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Tutti gli articoli con tag rumors

iPad 5 ed iPad mini 2 ad aprile, iPhone 5S ad agosto?

pubblicato da Giacomo "aW" Martiradonna

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Ming-Chi Kuo di KGI Securities sostiene che l’iPhone 5S con lettore di impronte digitali arriverà a giugno di quest’anno, e Rene Ritchie di iMore lo conferma con una precisazione a margine: sarà lanciato un mese più tardi, ad agosto, ma prima sarà preceduto dall’iPad di quinta generazione e dall’iPad mini di seconda.

Secondo le indiscrezioni, il prossimo smartphone con la mela non costituirà una rivoluzione, almeno per quanto concerne il design. Al di là degli inevitabili aggiustamenti interni, la scocca posteriore somiglierà molto a quella dei modelli attuali:

Fonti a conoscenza dei progetti interni hanno affermato che l’iPhone 5S possiede in buona sostanza il medesimo design alla base dell’iPhone 5, con un processore più avanzato ed una fotocamera migliore. Con l’iPhone 5, Apple ha ridotto la sottigliezza del case ma è riuscita a mantenere sostanzialmente la stessa qualità complessiva, se non lievemente superiore.
Date le dimensioni, o la loro scarsezza, già questo rappresenta un prodigio di ingegneria. Con l’iPhone 5S, lo scopo principale è nuovamente quello di alzare l’asticella in termini di ottica, comprendendo una fotocamera nettamente migliore all’interno di un case praticamente invariato. Nessuna grossa sorpresa, quindi, vista la storia passata degli iPhone di classe “S.”

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Mac Pro, Apple lavora alle SSD da 2TB

pubblicato da Giacomo "aW" Martiradonna

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Stando alle indiscrezioni di Bright Side Of News, Apple starebbe lavorando ad una speciale SSD da 2TB per la prossima revisione del Mac Pro. Il rumor, tuttavia, è ancora da confermare.

La situazione per quanti si avvalgono dei computer professionali con la mela è tutt’altro che rosea. Dall’ultimo aggiornamento di gamma sono passati ben 266 giorni, e non è che in quell’occasione assistemmo a chissà quale miracolo: a parte un lieve speedbump del processore e qualche opzione BTO in più, infatti, praticamente non cambiava nulla. Ora però le cose sono perfino peggiorate, visto che da qualche settimana Apple ha dovuto congelare le vendite dei Mac Pro in Europa a causa della normativa IEC 60950–1. Certo, la speranza è l’ultima a morire, e in teoria a primavera è previsto il lancio dei nuovi modelli con specifiche, caratteristiche e design rinnovati; lo aveva promesso a giugno dell’anno scorso perfino Tim Cook in persona, ma fino ad oggi non s’è visto ancora nulla.

Fa piacere quindi sentire che “e pur si move.” Bright Side Of News scrive:

Vedere un disco allo stato solido da 2TB col logo Apple sopra apre la porta alle congetture. Ma poiché non ci è stato riferito più di questo sulla componentistica in questione, dovremo accontentarci di quel che sappiamo. A quanto pare, però, i drive da 2TB usavano il form factor standard da 3,5″ ad altezza piena (esattamente come un comunissimo HD da 3,5″) e connessione SATA (non SAS o altre porte proprietarie).

Oltretutto, se il Mac Pro dovesse mantenere dimensioni paragonabili a quelle attuali, significherebbe che potranno arrivare alla notevole configurazione SSD da 8TB per singola workstation. Chissà a che prezzi, però.

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iWatch con biosensori e mappe in arrivo quest'anno

pubblicato da Giacomo "aW" Martiradonna

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Lo avevano anticipato all’inizio dell’anno, e ora tornano all’attacco con ulteriori dettagli. Secondo le fonti di Bloomberg, Apple lancerà entro la fine del 2013 un nuovo prodotto, ovvero il mitologico iWatch.

Le parole della testata sono inequivocabili:

Apple sta cercando di introdurre un dispositivo entro quest’anno, ha riferito un informatore. Ci sono almeno 79 brevetti che includono la parola “polso,” compreso uno con display flessibile e alimentato a energia cinetica. […] L’industria degli orologi costituisce un’esperienza reminiscente del rinascimento vissuto dalla telefonia mobile prima dell’iPhone.

Detta in altre parole: iniziano a preoccuparsi seriamente, e come biasimarli. In effetti, ci era venuto il dubbio che l’intera industria high-tech non fosse semplicemente pronta per un simile salto generazionale, se non fosse che LG Display -sotto la supervisione di Cupertino- sta per lanciare una soluzione del genere. Ne abbiamo parlato giustappunto ieri pomeriggio.

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iWatch, e se il display flessibile fosse di LG Display?

pubblicato da Giacomo "aW" Martiradonna

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All’inizio della settimana, il CEO di Cornig -la società che crea il Gorilla Glass di iPhone ed iPad- aveva pronosticato qualche anno di attesa prima che la sua società fosse in grado di produrre uno schermo flessibile adatto ad iWatch. Ciò aveva creato l’impressione per un gingillo simile l’industria non fosse semplicemente ancora pronta; e invece, la fornitura potrebbe arrivare da LG Display.

Lo ha promesso ufficialmente il CEO di LG Display Han Sang-beom in un’intervista pubblicata sul Korean Times:

LG Display, uno dei fornitori principali di schermi piatti per Apple ha confermato mercoledì che sarà in grado di avviare la produzione di massa dei display OLED flessibili a partire dalla seconda metà del 2013. […]
È difficile tuttavia ipotizzare che LG stia tentando un simile salto tecnologico senza un impegno da parte di Apple, uno dei suoi acquirenti principali.
Ed è difficile anche prevedere quando gli smartphone con touch screen gommosi saranno commercializzati, ma Han afferma che almeno per quanto concerne LG Display, arriveranno entro la fine del 2013.

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iWatch con schermo flessibile non arriverà prima di tre anni

pubblicato da Giacomo "aW" Martiradonna

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Doccia fredda per chi sperava in un iWatch ipertecnologico con schermo curvo come si vocifera da tempo. Al di là dei brevetti e dei rumors, infatti, la tecnologia dei display flessibili non debutterà sul mercato prima di tre anni. Parola di Corning, quelli del Gorilla Glass presente su tutti gli iPhone ed iPad.

Le società che potrebbero sostenere Apple nella creazione di uno smartwatch ripiegabile non sono molte, e Corning -col suo Willow Glass- è una di quelle. Si tratta di una speciale tecnologia che permetterà in futuro di raggiungere una nuova pietra miliare nei gadget hight-tech; ma se ne riparla almeno tra tre anni:

“La gente non è abituata al vetro arrotolabile” ha affermato [il presidente di Corning Glass James] Clappin a margine di un evento dedicato all’apertura di una fabbrica da 800 milioni di dollari per il vetro con display a cristalli liquidi. “Le possibilità legate al suo uso per la creazione di prodotti sono limitate.”
Corning, società con sede a New York, produce il vetro “con grandi sforzi” per insegnare “ai clienti con nomi altisonanti” come gestire le bobine, ha affermato Clappin, declinando tuttavia ulteriori commenti a riguardo. L’introduzione di questo tipo di vetro giunge in un momento in cui Google Inc. sta considerando la creazione di dispositivi di computing indossabili.

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iPad 5, in Cina ulteriori conferme sul nuovo design

pubblicato da Giacomo "aW" Martiradonna

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All’inizio dell’anno hanno fatto capolino sul Web le foto della presunta scocca dell’iPad di quinta generazione, caratterizzato da un design più allungato e sottile, ispirato direttamente a quello dell’iPad mini. Poi, è spuntata una cover in silicone che ha ulteriormente suffragato questa ipotesi, e ora dalla Cina arriva addirittura una slavina di conferme. Ecco di cosa si tratta.

Basta dare un’occhiata sul mercato online asiatico di Alibaba per rendersi conto di cosa parliamo, per esempio a questa pagina e a quest’altra. Molti produttori e distributori hanno evidentemente preso per buone le indiscrezioni trapelate sinora, e hanno iniziato a produrre cover con design differenti ma caratterizzate tutte dalla presenza di un foro in basso per il connettore Lightning e da griglie per gli speaker poste rispettivamente alla destra e alla sinistra del connettore, esattamente come su iPad mini. Le cover attuali, invece, dispongono di una sola griglia per gli speaker che si estende fino alla scocca posteriore.

Un distributore propone addirittura una variante priva del lato sinistro, probabilmente per alloggiare la futura Smart Cover di Apple, ammesso che ne arriverà sul serio una. È quella che vedete qui sotto, subito dopo l’interruzione:

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Google sta per anticipare Apple sullo streaming musicale

pubblicato da Giacomo "aW" Martiradonna

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Sono anni che parliamo della possibilità che Apple lanci un servizio di streaming musicale in abbonamento, eppure da allora l’hanno fatto Amazon, Spotify, Pandora -tutti, insomma, tranne iTunes. E ora, spiega il Wall Street Journal, arriva anche Google col suo carico da novanta. Storie di ordinaria concorrenza.

Sarebbe davvero interessante capire quali siano le richieste che Cupertino fa alle Major e che queste ultime trovano sistematicamente inaccettabili. Perché questa è l’unica spiegazione plausibile a delle trattative che da tempo vanno avanti in segreto ma che non hanno ancora portato a nulla di concreto. Di tanto in tanto, questa o quella testata parlano di “lancio imminente” ma la verità è che ad oggi solo i competitor hanno quagliato sul serio qualcosa.

Google, per esempio, ha già lanciato molto tempo fa uno store per il download musicale nonché un servizio di scansione e verifica delle canzoni dell’utente già presenti sul catalogo Google Play, vale a dire un anti-iTunes Match. E ora, completa il quadro:

L’unità Android di Google Inc sta negoziando con le società della musica per dare inizio ad un servizio di streaming musicale a pagamento simile a Spotify, secondo le persone vicine alla questione.
Inoltre, il sito Web video di Google Youtube sta tentando di ottenere le licenze necessarie per dare inizio ad un servizio a pagamento per i video musicali e potenzialmente anche solo per le canzoni audio, hanno affermato queste persone.

Ed è evidente che, con una simile potenza di fuoco, i rischi per Apple -e per l’ecosistema iTunes- sono molto concreti. Chiunque abbia sentito anche solo parlare di un computer, avrà anche sentito le parole “Internet, Youtube e Google,” c’è poco da fare. E ora, mentre gli altri trattano e poi però lanciano anche i prodotti, Apple si è arenata ai tavoli delle trattativa da almeno cinque anni buoni. Nell’ultima puntata della vicenda, lo scorso ottobre, Bloomberg aveva previsto l’arrivo imminente del nuovo iTunes in streaming, e invece il tutto è stato congelato per il mancato raggiungimento dell’accordo sulle licenze. E intanto, la concorrenza ringrazia.

MacBook Air Retina in arrivo entro il Q3 2013

pubblicato da Giacomo "aW" Martiradonna

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Stando ai rumors riportati dal sito taiwanese Economic Daily e ripreso da Makotakara, Apple sta lavorando per creare un MacBook Air con display Retina. Il lancio, se tutto va come deve andare, è previsto entro il trimestre che termina a settembre di quest’anno.

Sapevamo già che un MacBook Air Retina era nell’aria; è la naturale evoluzione di tutti i prodotti con la mela, ma per ragioni di potenza e di contenimento dei costi (senza contare i problemi di approvvigionamento) era altrettanto chiaro che ci sarebbe voluto un po’ di tempo. Ora però qualcosa inizia a smuoversi.

Sembra di capire infatti che il salto al Retina avverrà contemporaneamente sia per la variante da 11 che da 13 pollici, assieme all’inclusione della piattaforma Haswell di Intel che servirà a gestire il tutto. I nuovi componenti dovrebbero raggiungere Quanta durante il secondo trimestre dell’anno, e poi da lì essere assemblati nei computer che verranno commercializzati durante il Q3 2013. Il rumor, tuttavia, presenta una discontinuità con quelli che l’hanno preceduto:

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Un iPad mini Retina costerebbe il 30% in più

pubblicato da Giacomo "aW" Martiradonna

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È vero che il salto evolutivo più ovvio per l’iPad mini è costituito dall’adozione del display Retina; una simile scelta, tuttavia, comporterà un grosso problema per Cupertino. Stando ai calcoli effettuati da DigiTimes, infatti, un tablet con caratteristiche simili costerebbe all’utente finale almeno il 30% in più.

Se ora come ora Apple includesse la tecnologia Retina all’interno di un iPad mini, i costi della componentistica lieviterebbero di almeno 12 dollari, innalzando oltre i 200$ il costo di produzione per unità. Sembra una cifra di poco conto, ma va considerata nel suo complesso. Il Retina display infatti ha anche bisogno di molte altre componenti specifiche e di particolari accorgimenti durante la fase d’assemblaggio; un esempio su tutti, il pannello di retroilluminazione molto più performante. Alla fine, insomma, si parla d’un 30% di incremento dei costi fondamentali.

Se ricordate, le stime di IHS sui costi di produzione dell’iPad mini avevano rivelato che lo schermo, nonostante si trattasse d’un comunissimo LCD, costava ad Apple ben 80$; praticamente, assorbe da solo il 43% dei 188$ necessari per tutta la componentistica e l’assemblaggio di ogni singola unità.

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Apple, le assunzioni per progetti fasulli sono una bufala

pubblicato da Giacomo "aW" Martiradonna

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Tempo addietro, si era sparsa la voce -in particolare durante una sessione di domande&risposte presso LinkedIn con Adam Lashinsky di Inside Apple- che Apple assegnasse i neoassunti a progetti fasulli per testarne le competenze ed eventualmente ricollocarli in seguito. Si tratterebbe di una bufala, ma sentite che cosa è venuto fuori dopo.

A dire di Lashinsky, i neoassunti di Cupertino inizierebbero tutti con “incarichi fittizi” senza avere la minima idea delle reali ragioni che li hanno condotti lì; solo dopo un adeguato periodo di apprendistato verrebbero spostati su mansioni realmente utili. Ma è una visione di cose che probabilmente non corrisponde al vero. Su Ars Technica si legge:

Ho parlato con impiegati Apple provenienti da varie aree e livelli della società, con impiegati ed ex-impiegati, ma tutti hanno espresso lo stesso sentimento. Nessuno ha rivelato alcuna esperienza diretta di lavori fasulli pressi Apple, e nessuno conosceva amici o colleghi interni che avevano vissuto un contesto simile. Solo un ex impiegato ha ammesso di aver sentito di questi falsi progetti per voce di un amico di amici di altri amici, ma ha anche concluso che si trattava di rumors totalmente infondati e da trattare con occhio scettico.

In fondo, hanno spiegato le fonti di Ars, tutti quelli che lavorano per la mela sono ricondotti al silenzio tombale dagli accordi di non divulgazione firmati al momento dell’assunzione. Ergo, i progetti fasulli per testare la lealtà dei futuri dipendenti sono inutili e superflui, e costituiscono quindi una bufala o poco più.

Questo non significa tuttavia che a Cupertino ci vadano leggeri coi tradimenti. Le medesime fonti, infatti, raccontano di aver assistito talvolta alla blindatura di interi uffici mentre il personale di sicurezza scaricava rapidamente tutti i dati contenuti in computer e dispositivi; si tratta d’una misura drastica e certamente shockante che tuttavia viene messa in campo esclusivamente quando si verificano delle fughe di informazioni. Accade di rado, ma anche questo può succedere in quei di Cupertino.

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