Bella non è, e probabilmente neppure tanto comoda, ma se non altro è funzionale. Il WiFi Antenna Update presentato da QuickerTek afferma di fornire fino a tre volte la copertura wireless garantita dai componenti tradizionali installati nei MacBook e MacBook Pro, nei modelli da 13″, 15″ e 17″. Non richiede software addizionale, ma l’installazione va fatta a mano.
L’antenna, che fornisce 5dBi di guadagno ed è compatibile coi network 802.11a/b/g/n sulle bande dei 2,4GHz o dei 5,8GHz, va montata sullo schermo del MacBook e collegata poi direttamente alla scheda Airport installata nel computer, passando attraverso lo slot di sicurezza Kensington o quello dedicato alla ExpressCard. Ciò implica un’installazione manuale che, al di là delle rassicurazioni fornite da QuickerTek, non è proprio alla portata di tutti e probabilmente invalida la garanzia.
Resta tuttavia un aggiornamento che potrebbe risultare interessante per una frangia di utenti della mela che hanno bisogno di prestazioni estreme in ambienti difficili. L’antenna QuickterTek costa $49,95 e viene corredata da un anno di garanzia. Per maggiori informazioni, è possibile consultare il sito dedicato.

Risultati semplicemente sorprendenti per i processori Intel Core i5 ed i7 montati sugli iMac 27″ super-carrozzati, con i7 che risulta mediamente più performante del 35% rispetto ad i5. E quest’ultimo, l’abbiamo già visto, sfodera prestazioni circa tre volte superiori rispetto al Core 2 Duo a 2,4GHz. Come dire, un iMac Core i7 può competere brillantemente con un Mac Pro.
I risultati forniti dagli utenti grazie a Geekbench e condivisi a questo indirizzo parlano chiaro: si parte da circa 8200 punti fino ad un massimo raggiunto di 9500, con picchi persino superiori. Per paragone, un iMac con Core 2 Duo recente non arriva a superare i 4300, cioè neppure la metà del fratello maggiore.
Ma più che con i Core 2 Duo, il raffronto si fa interessante quando sotto la lente del microscopio si pongono i benchmark relativi al Mac Pro. Come era prevedibile, un Core i7 sviluppa potenza pari a circa la metà dell’Intel Xeon 3,2 GHz a 8 core, e prestazioni assolutamente analoghe allo Xeon 2,93 GHz con quattro core, ma ad un prezzo notevolmente inferiore. Insomma, lo scarto di appena 180€ tra i5 ed i7 (che garantisce però un buon 35% di potenza in più) potrebbe rendere l’all-in-one di punta un’alternativa economica al Mac Pro.
Ovviamente, anche in questo caso vale la pena di sottolineare che i test qui riportati non sono necessariamente indicativi del rendimento generale nel lavoro e nella produttività quotidiana. Per quello, dovremo attendere prove ad hoc; ma è evidente che il margine di miglioramento sarà degno di nota.
[Via, image courtesy of Timon Royer]
Pare che ci siano problemi in arrivo per gli utenti dei nuovissimi iMac extra-large relativamente alla riproduzione dei contenuti Flash. Video a scatti, audio ballerino e uso della CPU che schizza alle stelle sono i sintomi più comuni.
Al momento, le pagine di richiesta d’aiuto sul sito del supporto Apple sono quattro, e il thread è stato aperto da un utente con iMac 27″. Tra le varie possibili origini del problema sono stati annoverati il surriscaldamento della macchina oppure qualche incompatibilità di tipo software, decisamente più probabile.
Alcuni utenti affermano di aver tratto momentaneo giovamento da un reboot o attraverso un paio di sleep e wake, e curiosamente sembra che una reinstallazione di Snow Leopard non serva allo scopo. La questione, di certo, sembra riguardare alcuni mac e non l’intera familgia: l’utente HomerT afferma di aver risolto i difetti di riproduzione grazie alla sostituzione del proprio Mac. Ma per avere un quadro più generale occorrerà attendere ancora un po’, soprattutto per farsi un’idea più precisa dell’estensione del fenomeno.
Poi c’è anche da dire che, storicamente, Flash su Mac non è mai stata una tecnologia particolarmente fortunata né performante (per usare una gentile litote), ma questa è un’altra storia. E se poi la colpa di questo stato di cose sia di Adobe (che da anni prova a portare Flash su iPhone) o di Apple (che sdegnosamente fa orecchie da mercante), va’ a saperlo.
[Via Macnn]

Oltre ai magnifici nuovi iMac, ai MacBook da combattimento, ai nuovi Mac mini, al nuovo Apple Remote e al Magic Mouse (che diventa finalmente ciò che il curioso Mighty Mouse avrebbe dovuto essere sin dall’inizio), Apple ha aggiornato in misura ridotta anche molti altri dispositivi che danno un po’ meno nell’occhio. Parliamo delle piccole novità riguardo AirPort Extreme, Time Capsule, la tastiera wireless, il caricabatterie MagSafe da 60W ed il kit di montaggio VESA.
Finalmente, Time Capsule ed Airport Extreme sono certificati 802.11n (e non più draft-n come in precedenza) e possiedono un’antenna dal nuovo design che promette il 25% in più di copertura ed il 50% in più di prestazioni sulla connessione WiFi rispetto ai modelli precedenti, il tutto agli stessi prezzi di prima.
La tastiera Wireless Apple ha ricevuto una leggera revisione, ed ora ha bisogno soltanto di 2 batterie stilo AA a differenza delle 3 precedentemente necessarie; il caricabatterie da 60W per MacBook ora costa meno, 79€, e viene corredato da un adattatore MagSafe in metallo, simile a quello del MacBook Air, e altrettanto resistente.
Infine, è stato ovviamente rivisto il Kit di montaggio VESA che, oltre all’iMac 24″ e al LED Cinema Display 24″, può ospitare i nuovi iMac 27″. Il prezzo, anche in questo caso, è rimasto invariato a 29€.
[Via Tuaw]

Il rapporto tra i neonati Windows 7 e Snow Leopard ha acceso una ribollente discussione tra gli utenti di mela|blog, ed ha aggiunto alla questione valide opinioni e preziosi link a riguardo su cui si potrebbe spendere qualche altra parola. In particolare, uno fa riferimento a dei test comparativi condotti da CNet sui due Sistemi Operativi, ed il risultato non lascia adito a dubbi: sul MacBook Pro di riferimento, Snow Leopard straccia Windows 7, con qualche osservazione.
Prima di andare oltre, è bene sollevare un paio di questioni. I test sono stati condotti su macchine Apple, con driver Apple e applicazioni per lo più sviluppate da Apple, senza contare che sui due Sistemi Operativi erano installate due versioni differenti di QuickTime; è chiaro quindi che, in condizioni del genere, Snow Leopard possa contare su un’ottimizzazione irraggiungibile per la controparte, e semmai ci si sarebbe meravigliati di avere risultati opposti. Tuttavia, resta il dato di fatto: sulla macchina e col software di test (iTunes 9, QuickTime, Call of Duty 4: Modern Warfare, e Cinebench R10) il leopardo delle nevi è più brillante, ha prestazioni migliori e garantisce tempi di boot decisamente più rapidi.
Una conversione video con QuickTime X su OS X è stata portata a termine in 444.3, mentre in Windows 7 con QuickTime 7 (che è l’ultima versione disponibile) ha impiegato 723 secondi. La conversione audio ad MP3 ad AAC, invece, ha richiesto 149,9 secondi sotto OS X e 162 sotto Windows. Anche dal punto di vista del controllo energetico e della gestione della batteria, Apple batte Redmond, ma anche - e soprattutto - in questo caso vale quanto già detto prima: ci saremmo meravigliati del contrario, semmai.
Continua a leggere: Snow Leopard batte Windows 7 nei test di velocità

Riprendiamo una notizia riportata dai cugini di Mobile|blog che sarà certamente confermata dalla vastità degli utenti. Stando ai test effettuati da AppScout pare che iPhone OS 3.0 abbia portato in dote grandi pesantezza e lentezza su tutti i dispositivi esistenti tranne, ovviamente, il velocissimo iPhone 3GS.
Come si evince dai risultati dei test, rispetto al firmware 2.2.1 è vero che le prestazioni di JavaScript nel 3.0 sono triplicate, ma è anche vero che i tempi di caricamento delle pagine Web sono lievemente aumentati, così come sono levitati i tempi di avvio del telefono.
L’analista mobile Sascha Segan ritiene che questa pesantezza generalizzata dipenda in particolar modo dal rendering grafico, ottimizzato sensibilmente iPhone 3GS, le cui prestazioni sono infatti ottime. In generale, troviamo conferma del fatto che iPhone originale ed iPhone 3G partano nettamente svantaggiati rispetto all’iPod touch di seconda generazione (con processore a 533MHz) ed iPhone 3GS (che ha il processore a 600MHz).
Confidando, ma senza troppa convinzione, in una maggiore ottimizzazione per i dispositivi esistenti con la futura versione 3.0.1 del firmware, dobbiamo purtroppo sottolineare che sebbene copia-incolla ed MMS siano una bella novità, hanno però avuto un costo in termini di pura performance.
TapTap ha condotto un interessante esperimento che mostra la potenza bruta del nuovo iPhone 3GS nel campo del rendering 3D, e i risultati parlano chiaro: prestazioni fino a 4 volte superiori rispetto a quelle di iPhone 3G.
Test precedenti già avevano dimostrato che il nuovo iPhone se la cava sempre meglio anche dell’iPod touch di seconda generazione, dotato notoriamente di una CPU con velocità di clock maggiore rispetto all’iPhone 3G. Parliamo di prestazioni doppie rispetto ad un iPod touch 2G e quadruple rispetto ad un iPhone 3G.
Il merito ovviamente, non va solo e semplicemente alla frequenza di lavoro del processore. A contribuire in maniera determinante è la nuova GPU PowerVR SGX che, al contrario della precedente PowerVR MBX Lite, offre prestazioni elevate a scapito di consumi ridottissimi, e certamente ha un qualche ruolo anche l’aumento di RAM e cache.
Nel filmato in questione, l’applicazione Plasma mostra le prestazioni di OpenGL ES contemporaneamente su di un iPhone 3G (a sinistra) ed un iPhone 3GS (quello bianco), e se consideriamo che al momento il software è molto scarsamente ottimizzato, il divario tra i due è ancora più evidente. L’intento, infatti, era di testare il comportamento della nuova generazione in ambiti in cui la vecchia annasperebbe.

Image courtesy of Engadget
Il sito Engadget ha pubblicato un test, dove il nuovo iMac da 24″ e CPU da 2.93 GHz viene confrontato col modello precedente e con gli attuali MacBook.
Quello che emerge è che le prestazioni del nuovo iMac risultano quasi identiche a quelle del MacBook Pro da 17″, cosa che non sorprende, visto che la differenza maggiore è nella GPU.
I test dimostrano inoltre un miglioramento nelle performance rispetto al modello precedente di iMac, anche se non in maniera sostanziale.
In particolare, si nota un leggero miglioramento nelle prestazioni della CPU (nonostante la frequenza di lavoro più bassa), e un miglioramento maggiore col test grafico Quartz. Le differenze nelle prestazioni di OpenGL sono invece minime.

Sebbene esternamente sembrino gli stessi di sempre, i nuovi Mac mini hanno ricevuto un’importante revisione ed ora sono sensibilmente più performanti dei modelli precedenti, nell’ordine del 21% medio.
A dare la buona notizia è Macworld, il cui test non lascia dubbi: sebbene il processore sia lo stesso Intel Core 2 Duo da 2GHz per entrambe le generazioni messe a confronto, il nuovo Mac mini ha un bus a 1.066MHz e memorie DDR3, rispetto alle vecchie DDR2 e bus a 667MHz, inoltre la quantità massima di RAM installabile è stata innalzata a 4 GB, rispetto al modello precedente che ne supportava ufficialmente 2GB e ufficiosamente 3,3 GB.
E’ finalmente finita l’epoca della GMA 950 Intel, e sebbene la nuova scheda video sia comunque integrata, la GeForce 9400M è nel complesso decisamente migliore, tanto più che può contare su 128MB o 256MB di memoria condivisa a seconda che si abbia a disposizione 1 GB o più di RAM (il precedente ne supportava al massimo 64 MB). E anche con 1 solo GB di RAM a disposizione, il nuovo Mac mini si comporta comunque meglio del predecessore in tutti i giochi lanciati. Con 2 GB di RAM installati, il nuovo modello raggiunge picchi di 7 volte il frame rate di quello più vecchio.