
Sembra che le voci che circolano sui prossimi MacBook Pro si stiano concretando in una visione comune degli analisti del settore. The Wall Street Journal ha pubblicato un articolo nel quale l’analista Ben Reitzes di Barclays Capital assicura che durante il prossimo WWDC a giugno sarà presentata la nuova linea di Mac con Retina Display:
Reitzes dice che è probabile che la linea dei Mac faccia uso della tecnologia retina-display usata per l’iPad, così come dei nuovi processori 4-core Ivy Bridge quad-core processors della Intel Corp. Reitze stima anche che il nuovo sistema operativo di Apple, chiamato Mountain Lion, e i nuovi MacBook Air arrivino sul mercato prima dei primi laptop Ultrabook con MS Windows 8 previsti per l’autunno prossimo.
Da qualche settimana, numerosi altri analisti -come Richard Shim di DisplaySearch- hanno annunciato il prossimo lancio della linea di MacBook Pro e MacBook Air con Retina Display. Altri rumors concordano su un MacBook Pro da 15″ supersottile, privo di disco ottico e di porta Ethernet, dotato di USB 3.0 e anch’esso con uno schermo Retina Display. La tecnologia Retina Display potrebbe anche applicarsi ai prossimi iMac, come ha detto Joanna Stern di ABC News le cui fonti parlano della presenza di iMac con Retina Display ad alta risoluzione pronti sulla catena di montaggio, ma la cui data di messa in vendita è ancora sconosciuta.

Si parla di un prossimo sfoggio da parte di Apple di schermi Retina display sui computer MacBook Pro e MacBook Air di prossima generazione. L’analista Richard Shim di DisplaySearch ha recentemente assicurato della disponibilità della tecnologia necessaria e che questa non obbligatoriamente porterà un aumento di costi per l’utente finale. Però rimane il dubbio sull’utilità di avere uno schermo Retina su un computer, dato che non si tratta di un dispositivo tenuto a pochi centimetri dagli occhi come un iPhone o un iPad.
Apple parla della definizione dei suoi schermi nei seguenti termini: “[…] più pixel, il che risulta particolarmente utile quando si lavora con applicazioni professionali dal contenuto HD, come Final Cut Studio, poiché si ottiene un’immagine più nitida e un maggiore spazio su schermo da utilizzare.” L’aumento del numero di pixel mirerebbe essenzialmente a migliorare la nitidezza dell’immagine, com’è avvenuto per l’iPhone 4 e l’iPad 3 ad esempio. Si tratterebbe di un lusso per schermi da 15,4”, però un lusso che potrebbe rivelarsi utile per certi usi del computer, oltre a fornire all’utente un’esperienza molto più gradevole.
Per dirla tutta, Apple offre già ai suoi utenti la possibilità d’aumentare la risoluzione dei MacBook Pro. Per il MacBook Pro 15” ad esempio, il quale possiede di base un display lucido LED retroilluminato da 1440 x 900, si può scegliere un display lucido o antiriflesso ad alta risoluzione 1680 x 1050, il che corrisponde a 36% di pixel in più rispetto al modello base; il tutto al modico prezzo di 99€. Passare al Retina Display comporterebbe, per i modelli da 15,4”, avere una risoluzione di 2880×1800 a un prezzo praticamente invariato.
D’altra parte, il Retina Display sui MacBook Pro/Air porterebbe un cambio nel peso, nelle dimensioni e nella durata della batteria. Più pixel da gestire vuol anche dire più LED per illuminare lo schermo e quindi anche un consumo maggiore della batteria. Però Apple potrebbe usare la tecnologia IGZO (ossido di zinco, indio, gallio) per i suoi schermi. Si tratta di un materiale che usa componenti elettronici di dimensioni minori, lasciando di conseguenza filtrare più luce. Il vantaggio è che gli schermi IGZO sono più sottili degli schermi LCD tradizionali con caratteristiche simili e sono più efficienti dal punto di vista energetico.
Continua a leggere: Retina Display sui MacBook Pro/Air: tecnologia IGZO e nitidezza

La prossima generazione di Mac Pro e MacBook Air monterà dei Retina Display. Schermi ad altissima risoluzione da 13.3 e 15.4 pollici sono già disponibili sul mercato e nelle catene di montaggio, commenta l’analista Richard Shim di DisplaySearch; l’unico dubbio riguarda quanto costerà portarli sul Mac.
Apple ha creato un mercato per questo tipo di schermo e di risoluzione, iniziando dagli iPhone, passando poi ai tablet con l’iPad 3 ed ora mirando ai laptop. I fabbricanti di display ora producono schermi a risoluzioni ancora più alte, che stanno già facendo la loro apparizione nelle catene di montaggio.
Uno schermo Retina Display su un Mac avrebbe il suo prezzo. Questo lusso, spiega Shim, costerebbe alla Apple circa 126€ per un MacBook Pro da 15 pollici, rispetto ai 54€ dei modelli attuali. Su un laptop da 13,3”, questo prezzo sarebbe invece di 105€, il che equivale a 54€ in più rispetto agli schermi usati attualmente.
Shim avanza anche possibili caratteristiche tecniche per questi schermi. Uno schermo Retina da 15,4” avrebbe una risoluzione di 2880×1800, ossia 220 pixels per inch (PPI). Per fare un confronto, il MacBook Pro attuale ha una risoluzione di 1440×900 (110 PPI). Un Retina Display da 13,3” avrebbe una risoluzione di 2560×1600, con 227 PPI. Il MacBook Air attuale da 13,3” ha 1440×900 pixel (128 PPI).
Continua a leggere: Il costo e la risoluzione dei Retina Display per MacBook

Se non si fosse capito, questo è l’anno in cui i computer con la mela -o quasi- adotteranno il Retina Display. Dopo i rumors sui venturi MacBook Pro con USB 3.0 e quelli suoi nuovi iMac, lo schermo ad altissima risoluzione farà il suo debutto anche sui MacBook Air.
Niente importanti redesign, né modifiche sostanziali alle caratteristiche hardware. I prossimi MacBook Air subiranno semplicemente un onesto update di processore e sottosistema grafico; la vera novità sarà costituita dallo schermo:
Apple sta approntando i nuovi modelli da 11.6 e 13.3 pollici. Questi nuovi Air non possiedono alcun cambiamento evidente nel design, ma dispongono di processori Ivy Bridge potenti ed efficienti, e di motori grafici in grado di supportare il Retina Display, secondo le fonti nella catena delle forniture. I nuovi Air utilizzeranno inoltre una più recente tecnologia Apple per la batteria interna, così da riuscire a fornire un’adeguata autonomia a schermi tanto fitti di pixel come i Retina.
Tuttavia, e a differenze di MacBook Pro e iMac, per questi aggiornamenti dovremmo attendere molto più in là che il WWDC 2012; pare infatti che ci siano alcuni problemi da risolvere prima che la batteria -compressa in un form factor tanto sottile- sia in grado di fornire l’apporto energetico necessario alla componentistica. Infine, sembra anche che Apple sia indecisa sull’inclusione delle specifiche USB 3.0, che invece approderanno quasi certamente sulle linee dei portatili professionali e dei desktop all-in-one. Per averne, tuttavia, occorrerà attendere ancora diversi mesi.

In seguito ai benchmark sui nuovi Mac con chipset Ivy Bridge e gli sconti di Best Buy, sul Web è emerso un nuovo rumor: Apple sarebbe sul punto -finalmente- di lanciare un nuovo modello di MacBook Pro da 15″ supersottile, privo di disco ottico e di porta Ethernet, dotato di USB 3.0 con uno schermo Retina Display da “far rimanere a bocca aperta.”
La caratteristica principale del nuovo portatile professionale con la mela sarà la maggiore sottigliezza rispetto ai modello attuali; tuttavia, il form factor resterà più simile al Pro che al MacBook Air. Da quest’ultimo erediterà soltanto il pulsante di accensione sulla tastiera, invece che sulla scocca:
Sebbene molti abbiano congetturato che il nuovo MacBook Pro da 15″ avrebbe tratto le forme del MacBook Air late-2010/mid-2011, le fonti vicine alle unità prototipo affermano che non è vero. Invece, il nuovo MacBook Pro 15″ è descritto come una variante ultrasottile dell’attuale MacBook Pro. In pratica, il design del prototipo è una versione più sottile, eppure più robusta, del design late-2008. Non è affusolato come gli Air.
Ma a questo occorre aggiungere il tanto chiacchierato Retina Display con risoluzione da 2880×1800 pixel di cui si parla da tempo, e che trova nella tecnologia HiDPI di Lion la sua principale conferma e raison d’être. Per quanto concerne la connettività, invece, sono in arrivo una bella notizia e una doccia fredda: le due USB integrate supporteranno le specifiche 3.0, ma la Ethernet sparisce per sempre, così come il lettore ottico. La ragione sta nel fatto che, diversamente, sarebbe stato impossibile ottenere uno spessore del genere: la porta Ethernet, infatti, è semplicemente troppo grossa per trovar alloggio, e quindi agli utenti non resterà altro che affidarsi all’adattatore Apple USB-Ethernet per tutte le necessità.
Sul sottosistema grafico regna ancora il mistero, perfino a Cupertino, nel senso che esistono diversi prototipi ma i responsabili dello sviluppo di prodotto non ne hanno ancora approvato uno in particolare; la scelta più probabile sembra dover ricadere sulla Nvidia GeForce GT 650M, tanto più che riferimenti a questa scheda sono stati scovati in una recente beta di Mountain Lion. L’unico dettaglio su cui non esiste praticamente alcuna certezza è sfortunatamente la data di lancio: il nuovo MacBook Pro arriverà entro l’estate, forse già a giugno. Ma più di così non si può ancora dire.
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Come noto, Cupertino sta portando avanti da tempo un certosino lavoro di ottimizzazione di OS X in vista dell’avvento definito dei Mac col Retina Display. In seguito all’update a OS X 10.7.4 rilasciato solo pochi giorni fa, molte applicazioni di sistema sono state aggiornate con icone ipertrofiche che raggiungono l’incredibile risoluzione di 1024×1024 pixel.
Facciamo un esempio. Se sotto OS X 10.7.3, l’icona di TextEdit includeva le dimensioni 16×16, 32×32, 128×128 e 512×512, in OS X 10.7.4 le varianti supportate salgono addirittura a dieci: 16×16, 32×32 HiDPI, 32×32, 64×64 HiDPI, 128×128, 256×256 HiDPI, 256×256, 512×512 HiDPI, 512×512 e infine 1024×1024 HiDPI. Anche Automator ha subìto delle modifiche analoghe, anzi, per l’occasione è stato rivisto pure nel design complessivo, che ora sfoggia toni più scuri e in generale un look più realistico. In questo caso, tuttavia, siamo passati da quattro dimensioni di base a sei soltanto: 16×16, 32×32, 128×128, 256×256, 512×512 e 1024×1024 HiDPI.
Ovviamente il peso delle icone è aumentato un po’ ovunque per effetto della novità; Textedit è quella che ha fatto il balzo più sostanziale, dai precedenti 209 KB a ben 1,7 MB, ma non è la sola. Rubrica Indirizzi, ad esempio, è passata da 279 KB a 484 KB mentre Dashboard da 130 KB ha raggiunto i 226 KB; in ogni caso, per nessuna di queste ultime è stato implementata un’icona a 1024×1024 HiDPI.
Come in passato, nessuna enfasi è stata data ufficialmente a questi piccoli interventi sotto al cofano, ma è evidente che siano volti alla creazione di quel MacBook Pro Retina con risoluzione del display pari a 2880×1800 pixel di cui si parla da tempo. Così come avviene su iOS, tuttavia, una maggiore estensione delle icone non si traduce direttamente in una quantità maggiore di spazio occupata su schermo. Le dimensioni fisiche degli elementi grafici restano le stesse; ciò che cambia è solo la densità dei dettagli.

Dopo le indiscrezioni di ieri riportate da Digitimes, anche iMore torna a parlare del fantomatico iPad mini, o iPad nano, un rumor che circola ormai da così tanto tempo che ci siamo quasi assuefatti all’idea che prima o poi uscirà veramente.
Secondo una fonte ritenuta affidabile, che in passato ha dato prova di conoscere cosa bolle in pentola a Cupertino, Apple lancerà il piccolo iPad con schermo da 7.85 pollici ad ottobre, in contemporanea con il lancio del nuovo iPhone, ad un prezzo che dovrebbe essere compreso tra i 200 ed i 250$, una cifra incredibilmente bassa per aggredire la concorrenza degli economici tablet Android da 7 pollici.
Fin qui niente di nuovo, anche se il prezzo ipotizzato è veramente basso, quello che stupisce però è che secondo la fonte il piccolo iPad sarà dotato di un Retina Display da 2048 x 1536 pixel, che su una diagonale di 7.85 pollici corrispondono ad una densità di pixel di 326 dpi, praticamente identica a quella del Retina Display dell’iPhone 4/4S.
Difficile pensare ad un tablet con uno schermo così definito ad un prezzo così basso, ma Apple potrebbe proporre la versione base del dispositivo con soli 8 GB per contenere il prezzo d’attacco dell’iPad mini ed ampliare la gamma con versioni da 16 e 32 GB a prezzi proporzionalmente più alti.

Kirk Skaugen, vicepresidente e general manager della divisione PC di Intel, ha dichiarato, nel corso dell’Intel Developer Forum, che i nuovi processori Ivy Bridge sono stati realizzati per i computer dotati di Retina Display.
La GPU integrata nei processori Ivy Bridge, oltre ad essere più performante rispetto a quella presente negli attuali processori Sandy Bridge, è infatti in grado di supportare risoluzioni fino a di 2560 x 1600 pixel (parole di Skaugen), ovvero quattro volte superiore rispetto alla risoluzione del display presente nell’attuale MacBook Pro da 13 pollici.
I nuovi MacBook Pro, il cui debutto è ormai imminente, potrebbero adottare proprio un Retina Display con questa risoluzione, d’altra parte non è un mistero che Apple da tempo stia lavorando per portare la grafica retina sulle più recenti versioni di OS X.
Nel caso Apple decidesse di non affiancare ai processori Ivy Bridge un GPU esterna più performante sarà sempre possibile sfruttare la porta Thunderbolt per collegare una scheda grafica esterna attraverso un adattatore come l’MSI GUS II.
[via 9to5mac]

L’ultima versione di Shazam per iPad, la 2.7.0, segue a ruota il trend aperto da AirDisplay, Skype e tante altre app che già supportano pienamente il Retina Display del nuovo iPad; e in più, lancia la sfida del riconoscimento acustico in appena un secondo, disponibile anche su iPhone.
La variante per iPad di Shazam è ora pienamente compatibile con la risoluzione della terza generazione di iPad e in più consente di consultare contenuti extra interattivi ogni qual volta negli show televisivi e negli spot -statunitensi, ovviamente- compare logo dell’app. Ma anche la versione per iPhone ed iPod touch subisce notevoli miglioramenti grazie all‘ascolto istantaneo all’apertura dell’app, ad una navigazione/scrolling più brillante e alla maggiore velocità dello Shazam Friends feed. Grazie a queste novità, scovare il titolo d’una canzone in cui imbattiamo diventa davvero questione di pochi secondi.
Inoltre, gli utenti su iOS 5 beneficeranno anche della possibilità di modificare i tweet prima della pubblicazione, e d’una migliore sincronizzazione coi servizi di LyricPlay. Shazam per iPhone ed iPod touch è disponibile a questa pagina di App Store, mentre a quest’altra trovate Shazam per iPad; entrambe sono gratuite e ad-supported, ma la pubblicità si può rimuovere in ogni momento con acquisto In-App. Shazam Encore e (Shazam)RED, invece, costano entrambe 4,99€ ma forniscono in più alcune feature premium come i collegamenti a Spotify e Pandora.

Era inevitabile che, nella frenesia attorno al nuovo iPad, sempre più sviluppatori abbracciassero le ultime novità hardware con aggiornamenti ad hoc delle proprie app. E così, seguendo a ruota gli apripista, tra i primi a supportare il Retina Display dell’ultimo tablet con la mela c’è pure Skype.
La cosa sorprende un po’, vista la lentezza surreale con cui Skype è stato portato su iPad, ma meglio così. Sullo blog Skype Garage, un asciutto comunicato riporta la novità:
Abbiamo appena rilasciato una nuova versione di Skype per iPad più ottimizzata, specialmente per quelli col nuovo iPad: Skype 3.8 per iPad fa uso del migliorato display Retina del nuovo iPad. E così, Skype appare persino migliore di prima.
L’update è ovviamente consigliato a tutti gli utenti per via dei soliti bug-fix di rito, e può essere eseguito attraverso l’applicazione App Store. Per comodità -e per quanti non l’avessero ancora installato- qui c’è un collegamento diretto. Per segnalare problemi o difficoltà, invece, è possibile contattare lo Skype Support Network a questo indirizzo.

Non ci sono dubbi: il Retina Display è stata una delle novità più apprezzate del nuovo iPad. Tanto che si è parlato con insistenza della possibilità che l’iPhone 5 implementi questa feature, magari tramite un aumento delle dimensioni dello schermo.
Ebbene, forse anche i nuovi MacBook (e i MacBook Pro) avranno il Retina Display. Come scrive ArsTechnica:
“Una fonte con accesso all’ultima preview di Mountain Lion […ha notato che] è saltata fuori una grafica “raddoppiata” (double-sized nell’articolo originale, ndA) in alcuni posti inaspettati, suggerendo, ancora una volta, che Apple potrebbe essere vicina al rilascio di MacBook con schermi ad alta risoluzione.”
Ma di quali posti sta parlando la “fonte”? Ad esempio, usando Messages con la seconda developer preview di Mountain Lion, alcune icone avevano una risoluzione raddoppiata. Continua la fonte:
“Io interpreterei questo come un segnale che il Retina Display sui MacBook è vicino. Magari verrà rilasciato assieme a OS X 10.8.”
La fonte sembra essere molto sicura di quello che dice. Come al solito, bisognerà aspettare qualche tempo per scoprire la verità.
Foto | Flickr
Nelle scorse ore, Reuters ha riportato un’indiscrezione proveniente da un quotidiano sud coreano che riporta in auge la possibilità d’uno schermo maggiorato sulla prossima generazione di iPhone in arrivo più tardi nel corso dell’anno. Parliamo di ben 4.6 pollici, un’estensione davvero notevole; e infatti qualcuno solleva già i primi dubbi.
Sul sito dell’agenzia stampa britannica si legge:
Apple ha deciso di puntare su un display più grande da 4.6″ per il suo prossimo iPhone e ha iniziato a piazzare i primi ordini ai fornitori. Questo riferisce il Maeil Business Newspaper, citando fonti anonime dall’industria.
Il che corrisponderebbe ad una rimodulazione significativa della propria offerta. Fatevi un’idea di cosa aspettarvi dando un’occhiata all’immagine qui sopra creata da The Verge; a destra un iPhone 4S con schermo da 3,5 pollici, a sinistra invece un Galaxy Nexus da 4.65 pollici. Tuttavia, è la prima volta che nel nostro campo sentiamo parlare del Maeil Business Newspaper, il che sfortunatamente implica anche che non esiste una cronologia di rumor che ne dimostri l’affidabilità.
Ciononostante, è altamente probabile che un iPhone con schermo di almeno 4″ faccia prima o poi il suo debutto, forse per l’appunto tra qualche mese e coll’immancabile Retina Display. Altrimenti come spiegare la proliferazione delle notizie sulle cover più grandi? Quanto meno, molti produttori di terze parti sembrano essere convinti che il cambiamento sia nell’aria, e questo vale più di 100 sussurri di qualunque fonte anonima.