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Flash su webOS: ancora ritardi di Adobe

pubblicato da Ruthven

Ritardi Adobe Flash per Palm webOSLa frustrazione di Steve Jobs nel vedere gli eterni ritardi di Adobe nella consegna di Flash per iPhone OS è adesso condivisa con Palm. “Mal comune, mezzo gaudio”, si dice, anche se credo che in questo caso nessuno abbia voglia di ridere.

In un incontro recente presso AT&T, Josh Marinacci, del dipartimento di relazioni con gli sviluppatori Palm, ha dichiarato che non c’è nessun segno che Adobe sia vicino nel rilasciare il porting di Flash per webOS. I numerosi ritardi nella consegna del software non sono stati commentati da Adobe, ma secondo gli ultimi comunicati ufficiali, Flash 10.1 sarebbe in fase di test, in particolare dell’integrazione di Flash Player con webOS.

La roadmap di Adobe prevede che tutti i dispositivi, indipendentemente dal sistema operativo, dovrebbero poter disporre di mobile Flash 10.1 entro la seconda metà dell’anno. Purtroppo, finora gli unici segnali che qualcosa si stesse muovendo da parte di Adobe, è stata una beta per Android 2.2.

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Il Windows Slate di HP? È morto prima di nascere

pubblicato da Simone Gambirasio

steve ballmer annuncia hp slate tablet

Era il 7 gennaio 2010 e mentre il mondo attendeva con trepidazione l’annuncio dell’iPad di Steve Jobs, i concorrenti facevano di tutto per non farsi trovare impreparati. Tra questi ovviamente c’era anche Steve Ballmer di Microsoft, che al CES 2010 annunciava con entusiasmo il primo tablet con Windows 7, realizzato da HP. Oggi si scopre, però, che quel tablet potrebbe non vedere mai la luce.

Secondo una fonte di TechCrunch, infatti, HP avrebbe già deciso di chiudere il progetto iSlate: sembra che l’azienda non sia affatto soddisfatta delle performance di Windows 7 su un sistema tablet. Oltre ai problemi riguardanti il software, HP avrebbe incontrato problemi anche dal punto di vista hardware: le componenti Intel consumerebbero troppa batteria, mentre questi dispositivi hanno senso solo con autonomie prolungate. Anche in questo senso scegliere Windows 7 sembrerebbe una strada impraticabile. La notizia arriva a poche ore da quella di Gizmodo, secondo cui a chiudere sarà anche il concept interamente made in Microsoft, Courier.

Da questi presupposti troverebbe ulteriore significato la recente acquisizione di Palm da parte di Hewlett Packard. Sprovvista di un sistema operativo efficace, infatti, HP potrebbe ripiegare sull’ultima creatura della madre dei palmari: parlo di quel sistema operativo chiamato WebOS che avrebbe dovuto salvarla, costituendo il cuore dei telefonini Palm Pre.

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Hp acquista Palm per 1,2 miliardi di dollari

pubblicato da Ruthven

HP acquisisce Palm

HP ha acquistato una della più antiche e importanti compagnie tecnologiche: Palm. Il valore della transazione è di 1,2 miliardi di dollari e il passaggio di Palm a HP dovrebbe concludersi entro il 31 luglio. Durante la transizione, il direttore generale di Palm, Jon Rubinstein, dovrebbe rimanere in carica della compagnia. Ricordiamo Jon Rubinstein come dirigente chiave di Apple e uno degli artefici della creazione dell’iPod.

L’acquisto di Palm, non solo dà ad HP una posizione più forte sul mercato degli smartphone, ma permetterebbe anche l’uso sui suoi dispositivi di WebOS. Finora HP non ha mai avuto l’occasione di usare un sistema operativo proprio; questo sarebbe uno dei motivi principali dell’acquisto. WebOS potrebbe dare ad HP un vantaggio, sia tecnologico che dal punto di vista delle app, sui suoi competitori che usano Windows Phone 7.

Non va neanche trascurato il portfolio di brevetti che Palm apporta ad HP. Palm è una delle compagnie storiche e l’esperienza accumulata negli anni è un capitale di grande valore per HP. Potremmo anche immaginare di vedere il prossimo anno dei tablet multitouch HP che montano WebOS.

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HTC potrebbe acquisire Palm per muovere guerra ad Apple

pubblicato da Giacomo "aW" Martiradonna


Da una parte c’è HTC, che ha già il suo bel daffare tra carte bollate e avvocati per la causa sulle presunte violazione dei brevetti con Apple, e dall’altra c’è una società storica come Palm, che nonostante l’oggettiva bontà del suo ultimo prodotto semplicemente non ce l’ha fatta. E ora che è in vendita, pare che Dell, Lenovo e HTC siano in lizza per l’asta.

Con un valore di mercato di 870,8 milioni di dollari, Palm possiede un Sistema Operativo mobile tra i più apprezzati, e gode di una fama storicamente comprovata. Negli anni ‘90 i suoi smartphone Treo hanno rappresentato un punto di svolta nella storia della telefonia mobile, unendo probabilmente per la prima volta il concetto di cellulare a quello di PDA. Il pur ottimo Palm Pre, che nelle intenzioni di Jon Rubinstein doveva assurgere al ruolo di iPhone-killer, ha purtroppo fallito nel suo compito.

Per questa ragione, l’enorme portfolio di brevetti posseduto potrebbe costituire un’arma formidabile nell’arsenale di HTC nella guerra contro Cupertino. Non per niente, sebbene le schermaglie di facciata, Apple non ha mai mosso un dito contro Palm, segno eloquente che una causa legale contro quest’ultima sarebbe probabilmente vana.

Il problema, comunque, ha implicazioni di più lunga portata: sarà il potenziale acquirente in grado di trasformare WebOS nel successo che non è mai stato? Saprà scavagli una nicchia d’utenza tra due colossi come Apple e Google che si danno gomitate per il primo posto, e Microsoft che rincorre e rilancia con Windows Phone Series 7? Non prevediamo il futuro, ma probabilmente di spazio non ce n’è molto: ecco perché la triste idea di un’arma usa e getta a qualcuno non deve sembrare affatto peregrina.

Jon Rubinstein non ha mai usato un iPhone

pubblicato da Michele Filannino

Jon Rubinstein con un Palm Pre

Il capo di Palm, Jon Rubinstein, ha dichiarato in un’intervista al CES di non aver mai paragonato i prodotti della sua azienda con quelli della Apple. Ha sottolineato che l’esecutivo dell’azienda “non presta così tanta attenzione” ai suoi rivali di Cupertino e che personalmente non ha mai posseduto un iPhone per poter fare confronti. Il dirigente ha anche affermato di non essere preoccupato dai risultati che Apple sta registrando nel complesso.

“Alcuni hanno interpretato le scelte circa il multi-touch e la sincronizzazione con iTunes come una chiara evidenza dell’influenza Apple, obiettivamente webOS ha avuto una filosofia di sviluppo significativamente diversa, focalizzata sul multitasking, superando alcune debolezze storiche di iPhone senza seguire l’interfaccia di Apple”.

Nel corso dell’intervista il CEO affronta brevemente anche la spinosa questione della sincronizzazione, definendola il frutto di “visioni diverse su ciò che è meglio per gli utenti finali”.

[Via Electronista]

Cosa dovrebbe imparare Android da iPhone

pubblicato da Giacomo "aW" Martiradonna


Su Slate.com apprendiamo che, nel mercato smartphone, Apple ha conquistato il 14% degli utenti con il suo iPhone, laddove BlackBerry è in testa con il 21% ma Google Android arranca ancora, con appena il 3% di diffusione. E l’errore starebbe tutto nell’aver dato carta bianca ai produttori.

Il problema, secondo Slate.com, è che Google non ha controllo sul design e sul marketing dei telefoni Android, e ciò ha frammentato il mercato, impedendo cioè la percezione di un Googlefonino da parte del pubblico. E così, chi se non un appassionato o un tecnico, può stabilire cosa hanno in comune il G1 di T-Mobile ed il myTouch 3G? Eppure, il Sistema Operativo che li alimenta è lo stesso.


I produttori esterni di dispositivi non hanno ambizioni. Nessuno di loro sembra tentare di eguagliare le capacità dell’iPhone, e ancora meno tentano di sorprenderci con caratteristiche che superano notevolmente quelle del dispositivo Apple.

E tuttosommato, diciamoci la verità. Fosse stato per i produttori tradizionali, avremmo ancora davanti agli occhi oggetti tecnologicamente avanzatissimi, con una infinita lista di tecnologie integrate ma usabilità ridotta all’osso e interfaccia grafica da Amiga 500. Il problema non è copiare Apple e non è neppure costruire un telefono cellulare. I produttori devono mettersi in testa che è necessario pensare un servizio e costruirvi il miglior dispositivo possibile attorno: il che è esattamente ciò che Palm, BlackBerry ed Apple hanno saputo fare in occasioni e con esiti differenti.

Le sorti per Android potrebbero cambiare se avesse un browser migliore di Safari Mobile, uno schermo più generoso, o controlli ancora più funzionali di quelli Apple, ma è difficile che ciò accada. Ai produttori Android, John Gruber dice: se Apple è la BMW, voi provate ad essere Porsche. Chissà che non gli diano retta.

Il patto segreto Jobs lo ha proposto anche al CEO di Palm

pubblicato da Giacomo "aW" Martiradonna


Sulla scia di quel famoso patto non scritto tra Apple e Google, per cui le due società si impegnavano tacitamente a non assumere i reciproci dipendenti, si scopre in queste ore che Steve Jobs stesso aveva proposto un accordo simile al CEO di Palm. Una pagina oscura della storia di Apple tra intercettazioni, accorati dinieghi e qualche pericolosa irregolarità.

A riportare la notizia è l’agenzia di stampa Bloomberg in questo articolo secondo cui l’ex CEO di Palm, al tempo Ed Colligan, avrebbe rifiutato vibratamente l’offerta di Jobs nel 2007. Alla richiesta di non pestarsi i piedi con le assunzioni, Colligan ha riposto via mail a Jobs:


La tua proposta con cui promettiamo di non assumere i nostri rispettivi impiegati, infischiandocene dei desideri degli individui, non soltanto è sbagliata. E’ probabilmente illegale.

La corrispondenza non ragguaglia sui particolari dell’accordo, ma è palese che l’offerta di Jobs limita pesantemente la competizione, altera gli equilibri del mercato e ne turba la fisiologia. E’ quindi evidente che ci siano i presupposti per la violazione delle regole antitrust.

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Palm recluta il brand designer di Apple

pubblicato da Michele Filannino

Palm recluta il brand designer di Apple

Palm sta silenziosamente aumentando la qualità della sua squadra marketing acquisendo un altro “un tempo” dirigente Apple. Sebbene la mossa non sia stata pubblicizzata, l’azienda ha scelto Jeff Zwerner come suo Senior Vice President of Brand Design. Mr. Zwerner ha lavorato due volte con Apple all’immagine aziendale, la prima tra il 1995 ed il 1996 come Senior Art Director e di nuovo tra il 2001 ed il 2003 come suo Creative Director for Packaging. Per il resto del tempo ha lavorato con aziende di altissimo profilo come Coca-Cola, Disney, The Gap, HP, LL Bean e Nike.

Palm ha assunto un gran numero di dipendenti Apple come parte della strategia di rinnovamento iniziata nel 2007 per il momento focalizzata prevalentemente su ingegneri e dirigenti, come l’attuale CEO Jon Rubinstein che come gli impiegati responsabili della funzionalità di sincronizzazione con iTunes per il Palm Pre. Laddove altre aziende hanno dovuto ricorrere alla realizzazione di software ad-hoc per la sincronizzazione, la conoscenza acquisita da Palm ha reso possibile che i nuovi dispositivi fossero riconosciuti come Apple-made e quindi perfettamente utilizzabili con iTunes (a meno di aggiornamenti rilasciati da Apple al fine di ostacolare tale funzionalità).

Palm ha anche cambiato molto della sua estetica per avvicinarsi all’appeal Apple sebbene non abbia ancora raggiunto simili livelli, confezioni minimaliste ed un design fortemente ispirato alla natura: la forma del Pre si ispira a quella di un sasso così come quella del caricatore Touchstone opzionale.

[Via PreCentral]

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La tastiera virtuale piace di più (a chi non ce l'ha)

pubblicato da Giacomo "aW" Martiradonna


Sarà che utenti non fa rima con contenti, fatto sta che secondo una ricerca stilata da Strategy Analytics, gli acquirenti del Palm Pre non sembrano affatto gradire l’assenza di tastiera virtuale, o per meglio dire la presenza della tastiera fisica. Mai come ora è chiaro che accontentare tutti è davvero impossibile.

Ricorderete i malumori degli utenti e le infinite discussioni tra gli apologeti dell’una o dell’altra tecnologia, e rammenterete pure che fu proprio in seguito a questo dibattito che Palm decise saggiamente di restare con la vecchia e rodata tastiera fisica. C’era chi, per sopperire alla terribile lacuna, aveva abbinato una tastiera fisica all’iPhone e chi, invece, si è concentrato su brevetti che restituissero all’utente l’impressione di non trovarsi davanti ad una tastiera virtuale.

Ora è tutto da rifare:

Sebbene agli utenti piacesse l’idea di avere una tastiera QWERTY fisica, non amano doverla tirare fuori ogni volta che hanno bisogno di scrivere qualcosa

E così ora, Palm si trova proprio di fronte ai guai paventati da Apple, che ha lungamente lodato i pregi del software sull’hardware: via software, infatti, si può disegnare una tastiera facilmente adattabile a lingue non inglesi, ed ogni cambiamento in questo senso non costringe ad una revisione totale del telefono. Oltretutto, il Sistema Operativo del Palm è stato progettato dall’inizio tenendo a mente la presenza di una tastiera fisica, e andrebbe ridisegnato profondamente, per ricavare lo spazio necessario ad una virtual keyboard.

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Cresce la domanda di smartphone Apple e Palm

pubblicato da Giacomo "aW" Martiradonna


Gli ultimi dati prodotti da ChangeWave parlano chiaro: cresce la febbre da smartphone, e a beneficiarne sono i due competitor coi prodotti più validi sul mercato, Palm ed Apple.

Se solo fino allo scorso marzo, infatti, solo il 4% degli intervistati prevedeva di acquistare un Palm nei successivi 90 giorni, ora questo numero è più che raddoppiato. Merito del Palm Pre, certamente, che sta risvegliando gli appetiti degli utenti con un Sistema Operativo molto valido e qualche annuncio a sorpresa.

Apple può invece vantarsi di grandezze parecchio diverse. Ben il 44% degli intervistati ha preannunciato di voler procedere con l’acquisto di un iPhone nei prossimi 90 giorni, cioè +14% rispetto allo scorso marzo, ma forse ancora più interessante è che la maggior parte di questi utenti non ha mai posseduto un telefono Apple.

In questo contesto altamente competitivo RIM affonda di 14 punti percentuali: il calo è probabilmente una conseguenza fisiologica della mancanza di nuovi prodotti a catalogo (BlackBerry Storm è oramai passato) e, soprattutto, del lancio contemporaneo, avvenuto a giugno, degli smartphone di punta da parte di Palm ed Apple.

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