
La battaglia persa da Psystar contro Apple è cosa nota a tutti. Non proprio tutti sanno invece che, volendo, è possibile contribuire alla causa di questo installatore “ribelle” di Mac non autorizzati, tramite il suo sito ufficiale e l’acquisto di una maglietta.
Difatti, non solo il sito è rimasto tranquillamente online, ma sta anche cercando di sfruttare al massimo il tanto rumore generato intorno a Rebel EFI. Richiedendo donazioni (piuttosto cospicue, quelle “consigliate” vanno in tagli dai 20 ai 100 dollari) e vendendo una t-shirt piuttosto mal disegnata a 15 dollari (più eventuali spese di spedizione, per eventuali italiani che la desiderino fortemente).
Il testo sul fronte della maglietta reca scritto: “Ho fatto causa a Psystar” e sul retro: “E tutto quello che ne ho ricavato è stata un’ingiuzione”. Fate il vostro gioco, ma il software pirata è software pirata.

Contrariamente a quanto inizialmente riportato dal Dow Jones Newswire e nonostante la sonora sconfitta con Cupertino, Psystar non intende affatto chiudere i battenti e rinunciare a tutta la pubblicità gratuita ricevuta in questi mesi. Oscurato per un paio di giorni, il sito torna online, ma sullo shop si vendono solo magliette ricordo.
La affermazioni raccolte in principio dal Dow Jones Newswire pare appartenessero in realtà al legale di Psystar Eugene Action, coinvolto nelle prime scaramucce con Cupertino nel 2008. Le sue parole sono state subito smentite però dall’attuale rappresentate legale Camara & Sibley LLP di Houston, Texas, che ha prontamente rettificato la notizia:
Sfortunatamente, l’Avv. Action è stato frainteso e ciò ha generato una falsa notizia ripresa da molti. Psystar non intende affatto chiudere definitivamente.
Resta tuttavia da comprendere in quale forma la società di Rudy Pedraza ha intenzione di tornare, considerando che le è stato fatto divieto di continuare a vendere cloni Mac. Ci sarebbe Rebel EFI, il software in grado di avviare Mac OS X su qualunque PC che, tra l’altro, non è stato esplicitamente menzionato nelle disposizioni del giudice. Le intenzione di Psystar a riguardo, sostiene Camara, sono piuttosto precise:

Sembra che l’appassionante storia della clona-Mac per eccellenza riservi ben pochi sbocchi per i colpi di scena, in futuro. Con un’ingiunzione permanente (qui il documento PDF), la Corte ravvisa i reati di violazione del diritto d’autore e del DMCA, e vieta a Psystar di perseguire il proprio business.
Senza entrare troppo nel dettaglio, l’ingiunzione della Corte è piuttosto lapidaria. A Psystar è fatti divieto di:
Il termine entro cui Psystar è tenuta ad applicare tali richieste in tutte le sue forme scade il 31 Dicembre 2009, e contempla anche Rebel EFI, il software su chiavetta USB che consente di installare e avviare Snow Leopard su di un comune PC attraverso i dischi originali di installazione. Tuttavia, al momento della stesura del post, quest’ultimo prodotto è ancora acquistabile sul sito Psystar.
A quanto pare, nelle scorse ore si è formalizzata la proposta di Apple a Psystar per chiudere definitivamente la battaglia legale che dura ormai da più di 2 anni. Apple vorrebbe chiudere il caso con un accordo extra-giudiziale: a Psystar sarebbe stato proposto il pagamento di un risarcimento per i danni subiti oltre che l’impegno di non vendere più cloni.
Pare che Psystar stesse valutando di continuare a vendere PC con hadware compatibile Mac (caratteristica opportunamente pubblicizzata) e lasciare all’utente finale la libertà di installare il sistema operativo che più desidera: scaricando l’incombenza del diritto d’autore su quest’ultimo.
Secondo le ultime indiscrezioni Apple avrebbe chiesto a Psystar: $ 1.337.500 per i danni al diritto d’autore e la stessa cifra per aver infranto il Digital Millenium Copyright Act. Si tratterebbe di ben $2.675.000. L’accordo extra-giudiziale potrebbe essere utile a Psystar per continuare a commercializzare regolari PC sfruttando la pubblicità gratuita (si fa per dire) della quale ha beneficiato finora.
[Via MacRumors]

Il clona-Mac per eccellenza, quella Psystar che a breve dovrà corrispondere a Cupertino un cospicuo risarcimento, l’anno scorso avrebbe presentato ai potenziali investitori un business plan piuttosto aggressivo, per non dire fantascientifico: target fissato tra 1,45 milioni a 12 milioni di cloni venduti entro il 2011. E invece, i cloni venduti sono appena 768.
Stando alle slide del business plan, Psystar contava di raccogliere fondi pari a 24 milioni di dollari, per espandere gli affari e poter creare una linea di hardware a proprio marchio in grado - testuali parole - di “competere direttamente con Apple”:
Stando alle proiezioni più conservative, Psystar disse agli sviluppatori che avrebbe venduto 70.000 computer nel 2009, 470.000 sistemi nel 2010 e 1,45 milioni di macchine nel 2011. Un modello di crescita più aggressivo della società, tuttavia, avrebbe trasformato questi numei in 130.000, 1,87 milioni e 12 milioni rispettivamente durante il 2009, 2010 e 2011.
Giusto per avere un metro di paragone, nell’anno fiscale 2009 Apple ha piazzato 10,4 milioni di Mac. E a conferma della totale improbabilità delle cifre ventilate ce ne sono altre, quelle delle vendite reali. Secondo Cornerstone Research, la società di consulenza che sta revisionando i conti di Psystar, quest’ultima avrebbe commercializzato appena 768 unità con Mac OS X preinstallato. In attesa di nuovi particolari sulla vicenda, itanto l’appuntamento è per l’udienza del prossimo 14 dicembre.

La battaglia legale tra Apple e Psystar, l’ormai nota azienda venditrice di cloni Mac, pur essendo durata parecchio si sta concludendo con la vittoria dell’azienda di Cupertino. In questi giorni Apple ha depositato, presso il tribunale competente, la richiesta di sospensione immediata, per Psystar, della vendita di tutti i prodotti tutelati dal U.S. Copyright Act e dal DCMA (Digital Millenium Copyright Act).
Tale richiesta, oltre che impedire a Psystar di divulgare i dettagli tecnico-implementativi circa le tecnologie che consentirebbero l’installazione di OS X su normali PC (in particolare Rebel EFI), mira ad estendere l’ingiunzione anche ai futuri sistemi operativi: primo tra tutti Snow Leopard.
Apple ha anche comunicato, nello stesso documento, una stima dei danni subiti oltre che delle spese legali. I danni per violazione del diritto d’autore sono quantificati da $1 500 a $300 000, mentre quelli per violazione del DCMA ammonterebbero ad una cifra compresa tra $449 500 e $4 495 000. Si tratta di stime indicative che dovranno essere calcolate con perizia dal giudice competente.
A dicembre 2009 è prevista l’udienza nella quale il giudice fisserà l’ammontare che Psystar dovrà risarcire, mentre la chiusura definitiva del processo dovrebbe aver luogo a gennaio 2010.
[Via TheAppleBlog | MacNN]

William Alsup, giudice del tribunale della Florida California del Nord, ha deciso che Psystar ha violato le leggi sul copyright, incluse quelle del Digital Millenium Copyright Act (DMCA) creando e vendendo PC con installazioni non autorizzate del sistema operativo di Cupertino.
Secondo il giudice, la modifica di alcune estensioni del kernel e dello stesso bootloader di Mac OS X ha violato il “diritto esclusivo” di Apple relativamente alle modalità di impiego del proprio software. Il giudice ha anche nettamente respinto la manovra di Psystar circa il presunto abuso di copyright sulla licenza del sistema operativo.
In questo momento nessuna delle due aziende ha rilasciato dichiarazioni a mezzo stampa. Il tribunale ospiterà ancora le due compagnie il 23 novembre ed il 7 dicembre, questa volta solo per chiudere definitivamente la questione. Di fatto, Apple ha vinto la battaglia legale.
[Via Groklaw | grazie a MrMoleskine per la segnalazione]

Mentre Psystar continua la sua infinita battaglia legale contro Apple, non sembra minimamente intenzionata a diminuire il volume di nuove trovate commerciali che potrebbero irritare Cupertino. L’ultimo prodotto che la piccola azienda di Miami ha messo sul mercato è EFI Rebel, un software che promette di installare OS X (e altri sistemi operativi) su un normale PC.
Grazie a EFI Rebel, Snow Leopard potrà girare su qualsiasi computer equipaggiato con CPU Intel Core 2 Duo, Core 2 Quad, i7 o Xeon Nehalem. Il programma sarebbe anche in grado di rilevare l’hardware del vostro sistema, individuando quali componenti siano compatibili e quali no e scaricando i driver appropriati dove disponibili. La Psystar ha in programma di perfezionare costantemente ed aggiornare il database dell’applicazione, come si può leggere in una loro dichiarazione:
I set-up più comuni sono assolutamente compatibili e continueremo ad espandere la gamma di profili hardware supportati da Rebel EFI tramite il nostro programma di collaudo PsyLabs.
Va inoltre fatto notare che il programma è in grado di lavorare anche con Windows 7.
EFI Rebel costa $49.99, pari a circa €33. Per gli scettici o gli avventurosi è disponibile anche una versione trial dal funzionamento completo, ma che si disattiverà dopo 48 ore. Installare OS X su un computer prodotto da qualcuno che non sia Apple è (come sempre) una violazione della licenza d’uso del sistema operativo.
[Via The Loop]

Ricapitoliamo un secondo. Dopo le schermaglie e i botta e risposta, e dopo aver lanciato pesanti accuse per pratiche anticompetitive, la società produttrice di cloni più chiacchierata del globo ne ha in serbo un’altra delle sue. Con un comunicato stampa, Psystar ha ufficialmente lanciato il programma di affiliazione per offrire in licenza la tecnologia di virtualizzazione che consente ad un comune PC di avviare Mac OS X.
La tecnologia elaborata da Psystar, la maggior parte della quale consiste nel loro cosiddetto Darwin Universal Boot Loader, ed è in grado di avviare sei differenti Sistemi Operativi compresi Windows 7, Vista, Linux e Mac OS X, compreso Snow Leopard. Inoltre, la tecnologia Safe Update (”aggiornamenti sicuri”) consente al clone di poter installare gli aggiornamenti standard che Apple invia agli utenti tramite Aggiornamento Software. Tutti i cloni prodotti da terze parti e affiliati alla società potranno beneficiare del bollino “Psystar Certified”:
Una volta che il prodotto è certificato, i consumatori possono acquistarlo sugli scaffali dei negozi o attraverso i canali standard. E quando è presente la certificazione, si può procedere all’installazione di Snow Leopard semplicemente inserendo un comune DVD retail di OS X.
Attualmente, i costi della licenza non sono noti, ma appare evidente che Psystar stia sparando le ultime, discutibili cartucce prima del gennaio 2010, periodo in cui è stata programmata l’udienza. Tuttavia è altamente improbabile che l’iniziativa abbia successo: dopotutto, quale società si impelagherebbe in una nuova attività quando la società da cui dipende per l’apporto tecnologico è in causa con Apple? E avanti verso una nuova, incredibile puntata.

Continua la storia infinita di schermaglie e accuse tra Apple e Psystar, la piccola azienda che da qualche tempo tenta di vendere cloni Mac dotati di Mac OS X.
L’ultimo capitolo della saga vede un nuovo procedimento legale: Psystar cita in giudizio Cupertino presso il tribunale della Florida per la vendita di Snow Leopard. L’accusa contestata non è nuova: Apple assumerebbe un comportamento anticompetitivo, legando il software al proprio hardware, penalizzando in questo modo eventuali terzi.
Si tratterebbe di un film già visto, dato che risolto privatamente un procedimento analogo riguardante Mac OS X 10.5 Leopard: dalla Florida, tuttavia, sostengono che il funzionamento e l’installazione dei due sistemi sia differente, rendendo Psystar in pieno diritto di vendere propri cloni con Mac OS X installato.
Staremo a vedere quali saranno le decisioni della corte, sebbene un po’ tutti si attendano un esito non differente dal passato.
[via]
Phil Schiller, vice presidente dell’area marketing di Apple, era “completamente impreparato e riluttante a testimoniare” durante la deposizione della scorsa settimana, ha sostenuto l’avvocato di Psystar.
L’azienda ha recentemente chiamato a testimoniare una filza di esecutivi nella sua battaglia sull’installazione di Mac OS X in computer di terze-parti. Nella denuncia depositata, Schiller è stato accusato di essere non cooperativo, incapace di fornire qualsiasi informazione sui danni che Apple sostiene di aver subito in seguito alla commercializzazione di Mac clonati.
Apple ha risposto definendo la deposizione “nulla più che uno sforzo per offendere un uomo dell’esecutivo di Apple”. L’azienda ha anche accusato Psystar di omettere informazioni nella denuncia, come il fatto che Schiller si sia spontaneamente offerto a deporre.
A quanto pare la battaglia legale è destinata a protrarsi ancora per molto tempo.
[Via MacNN]

Sembra che la querelle legale tra Apple e Psystar stia per arrivare ad una fine prematura. La società che produceva cloni dei Mac, infatti, ha dichiarato la bancarotta.
L’annosa disputa tra le due società aveva infiammato più d’un cuore di Mac user poiché puntava dritta il dito contro l’EULA di Mac OS X, invocava la dottrina del first sale (secondo cui Apple non potrebbe più rivendicare diritti una volta che il bene, in questo caso il Sistema Operativo originale, sia stato venduto) e gettava significative ombre sulla attuale concezione di copyright.
Il primo effetto di questa novità sarà il momentaneo stop al contenzioso aperto con Cupertino, in attesa che le autorità verifichino la situazione finanziaria della società e le responsabilità. I dipendenti Psystar avrebbero già confermato lo stato di bancarotta che, almeno ufficiosamente, pare essere stato dichiarato giovedì scorso.
Con una cinquantina di creditori, beni per una cifra che spazia da 0 a 50.000$ e con un passivo stimato tra i 100.000 e 500.000$, in una serie di documenti Psystar addita la causa dei suoi problemi finanziari allo stato attuale dell’economia. La partita con Apple non è ancora ufficialmente chiusa, ma è difficile credere che, nello stato in cui versa attualmente, abbia le sostanze per difendersi dalle accuse di Cupertino.
Aggiornamento: In realtà, come è stato fatto notare nei commenti, Psystar non ha ancora dichiarato la bancarotta: ha piuttosto invocato la protezione del cosiddetto “capitolo 11” che, a differenza del 13, non sottintende la bancarotta ma qualcosa di assimilabile alla nostra amministrazione controllata. Questo speciale stato di cose rende ancora possibile ripagare tutti o parte dei debiti, e rappresenta una delle modalità previste per gestire le situazioni di insolvenza verso i creditori. Resta comunque invariato lo spirito del post, secondo cui i guai finanziari di Psystar avrebbero pesanti ripercussioni sulla vicenda che la lega ad Apple a cui, soprattutto se le cose dovessero andare male in sede di giudizio, pagherà probabilmente una porzione minima dei danni richiesti.