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Nuovi MacBook Pro Retina, solo un 3-5% di prestazioni in più

pubblicato da Giacomo "aW" Martiradonna

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I nuovi MacBook Pro con display Retina aggiornati solo un paio di settimane fa hanno portato qualche novità gradita agli utenti: lievi migliorie alle specifiche hardware, qualche ottimizzazione alla scocca e alla componentistica e soprattutto un generale abbassamento dei prezzi. Ed è proprio questa, probabilmente, la novità migliore dell’intero pacchetto: a livello di performance, infatti, i benchmark rivelano un aumento di appena il 3-5% rispetto ai modelli precedenti, e perfino qualche apparente contraddizione.

Non è una gran sorpresa, probabilmente, viste le caratteristiche tecniche dell’ultima revisione di MacBook e MacBook Pro Retina. In fondo, tutte le nuove CPU adottate nelle varianti da 15″ hanno incrementato di appena 100 MHz la velocità di clock, e questo spiega il perché di prestazioni tutto sommato molto simili. Dopo i test di Geekbench 2, Primate Labs scrive:

Una cosa da sottolineare è che il nuovo MacBook Pro Retina mid-range ha la stessa velocità di processore del modello high-end. Tuttavia, il nuovo mid-range è lievemente più lento del vecchio modello high-end. E sebbene ciò possa apparire curioso di primo acchito, in realtà la differenza si spiega facilmente confrontando i due processori: la vecchia CPU high-end possiede più cache del mid-range più recente.

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iPhone 5, prestazioni raddoppiate per Javascript

pubblicato da Giacomo "aW" Martiradonna

sunspider iphone5

Ora che finalmente i primi esemplari di iPhone 5 sono ufficialmente in circolazione, quelli di AnandTech ne hanno approfittato per praticare qualche test specifico. Scopriamo così che l’accoppiata costituita da iOS 6 e dal nuovo hardware produce le prestazioni Javascript migliori dell’intero mercato.

Sapevamo già che, quanto a potenza bruta, il nuovo telefono con la mela era anche più potente dell’ultima generazione di iPad, e i risultati del benchmark SunSpider confermano questo dato. Col suo invidiabile punteggio di 914,7 ms, l’iPhone 5 batte tutte le versioni del Samsung Galaxy S III, comprese in un intervallo tra i 1.442,9 e i 1.824,9 ms a seconda della variante, e ovviamente anche l’iPhone 4S e i suoi 2.250 ms.

Javascript viene utilizzato genericamente per misurare le prestazioni dei browser, e dipende in massima parte dall’implementazione del motore Javascript in sé e dal potere computazionale disponibile; nel nostro caso specifico, il merito va tutto al processore A6 e al sottosistema della memoria. Si tratta di un test estremamente indicativo della potenza su strada, visto che Javascript viene usato nella stragrande maggioranza dei siti Web del mondo.

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AnandTech: il display Retina spinge al limite la GPU

pubblicato da Giacomo "aW" Martiradonna

Le scelte tecniche fatte a Cupertino riguardo al display Retina dei nuovi MacBook Pro pongono l’accento sulla qualità visiva, che è a dir poco sorprendente. Ma alcune di esse, spiega AnandTech in un articolo molto dettagliato, spingono al limite la GPU, tanto che in qualche caso si registrano evidenti rallentamenti anche nelle funzionalità più quotidiane dell’OS. Le speranze sono tutte riposte in Mountain Lion.

Come noto, il pannello delle preferenze dello schermo Retina propone due risoluzioni (”Ottimale per monitor Retina” e “In scala”) e cinque opzioni di visualizzazione da “Testo più grande” a salire fino a “Più spazio.” Queste ultime nascondono rispettivamente risoluzioni reali di 1024 x 640, 1280 x 800, 1440 x 900, 1680 x 1050 e infine 1920 x 1200, ottenute attraverso una particolare procedura: tutto viene effettivamente renderizzato sempre al doppio della risoluzione scelta e poi scalato (”downscaling”). Ciò significa che al massimo della qualità, il computer è costretto ad effettuare il rendering dei fotogrammi su schermo a 3840 x 2400 pixel, prima di convertirlo ai 1920 x 1200 attesi.

Un approccio che restituisce una qualità visiva da far gridare al miracolo, ma che strizza l’hardware al limite delle sue possibilità:

Con le impostazioni di default, sia la HD 4000 di Intel che la GeForce GT 650M di NVIDIA sono costrette a renderizzare e mostrare molti più pixel del previsto. Alla risoluzione di 1680×1920, poi, le GPU mediamente fanno persino più lavoro della loro controparte Dekstop.

È per questo che, in qualche caso, si assiste ad una certa legnosità durante le normali operazioni di routine del Sistema Operativo:

A 2880×1800, la maggior parte delle interazioni sono fluide ma cose come lo zoom delle finestre o lo scrolling delle pagine sono chiaramente al di sotto dei 30 fotogrammi al secondo. Alle risoluzioni scalate maggiori -visto che la GPU deve renderizzare qualcosa come 9,2 MegaPixel- perfino le prestazioni dell’Interfaccia grafica rallentano sensibilmente. Non c’è niente da fare a questo punto. Apple sta spingendo ai limiti l’hardware che abbiamo oggi, molto più di quanto abbia mai fatto qualunque OEM.

Basta infatti aprire una pagina Facebook carica di contenuti e robaccia, perché dagli oltre 50 frame/secondo d’un MacBook Pro del 2011 si passi ai 20 scarsi del più recente modello Retina. Il problema, insomma, è che c’è quantità gigantesca di pixel in più da calcolare.

E visto che le transizioni e l’eye-candy dell’OS vengono gestiti da Core Animation, la speranza è che con Mountain Lion le cose migliorino un po’, anche se i test eseguiti con le beta oggi disponibili mostrano prestazioni comprese tra i 20 e i 30 fotogrammi al secondo. Il che, sfortunatamente, lascia intendere che forse ci il vero salto prestazionale arriverà solo con le nuove generazioni di GPU.

OS X Lion, senza SSD prestazioni nettamente inferiori

pubblicato da Giacomo "aW" Martiradonna


Sulle prestazioni di Lion il fronte degli utenti Apple è spaccato; da una parte c’è chi si trova benissimo, e dall’altra chi lamenta prestazioni da incubo, soprattutto con le app di uso comune, come ad esempio Safari. La verità è che per apprezzare al meglio l’ultimo OS di Cupertino si rende necessario -anzi, vitale- passare a dischi allo stato solido.

Chi scrive sta per ordinare una SSD ultraveloce da affiancare all’hard disk del proprio MacBook Pro: le altre possibilità -tornare a Snow Leopard o buttare via il Mac- non si prestavano all’occasione. E la ragione è che con un disco fisso da appena 5.400 RPM, Lion ha la tendenza ad imbambolarsi e a mostrare con una frequenza snervante l’odiosa palla da spiaggia rotante (la psicorotella®, diciamo noialtri).

Il problema, spiega Robin Harris, sta nelle scelte tecniche fatte da Cupertino:

Aggiungere elementi dell’interfaccia grafica di iOS in OS X significa aumentare a dismisura la quantità di piccoli I/O, ovvero la tipologia di dati che i dischi gestiscono male e le SSD benissimo. Non comprate un nuovo Mac senza una SSD o ve ne pentirete! Tutti i dispositivi iOS girano su memorie allo stato solido. Mac OS include oramai diverse feature di iOS -come ad esempio la registrazione dello stato delle finestre e dei documenti aperti- che richiedono molto piccoli accessi disco sia per i dati che per i metadati. Quindi, le prestazioni di Lion -avvio, tempi di accesso ai file, swapping, context switching- fanno schifo su drive a 7200 RMP.

Figuriamoci poi sui 5.400 RPM dei portatili. E non parliamo semplicemente di smanie da smanettone; qui il problema, almeno per una certa fetta di utenza (immaginiamo dipenderà anche dall’uso che si fa del computer), sta nell’inconcepibile perdita di usabilità sopraggiunta dopo l’aggiornamento a OS X 10.7:

Mi basti dire che il mio MacBook Air con 1.86GHz Core Duo 2, 4GB di RAM e SSD da 128 GB batte il mio iMac quad core i7 da 3.4GHz con 16 GB di RAM nel 90% del lavoro che faccio. Ed è pure più stabile… una volta che tutti i MacBook avranno SSD, lo scarto di prestazioni coi portatili Wintel sarà ovvia.

Sarà, però intanto chi sta nel mezzo della transizione si becca un portatile che talvolta ricorda i G4 per prestazioni. Sappiatevi regolare per i prossimi acquisti, quindi, perché con Mountain Lion l’integrazione con iOS sarà ancora più stretta.

Anandtech: l'A5X inizia a sentire il peso degli anni

pubblicato da Giacomo "aW" Martiradonna


A giudicare dai test condotti da Anandtech, non ci sono dubbi; sebbene il nuovo iPad sia tutto fuorché poco performante, la scelta di incastonarvi un vecchio chip A5X va un po’ in controtendenza col resto delle specifiche hardware. Già ora, infatti, e nonostante una GPU quad-core, l’ultimo tablet di Cupertino ha difficoltà ad eseguire alcuni dei compiti più gravosi di iPhoto e annaspa sensibilmente se affiancato al Transformer Prime di Asus.

Emetterà pure calore come i tablet Android basati su chip Tegra 3 di Nvidia, ma nella maggior parte dei compiti quest’ultimo se la cava decisamente meglio dell’A5X di Apple. E infatti, se il marketing della mela martella sul tasto della GPU, sul versante CPU tutto tace visto che si basa ancora sul vecchio design dual core Cortex A9 di ARM. Un progetto non propriamente recente.

E i limiti si vedono già ora:

Devo ammetterlo: devo una scusa ad Nvidia. Sebbene creda ancora che i quad-core siano superflui per il carico di lavoro dei tablet e smartphone attuali, iPhoto è un esempio tangibile di quanto Apple avrebbe beneficiato di una CPU a quattro core nell’A5X. Anche un aumento nella frequenza della CPU avrebbe dato una mano. In questo caso Apple ha un bel problema da risolvere: capire come gestire tutti i 3,1 milioni di pixel del Retina Display.

Più avanti è ancora più esplicito:

Il problema non è soltanto che i due A9 risultano insufficienti ai bisogni di iPhoto, ma qualunque cosa che abbia bisogno di essere eseguita in background mentre usi iPhoto soffrirà di lentezza.

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Evento Apple: nuovo iPad velocissimo con wireless di ultima generazione

pubblicato da Androe

ipad wireless next gen

Il nuovo iPad è dotato di connettività 4G LTE che permette di raggiungere velocità di trasmissione dati molto maggiori rispetto al “vecchio” HSPA.

4G significa 73Mbps per il nuovo iPad, che se messo a confronto con i 21Mbps in HSPA+ e 42Mbps in DC-HSDPA del vecchio modello significano prestazioni di alto livello. In USA i fornitori di connettività mobile che lo supporteranno saranno numerosi (Verizon, Rogers, Bell, Telus e AT&T) per via delle varie bande del LTE che richiederanno differenti dispositivi. Vedremo in seguito come Apple gestirà la cosa.

Per il resto del mondo “ancora” in 3G, il nuovo iPad supporta pienamente le connessioni più lente in vista del passaggio a 4G LTE (e ricordo che in Italia sono già state assegnate le frequenze ai Tim, Vodafone, Wind e Tre).

Photo courtesy of Engadget

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Mac OS X 10.6.8 migliora le prestazioni di OpenGL

pubblicato da Giacomo "aW" Martiradonna


Buone notizie per i videogamer su Mac OS X. L’ultimo aggiornamento rilasciato da Apple per gli utenti Snow Leopard, ovvero il recentissimo Mac OS X 10.6.8, migliora di diversi punti percentuali le prestazioni grafiche ed OpenGL sui Mac di riferimento.

Secondo i testi redatti da Macsonly, il declino prestazionale era iniziato con Mac OS X 10.6.6: sia il Mac Pro con ATI Radeon HD 5870 che il MacBook Pro con la GeForce 320M (la stessa scheda presente anche su Mac mini, MacBook and MacBook Air) avevano registrato un peggioramento diffuso nella velocità d’elaborazione del sottosistema grafico. Evidentemente, gli ingegneri a Cupertino si sono dati da fare con l’ottimizzazione, e finalmente siamo tornati ai livelli di Mac OS X 10.6.5:

I nuovi driver in 10.6.8 non soltanto hanno eliminato ogni perdita di velocità vista da 10.6.5 a 10.6.7 ma hanno mostrato significativi miglioramenti nelle performance OpenGL in Xbench e nel gioco Halo per la scheda ATI Radeon HD 5870. Anche la Nvidia GeForce 320M ha mostrato performance OpenGL superiori, sebbene la differenza sia meno marcata. […] La buona notizia è che le prestazioni grafiche di OpenGL sono finalmente e sostanzialmente migliorate. Speriamo che si continui così anche con Mac OS X 10.7 Lion, in uscita a luglio.

Si tratta mediamente di pochi punti percentuali, che in alcuni frangenti segnano cambiamenti anche molto significativi, tanto per il Mac Pro che per il MacBook Pro. In ogni caso una lieta notizia per tutti, ludofanatici e non.

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I primi benchmark sui nuovi iMac 27" Core i5

pubblicato da Giacomo "aW" Martiradonna


Com’era prevedibile, dopo l’attesissima introduzione dei nuovi iMac Sandy Bridge con porta Thunderbolt avvenuta giust’appunto ieri, iniziano a circolare sul Web le prime indiscrezioni sulla potenza dei nuovi arrivati. Il primo ad essere testato coi consueti software di benchmarking è l’iMac 27″ quad core con Core i5 A 3,1 GHz, con risultati interessanti che superano non soltanto i precedenti modelli in configurazione standard ma persino i più potenti build-to-order provati da Macworld e i Mac Pro Xeon, almeno in qualche caso.

Stando ai dai raccolti con Speedmark 6.5, il sistema è più performante della precedente configurazione (27″ 2,8GHz Core i5 quad core con HD da 1TB a 7.200 rpm eATI Radeon HD 5750 con 1 GB di RAM onboard) di circa il 16%, mentre i test di encoding con iTunes hanno sfoggiato un +22% di velocità. Anche Handbrake ha beneficiato della nuova generazione di CPU con prestazioni superiori del 18%, mentre Cinebench -per la parte grafica- ha esibito un +20%; +21% lo segnala Cinebench CPU, e +16% infine MathematicaMark.

Non diversamente dai precedenti modelli, quelli presentati ieri garantiscono qualche punto percentuale in più di prestazioni grazie all’implementazione della tecnologia Turbo Boost che fornisce maggiore potenza ai singoli core ogni volta che serve, ed esattamente come prima, anche i nuovi iMac standard non dispongono dell’Hyper Threading, feature che fa credere all’OS dell’esistenza di due core virtuali per ogni core fisico.

Ma l’aspetto più interessante è probabile che il 27″ in configurazione standard batte anche i BTO dell’anno scorso, sebbene -com’è ovvio- con scarti nettamente inferiori. Rispetto al Core i7 quad-core BTO da 2,93GHz, ad esempio, la differenza è appena di un +2% rispetto al più recente 3,1GHz Core i5 solo che, nonostante l’assenza dei Sandy Bridge che caratterizza tutti gli iMac del 2010, il primo supporta sia Hyper Threading che il Turbo Boost. Tant’è che nei test come Cinebench e MathematicaMark, che invece tengono conto e sfruttano gli eventuali core virtuali, il vecchio iMac da 2,93GHz BTO se la cava decisamente meglio.

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Primo benchmark grafico per iPad 2

pubblicato da Michele Filannino


Anandtech ha misurato le performance grafiche del nuovo iPad 2 utilizzando la suite GLBenchmark 2.0, un ottimo test per quantificare in modo rigoroso la potenza del comparto grafico (GPU), ottenendo intessanti risultati.

Tutti ricorderete che al momento della presentazione, Steve Jobs dichiarò un miglioramento nelle performance grafiche di ben 9 volte rispetto al precedente modello. L’iPad 2, o più propriamente l’architettura con processore A5, si conferma assolutamente il top per la grafica 3D. I dati misurati fanno sembrare il pur recente Tegra 2 (montato nello Xoom) una sciocchezza; stessa storia per l’ormai vecchio A4.

I tecnici di Anandtech hanno testualmente affermato: “Gli sviluppatori di titoli già esistenti per iPad potrebbero tranquillamente triplicare la loro complessità geometrica senza il minimo impatto sulle performance di iPad 2. […] Semplicemente non c’è competizione”.

Quello che vedete in alto è solo uno dei tanti test eseguiti, forse quello che ha registrato il minore scarto tra iPad 1 e iPad 2. Sebbene anche i tecnici di Anandtech fossero scettici sul fattore moltiplicativo dichiarato da Apple (9), quello registrato nei loro laboratori oscilla tra il 4x e il 7x.

[Via Anandtech]

iOS 4.3 migliora le prestazioni di tutti e batte Android

pubblicato da Giacomo "aW" Martiradonna


Grazie ai benchmark SunSpider sapevamo già che iPad 2 è 4 volte più veloce del suo predecessore, merito dell’accoppiata tra Apple A5 e il nuovo motore Javascript Nitro. Gran parte dell’aumento di potenza, tuttavia, non dipende esclusivamente dall’hardware ma deriva in larga misura da iOS 4.3, tant’è che installato su vecchi iPad, iPhone 3GS o iPhone 4 produce risultati nettamente migliori anche sulle generazioni più vecchie.

Ovviamente, una cpu dual core come l’A5 sviluppa per forza di cose una potenza di calcolo maggiore rispetto all’A4 e precedenti. Tuttavia, l’installazione dell’ultima versione dell’OS mobile di Cupertino -benché in stato di beta, almeno fino al rilascio pubblico della Golden Master- in arrivo l’11 marzo cambia le cose in modo piuttosto evidente:

Una volta aggiornato il software sul nostro iPad 1, il gap tra i due dispositivi si è accorciato considerevolmente, e se ne evince che iPad 2 è solo 1,5 volte più veloce rispetto all’iPad 1. E questo è importante per la semplice ragione che gli iPad originali vengono ora pesantemente scontati di £100 su tutti i modelli. I nostri numeri indicano che -ipotizzando un uso dell’iPad prevalentemente rivolto alla navigazione Web piuttosto che al gaming o alla videoconferenza- si tratta d’un discreto affare, visto che la differenza di prestazioni tra i due è molto meno distante di quanto il marketing Apple vorrebbe farci supporre.

Gli stessi test, ripetuti su telefoni e tablet Android, restituiscono risultati impietosi. Ad esempio, il Galaxy Tab è 3 volte più lento dell’iPad 2 e 2 volte più lento dell’iPad originale col nuovo software installato, e numeri analoghi li restituisce anche il Google Nexus S. Invece, con iOS 4.3, iPhone 4 ottiene prestazioni 2,5 volte superiori rispetto alla versione attualmente disponibile dell’OS. Insomma, chi può vivere senza l’ultimissimo modello in tasca e può rinunciare alle fotocamere -oltre che al modesto calo di peso e spessore- potrebbe decidere di investire sulla vecchia generazione, visto e considerato che lo scarto tra i due non è drastico come Apple tenta di convincerci. Ovvio che poi, almeno nella concezione comune, “nuovo è meglio” e questa è anche una delle sei ragioni per cui iPad 2 sarà un gigantesco successo per la mela.