A Natale 2011 ormai anche Babbo Natale ha adeguato le sue procedure alla modernità. E quale migliore assistente personale se non quello offerto da iPhone 4S con Siri? È questa l’idea venuta al reparto marketing di Apple, dal quale ci arriva il nuovo spot dedicato all’ultimo modello di smartphone arrivato ormai sul mercato nella maggior parte dei territori in giro per il mondo, ovviamente giusto in tempo per le feste natalizie e la corsa agli acquisti.
Nel classico stile delle pubblicità Apple ci viene dunque mostrato un Babbo Natale alle prese con appuntamenti, percorsi “stradali” e temperature glaciali da affrontare nella sua nottata di lavoro: un po’ scontato forse, ma comunque divertente e da vedere soprattutto per chi ama il clima natalizio.
Via | Tuaw.com

Quante volte vi è capitato di vedere un prodotto Apple all’interno di un film? Tante? Troppe? Sufficientemente comunque al punto da iniziare a fare caso che è proprio l’azienda di Cupertino quella che fa maggior ricorso al product placement per promuovere i propri prodotti? Sappiate allora che non è tutto frutto della vostra mente, ma che in realtà è proprio Apple la regina di questo tipo di promozione pubblicitaria.
Lo conferma uno studio di BrandChannel, secondo cui i prodotti Apple sono apparsi in 10 dei 33 film che hanno raggiunto la prima posizione al botteghino USA, pari al 30% del totale per chi ama le percentuali. In questa speciale classifica, Apple ha visto la concorrenza di Nike, Chevrolet e Ford, tutte e tre appaiate al secondo posto col 24%, mentre per Sony e Dell “solo” il 15%.
Secondo BrandChannel in realtà, il ricorso al product placement sarebbe una vera e propria tradizione per Apple, non solo limitata quindi al 2010: dal 2001 all’anno scorso, sono stati 112 su 334 film a contenere prodotti Apple, mantenendo così perfettamente la media percentuale. Nei dieci anni però al primo posto c’è Ford, con 144 veicoli presenti in altrettanti film.
C’è un motivo secondo voi per il quale Apple ricorre in modo così frequente e ripetuto nel tempo al product placement per promuovere i suoi prodotti?
Via | Cnet

Apple ha fatto piazza pulita di molti dei riconoscimenti più prestigiosi conferiti da Adweek a “Best of the 2000s“. Adweek è fra le pubblicazioni più prestigiose a livello mondiale specializzate nell’industria della pubblicità.
Fra i premi ricevuti da Apple, non manca il più importante della manifestazione: Brand del decennio. Steve Jobs, di pari passo, è stato eletto “marketer del decennio”. Apple, secondo le motivazioni espresse dalla giuria, “è la personificazione di una persona che vive e respira con essa”.
iPod è il prodotto del decennio, con più di 220 milioni di unità vendute. Gli spot della serie “Get a Mac” hanno vinto nella categoria “Campagna del decennio”, mentre lo spot per Nike Plus ha vinto in “Campagna digitale del decennio”.
Un nuovo banner online della campagna Get a Mac di Apple è apparso nei giorni scorsi sulle pagine di importanti siti come il New York Times o Wired. In questo nuovo episodio, telecamere di sicurezza poste all’entrata di alcuni Apple store mostrano direttamente alcuni switcher ovvero persone che, invece di eseguire l’upgrade a Windows 7, decidono di passare al mondo Mac. Il Pc-guy non ci sta però e tenta di arginare le perdite in prima persona.
Il mancato upgrade a Windows 7 e la definizione “number one in customer satisfaction” sono le basi sui cui poggiano gli ultimi capitoli della campagna mediatica di Apple.
Continua a leggere: "Ultimate Upgrade", il nuovo banner pubblicitario di Apple
L’obiettivo è chiaro: attaccare Windows 7 sin dal primo giorno di rilascio. Così Apple ha deciso di pubblicare 3 nuovi spot della celeberrima campagna “Get A Mac”, nei quali vengono mostrati i soliti protagonisti Pc-guy e Mac-Guy (al secolo John Kellogg Hodgman e Justin Long) a dialogare e “punzecchiarsi”.
Il primo degli spot (video sopra) si intitola “Broken Promises”: eccitato dall’uscita di Windows 7, il Pc-guy sostiene che questo nuovo OS “non avrà i problemi dell’ultimo sistema operativo”. Seguono poi diversi flashback che mostrano la medesima scena appena conclusasi, relativa ai precedenti sistemi made in Redmond, con tanto di cambio di abbigliamento e acconciatura per i 2 protagonisti.
Vendere e saper vendere. Un binomio inscindibile che è fondamento del commercio: anche il prodotto perfetto non può fare a meno della pubblicità e basarsi soltanto sulla propria qualità, ma ha bisogno che “il mondo là fuori” sappia della sua esistenza. Così anche i prodotti Apple non sono esclusi da queste tanto semplici, quanto fondamentali, regole di marketing.
Apple cominciò a presentare le prime pubblicità dei propri prodotti a fine degli anni ‘70 e, per tutto il decennio successivo, quest’ultime sono caratterizzate da immagini con colori forti e una ricca parte dedicata al testo che distoglie un po’ dell’attenzione dal prodotto. Verso la fine degli anni ‘90, Apple fece un grosso salto in avanti lanciando la campagna “Think Different”, caratterizzata dalla presenza di personaggi famosi, come Muhammad Ali, Ghandi, Einstein, e in cui si nota una ricerca più approfondita del soggetto, del claim e della qualità stessa delle immagini presentate.
Era il 2006 quando Apple cominciò a punzecchiare Microsoft con la propria (celebre) campagna pubblicitaria “Get A Mac”: un Pc-guy vecchiotto, bruttarello, in giacca e cravatta a difesa di Microsoft contro un Mac-guy più giovane, più cool, in jeans e maglietta a difesa del mondo Mac. Facile capire chi la spunta (spesso a ragion veduta).
Ora le cose sembrano capovolgersi: Kevin Turner, Chief Operating Officer di Microsoft, dice di aver ricevuto una telefonata da un legale di Apple che gli ha domandato di interrompere la campagna Laptop Hunters, lanciata diversi mesi fa da quelli di Redmond. Questo quello che Turner ha raccontato ad Ars:
two weeks ago we got a call from the Apple legal department saying, hey — this is a true story — saying, “Hey, you need to stop running those ads, we lowered our prices.” They took like $100 off or something. It was the greatest single phone call in the history that I’ve ever taken in business. - [Traduzione: 2 settimane fa abbiamo ricevuto una chiamata dall’ufficio legale di Apple che ci ha detto “Ehi, dovete interrompere queste pubblicità, noi abbiamo abbassato i nostri prezzi”. Hanno tolto qualcosa tipo 100$ più o meno. E’ stata la telefonata più grandiosa da quando ho cominciato a lavorare qui]
L’impatto di tali spot è stato, sin da subito, positivo e la percezione del valore del marchio Microsoft risulta incrementata, facendo leva sull’unico elemento che da sempre è stato associato ai prodotti Appple: il prezzo elevato. Ora arriva questa richiesta di interruzione della campagna da parte dei legali di Cupertino a dimostrazione che il nuovo approccio promozionale di Microsoft funziona alla grande.
Cara Apple, hai dettato tu il modus operandi della guerra con Microsoft e, dopo diversi anni, quest’ultima si è risvegliata dal letargo “comunicativo” e ha reagito seguendo le tue stesse regole. Ora non puoi metterti a piangere e andare dall’avvocato dicendo “devi interrompere gli spot” perché tu, a parti inverse, non accetteresti tale richiesta. Cerca invece di trovare nuovi stimoli per rinnovare la tua campagna pubblicitaria che rimane ben fatta e divertente, ma ormai risulta “debole” e ripetitiva.
Dopo il salto l’ultimo spot della campagna “Laptop Hunters”.
Continua a leggere: "Laptop Hunters": Apple chiede a Microsoft di interrompere la campagna
Apple ha reso disponibile 3 nuovi spot della celebre campagna “Get a Mac”. Il primo di questi, “Pc choice Chat”, mostra il pc-guy nei panni di una dj che conduce un programma radiofonico per aiutare gli ascoltatori nella scelta di un pc appropriato, ma le richieste di questi non vengono propriamente esaudite.
Continua a leggere: 3 nuovi spot Apple "Get A Mac": Pc Choice Chat, Elimination e Customer Care

Dopo lo spot su Urbanspoon, sul sito ufficiale Apple è apparso un nuovo video pubblicitario che mostra l’applicazione Loopt: un software grazie al quale è possibile comunicare con i propri amici sfruttando pienamente le potenzialità del melafonino.
Loopt, infatti, consente di localizzare in tempo reale sulla mappa gli utenti amici, oltre che scambiare messaggi e condividere foto attraverso i più importanti social network (FaceBook, MySpace e Twitter).
L’applicazione è gratuita ma, per il momento, disponibile solo sullo Store statunitense.