
Com’era prevedibile, la strategia dietro Ping è molto più articolata e organica dei deludenti risultati visti sin’ora. Tant’è che nei file di sistema di iOS 4.3 beta 2 sono stati scovati riferimenti a dei nuovi servizi chiamati “Photo Streaming” e “Media Stream”, tutti con una spiccata propensione al social. Anzi, a Ping sono addirittura cresciute le Notifiche Push.
Se la prima beta aveva tradito l’esistenza di “Find My Friends”, una feature evidentemente destinata alla geolocalizzazione in tempo reale dei propri amici, questa volta si parla di “Media Stream” e “Photo Streaming”. La scoperta è di 9to5Mac:
Con Photo Streams potrai invitare altri utenti a visionare le tue foto mentre vengono scattate e caricate sui servizi online. Il servizio sembra essere connesso a Mobile Me, e riteniamo che la funzionalità di Media Stream possa essere direttamente correlata a “Find My Friends”. Crediamo che Find my Friends costituirà un altro aspetto del social network di Apple, una parte gratuita di Mobile Me che consentirà di visionare gli amici e i loro flussi fotografici direttamente sulla stessa mappa.
E in particolare, la descrizione di “Photo Stream” recita:
Photo Stream esegue l’upload degli ultimi 30 giorni di scatti fotografici su Mobile Me, e li scarica su tutti i tuoi dispositivi.
Insomma, se non è una sincronizzazione senza fili, poco ci manca, che per di più consente pure la condivisione con gli amici. E sono tutte funzionalità che, ovviamente, avranno bisogno di poderose strutture Cloud, come per esempio il data center commissionato da Apple nel North Carolina -anzi probabilmente proprio quello- e che vengono corroborate da brevetti assolutamente complementari come quello dedicato ai cosiddetti iGroups.
In altre parole, parliamo di pura e semplice concorrenza ai blasoni di Facebook, Google Latitude e Flickr, senza contare la possibilità che il riferimento ai media in “Media Stream” si estenda in futuro anche ad altri contenuti come video e musica. Intanto, per non saper leggere e scrivere, Apple ha fatto la mossa successiva e Ping, col nuovo firmware, sarà in grado di inviare Notifiche Push.
Nelle scorse ore, Skype per iPhone è stato aggiornato alla versione 1.2. Tra le tante migliorie e nuove funzionalità, però, sorprende l’assenza delle notifiche Push.
La lista delle novità non è affatto avida di spunti interessanti. Eccoli nel dettaglio:
Considerando che la precedente versione era al limite dell’usabilità al momento di effettuare una chiamata, quest’ultima sembra apportare notevoli migliorie: una conferenza audio con altri utenti Skype è ora più agevole e restituisce un audio di qualità. Anche il trasferimento di chiamata è un’ottima cosa (ne saranno entusiasti anche quelli di Skype, visto che si intaccano i crediti telefonici), ma probabilmente la stragrande maggioranza degli utenti si aspettava le notifiche Push che, peraltro, non dovrebbe essere neppure tanto difficile implementare. Sarà per la prossima volta. Chi non avesse ancora installato Skype sul proprio iPhone, può farlo seguendo questo collegamento ad App Store.

“La server farm di Apple in North Carolina potrebbe costare circa 2 miliardi di dollari, il doppio di quanto precedentemente annunciato” dice un membro della Catawba County Economic Development Corporation. In cambio delle agevolazioni fiscali, infatti, Apple ha accettato di costruire una struttura di 1 miliardo di dollari nel Catawba Data Park in Maiden.
La struttura occuperà 46000 metri quadri (500000 piedi quadri) e la sua costruzione fornirà approssimativamente 750 posti di lavoro verso la fine del 2010.
Insieme il Maiden e Catawba County hanno accettato di fornire un extra incentivo di 7.3 milioni di dollari ad Apple, oltre ad un serie di esenzioni fiscali del valore di 46 milioni di dollari delle quali l’azienda beneficerà nel corso dei prossimi 10 anni.
La server farm è considerata estremamente importante a Catawba, che è una delle contee rurali più povere dello stato del North Carolina. La regione ha vinto un’asta, infatti, ai danni della rivale contea di Cleveland.
[Via MacNN]

Dopo che erano state date per disperse, annunciate al WWDC e tornate redivive con la pubblicazione delle API, finalmente qualcosa di sostanzioso si muove sul fronte Push Notification: Apple ha ufficialmente aperto i propri server agli sviluppatori che potranno così testare l’attesissimo servizio di notifica Push.
In un comunicato, Apple ha scritto agli sviluppatori:
Iniziate a testare le vostre applicazioni con servizio di Notifiche Push oggi stesso. Fate login nell’iPhone Dev Center e date un’occhiata alla guida alla programmazione dell’Apple Push Notification e ai video introduttivi. I Team Agent possono fare il login nel portale dedicato al programma sviluppo per iPhone e procedere alla sezione APP ID per creare i componenti necessari a testare le applicazioni con il servizio di Apple Push Notification.
Il che è un’ottima notizia, segno che i lavori procedono speditamente. Appuntamento tra qualche giorno, quindi, quando faranno la loro comparsa le prime applicazioni Push e appureremo finalmente se l’architettura costruita da Apple sia sul serio una valida alternativa al multi-tasking.

Apple potrebbe fornire ad iPhone un vero supporto per le applicazioni in background attraverso una grande revisione del sistema operativo. La notizia sembra essere stata confezionata dopo un attento studio circa i lunghi ritardi dell’architettura di Push Notification promessa mesi fa. E’ possibile che a Cupertino stiano realizzando un sistema più complesso di gestione delle applicazioni in background che consenta agli utenti di scegliere quale programma utilizzare tra quelli in esecuzione.
Al momento, l’iPhone chiude automaticamente le applicazioni e consente l’esecuzione in background solo a particolari software appositamente sviluppati da Apple, come il controllo email ed il sistema per la fruizione dei contenuti multimediali. L’interfaccia è spesso additata come la prima causa di questo limite. Essa, infatti, non include pulsanti o scorciatoie per cambiare applicazione senza chiuderla. Quando presentò il PNS, Apple non ne esaltò i pregi, limitandosi ad osservare il task manager di sistemi come Windows Mobile.
Continua a leggere: iPhone: applicazioni in background. Qualcosa si muove.

Le poche novità introdotte con l’ultimo aggiornamento del firmware iPhone 2.2.1 riguardano per lo più stabilità e bug-fix, ma all’appello manca un tassello atteso da parecchio: le notifiche Push. E mentre a Cupertino glissano sull’argomento, gli utenti si domandano se saranno mai veramente implementate.
Nato per sopperire al veto di esecuzione in backround delle applicazioni per iPhone, il cosiddetto Push Notification Service avrebbe dovuto essere introdotto da Apple a settembre, almeno secondo le parole di Scott Forstal. Invece, a tutt’oggi si è persa ogni traccia del servizio; si sa solo che che a un certo punto della sua evoluzione, il supporto al sistema è stato epurato dalle beta del SDK.
Ovviamente, le possibilità in ballo sono molte. Forse a Cupertino si sono accorti che i vantaggi portati dal sistema centralizzato di notifiche non superano gli svantaggi (pensiamo a quanto è inelegante essere tempestati da decine di pop up di altre applicazioni durante la navigazione o la lettura della posta). Oppure, si sono resi conto che c’è una soluzione migliore (d’altro canto, se il metodo proposto è perfetto per l’Instant Messaging, non è di alcuna utilità nel caso di un’applicazione musicale come una radio online). Insomma, quello di Apple sembra un “aspetta e osserva”, nel tentativo di trovare il giusto compromesso tra usabilità e ricchezza di feature.
Per ora, il velo di dimenticanza calato con nonchalance sulla faccenda lascia presagire che Cupertino non abbia intenzione di lanciare tecnologie push nell’imminente, anche se, indubbiamente, costituirebbero uno strumento non indifferente nella scatola degli attrezzi di ogni sviluppatore iPhone.

La tecnologia push, già nota agli utilizzatori di Blackberry e mail aziendali basate su Exchange, è una delle novità più interessanti del nuovo servizio MobileMe e del firmware 2.0 di iPhone.
Occorre, tuttavia, fare un po’ di chiarezza sulle effettive potenzialità del servizio e sulle opzioni disponibili.
Con MobileMe è possibile, grazie alla tecnologia push, non solo avere sincronizzata la casella postale, ma anche Contatti e Calendari: la sincronizzazione è costante e bidirezionale tra i dispositivo ed i server di Cupertino. In questo modo se modifichiamo o aggiungiamo un contatto, la variazione sarà visibile nel giro di pochi secondi sia sull’iPhone che sul portale web di MobileMe. Questo non vale per le applicazioni sul nostro Mac o PC, dal momento che la sincronizzazione con gli elementi desktop avviene ad intervalli di tempo regolari (selezionabili dall’utente): per esempio, su Mac OS X, iSync sincronizza Rubrica Indirizzi ed iCal di norma ogni 15 minuti e/o dopo ogni cambiamento operato sulle applicazioni. Questo significa che una modifica fatta su iCal sarà subito visibile su iPhone, mentre una modifica fatta su quest’ultimo ci metterà fino a 15 minuti per comparire sul Mac.
Notizia interessante, per chi non ha intenzione di sottoscrivere il servizio MobileMe, riguarda la disponibilità del servizio push su iPhone anche per gli account Yahoo Mail. La sincronizzazione push riguarda la sola casella di posta, mentre per la sincronizzazione dei contatti è necessario passare per iTunes, così come avviene per i contatti di GMail (al quale è possibile connettersi da iPhone solo con i tradizionali server POP e IMAP).