Ora che i primi fortunati utenti hanno finalmente potuto mettere le mani sul nuovo iPhone 4S, in consegna proprio in queste ore, sul Web è stato subito uno stillare di recensioni e opinioni. Scopriamo così non soltanto che il nuovo iPhone è veloce e potente, ma anche che scatta foto meravigliose e che Siri si è dimostrata più intelligente del previsto.
Tutti entusiasti del nuovo telefono con la mela, compreso Walt Mossberg. Con la variante di At&T ogni tanto le chiamate tendono ancora a cadere, e l’acquisto per chi possiede un iPhone 4 non appare giustificato; ma è parlando di Siri che il noto columnist del Wall Street Journal ha espresso vivo apprezzamento:
Dentro ad un guscio familiare si nasconde un sistema di intelligenza artificiale che bisogna provare per credere che sia vero.
Secondo TechCrunch, ciò che appare evidente è la potenza bruta del dispositivo, ma anche in questo caso non mancano gli elogi al “modesto assistente personale” che, per funzionare, ha bisogno di una connessione ad Internet:
L’iPhone 4S spazza via l’iPhone 4 per quanto concerne la velocità. […] La vera killer feature del dispositivo è Siri. […] La quantità di tempo di cui Siri ha bisogno per comprendere ed eseguire una mia richiesta è incredibilmente basso. Non appena provo a dire qualcosa che secondo me Siri non sarà in grado di comprendere, lei invece mi sorprende.

Subito dopo l’annuncio del nuovo dispositivo di puntamento wireless multi-touch Apple, il Magic Mouse, i pensieri degli utenti sono probabilmente stati due. Primo, questo è ciò che il Mighty Mouse avrebbe dovuto essere sin dal day 1 e, secondo, funziona bene? La risposta a questa domanda, è nelle righe che seguono.
Innanzitutto, chi si aspettava di trovarci dentro tecnologia aliena e componentistica proveniente dal 3012 resterà deluso: il rituale disassemblaggio di iFixit disvela un case in alluminio, sovrastato da un altro in policarbonato. Dentro, una piccola scheda madre connessa al pannello multi-touch.
Per quanto riguarda le impressioni d’uso vere e proprie, sebbene considerato generalmente bello, solido e piacevole, in molti esprimono qualche perplessità sulle sue funzionalità. Per esempio, Gizmodo sostiene che Magic Mouse sia “strano” poiché i gesture che contempla sono diversi da quelli supportati in un MacBook Pro. Niente dita a pinza per lo zoom, per esempio, e se sul portatile usiamo due dita per effettuare lo scrolling delle pagine, sul mouse ne basta una; dopotutto, per spostare il cursore usiamo già tutta la mano. A parte questo, tuttavia, e a differenza del Mighty Mouse, sembra che la differenziazione tra tasto destro e sinistro funzioni meglio che in precedenza.
A riguardo, invece, Cnet è meno clemente e sostiene che, sebbene “esteticamente perfetto”, il Magic Mouse sia meno comodo da usare di altri modelli. Per esempio, risulta molto difficile eseguire movimenti orizzontali a due dita (per il fast farward, per esempio) sulla superficie tenendo al contempo fermo il mouse: spesso, si finisce col muovere il cursore involontariamente. Più interessante invece il fatto che è in grado di riconoscere la velocità con cui muoviamo il dito, e può accordare lo scrolling di conseguenza.

E’ una voce diversa, nuova, quella che risuona dal palco dello Yerba Buena Center di San Francisco. Una voce che non è semplicemente rotta dall’emozione di un minuto di standing ovation, ma racconta una storia, un’avventura umana che supera di gran lunga le sfide del business, della comunicazione, del marketing.
E’ una voce che agli osservatori più anziani, coloro che seguono le cose di Apple da qualche lustro e cominciano ad avere qualche capello bianco sulla testa, ricorda la metà degli anni’90.
Ricorda l’umiltà e la determinazione con cui Steve Jobs trasformò il fallimento commerciale di NeXT, l’azienda che aveva fondato dopo aver abbandonato Cupertino a metà degli anni ‘80, in un arrembante marcia di salvataggio e rifondazione.
Allora, grazie al supporto di ex-nemici e di amici, Jobs rimise in discussione la storia personale di migliaia di persone fornendo loro nuovi stimoli e una visione del futuro talmente forte da non avere precedenti nella storia della Silicon Valley.
Capì, e riuscì a trasmettere con straordinaria energia, che il futuro non poteva passare per i soli bit e byte, ma doveva essere alimentato da una filosofia rivoluzionaria, da una visione totalmente nuova del mondo e del business.

Secondo l’illustre opinione di Gene Munster della Piper Jaffray, il World Wide Developers Conference 2009 che si terrà la prossima settimana a San Francisco potrebbe rivelarsi una delusione per gli investitori.
In una nota rilasciata ieri, infatti, Munster fa sapere di confidare ancora nell’introduzione nel medio termine di nuovi modelli di iPhone e nell’abbassamento dei prezzi, ma aggiunge anche una serie incertezze:
Infine, Munster non si discosta dal prezzo target di $180 per azione, mentre Reiner ha alzato il suo da $140 a $160.
Il film-documentario Welcome to Macintosh ha riscosso opinioni positive ed è stato lodato durante una proiezione alla quale erano presenti diverse personalità Apple. Al recente Macworld Expo, la platea era composta da personalità importanti dell’azienda come Andy Hertzfeld, Guy Kawasaki, Leander Kahney, Jim Reekes, Ron Wayne ed il co-fondatore Steve Wozniak tutti seduti a guardare il documentario.
Al termine della proiezione, Steve Wozniak ha commentato che la presentazione era “molto corretta”, e che è stato il miglior film indipendente che abbia mai visto. Guy Kawaski, autore di Reality Check e creatore di Alltop, ha suggerito che “ogni Mac-user dovrebbe vedere questo film”. Andy Hertzfeld, co-creatore del Mac, ha dichiarato “Welcome to Macintosh cattura ed esemplifica lo spirito unico espresso dai prodotti Apple”. Altri commenti sono giunti da Ron Wayne, co-fondatore di Apple Computer, il quale ha notato che il docu-film “è un sagace sguardo alla storia di Apple un sacco divertente”.
Continua a leggere: Critiche positive per il docu-film sui Macintosh

Il keynote del MWSF ‘09 è in corso e lo potete seguire in diretta su live.melablog.it.
Qui, invece, lo spazio è tutto per voi: per i vostri commenti e le le vostre impressioni a caldo sull’ultimo capitolo che vede Apple protagonista di un Macworld.

E’ sotto gli occhi di tutti gli osservatori, siano essi del mondo informatico o di quello finanziario, il momento d’oro che sta vivendo Apple.
L’azienda di Cupertino cresce a ritmi record ormai da un paio d’anni, ha un fatturato che pare inarrestabile e continua ad accumulare riserve di denaro nelle proprie casse (siamo ormai vicini ai 20 miliardi di dollari di liquidità: 10 anni fa erano 5).
In più, iPhone è il prodotto in assoluto più cliccato su internet, i Mac hanno raggiunto quote di mercato che non si vedevano da parecchi lustri e il brand della mela è conosciuto come non mai.
Tutto questo accade, oltre tutto, in un periodo di crisi dell’economia mondiale ed i concorrenti sembrano vivere un momento di pesante empasse, sia tecnologica che di immagine.
In questo quadro gli analisti cominciano ad interrogarsi su quali potranno essere le strategie messe a punto da Steve Jobs e soci per i prossimi mesi/anni e, soprattutto, quale possa essere la strada per portare l’azienda al prossimo livello.
Continua a leggere: E' tempo di congelare l'inferno (di nuovo)?
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Le tariffe di iPhone 3G proposte in Italia da Tim e Vodafone stanno facendo molto discutere gli utenti. Diversi gruppi si sono formati per raccogliere firme, effettuare segnalazioni, scrivere ad Apple.
Si è addirittura giunti al paradosso con la segnalazione, da parte di una associazione di consumatori, di un presunto cartello tra le due compagnie all’antitrust, quando ancora le tariffe di Tim non erano ancora ufficiali.
Già con queste premesse non dovrebbe stupire i lettori più affezionati la mancanza, su mela|blog, di incitamenti al boicottaggio.
Ma c’è di più.
Ci siamo sempre considerati cronisti del mondo Apple: pensiamo che il nostro ruolo sia quello di raccontarvi l’eventuale malcontento e non di organizzarlo. Pensiamo che il nostro obiettivo sia quello di presentarvi le novità, riportarvi notizie e opinioni ma, soprattutto, fornirvi spunti per una discussione costruttiva che permetta l’accrescimento di ognuno di noi.
Nello specifico, poi, riteniamo che l’arma più potente rimanga quella in mano al consumatore italiano: non acquistare iPhone 3G (così come qualsiasi altro prodotto) se non lo si trova adeguato alle proprie esigenze, se lo si trova troppo caro o se non si ritiene che le soluzioni contrattuali proposte non siano soddisfacenti. Siamo convinti che questo sia l’elemento fondante del nostro sistema economico in cui, nel nostro piccolo, ricopriamo il ruolo di informare i consumatori di una nicchia di mercato perché possano operare una scelta più consapevole possibile.
Così come, quando recensiamo un prodotto, esprimiamo la nostra opinione su un servizio o commentiamo una novità, lasciando al lettore il giudizio sull’acquisto, anche in questa occasione il ragionamento alla base è lo stesso.
Power to the people, dicono alcuni: il vero potere è il buonsenso di ognuno di noi…
La crew di mela|blog

Apple, le novità del MacWorld viste con l’occhio del D-User
di Carlo Filippo Follis
Martedì scorso durante il secondo giorno del MacWorld si è tenuto il consueto ed attesissimo keynote di Steve Jobs. Vi sono stati pareri espressi con leggerezza che hanno definito sotto tono l’evento ricordando il precedente durante il quale nacque l’iPhone e con esso un nuovo segmento d’impresa.
Al contrario quest’anno c’è stato un segno estremamente positivo, anzi due: il computer è stato al centro della scena sostenuto anche da soluzioni e servizi a questo correlate e, da non sottovalutare, la capacità di concludere da parte di Apple un accordo con Hollywood che porterà i films ed affini sull’iTunes Store e non solo per la vendita ma anche per il noleggio.
È stato un keynote lungo suddiviso in quattro momenti importanti che ora esamineremo nel dettaglio con l’occhio del D-User tralasciando quindi tutto ciò che già avrete letto o quanto non interessato ad eventuali consigli che potrebbero portare a considerazioni di carattere evolutivo. Quattro punti quindi, vediamoli uno ad uno.
Continua a leggere: Apple, le novità del MacWorld viste con l'occhio del D-User

I cinesi, popolo di grande tradizione ma anche di grande superstizione, inorridirebbero al solo pensiero, ma il “4″ è il numero fortunato del Macworld di quest’anno.
E’, infatti, impressionante la profusione di tale numero nel corso del keynote di Steve Jobs, ripetuto più e più volte negli ambiti più diversi.
4 sono i milioni di iPhone venduti dalla sua introduzione. 4 i miliardi di canzoni vendute su iTunes Store. 4 le novità introdotte. 4 volte minore è il volume del MacBook Air in confronto all’attuale MacBook Pro. E potremmo andare avanti ancora a lungo, se credessimo veramente alla cabala e alla numerologia ma, lo ammetto, “la regola del 4″ è solo una scusa, un modo per introdurre un breve riflessione sulle novità di questo Macworld, sulle aspettative e sulla realtà dei fatti.
Ma andiamo con ordine.

Sotto l’albero del D-User
di Carlo Filippo Follis
Questo per Norisberghen.it è il secondo Natale, mentre è il primo per il progetto “Apple D-User” nato lo scorso Febbraio. Sotto l’albero del progetto ci siete principalmente voi che avete regalato attenzione ad una iniziativa coraggiosa che ha iniziato a far presa soprattutto sui piccoli sviluppatori che hanno ancora (per fortuna!) fame di nuovi mercati.
È stata scritta molta letteratura che spesso ha evidenziato l’opinione popolare nei confronti di un’idea che mira ad ottenere da prodotti non specifici soluzioni più Usabili ed Accessibili. Accanto ad idee ed apprezzamenti non manca l’opinione di chi vedrebbe meglio una ricerca di soluzioni per il D-User in prodotti specifici: i cosiddetti ausili per Disabili.
Fin quando vi sarà anche solo un D-User potrà capitare che sotto l’albero manchino pacchetti desiderati perché, comunque, il contenuto non si potrebbe utilizzare. Non vi sarà mai un mondo completamente Accessibile ed Usabile, affermarlo o sognarlo vorrebbe dire costruire una inutile utopia. È però fattibile e doveroso pensare un prodotto da Normaloidi per poi immaginare come, mantenendolo tale, si potrebbe ottimizzarlo per quei Disabili che lo potraebbero usare od usare meglio.

Signori miei, questa volta sono davvero bocca asciutta: non credevo che la stupidità di una persona potesse arrivare a tanto, indipendentemente dal merito della questione. Tanto più che non è nemmeno la prima volta.
Di cosa sto parlando?
Semplice, ieri un sito (piuttosto incolore, a dire il vero) è stato attaccato da un cracker e messo fuori servizio per diverse ore. Nulla di così straordinario finché non si legge il messaggio di “rivendicazione” della azione:
Questo sito web è stato preso di mira per eccessivo fanatismo pro-Apple, ed è stato messo offline per 24 ore.
Per il resto della comunità Mac: avete mai sentito parlare di vergogna?
Smettetela e non verrete attaccati. Continuate e sarà battaglia aperta.
A questo si aggiungono altre dichiarazioni farneticanti (cancri, amputazioni ed amenità varie) sul blog del presunto autore dell’attacco.
Come dicevo, non è la prima volta. Capitò qualcosa di analogo alcuni anni fa, e fece ancora più scalpore perché venne preso di mira l’allora molto noto sito macosrumors.com.
Senza nemmeno andare a scomodare il principio base della libertà di pensiero, secondo il quale ognuno di noi è libero di divulgare le proprie opinioni (qualsiasi esse siano), lascia davvero perplessi tanto livore e astio nei confronti di chi, in fondo, si limita a parlare di un argomento che apprezza.
Tanto più che, in fondo, non si è di fronte a temi così importanti. Se ci pensate azioni di questo tipo a carattere politico o religioso sono, seppur ingiustificabili, almeno comprensibili vista l’importanza degli argomenti.
Ma qui si tratta di tecnologia, di computer e gadget!
Mi piacerebbe concludere questo articolo con una frase ad effetto, a contenuto morale e magari istruttivo: mi dispiace, non mi viene in mente nulla, sono ancora troppo stupito dalla pochezza mostrata da certa gente…
[Grazie per le numerosissime segnalazioni]