Sembra che la penuria di riviste con abbonamento su iPad sia da imputare ad Apple stessa. Apple preferirebbe vendere i singoli numeri delle riviste sotto forma di app specifiche, piuttosto che autorizzare abbonamenti a lungo termine basati su un’unica applicazione.
Di questo almeno si è lamentato Time Inc. (di proprietà di Time Warner), secondo AllThingsD. Time Inc., la quale si è spesso fregiata del suo successo su iPad, pianificava il lancio di una versione ad abbonamento della sua rivista Sports Illustrated. I pagamenti dell’abbonamento sarebbero stati gestiti direttamente all’editore, ma App Store ha rifiutato l’applicazione all’ultimo momento. Time si è vista così forzata a ripiegare sulla vendita di app da un solo numero.
Nessun altro editore si è visto approvare una rivista con abbonamento su iPad. Controllare la propria base di abbonati è importante dal punto di vista del mercato. Sarebbe possibile offrire sconti sull’edizione cartacea agli abbonati alla versione digitale e viceversa. Gestire gli abbonamenti permetterebbe anche agli editori di svincolarsi da App Store e da quell’intermediario scomodo che è iTunes.
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Gli editori vedono nell’iPad, e nel modello di business dell’iBookstore, un mezzo per cominciare a vendere le copie digitali di libri, riviste e giornali, così come vendono le copie cartacee nelle librerie e nelle edicole.
Molti lettori sono disposti a pagare per un’informazione di qualità, ma il nocciolo della questione è: quanto sono disposti a pagare ?
La Repubblica ed il Corriere della Sera hanno lanciato le applicazioni per iPad delle rispettive testate, permettendo inizialmente la consultazione gratuita del quotidiano, ma non hanno ancora specificato quanto costerà leggere il giornale dall’iPad una volta terminato il periodo di prova. Perché, diciamocelo, il successo o il fallimento di tutta l’operazione sta sopratutto nel prezzo che gli editori faranno pagare ai lettori per ogni copia del quotidiano.
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Con iPad, il formato dei tablet si impone agli utenti. In un prossimo futuro è ragionevole aspettarsi che leggere le notizie su un dispositivo mobile sia molto comune, tanto più che risulterebbe molto più ecosostenibile rispetto alla carta stampata.
Il tablet -e l’iPad in particolare- è un supporto più ecologico e generalmente più economico rispetto al quotidiano venduto in edicola, ma sopratutto offre una piattaforma molto più flessibile e adatta ai contenuti dinamici delle notizie. Le case editrici si stanno adattando al nuovo supporto, ripensando le forma stessa di presentare le notizie e… di venderle.
Infatti, se l’utente del Web è abbastanza abituato a pagare un certo numero di servizi, l’utente “mobile” non ha ancora assimilato questa cultura. Si trovano molte riviste online, blog e quotidiani che offrono contenuti gratuiti. Tutto questo sembra destinato a cambiare radicalmente. Chris Anderson, capo redattore di Wired, ha affermato a riguardo che “iPad ha la capacità di azzerare il mercato”.
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