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Tutti gli articoli con tag rumors

Tra un mese Siri parlerà russo, giapponese e cinese mandarino

pubblicato da aWilito


Il sito cinese di tecnologia DoNews afferma che Apple, per voce stessa di alcuni suoi ingegneri, sarebbe impegnata nella localizzazione in cinese mandarino di Siri, il modesto assistente virtuale di serie su tutti gli iPhone 4S. Dovrebbe arrivare tra un mese assieme a russo e giapponese; mistero sulla versione in italiano, seppur con una velata speranza.

Oltre che comprendere e parlare il cinese mandarino (restano quindi esclusi cantonese e taiwanese), Siri sarà in grado di fornire informazioni e indicazioni stradali perfettamente contestualizzate per il Paese di Mezzo; farà, insomma, ciò che si aspettano gli utenti e ciò che già avviene negli USA, sebbene allo stato attuale riesca a capire anche il francese e il tedesco.

Nessuna informazione specifica è trapelata invece per quanto concerne la nostra lingua, ma questo in ogni caso non deve essere fonte di preoccupazione: Apple stessa si è impegnata ad estendere il supporto linguistico di Siri entro il 2012 anche a coreano, italiano e spagnolo. Il che significa che è una semplice questione di tempo; anzi, chissà che i nuovi idiomi non debuttino tutti assieme, tra un mese circa. Incrociamo le dita.

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Apple lavora al porting di OS X su ARM: ecco le prove

pubblicato da aWilito


E’ da tempo che si parla della possibilità che i Mac facciano un triplo salto carpiato sull’architettura ARM, e qualche conferma ufficiosa a tali piani era pure arrivata dai partner più prestigiosi, come Intel. Ora però è stata prodotta la prova inconfutabile che qualcuno, nelle segrete di Cupertino, sta lavorando sul serio a un porting di OS X su ARM.

Nel 2010 Tristan Schaap ha scritto, come tesi di dottorato, la documentazione relativa al tirocinio di 12 settimane svolto presso il Platform Technologies Group di Apple, una sottodivisione del dipartimento dedicato allo sviluppo del nocciolo dell’OS. A causa del tipo e della quantità di informazioni allegate, il documento ha subìto un vero e proprio embargo, e solo in tempi recenti è salito alle luci della ribalta grazie alla pubblicazione da parte della Delft University of Technology. Nella sua relazione, Shaap racconta di aver lavorato col resto del team per portare Darwin, la “metà a basso livello” di OS X, ad avviarsi su di un processore ARM della Marvell. Durante il progetto, afferma di essere riuscito a “effettuare il boot in modalità multi-utente” del sistema, sebbene con una qualità ancora lontana dalla perfezione a causa di una “scarsa implementazione dell’hardware di debug.”

Ora, se da una parte è vero che Apple ama spesso mettere alla prova i propri candidati con progetti fantasma che evidenzino le loro capacità, d’altro canto non può trattarsi d’una semplice coincidenza. Tanto più che, sul suo profilo LinkedIn, Schaap afferma di svolgere attualmente mansioni di “Ingegnere del CoreOS” per Cupertino da circa un anno e mezzo, e di aver lavorato prima -sempre per Apple- come “Embedded Bringup Engineer.”

In tempi recentissimi, dopo un incontro con Tim Cook e Peter Oppenheimer, l’analista di Citigroup Richard Gardner ha affermato che un MacBook Air dotato di processore ARM è altamente improbabile poiché già adesso “iPad soddisfa, o soddisferà presto, le esigenze di chi potrebbe essere interessato ad un simile prodotto.” Appunto, “altamente improbabile”, ma figuriamoci se non ci stanno già lavorando da qualche annetto; quando, nel 2005, Jobs annunciò una variante di OS X per processori x86, confessò pure che OS X nasceva con la doppia anima PowerPC e Intel. Ecco, per farla breve, l’impressione è che ci troviamo di fronte a qualcosa di molto simile.

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Ancora tracce di Retina Display su Lion

pubblicato da aWilito


L’ultimo, corposo aggiornamento ad a OS X Lion 10.7.3 ha portato con sé tonnellate di bug-fix e molte piccole migliorie, ma alcune incuriosiscono decisamente più di altre. Ad esempio, le nuove icone dedicate al puntatore del mouse risultano avere una risoluzione altissima, il che ci riporta al vecchio rumor dei Retina Display su Mac.

Ad accorgersene per primo è stato John Gruber in questo post sul suo blog. I cambiamenti non riguardano solo l’estetica dell’iconografia: i puntatori dei link in Safari, quelli per gli screenshot (ricordate la vecchia fotocamera stilizzata di Next-iana memoria?) e anche la “mano per afferrare” in Mail sono tutte state modificate nel design e soprattutto nella risoluzione massima.

Ora, va da sé che la novità potrebbe spiegarsi tranquillamente con la volontà di rendere più gradevole l’uso dell’Accesso Universale di OS X Lion, con elementi grafici che non sgranino nel caso di zoom molto spinti. Ma d’altro canto non passa inosservato che il numero di elementi grafici hi-res su Mac è in costante aumento da cinque anni a questa parte, e che ultimamente si è assistito ad una vera e propria proliferazione. Segno che qualcosa si sta muovendo in questo senso, e che potremmo essere di fronte ad un’imminente piccola rivoluzione per il resto di noi. Un recente rumor suggeriva l’introduzione d’un MacBook Pro con Retina Display entro il secondo trimestre 2012, e se a questo aggiungiamo che già adesso alcuni Mac mini si riavviano in HiDPI, se collegati ad un televisore HD, il sospetto è che forse il salto avverrà prima di quanto non si creda.

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Piper Jeffrey: iTV arriverà verso la fine dell'anno

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Stando alle dichiarazioni di Gene Muster, il noto analista di Piper Jaffray, l’attesissima iTV arriverà molto presto ma più probabilmente verso la fine dell’anno. Tra le possibili cause del fenomeno, i ritardi accantonati nella produzione dei display IGZO.

I pezzi del mosaico oramai sono tutti lì, brevetti, componentistica dedicata e rivalità dei competitor. Secondo Munster, dunque, la televisione con la mela “arriverà probabilmente più tardi nel corso dell’anno.”

Ma perché tanto ingiustificato fermento, anche fuori dalla cerchia di noi apple-addicted, per un prodotto che ancora non c’è? Una teoria vuole che siamo in realtà dinnanzi ad un nuovo cambiamento epocale nella storia di Apple:

Vi domanderete il motivo di tanto interesse. Dopotutto, non si può dire che gli investitori di Apple non siano preparati al lancio di nuovi gadget. Bè, questa volta potrebbe essere diverso, anche per Apple. Il fast trader Jon Najarian ritiene che [iTV, n.d.A.] diventerà una pièce de résistance, vale a dire il gadget che unifica tutti gli altri.

Ma i tempi potrebbero dilatarsi un po’, soprattutto rispetto ai rumor meno recenti che parlavano di produzione in questi mesi e consegne entro inizio estate. Una delle ragioni potrebbe consistere nell’immaturità della tecnologia IGZO (Indium Gallium Zinc Oxide) sviluppata da Sharp e che consente di ottenere una illuminazione del pannello LCD nettamente migliore di quanto non sia possibile raggiungere oggi per esempio con IPS. Insomma, non si sfugge: prepariamoci a mesi e ancora mesi di indiscrezioni e sussurri.

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Apple a caccia di componenti e pannelli TV

pubblicato da aWilito


A ulteriore riprova della volontà di entrare nel mercato delle smart TV, Apple ha iniziato a contattare diversi produttori per conoscere più nel dettaglio specifiche tecniche e qualità della propria componentistica dedicata. E a dirlo, con certezza dunque, è nientemeno che Gene Munster di Piper Jaffray.

In una nota agli investitori, Munster ha infatti scritto:

Abbiamo recentemente parlato ad un importante fornitore di componentistica TV che è stato contattato da Apple riguardo le potenzialità dei propri componenti per display televisivi. Ci sembra una prova sufficiente che Apple stia esplorando la questione della produzione di una TV.”

E’ da tempo che si parla della misteriosa iTV, ovvero il prototipo di una smart TV dotata di iOS, retroilluminazione dinamica, accordi con emittenti televisive, risoluzione da 4K e Siriq; un prodotto che non esiste neppure e che ciononostante ha già attirato pesanti critiche e messo in agitazione tutta la concorrenza.

A quanto si sa, la commercializzazione dovrebbe avere luogo entro l’anno in corso, ma ovviamente sulle tempistiche ufficiali non c’è certezza; anzi, viene il sospetto che non ne esista una neppure a Cupertino, ma qualcosa si sta decisamente muovendo.

La ratio con cui Apple affronta le sue sfide infatti, l’abbiamo già vista coi lettori MP3 e coi telefoni, è sempre la stessa: reinventare e assimilare nell’ecosistema esistente, sfruttando iCloud come potente collante. Altrimenti, scrive Munster, non varrebbe probabilmente neppure la pena di farlo:

Senza una soluzione riveduta e corretta di TV, non crediamo che Apple entrerebbe nel mercato delle TV. E visto che sappiamo con certezza che Apple sta esplorando l’hardware televisivo, ne dobbiamo convenire che la società stia esplorando una soluzione per la TV live, e che questa soluzione potrebbe non essere stata ancora adottata nel mercato mainstream.

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Una iTV con moduli aggiornabili?

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Al CES 2012 di Las Vegas Apple non c’è ufficialmente, eppure lo spettro di iTV aleggia già nelle menti e nei prodotti della concorrenza, che per una volta ha tentato la carta del gioco d’anticipo. Alla presentazione di lunedì dedicata alle sue nuove TV LCD intelligenti, Samsung ha illustrato una interessante strategia di upgrade modulare che potremmo -secondo qualcuno- ritrovare presto anche nei pannelli con la mela. Poco probabile, ma hai visto mai.

Il problema da risolvere è di quelli da almeno un miliardo di dollari. Come fare a convincere milioni di utenti a sostituire con ritmi sostenibili un dispositivo da 50″ che costa più d’un iMac e che, mediamente, ricompriamo ogni 6-10 anni? La risposta di Samsung è stata netta ed estremamente semplice:

“Non si può. La gente non acquista le televisioni in questo modo. Quindi, invece di vendere una nuova TV ogni due o tre anni, i soldi li fai vendendo moduli di aggiornamento su base annuale, ed un nuovo set solo ogni 5-10 anni.”

L’idea di fondo è che il display e la circuiteria restino grossomodo gli stessi per un ragionevole lasso di tempo; gli aggiornamenti software e di potenza d’elaborazione, invece, vengono resi possibili attraverso uno specifico slot d’espansione. Insomma presto -almeno questa è l’ipotesi di CultofMac- potremmo acquistare per 1.999 € un’iTV con processore A6, aggiornabile all’A7 con un modulo SoC ad hoc in arrivo a distanza d’un anno o giù di lì.

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Un concept di iPhone 5 dedicato a Steve Jobs

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Antonio De Rosa, designer per l’italianissima ADR Studios, torna coi suoi spettacolari concept. Dopo l’ipotesi d’iPhone 4, quella di iCam e il sofisticato iWatch, immagina ora come potrebbe apparire un eventuale iPhone SJ, dedicato all’iCEO scomparso. E manco a dirlo è bellissimo e sottilissimo.

Le caratteristiche tecniche di questo iPhone sono ovviamente di tutto rispetto:

Schermo totalmente in vetro capacitivo su un guscio in leggerissimo policarbonato.
Nuovo design ispirato a Steve Jobs, processore dual core A6, nuova fotocamera da 10 Megapixel.
Un classico reinventato. Di nuovo.

A parte il brand non proprio azzeccato, per il resto si tratta d’un design futuristico e ipersottile. Pure troppo, secondo qualcuno, ma la verità è che i telefoni non saranno mai sottili abbastanza, altroché. Dopo il salto, la gallery completa.

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Evento Apple di gennaio: niente hardware, solo iBooks

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Sull’evento speciale che Apple ha intenzione di tenere entro la fine del mese aleggia, manco a dirlo, il solito riserbo. Secondo alcune fonti del Web, tuttavia, la presentazione non dovrebbe focalizzarsi sul segmento consumer. Anzi, non è prevista neppure l’introduzione di nuovo hardware; a tenere banco dovrebbero infatti esserci soprattutto le novità riguardo iBooks e l’editoria in generale.

Secondo TechCrunch non soltanto non dovremo aspettarci nuovi iPad 3, ma neppure che si parli di hardware a tutto tondo; e in questo senso andrebbe inquadrata la presenza di Eddy Cue, senior vice president di Apple per la sezione Internet Software and Services. Assisteremo invece a qualcosa di simile all’introduzione del Daily un annetto fa:

Secondo le nostre fonti l’evento non avrà in nessun modo a che fare con l’hardware ma si focalizzerà piuttosto sull’editoria e gli eBooks (venduti attraverso la piattaforma iBooks di Apple) piuttosto che su iAds. Tant’è che il pubblico sarà costituito principalmente da addetti ai lavori più che da utenti comuni. L’evento svelerà miglioramenti alla piattaforma iBooks che, sempre secondo le fonti, saranno “piuttosto importanti”

Sulle possibilità in ballo tuttavia è mistero. Nella biografia ufficiale di Steve Jobs, Walter Isaacson scrive che l’iCEO intendeva rivoluzionare l’industria dei libri di testo portando su iPad i tomi scolastici, ma altrove si vocifera anche di una qualche variante di iBooks destinata al Mac. Una possibilità, la seconda, poco probabile e dal sapore decisamente meno epico, ma hai visto mai.

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Apple pensa al riconoscimento facciale su iOS

pubblicato da aWilito


Non è il primo del genere e, c’è da scommettere, non sarà neppure l’ultimo. Un brevetto di Cupertino recentemente pubblicato dallo U.S. Patent and Trademark Office descrive una tecnologia di riconoscimento facciale che potrebbe in futuro sostituire lo “Slide to unlock” (”Scorri” in italiano). E almeno sulla carta, con maggiori garanzie di sicurezza rispetto all’omologo per Android.

L’idea è vecchia ma sempre affascinante: utilizzare la fotocamera frontale per riconoscere gli utenti e caricare eventualmente il profilo adeguato di volta in volta, senza codici o credenziali specifiche. E soprattutto senza un’interazione diretta. Apple afferma che, ad oggi, sono stati sviluppati sostanzialmente due modelli tecnologici di riferimento, uno “robusto” che tuttavia richiede un notevole apporto computazionale (e che quindi saturerebbe le limitate risorse del telefono) e un altro votato principalmente alla sicurezza; in quest’ultimo caso, tuttavia, pongono seriamente un problema le condizioni di luce ambientale.

L’approccio della mela, manco a dirlo, non ricade in nessuna di queste due categorie e si basa su una tecnica definitiva da Apple stessa “low threshold face recognition”, ovvero riconoscimento facciale a bassa soglia. Una tecnica che non stressa eccessivamente l’hardware e che soprattutto consente di effettuare la scansione del volto anche in condizioni di luminosità difficili, grazie a speciali sistemi di tracciamento dei toni della pelle e delle caratteristiche facciali di ogni individuo. Ciò, si legge nel documento, dovrebbe garantire una sufficiente affidabilità anche su dispositivi poco performanti come “smartphone, tablet, latopot e simili.”

Dovesse funzionare, rappresenterebbe una novità non tanto per la feature in sé, già presente e scarsamente funzionante su Android, quanto per la sicurezza che dovrebbe garantire. Su Android infatti non c’è voluto molto per dimostrare che bastava anche una foto per sbloccare il dispositivo, rendendo di fatto accessibile a chiunque i dati dell’OS; per questa ragione, Google è stata costretta a segnalare la funzionalità con il flag di “scarsa sicurezza”, rispettivamente all’ultimo posto dopo pattern, PIN e password. Su iOS però, almeno sulla carta e sempre che il brevetto si tramuti in realtà, le cose dovrebbero andare in maniera differente.

iPad 3: due modelli, fotocamera HD e capacità raddoppiata della batteria

pubblicato da aWilito


Secondo l’ultima indiscrezione di Digitimes, la prossima generazione di iPad sarà divisa in due sottocategorie, entrambe dotate di fotocamera ad alta definizione, e sfoggerà una batteria con capacità pressoché raddoppiata rispetto ai modelli attualmente in circolazione. Ma qualcosa, nella notizia, non torna.

Il nuovo iPad, quello che qualcuno a Cupertino vorrebbe presentare nel giorno dell’anniversario della nascita di Steve Jobs, dovrebbe arrivare in due versioni distinte ma dotate di fotocamera da 5-8 megapixel prodotte da Samsung e Sony, esattamente come prospettato dai rumor meno recenti, “uno per il segmento high-end e l’altro per quello mid-range.” Entrambi dovrebbero garantire un’autonomia (e a questo punto ipotizziamo anche una potenza) notevolmente aumentata grazie all’uso di una batteria da ben 14000 mAH, contro i 6579 mAH attuali, ma dimenticate pure la variante “mini” da 7,85″:

In sostituzione del modello da 7,85 pollici di cui vi avevamo parlato, i venturi modelli di iPad avranno ancora uno schermo da 9,7″ ma con risoluzione QXGA da 1.536 × 2.048 pixel […]. Sono state progettate doppie barre d’illuminazione proprio per i nuovi iPad, per migliorare la luminosità dei pannelli.

Qualcosa tuttavia non torna. Il giornale parla infatti di una presentazione all’iWorld Expo, ovvero quel MacWorld cui Apple oramai non partecipa da due anni:

Apple ha in programma di svelare la sua prossima generazione di iPad -che arriverà in due versioni- all’iWorld previsto per il 26 gennaio 2012, secondo le fonti nella sua catena di approvvigionamento della componentistica.

E’ un finale che apre una voragine di dubbi sull’intera notizia. Il che è un gran peccato, soprattutto se consideriamo che tutto il resto -doppia barra LED di retroilluminazione compresa- coincide alla perfezione con le notizie trapelate nei mesi scorsi. Il tempo dirà.

Apple sostituisce gli iPod nano 1 gen con quelli nuovi?

pubblicato da aWilito


Alla notizia del lancio della campagna di sostituzione degli iPod nano di prima generazione difettosi, la domanda che in molti si saranno probabilmente posti è: e dove vanno a trovarli, gli iPod nano per la sostituzione? Possibile che abbiano avviato una mini-produzione ad hoc? Risposta: no, a Cupertino hanno semplicemente fatto un po’ di pulizia negli scantinati, e ora offrono direttamente i modelli più recenti.

Il numero di iPod nano di prima generazione che tendono a surriscaldarsi non è noto, ma non dovrebbe neppure essere enorme. I primi ad avvalersi del programma recentemente istituito da Apple, tuttavia, si sono visti recapitare praticamente subito un ricondizionato come nuovo; molti altri, invece, hanno dovuto attendere tempi estremamente più dilatati. Poi, anch’essi hanno finalmente cominciato a ricevere la mail che informa della spedizione e -sorpresa- il seriale riportato all’interno si riferisce ad iPod nano attualmente in commercio.

Il problema, pare di capire, a è che le scorte di magazzino non sono state sufficienti a coprire tutti i vecchi dispositivi ancora in circolazione, motivo per cui è stato deciso di iniziare a spedire iPod di sesta generazione, quelli per intenderci che all’evento “Let’s talk iPhone” hanno beneficiato d’un aggiornamento software e di una riduzione di prezzo. Per avere le prime conferma definitive, tuttavia, occorrerà attendere che i corrieri facciano il loro lavoro; poi, sarà un fioccare di foto e commenti, quasi certamente entusiastici.

OS X 10.7.3 in dirittura d'arrivo

pubblicato da aWilito


L’ultima build di OS X 10.7.3, la 11D33, è stata inviata nelle scorse ore ai beta tester interni ma non contiene bug noti. Ciò significa che molto presto potrebbe essere resa disponibile per tutti gli utenti.

Presto anche gli sviluppatori la riceveranno, questione di poco. Gli sforzi dovranno concentrarsi sulla Rubrica, iCal, Mail, Spotlight e Safari ma il software, disponibile in versione combo da 1,2 GB e Delta da 972 MB, sembra oramai sufficientemente affinato per debuttare nel mondo reale; una notizia attesa dai professionisti con l’acquolina alla bocca.

Già, perché l’ultima beta, resa disponibile solo una quindicina abbondante di giorni fa, portava con sé le tracce dei nuovi Mac Pro con una qualche variante delle GPU AMD Radeon 7000 ad alte prestazioni. In ogni caso, OS X 10.7.3 è un semplice update di routine, quindi ci si aspetta soprattutto bugfix, prestazioni migliorate e aggiustamenti minori.