
Lunedì e martedì scorsi, i dirigenti di Apple e Samsung si sono incontrati per cercare di trovare un accordo sulle varie questioni che oppongono le due multinazionali. Secondo quanto riporta il Korea Times, Tim Cook (CEO di Apple), Choi Gee-sung (CEO di Samsung ) e Shin Jong-kyun (responsabile della divisione di telefonia mobile di Samsung) non sono riusciti a trovare un accordo che appianasse le divergenze fra Apple e Samsung, rimanendo ognuno arroccato sulle proprie posizioni durante i due giorni dell’incontro.
Samsung avrebbe citato in giudizio Apple, esigendo che quest’ultima paghi royalties per l’uso delle tecnologie di trasmissione wireless di sua proprietà. Da parte sua, Apple accusa Samsung di aver copiato i suoi dispositivi con i suoi ultimi smartphone. Le dispute fra le due compagnie sono numerose e riguardano almeno 16 brevetti, 5 violazioni del cosiddetto trade dress (ovvero delle caratteristiche distintive d’un prodotto e del suo packaging, protette dal Lanham Act) e un’ipotesi di infrazione delle leggi Antitrust.
Prima dell’incontro con Tim Cook, i dirigenti di Samsung avevano -pare- cercato vari compromessi, fra cui proporre ad Apple uno scambio incrociato di licenze per l’uso dei brevetti. Questi tentativi di compromesso sono stati però smentiti dai portavoce della Samsung.
Una voce ottimista si alza invece dal The Korea Herald, il quale afferma che l’incontro abbia portato una certa quantità di accordi fra Apple e Samsung, tant’è che il gigante coreano potrebbe rilasciare una dichiarazione in merito prima della fine della settimana. In ogni modo, il prossimo incontro fra Apple e Samsung avverrà nelle aule di tribunale il 27 giugno prossimo.

Niente più stime circoscritte al solo mercato degli smartphone. A guardare i numeri di Gartner, infatti, appare evidente che Apple detenga oramai il 7,9% del mercato globale della telefonia mobile. È in assoluto il terzo produttore al mondo dopo Nokia e Samsung.
Il fatto è che, per la prima volta dal 2009, ha avuto inizio un periodo di veloce transizione dai cosiddetti feature phone -i telefoni cellulari tradizionali- agli attuali smartphone dotati di OS evoluti come iOS, Android, Bada e così via; rispetto al medesimo periodo dell’anno precedente, nel primo trimestre fiscali del 2012 gli smartphone sono cresciuti del 45% arrivando ad un totale di 144,4 milioni di unità. Apple da sola ha raddoppiato il proprio market share passando dal 3,9% all’attuale 7,9%, e questo con appena 3 modelli di telefono (di cui due pure vecchiotti) contro le migliaia di equivalenti Android.
A dire di Gartner, l’unico vero cavallo di battaglia e differenziatore chiave della concorrenza sta nei prezzi. Ciò però rischia di rendere il gioco insostenibile nel lungo periodo, soprattutto se consideriamo che -nonostante una presenza di mercato relativamente modesta- Apple si intasca il 74% dei profitti dell’intera industria.
E d’altro canto, con 35 milioni di iPhone commercializzati nel Q1 2012, Cupertino ha segnato un incredibile +96,2% su base annuale: è un ritmo di crescita più che doppio rispetto alla media del settore. Proprio mentre vanno inesorabilmente avanti il declino della piattaforma RIM Blackberry e l’estinzione praticamente certa di quella Symbian.

La Corte d’Appello del circuito federale statunitense ha annullato la precedente sentenza che impediva ad Apple di richiedere un procedimento d’urgenza per bloccare le vendite dei tablet Samsung nel territorio USA. Le conseguenza potrebbero avere un ampissimo respiro, o -con un po’ d’astuzia- sfociare in un nulla di fatto
Il giudice Lucy Koh della della United States District Court for the Northern District of California aveva da principio ritenuto irricevibile la richiesta di Apple di bloccare le vendite di quei prodotti Samsung che violano tre brevetti sul design e uno sul software dell’iPad. Di lì, il ricorso in appello, che ha finito però col dare torto al giudice Koh; secondo quest’ultima, infatti, il design del Galaxy Tab 10.1 è “ovvio, scontato” e ciò significa che non poteva essere oggetto di brevetto. E invece ora è tutto da rifare, perché quel form factor e quella combinazione di materiali sono da ritenersi proprietà esclusiva dell’ingegno di Cupertino.
Ciò vuol dire che Apple potrà legittimamente richiedere un’ingiunzione preliminare per sospendere le vendite dei prodotti Samsung in odor di violazione. Una mossa che potrebbe arrivare già nelle prossime ore ma dai risultati poco certi: il colosso coreano potrebbe modificare semplicemente le forme del proprio gingillo quel tanto che basta per aggirare l’ostacolo, né più e né meno come ha già fatto in Germania col Galaxy Tab 10.1N.
Per fortuna, e nonostante qualche goffo temporeggiamento, l’incontro per l’accordo extra-giudiziale tra i CEO resta fissato al prossimo 21 maggio. E se tutto va come la Corte si augura, il grosso della disputa dovrebbe ridursi parecchio di volume; una risoluzione definitiva, tuttavia, appare improbabile.

Le cose tra Apple e Samsung precipitano a vista d’occhio. Secondo i legali della mela, infatti, la società sudcoreana avrebbe distrutto una quantità non precisata di documentazione e mail che avrebbero potuto rivelarsi definitivi per la determinazione dei reati. Arrivano subito le smentite di rito, ma le cose per Samsung si mettono male: esiste infatti un precedente.
Col termine tecnico “spoilation of evidence” si intende una condotta negligente o intenzionale che porta all’alterazione, all’occultamento o alla distruzione delle prove rilevanti ad un procedimento legale, e questa è l’esatta accusa mossa da Cupertino. Vi sarebbero in altre parole delle discrepanze tra la quantità di file nominalmente depositati dai testimoni Samsung e quelli realmente ricevuti dalla parte avversa. Samsung, spiega Apple, aveva il dovere di preservare le prove rilevanti ma ha omesso di farlo per manifesta malafede; da ciò si può inferire che la documentazione scomparsa avrebbe avvantaggiato la mela, e che -se la giuria dovesse ritenere Samsung colpevole- tale infrazione era “intenzionale, volontaria e priva di riguardo nei confronti di Apple.”
Il problema è che Samsung non è nuova a questo tipo di pratiche. In un’altra causa, quella contro Mosaid Tecnologies, il giudice ha già stabilito infatti l’esistenza d’un vero e proprio protocollo interno per la rimozione delle mail scomode entro due settimane dalla loro creazione o ricezione, senza contare l’ostruzionismo praticato a tutti i livelli già appurato dalla stessa Fair Trade Commission coreana (KFTC) nel 2011. In una delle mail scampata al presunto oblio coatto, il campo del Team della Strategia di Prodotto Samsung ordinava esplicitamente un “confronto fianco a fianco dei prodotti Samsung e Apple per le presentazioni di design;” se le accuse trovassero conferma, sarebbe impossibile stabilire l’esistenza di altri messaggi simili, con un evidente danno per una delle parti.
Samsung ha ovviamente rispedito il pacchetto al mittente, chiedendo però al contempo un dilatamento dei tempi per preparare un documento ufficiale di risposta. Ma la preoccupazione è che ciò possa indispettire ulteriormente il giudice Koh, già innervosita a sufficienza per il gigantismo dei rispettivi impianti accusatori; insomma, per colpa di Samsung si rischia seriamente che saltino le udienze già stabilite e ciò, volenti o nolenti, non fa gioco ad Apple.
Photo | Maclife

Sulla spinta delle vigorose sollecitazione del giudice Lucy Koh, Apple e Samsung hanno dovuto ridurre la quantità di accuse reciproche e limitare l’ipertrofico numero di brevetti oggetto del contendere. Ma la distanza tra le due parti appare incolmabile come non mai.
La piega che stava prendendo l’intera vicenda legale non è andata giù al giudice (definita “una punizione inusuale e crudele per una giuria”), tanto da arrivare a minacciare uno slittamento della prima udienza se Apple e Samsung non avessero circoscritto il campo delle accuse a quelle fondamentali. E così è stato, a quanto riporta Foss Patents, sebbene di carne al fuoco ce ne sia apparentemente ancora un po’ troppa:
Nella tarda giornata di lunedì, Apple ha fornito alla Corte della California una ristrutturazione davvero notevole del proprio impianto accusatorio nella causa contro Samsung, tagliando a metà il numero di brevetti coinvolti, e cinque ore dopo, Samsung ha offerto di lasciar cadere cinque dei suoi brevetti pur sottolineando che il faldone di Apple è ancora troppo voluminoso perché si riesca ad andare a udienza questa estate. Apple, dal canto suo, ha accusato Samsung di essere poco collaborativa in questa fase di archiviazione del materiale, mentre Samsung dà tutta la colpa ad Apple se il caso non sarà pronto per l’estate.
E d’altro canto, non sorprende che per la società sudcoreana i tagli da fare appaiano più semplici che per Cupertino. Negli anni Samsung ha oggettivamente dimostra una tendenza soverchia ad “ispirarsi” al design con la mela, e questo è visibile in molti suoi prodotti e servizi già in commercio, senza contare i prototipi come lo smartphone equipaggiato con Tizen Bada che vedete nell’immagine qui sotto, subito dopo il salto. Di forme per un pulsante home se ne possono creare un’infinità, eppure a Samsung hanno scelto proprio la combinazione forma tonda all’esterno + logo squadrato all’interno. Quasi quasi, verrebbe da dire che se la sono andata proprio a cercare.
Continua a leggere: Apple e Samsung lasciano cadere parte delle accuse

Oltre che Siri, iTunes Match e AirPlay, il nuovo Galaxy S III di Samsung ruba all’iPhone un altro primato, quello dell’unica piattaforma mobile al mondo su cui si può godere della praticità e dell’eleganza di Flipboard. L’app infatti sarà inizialmente disponibile in esclusiva per il telefono della società sudcoreana, poi, per la gioia di Cupertino, debutterà definitivamente su Android.
Di solito una notizia del genere non è neppure una notizia, ma per noi utento Apple rischia di diventare un incidente diplomatico di proporzioni bibliche. È sufficiente visitare questa pagina Web per apprendere un’informazione che non andrà a genio ai manager della mela, cinguettata anche su Twitter:
Flipboard, che avete visto in anteprima sul Samsung S III oggi, sta per arrivare su Android molto presto.
Non esistono date definitive ma il debutto ufficiale, stando alle indiscrezioni dei manager Flipboard, dovrebbe arrivare entro l’estate. Perché una simile del genere su un blog che parla di cose di Apple? Per la semplice ragione che, da un po’ di tempo a questa parte, alcune delle gemme più preziose dell’App Store stanno iniziando colonizzare anche altri lidi, il che non costituirebbe probabilmente un problema se non fosse che quei lidi appartengono all concorrenza.
Risale a un paio di settimane fa la notizia dell’abbandono di Instagram da parte di Phil Schiller, ufficiosamente sdegnato per il tradimento con Android. Figuriamoci cosa accadrà ora che un’altra delle app più gettonate, geniali e apprezzate dell’App Store si è messa in testa di fare il cosiddetto “salto dello squalo.” Per carità, siamo in un libero mercato, e decisioni di questo tipo vanno accettate sportivamente. Ma adesso chi lo dice a Schiller?
Photo | SlashGear

I dati di IDC parlano chiaro. Dopo un avanzata imperiosa che cominciava a destabilizzare il primato di Cupertino nel settore, il Kindle Fire di Amazon ha iniziato improvvisamente a perdere terreno. E così, nonostante una flessione del 20% da trimestre a trimestre nella quantità di iPad consegnati, Apple riguadagna posizione di mercato raggiungendo di nuovo il 68% di share contro il precedente 54,7%.
Qualcosa si è inceppato nella strategia in odor di dumping di Amazon. Le consegne di Kindle Fire infatti sono letteralmente crollate a picco; dai 4,8 milioni unità del quarto trimestre fiscale del 2011, siamo passati alle 750.000 scarse dell’ultimo trimestre:
“Apple ha ristabilito il proprio predominio sul mercato durante questo trimestre, con consegne in quantità gigantesche, proprio in un periodo in quasi tutti i produttori Android hanno visto precipitare i propri numeri dopo i grossi guadagni strappati grazie allo shopping durante le festività” ha affermato Tom Mainelli, responsabile della ricerca per i dispositivi mobili di IDC. “La scelta di Apple di posizionare l’iPad come un tablet multi-funzione -in luogo d’un semplice dispositivo di consumo dei contenuti [come il Kindle Fire, n.d.A.]- sta risuonando tra i consumatori anche in ambito educational e business. E la sua decisione di mantenere un iPad 2 a basso costo nel mercato dopo il lancio del nuovo iPad a amarzo sembra stia ripagandola delle scelte fatte sinora.”
In un mercato che cresce del 120% ogni anno, questa battuta d’arresto ha finito coll’avvantaggiare anche i competitor di Apple, come Samsung, Barnes & Noble e più marginalmente Lenovo. Due a uno per Cupertino e palla al centro; si ricomincia.

Dopo tanti indizi criptici e spot di cattivo gusto, il sipario si è finalmente sollevato sul Galaxy S III, l’ultimo anti-iPhone di Samsung. La ricetta però è nuova solo a metà: è veloce, potente e sottile, ma -esclusa qualche intuizione lodevole- è sostanzialmente un potpourri di funzionalità già viste su iOS, compreso S-Voice, l’emulo di Siri.
L’ultimo, atteso telefono Android di fascia alta di Samsung offre un grosso schermo da 4,8″ Super AMOLED a una risoluzione di 1280 x 720, sfoggia un form factor più sottile e ampio dell’iPhone 4S, e rispetto a quest’ultimo è anche più sottile e leggero; inoltre, dispone d’una fotocamera posteriore da 8 megapixel e una anteriore da 1,9, utilizzata per il riconoscimento facciale e le feature di tracciamento dell’utente.
La vera novità, tuttavia, sta nelle funzionalità avanzate integrate nel Sistema Operativo del dispositivo, tutte -nelle migliore delle ipotesi- pesantemente ispirate ad iOS. C’è S-Voice, l’equivalente di Siri (hanno perfino la stessa icona!), Scan and Match nell’app di riproduzione musicale, ovvero iTunes Match e perfino AllShare Cast che assolve esattamente alla medesima funzione di AirPlay:
Il Galaxy S III introduce “S Voice,” un’interfaccia utente avanzata basata sul linguaggio naturale, che ascolta le tue parole e risponde. Oltre a consentire la ricerca delle informazioni e una comunicazione basilare col dispositivo, S Voice dispone di potenti funzionalità dedicate al controllo del dispositivo e ai comandi. Quando suona la sveglia ma hai ancora bisogno di qualche minuto extra di riposo, dì semplicemente al Galaxy III “Snooze.” Puoi anche usare S Voice per riprodurre le tue canzoni preferite, abbassare o alzare i volume, inviare SMS e mail, organizzare gli appuntamenti o lanciare automaticamente la fotocamera e scattare una foto.
Continua a leggere: Samsung Galaxy S III, la guerra all'iPhone si tinge di Siri

Nel primo trimestre 2012, Apple e Samsung hanno dominato tutti gli altri produttori di smartphone sul mercato. Assieme, Apple e Samsung rappresentano ormai il 99% dei benefici del mondo degli smartphone, mentre Apple stessa rappresenta il 73%.
La parte di Apple è diminuita rispetto al 75% del trimestre passato, ma Samsung ha aumentato la sua parte di mercato dal 16% al 26%, cancellando virtualmente dalla piazza gli altri produttori. Fra gli altri competitori, solo HTC riesce a mantenere una certa quota, ritagliandosi il 1% dei benefici totali.
Apple e Samsung crescono con il crescere del mercato stesso. Negli ultimi due anni, le prime 8 aziende produttrici di smartphone hanno incrementato i loro guadagni da 5,3 miliardi di dollari agli attuali 14,4 miliardi, quasi triplicando i loro benefici. Questi risultati danno l’immagine di un mercato dominato da due giganti, i quali rispecchiano anche i relativi successi di iOS e Android, oltre che alle strategie di mercato di Apple e Samsung.
[Via MacRumors]
Simpatico aggiornamento della vicenda giudiziaria che lega Apple a Samsung per la presunta violazione del look&feel dell’iPad. Intanto che le parti coinvolte preparano la mediazione del prossimo 21 maggio, il giudice Lucy Koh del Distretto Nord della California ha ordinato loro di ridurre al minimo indispensabile la quantità di materiale presentato per il caso, così da agevolare il lavoro del Tribunale.
Sebbene infatti il grosso della disputa legale potrebbe risolversi con il tentativo d’accordo bilaterale in programma per le prossime settimane, diverse aree restano ancora scoperte per la mancanza di cooperazione. È il caso di almeno 16 brevetti, 5 violazioni del cosiddetto trade dress (ovvero delle caratteristiche distintive d’un prodotto e del suo packaging, protette dal Lanham Act) e un’ipotesi di infrazione delle leggi Antitrust. Uno stato di cose che ha fatto imbufalire il giudice Koh:
Credo che questa sia una punizione inusuale e crudele per una giuria, e per questa ragione non ho intenzione di procedere così. Se avete intenzione di andare a dibattimento per luglio, allora questo non è accettabile.
Il che in altre parole significa che se Apple e Samsung non elimineranno un po’ scartoffie dai faldoni, non è affatto detto che si riesca ad aprire il processo per il 30 luglio come da programma; e il rischio d’uno slittamento di un anno a questo punto è più che concreto.
L’esasperazione arriva dalla slavina di richieste -lecite o meno- che le due parti stanno mettendo in atto da quando la vicenda ha avuto inizio. Apple, ad esempio, ha preteso l’oscuramento del logo Samsung dai contributi video che verranno presentati alla Corte, nonché la non-pertinenza delle parole attribuite a Steve Jobs nella biografia ufficiale di Walter Isaacson. La società di Seul, invece, ha formalmente esatto che si impedisca la deposizione d’un paio di esperti Apple e la rilevanza di tutti “gli articoli e i blog di giornalisti non esperti su Apple.” Non proprio un modo saggio di innervosire il giudice prima del dibattimento.
Il mercato globale degli smartphone è cresciuto del 42,5% nel primo trimestre fiscale di quest’anno rispetto al 2011, ma di questa esplosione ha beneficiato Samsung più di tutti, almeno secondo le stime di IDC.
Su 144,9 milioni di smartphone commercializzati nei primi tre mesi del 2012 -contro i 101,7 milioni del medesimo periodo dell’anno precedente- circa 42,2 milioni portavano su il marchio Samsung, e solo 35,1 milioni la mela. Ma i numeri potrebbero subire qualche aggiustamento in futuro, poiché il colosso sudcoreano non ha ancora documentato le vendite ufficiali; secondo Strategy Analytics, per esempio, Samsung avrebbe raggiunto addirittura i 44,5 milioni di smartphone venduti, mentre per IHS iSuppli non supereremmo i 32 milioni, relegandola così al secondo posto.
In ogni caso, e con tutta evidenza, è in atto un testa a testa che si protrarrà ancora per diverso tempo. Da una parte infatti Samsung sta per espandere il suo portfolio di dispositivi Galaxy, e dall’altra c’è il recente e vivace approdo in Cina dell’iPhone 4S. Chi ci rimette pesantemente è Nokia, ex primatista del comparto, coi suoi 11,1 milioni di smartphone piazzati.
E anche per RIM le cose vanno maluccio; è praticamente ritornata ai livelli pre-2009, con appena 9,7 milioni di dispositivi venduti e una flessione del business del 29,7% rispetto ad un anno fa. Ma d’altro canto, è una società in piena transizione come Nokia: i conti, insomma, dovremo farli dal momento del rilascio di BlackBerry 10 in poi.
E grossi problemi li ha anche HTC, al quinto posto della top5; rispetto alle 9 milioni di unità distribuite nel 2011, questa volta non superiamo infatti i 6,9 milioni. “Il mercato degli smartphone” ha affermato Francisco Jeronimo di IDC, “è una corsa a due cavalli, per il momento, e non vendiamo cambiamenti all’orizzonte da qui a un anno.” Il futuro prossimo, insomma, si gioca tra Seul e Cupertino.

Dopo le citazioni in giudizio, i tentativi traditori di blocco delle vendite e qualche spot poco garbato (quello sulle iPecore; la campagna Wake Up pare sia opera di RIM) la guerra sui brevetti che vede contrapposte Apple e Samsung giunge ad una battuta d’arresto. Tim Cook e Gee-Sung Choi -i rispettivi CEO delle due società- stanno infatti per incontrarsi il 21 maggio prossimo; scopo dell’incantevole incontro, trovare un accordo soddisfacente che metta definitivamente una pietra sopra alle violazioni della proprietà intellettuale, presunte o reali che siano.
Di questo incontro, che qualcuno non ha esitato a definire “semi volontario”, si parla da diverse settimane; ora però, il giudice Joseph C. Spero che coordinerà l’evento ha fissato una data:
Il meeting avrà luogo nel Tribunale di San Francisco, anche se la causa vera e propria va avanti nella divisione di San Jose del Tribunale […]. Una delle cose che il giudice Spero desidera è che le parti coinvolte producano un documento di compromesso entro il 9 maggio che includa, tra le altre cose, “una serena valutazione della probabilità” di prevalere sull’accusa o la difesa.
E se da una parte la questione della violazione dei brevetti sta formalmente in piedi in circa una decina di paesi del mondo, una eventuale decisione della Corte potrebbe esondare fino a toccarne almeno tre volte tanti:
Tuttavia, contando le accuse di violazione di Apple avanzate in Spagna, è un fatto che le cause ostili tra le due parti siano ora aperte in dieci nazioni; da un altro punto di vista, però, il numero esatto -non restate scioccati- è di 31, ed ecco perché. Il procedimento aperto ad Alicante avrà ripercussioni sull’interna Unione Europea, che attualmente conta 27 stati membri. Fino ad oggi, i procedimenti in essere toccano cinque di quei paesi (Germania, UK, Francia, Italia, Olanda) e 4 paesi non-UE (USA, Giappone, Corea del Sud, Australia). 27 stati della UE più 4 extra europei fanno esattamente 31.
Ovviamente, se da una parte non è affatto detto che tanti sforzi possano portare ad una soluzione condivisa, dall’altra un accordo extra-giudiziale potrebbe finalmente risolvere la questione delle 50 cause tra Apple e Samsung aperte in neppure un anno. Cause che, in ogni caso, avranno una portata e un’impatto minori rispetto alle insidiose equivalenti contro HTC e Motorola.
Photo | MacObserver