dal 10 giugno, gli sviluppatori potranno iniziare sottomettere ad App Store le loro app scritte per iOs 4.
Continua a leggere: Rilasciate le versioni per sviluppatori di iPhone SDK 4, iOs 4 e iTunes 9.2 beta

Due associazioni editoriali tedesche, la VDZ e la FIPP, hanno scritto a Cupertino per affrontare il tema della censura sull’App Store. La politica non sempre trasparente di selezione delle applicazioni per iPhone e iPad, non è mai piaciuta al mondo dell’editoria. La principale preoccupazione sollevata, riguarda la libertà di stampa: come è possibile che una singola compagnia possa esercitare un controllo globale su quanto viene pubblicato su mezzi digitali, in particolare sull’iPhone e l’iPad?
In una lettera indirizzata a Cupertino, gli editori tedeschi reagiscono alla rigida policy di App Store, che a volte segue regole morali sue, difficilmente condivisibili da tutti. Difatti la critica principale proviene dal mancato rispetto della società multiculturale e globalizzata nella quale viviamo. Restringere l’informazione offerta è poco differente dall’esercitare la censura, affermano nella lettera gli editori tedeschi:
“Viviamo in un mondo multiculturale. Questo significa che contenuti totalmente accettabili in un paese, possono essere ritenuti inappropriati in un altro. (…) Regole uniformi per l’intero globo limitano la libertà di stampa e la libertà di scelta per i lettori”. (traduzione libera)
Continua a leggere: Associazione di editori tedeschi discutono di censura con Apple