Flash funzionante su iPhone e iPod touch: non sono impazzita, ma si tratta di una realtà concreta, o almeno così pare. Un video creato e diffuso da Comex, l’hacker che ha creato il jailbreak Spirit per iPad, iPhone e iPod touch, dimostra come sia riuscito a far girare i “veri” contenuti in Flash direttamente sui dispositivi Apple.
La fonte autorevole ci assicura che non si tratti di un fake; l’hacker stesso sottolinea come ciò che viene mostrato nel video sia una release preliminare. Non è ancora chiaro se si tratti di una applicazione standalone o di un hack applicato a Safari Mobile, ma è sicuramente qualcosa di molto promettente se sviluppato nel modo giusto.
[Via Redmond Pie]
Molti utenti esitano tra comprare un iPad o un MacBook. Come detto molte volte, i due dispositivi sono stati pensati per usi diversi e iPad non è un computer portatile. Però se fosse possibile usare iPad per altre attività legate al lavoro, oltre alle mail, l’agenda o la calcolatrice, sono certo che molti macofili considererebbero l’iPad con più attenzione; a differenza di iPhone e iPod touch, iPad è stato disegnato pensando alle necessità di scrittura, con la sua grande tastiera e il supporto per una tastiera esterna.
La maggior parte della gente usa la suite Office di Microsoft per gli archivi di testo e non esiste una versione di Microsoft Word specifica per iPad. Sorge quindi la domanda: possiamo lavorare con archivi Word su iPad? Con le opportune app, è possibile.
Prima di tutto, se solo avete la necessità di leggere un file di Word, il sistema operativo iPhone OS, che iPad monta, è già capace di farlo in maniera nativa. Inoltre si possono usare app per sincronizzare i dati con il computer come Air Sharing HD (7,99€) oppure altre app che aggiungono ulteriori opzioni alla visualizzazione e gestione dei file, per esempio GoodReader (0,79€) o l’ottimo ReaddleDocs (3,99€).
Continua a leggere: Come editare un file doc di Microsoft Word su iPad

EMG Technology ha aggiunto iPad tra i prodotti che violerebbero un suo brevetto. EMG è già in causa con Apple riguardo all’iPhone, per violazione dello stesso brevetto, e rincara la dose includendo l’ultimo prodotto della casa di Cupertino nell’azione legale in corso.
Ricordiamo che EMG aveva citato in giudizio Apple per Safari Mobile nel 2008, per presunta violazione del brevetto no. 7 441 196, depositato da EMG nel 1999. Tale brevetto descrive “metodologie per manipolare un’area sullo schermo di un dispositivo mobile, allo scopo di vedere, fare zoom e fare scrolling di contenuti internet”. La generalità del brevetto, permette di estendere la denuncia a qualsiasi dispositivo portatile provvisto di un touch-screen che permetta di navigare in Internet, incluso l’iPad.
Non è chiaro quanto forte sia l’argomento di EMG Technology in questa causa contro Apple. In ogni modo, Elliot A. Gottfurcht, amministratore delegato di EMG e principale inventore del brevetto in questione, dichiara:
EMG desidera applicare ad Apple gli stessi suoi standard, lottando per la continua mancanza di considerazione di Apple verso i diritti di EMG. (traduzione libera)

Per AppleInsider è finalmente arrivato il momento di annunciare - seppure ancora ufficiosamente - una nuova caratteristica del sistema operativo per iPhone che dovrebbe fare la sua comparsa quest’estate, insieme all’iPhone OS 4.0. “Habemus multitasking!”, pare gridare per il sollievo ogni paragrafo del post in questione.
Come quasi sempre in questi casi, le fonti a disposizione del sito di rumor sono anonime. “Gente con una credibilità consolidata nell’anticipare le innovazioni tecnologiche di Apple”, comunque. Se vi basta come referenze, questo è quanto. L’azienda di Cupertino avrebbe finalmente trovato una “soluzione completa” al problema delle applicazioni da far girare simultaneamente e in background. Non è dato però ancora sapere come questa soluzione interferisca sulla già scarsa durata della batteria del melafonino. Aspettiamo nuovi rumor a riguardo, nei prossimi giorni.
Come possiamo ampiamente immaginare, nessuna avveniristica innovazione sarà stata attuata dagli ingegneri del software Apple, per raggiungere questo scopo: anche le versioni di iPhone 3.0 attuali rappresentano un sistema operativo “multitasking”, ma artificialmente limitato alle sole applicazioni ufficiali Apple. Una delle necessarie novità sarà piuttosto l’interfaccia con cui si passerà da un’applicazione all’altra. Scommettiamo che non differenzierà molto da quella che gestisce i tab di Safari Mobile?

Se le indiscrezioni pubblicate da Businessweek sono fondate, in questo momento Apple è in trattative con Microsoft per attuare una politica comune contro lo strapotere di Mountain View. Uno dei punti nodali presi in esame vuole che Bing, il motore di ricerca Microsoft, sia impostato come default sull’iPhone, al posto di Google.
Sebbene fino a non molto tempo fa i rapporti tra Cupertino e Mountain View fossero letteralmente idilliaci, ora che ci sono Chrome, Android ed il Nexus One, le cose sono cambiate drasticamente:
Apple e Google sanno di essere il proprio principale nemico, e Microsoft ora è solo una pedina nella battaglia.
Ed è proprio per contrastare Google che Apple sta valutando la possibilità di allearsi con Microsoft. Primo perché Android rappresenta una minaccia infinitamente più grande e contingente di qualunque mossa Redmond possa attuare nel breve e medio periodo, e secondo perché Bing remunera per ogni clic (”tap”, in questo caso) sulla pubblicità fatto degli utenti. Attualmente Google condivide gli introiti pubblicitari con Apple in proporzioni che non sono note, ma è ipotizzabile che Microsoft stia impegnandosi a corrispondere percentuali molto maggiori.
E’ interessante il fatto che l’accordo possa essere esteso anche ai computer fissi e che, ovviamente, dovrebbe restare in piedi la possibilità per gli utenti di modificare il motore di ricerca predefinito nel browser. L’accordo, tuttavia, non è di quelli lunghi. Secondo le fonti citate da BusinessWeek, infatti, Apple avrebbe predisposto un gruppo segreto ad alto potenziale ed autonomia che starebbe lavorando su tecnologie integrate di ricerca sul Web. “Data l’importanza della ricerca e del mobile advertising“, afferma il settimanale, “Apple non intende certo dare in outsourcing il futuro”.

Proprio mentre Apple annunciava festante gli 11 milioni di download di Safari 4 in appena tre giorni, il market share del browser Apple calava sensibilmente rispetto alla concorrenza.
Al di là dell’inevitabile fanfara con cui il marketing di Cupertino evidenzia i numeri, quegli 11 milioni di download hanno subìto in questi giorni parecchie critiche sul Web. Molto probabilmente, infatti, gran parte di essi era costituita da semplici aggiornamenti su piattaforma Windows e Mac, e non da spontanee installazioni.
E così, nonostante l’apparente successo, nella settimana che andava dal 7 al 13 giugno la quota di mercato di Safari si è assestata all’8,36%, cioè 0,07 punti percentuali in meno rispetto all’8,43% di maggio. E questo mentre Internet Explorer vedeva aumentare il proprio share:
Con il recente rilascio di tanti nuovi browser, sorprenderà i più sapere che Internet Explorer a giugno è in ripresa
Nella settimana presa a esempio, infatti, il browser Microsoft ha fatto un balzo avanti di 0,05 punti passando dal 66,50% di maggio ai 66,55%, merito dell’aggiornamento a Internet Explorer 8 tramite Windows Update di aprile che ne fa, secondo NetApplications, il vincitore incontrastato. Infine, mentre va male per Firefox, che scende al 21,4% dal precedente 22,52%, migliorano le cose per Google Chrome che sale dall’1,8% di maggio all’1,93 di giugno.

C’è un interessante novità passata un po’ in sordina e ripresa in pompa magna in queste ultime ore, e riguarda una nuova caratteristica di Safari Mobile nel venturo iPhone OS 3.0. Il piccolo browser di Cupertino, infatti, avrà il supporto alla geolocalizzazione.
In buona sostanza, puntando verso un sito Web con funzionalità GPS, come questa pagina creata per testare l’implementazione delle API di geolocalizzazione in Firefox 3, Mobile Safari 3.0 Beta 5 è in grado di controllare le coordinate geografiche e restituirne il risultato:
Safari…supporta le classi JavaScript di geolocalizzazione che, attraverso i servizi di localizzazione integrati, riescono a recuperare la posizione attuale del dispositivo.
Anche Google Latitude, l’applicazione di Mountain View per seguire e far seguire gli spostamenti degli amici su una mappa, si avvarrà di queste feature: Latitude sarà infatti una Web App, non un’applicazione nativa.