
Ad agosto dell’anno scorso, Samsung era stata condannata in primo grado al pagamento di 1 miliardo di dollari ad Apple per la violazione del design dei prodotti con la mela. Qualche ora fa, in fase di appello, l’implacabile giudice Lucy Koh ha dimezzato tale somma e ha ordinato l’apertura di un nuovo processo.
Si torna in di nuovo in aula, e con un colpo di scena. Il giudice infatti ha tagliato ad appena -si fa per dire- 598,9 milioni di dollari il risarcimento dovuto da Samsung. Lo ha spiegato FOSS Patents in un articolo molto tecnico:
I 450 milioni di dollari [tagliati dal totale, n.d.A.] corrispondono a 14 prodotti Samsung, relativamente ai quali si renderà necessario un nuovo dibattimento poiché la Corte non può legalmente apportare le modifiche necessarie durante il processo attuale: la Giuria infatti può assegnare una sola cifra risarcitoria per prodotto; ma poiché circa mezza dozzina di diverse proprietà intellettuali risultavano violate, risultava difficile stabilire con chiarezza quale porzione di danni assegnare ad ogni specifica proprietà intellettuale.
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È noto che Apple sta tentando da tempo di disarcionare Samsung -avversaria sul mercato e nelle aule dei Tribunali- trasferendo le commesse per i propri prodotti ad altri soggetti, e a quanto pare sta per riuscire in un colpaccio. Se tutto andrà in porto come sperano a Cupertino, la produzione dei chip Axx potrebbe passare a TSMC molto prima del previsto.
Tutte le CPU che la mela installa nei suoi dispositivi mobili oramai vengono interamente progettati in casa, relegando Samsung al semplice (si fa per dire) compito della produzione industriale. Visti i pessimi rapporti tra la due, tuttavia, non sorprende che Apple stia cercando di recidere il cordone ombelicale in molti modi; per esempio con investimenti indiretti in Sharp o tentando di strappare l’esclusiva sull’intera produzione annuale di TSMC.
Per le batterie dei MacBook e degli iPad, ha già risolto rinunciando al rinnovo del contratto di fornitura con Samsung e rigirando la commessa alle cinesi Amperex Technology Limited e Tianjin Lishen Battery. Se però quel che racconta il Taipei Times si rivelerà corretto, presto la società sudcoreana subirà una vigorosa stilettata al portafogli:
Il momento della verità dovrebbe arrivare “prima del previsto,” ha affermato venerdì in una nota ai clienti Manish Nigam, il capo della divisione di ricerca tecnologica per l’Asia […] di una agenzia di intermediazione. La notizia si basa su recenti controlli fatti su diversi fornitori di apparecchiature e altre società in Giappone, Taiwan e Cina.
In precedenza, Credit Suisse aveva affermato che Apple avrebbe cercato nuovi produttori di chip diversi da Samsung entro la fine dell’anno prossimo o all’inizio del 2014.
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Come abbiamo visto ieri, Apple ha riscritto il messaggio sul proprio sito apple.co.uk, legato come saprete alla sentenza che ha rigettato le accuse di copia per Samsung. Nel riportare la notizia, abbiamo anche commentato il tutto dal punto di vista del nuovo ordine del giudice, che di recente aveva chiesto ad Apple di riscrivere il testo perché non adeguato, e di posizionarlo anche all’interno della homepage del sito.
Cosa che è stata puntualmente fatta, ma agli occhi della rete non sfugge niente. The Next Web segnala infatti che il testo a fondo homepage è visibile solo ed esclusivamente compiendo lo scroll della pagina, non importa su quale dispositivo si stia visualizzando e non importa che risoluzione esso abbia. Provare per credere.
La prova evidente sarebbe costituita anche da una porzione di Javascript presente nel sorgente della pagina, che andrebbe appunto a nascondere la parte inferiore contenente il messaggio in qualunque display la pagina venga visualizzata. Una piccola furbata, se così vogliamo chiamarla, che di fatto ci aspettavamo: basti pensare al primo messaggio, dove con tono di presa in giro si ricordava come i dispositivi Samsung, per parola del giudice, non fossero fighi come quelli Apple. Chissà adesso cosa dirà lo stesso giudice.
Nel caso in cui abbiate vissuto sulla Luna negli ultimi mesi, o più semplicemente non vi siate interessati all’interminabile vicenda legale tra Apple e Samsung, Onlinemba.com ha creato il video che fa per voi: Apple contro Samsung, spiegato in 90 secondi.
Naturalmente rivolto a chi ha un minimo d’orecchio per l’inglese, il filmato spiega a grandi linee quanto accaduto finora, incluso l’impatto della faccenda anche nei confronti di Google, del sistema Android, e del mercato degli smartphone in generale. Così dopo la visione nessuno potrà più cogliervi impreparati sull’argomento.
Via | CNET.com

Visto che non si toccava l’argomento già da un po’, è ora di aggiornarsi sulle ultime novità della vicenda legale che vede scornarsi Apple e Samsung. La società sudcoreana ha infatti chiesto formalmente al giudice di poter aggiungere l’iPhone 5 alla causa in corso negli USA, con la speranza di arrivare ad un blocco delle vendite.
Nessuna sopresa; è da quasi due settimane che si parla della questione, solo che prima Samsung aveva bisogno di analizzare il nuovo smartphone Apple per essere sicura che contenesse le tecnologie oggetto della presunta violazione. Ed evidentemente, la ricerca ha dato esito positivo:
La deposizione del primo ottobre ora afferma che “non appena l’iPhone 5 è stato reso disponibile per l’acquisto, Samsung ha dato il via alle indagini sul prodotto, ed entro una settimana ha stabilito che sfruttava le sue tecnologie brevettate.”
Samsung ha spiegato alla Corte che sarebbe molto più efficiente discutere l’iPhone 5 direttamente in quella sede, piuttosto che andare ad aprire un nuovo fascicolo sui medesimi otto brevetti. Samsung afferma che “l’iPhone 5 è accusato di possedere le stesse funzionalità di cui sono accusate anche le precedenti versioni di iPhone; di conseguenza, provare l’esistenza della violazione sull’uno, significa confermarla anche sugli altri.
La notizia non giunge affatto inaspettata, anzi era probabilmente l’unica mossa possibile. Sebbene infatti il giudice abbia deciso di sollevare il Galaxy Tab 10.1 dal blocco delle vendite negli USA, nulla vieta che Cupertino chieda e riesca a ottenere un’ingiunzione permanente più in là nel corso del dibattimento. Dibattimento i cui esiti -ormai è assodato- stravolgeranno gli equilibri attuali di mercato.
Photo | NDTV

HTC, Motorola e soprattutto Samsung: sono questi i nomi delle società attualmente in guerra contro Apple, che come sicuramente saprete ha accusato le proprie concorrenti di aver copiato in un modo o nell’altro quanto realizzato in quel di Cupertino per iPhone e iPad. Accuse che continuano ad andare avanti in procedimenti legali sparsi per il mondo, dando luogo anche a divertenti parodie più o meno schierate.
Tra le varie accuse di Apple, troviamo non solo quelle riguardanti il design fisico dei dispositivi, ma anche quelle collegate al software installato su di essi: è ricorrente sentire “Samsung ha copiato”, anche quando a conti fatti il software in questione è Android, ideato e portato avanti da Google. La cosa strana è quindi che Apple non ha mai accusato direttamente l’azienda di Mountain View, che a sua volta pur sentendo un certo fischio nelle orecchie non è mai entrata nel merito dei procedimenti di cui sopra, anche se passate voci di corridoio la volevano impegnata in seconda linea.
E non stiamo parlando solo di patch per impedire blocchi, ma anche di quello che CNET descrive come un ruolo di supporto e coordinamento insieme a Samsung su strategie legali, dando consigli e fornendo assistenza anche nella ricerca di prove, secondo quelle che sarebbero fonti vicine alla battaglia in corso tra Apple e l’azienda coreana.

Assodato che l’iPhone rappresentasse il modello da perseguire nello sviluppo del Galaxy, due nuovi interessanti elementi minano ora l’impianto della difesa di Samsung. Da una parte la società sudcoreana confessa di aver passato una “crisi di design” e dall’altra un designer grafico di Cupertino ammette di aver confuso davanti agli avvocati un Samsung con l’iPhone.
Parlando del documento che conferma -se non il plagio- almeno la sciente volontà di emulare Apple, il responsabile della comunicazione mobile di Samsung JK Shin si è lasciato sfuggire un dettaglio di troppo:
“I numeri più influenti al di fuori della società ruotano tutti attorno ad iPhone, e ci dicono che “Samsung si sta appisolando.” Per tutto questo tempo abbiamo rivolto la nostra attenzione a Nokia, e concentrato i nostri sforzi su cose come Folder, Bar e Slide. Eppure quando confrontiamo la nostra esperienza utente con un competitor inatteso come l’iPhone di Apple, la differenza è davvero dalla notte al giorno. Era una crisi di design.”
Crisi di design che, manco a dirlo, è stata subito additata da Cupertino come il movente che avrebbe portato al plagio e alle eventuali violazioni del copyright. Ma ancor più sorprendente è probabilmente la deposizione di Susan Kare, designer grafico di Apple chiamata al banco dei testimoni per la sua valutazione dei fatti in materia di icone:
È mia opinione che l’insieme delle funzioni grafiche che determinano l’impatto visivo possa risultare disorientante per il consumatore. In parte mi baso sulla mia analisi visiva. In parte per via di un ricordo che ho allo studio legale al quale sono stata convocata in qualità di responsabile esperto per il caso. C’era un grosso tavolo da conferenze con molti telefoni sopra; potevo vedere gli schermi di tutti e, dopo aver afferrato un iPhone per spiegare un concetto dell’interfaccia grafica, mi sono resa conto di tenere in mano un telefono Samsung. Mi ritengo solitamente molto ferrata in materia grafica, eppure ho confuso l’uno per l’altro. Credo quindi che in aggiunta alla mia analisi formale, abbia anche vissuto sulla mia pelle la confusione di cui parlo.
Kare è una designer piuttosto affermata, autrice di molte importanti icone per OS X e Windows, compresa quella dell’”Happy Mac logo”; è una professionista, insomma, che sa il fatto suo.
Ad ogni buon conto, si tratta solo di uno dei testimoni chiamati dall’accusa per dimostrare la tesi del cambiamento nel design dei telefoni Samsung successivamente all’introduzione dell’iPhone. Presto sarà il turno della società sudcoreana, e c’è da scommettere che questo punto cardine sarà presto sotto assedio.

Nonostante le rimostranze della parte avversa, Apple è riuscita ad ottenere l’ammissibilità agli atti del processo d’un documento interno di Samsung in cui il Galaxy viene certosinamente confrontato con l’iPhone. Il succo del testo, per farla breve, è che si rendeva necessaria maggiore somiglianza allo smartphone con la mela.
I legali di Samsung hanno tentato fino all’ultimo di evitarlo, ma il report del 2010 su cui Apple aveva messo le mani era troppo succulento perché il giudice Koh potesse lasciar correre. Basta scorrere le sue 132 pagine per scoprire un raffronto pressoché completo tra le pecche nel design del Galaxy (definito semplicemente “S1) e l’iPhone preso a modello. Per esempio alla pagine relativa alle icone, che tanto hanno fatto infuriare Cupertino, si legge:
iPhone:
- Le luci usate per la tridimensionalità conferiscono alle icone un look&feel lussuoso.
- Le curve sono fluide per restituire una sensazione di morbidezza e comodità.
S1:
- Alle icone del Menu manca l’effetto tridimensionale attraverso le luci.
- La curvatura dei contorni delle icone non è altrettanto fluida.
- Sembrano una copia smaccata del concept dell’iPhone.
Indicazioni per il miglioramento:
- Inserire effetti di luce per ottenere un’implementazione più morbida e lussuosa.
- Rendere più morbidi i contorni delle icone per diminuirne la spigolosità.
- Differenziare maggiormente il design per eliminare la sensazione di copiatura dell’iPhone.
Un’analisi che non lascia molto spazio all’immaginazione. Nel 2010, gli ingegneri Samsung avevano ricevuto indicazioni ben precise perché i prototipi fossero modificati per somigliare di più ai telefoni con la mela, e questo di sicuro scombussola la linea della difesa; fino a ieri, infatti, Samsung tentava di convincere il giudice che un design simile all’iPhone fosse una ineluttabile conseguenza della maturazione del mercato degli schermi touch capacitivi, e ora invece è rimesso tutto un po’ in discussione.
Ad ogni buon conto, non è detto che Apple abbia già la vittoria in pugno:
Di certo, per vincere la causa Apple dovrà provare non soltanto che Samsung ha reso i suoi telefoni simili all’iPhone, ma anche che sussistono infrazioni su design specifici e brevetti, o che ne esistano su elementi specifici del design dell’iPhone e dell’iPad, ciò che in termini legali è conosciuto come trade dress.
Il documento, ricco di immagini e tradotto in inglese, è disponibile in formato PDF qui sotto, subito dopo il salto. Ed è una lettura estremamente illuminante.
Continua a leggere: In un documento interno, Samsung si ispira all'iPhone
Tra Apple e Samsung, come saprete, è lotta su più fronti: Stati Uniti, Olanda, Australia e altre nazioni il terreno di battaglia delle due società, che non sembrano voler mollare sulle proprie ragioni.
Il programma televisivo americano CONAN della tbs ha provato a gettare un po’ d’acqua sul fuoco col divertente video (in inglese) che potete trovare qui sopra, all’interno del quale ha preso in giro soprattutto Samsung, accusando l’azienda coreana di copiare Apple senza mezzi termini.
Il nome cambiato in Samsapple, lo slogan “Think Slightly Different” e la nuova lavatrice chiamata iWasher con ghiera ereditata da iPod, sono solo alcune delle trovate che potete vedere all’interno del simpatico video. Sperando che nessuno in Samsung se la prenda troppo a male.
Via | 9to5mac.com

Ricorderete probabilmente la notizia curiosa risalente a poco più di una settimana fa, relativa alla “condanna” ricevuta nel Regno Unito da Apple, obbligata a pubblicare su apple.co.uk un comunicato all’interno del quale si affermi che Samsung non ha copiato iPad, tenendolo sul proprio sito per sei mesi e facendo la stessa cosa su alcuni quotidiani e magazine nazionali.
Stando alla notizia pubblicata da Bloomberg, ricorrendo in appello presso la corte di Londra la società di Cupertino avrebbe ottenuto uno stop a tale obbligo: nell’articolo si parla però solo del sito Apple, per cui non è ancora chiaro se l’obbligo resterà invece per i giornali. Di certo, proprio l’esclusione di apple.co.uk dal fastidioso obbligo costituisce di sicuro un buon punto per Apple, che almeno per il momento non sarà costretta a fare pubblicità alla concorrente coreana.
A proposito della lotta tra Apple e Samsung, occhi puntati naturalmente al 30 luglio, data in cui avrà luogo la nuova udienza della battaglia più importante tra le due società: quella che si sta combattendo negli Stati Uniti.