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Tutti gli articoli con tag open source

Il codec audio lossless di Apple (ALAC) diventa Open Source

pubblicato da aWilito


Il formato audio lossless (ovvero senza perdite nella qualità finale) ALAC diventa ufficialmente Open Source, assieme al resto del software regolarmente rilasciato alla comunità, quello relativo a OS X, iOS, il browser e le altre componenti utilizzate nell’ecosistema con la mela.

La notizia è stata inizialmente riporta da MacOSForge, su cui si legge:

L’Apple Lossless Audio Codec (ALAC) è un formato audio non compresso sviluppato da Apple e presente su tutte le sue piattaforme e dispositivi da diversi anni, oramai. Apple ora rende l’Apple Lossless Audio Codec (ALAC) disponibile come progetto Open Source. Maggiori dettagli possono essere trovati sulla pagina dedicata al progetto dell’Apple Lossless Audio Codec project page.

Gli algoritmi con cui ALAC funziona sono prettamente matematici, il che consente di dimezzare la dimensione del file rispetto all’originale e di mantenere, nonostante ciò, una riproduzione priva di perdite di informazione. E’, per capirci, l’equivalente di FLAC e dei suoi simili. MP3 e AAC, che invece sono “lossy”, eliminano fisicamente e selettivamente i dai audio meno importanti, così da ottenere un risultato che somiglia molto all’originale ma al costo di una fedeltà inferiore. Da notare che ALAC è compatibile con tutti i dispositivi iOS e gli iPod in circolazione, e che già da tempo era stato decompilato (”reverse engineered”); il passaggio al codice aperto sotto Apache license, tuttavia, apre la strada ad una serie di possibilità intriganti -e perfettamente legali- per gli amici del pinguino e tutti gli altri a seguire.

Sviluppatori: Apple rilascia il codice sorgente del WebKit di iOS 4.3

pubblicato da Ruthven

WebKit Project iOS

Il ritardo di Apple nel completare le formalità per rilasciare il codice sorgente del WebKit di iOS 4.3, malgrado questo passo sia previsto dalla licenza open source LGPL, ha scatenato le proteste degli sviluppatori che lo attendevano da 8 settimane. Infatti la licenza LGPL (Lesser GNU Public License), sotto la quale è registrato il WebKit di iOS 4.3 , prevede la pubblicazione simultanea del binario (il file eseguibile) e del codice sorgente del programma. Finalmente ieri Apple ha compiuto con gli obblighi ed ha rilasciato il codice sorgente del WebKit di iOS 4.3.

La scorsa settimana Harald Welte di GPL Violations sollecitò Apple affinché rilasci il codice sorgente del WebKit il più rapidamente possibile:

Non può essere una semplice dimenticanza, dato che numerose richieste d’informazioni sono state fatte da sviluppatori interessati. In ogni modo, il codice sorgente non è ancora stato rilasciato.

Cosa ha potuto trattenere Apple dal distribuire il codice del WebKit? Il team di sviluppo di iOS non è nuovo a questi ritardi: una situazione simile si presentò con iOS 4.1. Paradossalmente la situazione fu allora sbloccata dopo le autorevoli lamentele di Comex e Saurik, due noti jailbreakers. John Gruber ha suggerito che la ragione del ritardo attuale sarebbe da cercare nell’introduzione del motore per JavaScript Nitro in Mobile Safari e in ciò che implica per la sicurezza. In pratica, alcune operazioni normalmente proibite in iOS devono poter essere eseguite in Mobile Safari. Ricordiamo che Nitro è stato portato in iOS 4.3 da Mac OS X, con il risultato di aumentare di un fattore 2 le prestazioni di Mobile Safari.

[Via AppleInsider]

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Svelata la chiave privata di AirPlay: ecco l'emulatore di AirPort Express

pubblicato da aWilito


Esiste da anni, ma soltanto ora che l’attenzione sulle tecnologie di streaming dei contenuti Apple è alle stelle, è accaduto l’inevitabile. Grazie a sofisticate tecniche di reverse engeneering, lo sviluppatore James Laird ha scovato la chiave privata dell’Airport Express e l’ha pubblicata sotto forma di un progetto Open Source.

Si chiama Shareport, ed è un un emulatore di Airport Express:

Questo programma emula un’Airport Express per il solo scopo di effettuare le streaming musicale da iTunes e iPod compatibili. Implementa un server per il protocollo RAOP di Apple.

Ed ecco cosa cambia ora. Se prima potevamo effettuare lo streaming musicale esclusivamente con iTunes/software di terze parti verso la Airport Express (o verso i dispositivi ufficialmente compatibili con AirPlay), ora potremo inviare il flusso anche verso qualunque software o hardware decida di implementarne le funzionalità. Certo è che difficilmente i produttori tradizionali supporteranno un hack simile, visto e considerato che Apple già concede in licenza -dietro compenso- la tecnologia AirPlay; più probabilmente, a trarne maggior beneficio non sarà tanto l’hardware quanto il software. E non è un caso che Laird abbia già inviato la chiave alla mailing list degli sviluppatori VideoLan, quelli dietro VLC.

Lo scenario comunque è infinitamente più variegato e complesso. In futuro, la musica di iTunes potrà essere inviata anche a Mac, PC Windows o Linux, console modificate e così via. E c’è da scommetterci che presto anche Banana TV si approprierà della novità: se ricordate, l’unica grossa mancanza di cui soffriva era giust’appunto l’assenza di supporto allo streaming audio, proprio per via della chiave privata sconosciuta. Ma questa, oramai, è acqua passata almeno fino a quando Apple non aggiornerà tutto il software e l’intero parco dispositivi che lo supportano. Il che, per forza di cose, non potrà avvenire tanto rapidamente.

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Andy Rubin risponde "per le righe" a Steve Jobs

pubblicato da Michele Filannino


Andy Rubin, il creatore di Android ha prontamente definito il concetto di “open” in risposta ai commenti di Steve Jobs circa l’apertura della piattaforma Android. Il CEO di Apple, infatti, con un breve intervento ha puntualizzato che l’apertura di Android non può essere vista come un vantaggio. In risposta Rubin ha tweettato una piccola porzione di codice Android, la definizione di open:

mkdir android
cd android
repo init -u git://android.git.kernel.org/platform/manifest.git
repo sync
make

Git è la sorgente del repository della piattaforma Android. Si tratta di un sistema per il controllo di revisione distribuito, accessibile a tutti gli sviluppatori che vogliono contribuire allo sviluppo della piattaforma, o semplicemente accedere al codice sorgente. Ognuno può scaricare e compilare il codice sorgente di Android: questa è apertura.

Secondo Jobs, i diversi rivenditori di dispositivi avrebbero semplicemente aggiunto i propri livelli di codice alla piattaforma, determinandone la frammentazione. Google non ha ancora risposto formalmente al CEO di Apple, ma questo scambio può essere certamente interpretato come il primo segno di nervosismo da parte di Apple nei confronti del mondo open-source.

Newton OS emulato su iPhone

pubblicato da aWilito

Per la gioia degli utenti Mac più attempati e i giovani più curiosi, ecco un esperimento degno di menzione. Lo sviluppatore Matthias Melcher è infatti riuscito a mettere su un software di emulazione che consente ad iPhone di far girare il Sistema Operativo del vecchio Newton, il primo tablet di Cupertino.

La creazione di un’app per iPhone è stata resa possibile dal progetto Open Source Einstein Platform, che ha come mirabile scopo quello di far girare NewtonOS su altri Sistemi Operativi più recenti, compresi alcuni PDA Zaurus e Nokia. Certo, al momento le prestazioni sono piuttosto scarse, ma lo sviluppatore promette che presto assisteremo a miglioramenti notevoli su questo versante. Degna di nota l’intenzione di sottoporre il software all’accettazione/bocciatura di App Store, una volta che sarà pronta per il grande pubblico. Non serve menzionare, tuttavia, che su questo punto in particolare le speranze sono piuttosto flebili.

In attesa di poter godere delle geniali intuizioni del Newton su iPhone, iPod touch ed iPad (più su Cydia che su App Store, verrebbe da dire), per ora dovrete accontentarvi del filmato qui sopra. Buona visione.

[Via Tuaw]

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Melablog incontra Steve Wozniak: le antenne dell'iPhone 4, i gadget e l'open source (parte 1)

pubblicato da Ruthven

Steve Wozniak Campus Party Valencia 2010

Alla Campus Party di Valencia abbiamo avuto il piacere di incontrare Steve Wozniak, il grande Woz, che fondò Apple nel lontano 1976 assieme all’amico Steve Jobs. Steve Wozniak creò l’Apple I e diede la vita, pochi anni più tardi all’Apple II, prima di lasciare la compagnia da lui fondata per dedicarsi agli studi ed ottenere il titolo di ingegnere e poi infine lanciarsi in altri progetti.

Domanda: Ti chiedo subito dell’argomento caldo del momento. Ultimamente si parla molto dell’Antennagate dell’iPhone 4. Pensi che sia un problema serio?

Woz: Il problema con l’antenna dell’iPhone 4 è molto piccolo. Non è un reale problema. Infatti io stesso non sono capace di riprodurre il problema. (NdA: a questo punto Woz impugna un iPhone 4 sia con il death grip che senza) Non influisce sull’uso quotidiano.
Credo che il problema dell’iPhone 4 sia stato gonfiato da tutti coloro che vogliono vedere Apple commettere un errore, perché ne commette pochi e i suoi prodotti sono ottimi. L’iPhone 4 è un prodotto eccellente, molto bello.
Non sto dicendo che il problema non esiste, ma solo che tocca un piccolissimo numero di utenti e in zone dove la copertura è già bassa.

D: Credi che si sia trattato di una negligenza in fase di progettazione?

Woz: Non credo che il problema dell’iPhone 4 sia significante. L’accoglienza entusiasta che ha ricevuto lo conferma e anche le vendite, altissime. In quanto ingegnere ammiro i grandi architetti: la forma e la funzione sono la stessa cosa. Per l’iPhone il discorso è simile. Le antenne esterne fanno parte della bellezza del design dell’iPhone e Apple ha reso questo connubio funzionante. Però, come tutti gli smartphone, non è perfetto.

D: Che telefonino stai usando ultimamente?

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Xcode 4: Le novità del nuovo ambiente di sviluppo Apple

pubblicato da xtom


Nel corso del WWDC 2010 Apple ha mostrato in anteprima il nuovo ambiente di sviluppo integrato Xcode 4, dedicato agli sviluppatori di applicazioni per Mac OS X e iOS.

La principale novità rispetto alle precedenti versioni è la nuova interfaccia grafica che racchiude tutte le funzionalità in un’unica finestra semplificando e razionalizzando l’accesso ai vari tool, compreso finalmente anche l’interface bulider con i relativi property inspector.

La parte alta dell’IDE ricorda molto l’interfaccia grafica di iTunes, con il piccolo schermo LCD per la notifica degli stati e la barra di navigazione che permette di accedere agevolmente alle varie schermate ed alle relative funzionalità tramite una popup dinamica che appare in corrispondenza dell’elemento selezionato.

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La funzione Safari Reader? È frutto di un progetto open source

pubblicato da Simone Gambirasio

safari reader

Sicuramente una delle funzioni più interessanti e apprezzate di Safari 5 è Safari Reader. Questa funzione è in grado di riconoscere gli articoli contenuti in un sito, mostrandoli all’utente in una grafica avulsa dal contesto, più comoda e leggibile.

Come però ci fanno notare gli amici di Ossblog, questa funzione è basata su un progetto open source chiamato Readability.

Apple non ha rubato codice a Readability: il progetto in questione è basato su Apache 2, e questa licenza consente di ridistribuire il codice anche in applicazioni con licenze differenti. Inoltre Apple ha anche, giustamente, inserito il progetto Readability nei riconoscimenti inclusi in ogni copia di Safari (per vederli usate il menu Aiuto > Riconoscimenti).

Se quindi non volete usare Safari, ma vi piace la funzione Reader, potete aggiungere qualcosa di simile al vostro browser con il bookmarklet di Readability. Noi, intanto, non possiamo che notare il sempre più assiduo affidamento di Safari al mondo dell’open source per rimanere al passo con la concorrenza, selezionando le funzioni più interessanti e magari rendendole più semplici e gradevoli. In fondo in un mondo in cui Firefox continua ad essere il secondo browser più diffuso al mondo, la strategia non può essere che questa.

Classilla, il browser che viene dal passato

pubblicato da Nicola D'Agostino

Scrivo queste righe a pochi minuti di distanza dal Keynote di Steve Jobs per il WWDC 2010, da cui ci si attende anche una nuova evoluzione, la quinta, del browser per l’attuale sistema operativo dei Macintosh.

Non è però di Safari che voglio parlare ma di un altro browser, rivolto a un’utenza molto diversa, quella che ha e continua a usare un vecchio, vecchissimo Mac, per scrivere, fare musica e magari un po’ di grafica. E ogni tanto vorrebbe anche accedere dallo stesso Mac al world wide web.

A questa nicchia di utenti viene in soccorso un progetto open source che si chiama Classilla e punta a “realizzare un web browser sicuro per il Mac OS classico”.
Sì, per il primo sistema operativo del Mac, fermo alla versione 9 in seguito all’avvento di quello basato su tecnologia NeXT.

Classilla 9.2

Classilla prosegue un lavoro interrotto da anni, quello di Mozilla, di cui echeggia il nome fondendolo con il termine Classic che definisce (impropriamente) il vecchio Mac OS.

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Steve Jobs si esprime circa i formati video open source

pubblicato da Michele Filannino

Steve Jobs

L’autore di un blog tedesco, tale Hugo Roy, sensibile al tema dell’Open Source, ha scritto a Steve Jobs complimentandosi per la scelta di promuovere standard aperti sui propri dispositivi ma al tempo stesso dicendosi perplesso circa il significato che l’iCEO attribuisce all’aggettivo Open.

Il giovane blogger gli ha ricordato, nel preambolo della lettera, che sarebbe ironico definire il suo App Store “aperto” e che non è elegantissimo parlare di apertura quando si è utilizzato codice libero per avviare la costruzione di un intero sistema operativo; in parole spicciole: usare codice open, tenendo tutta la openess per sé senza cederla anche ai propri clienti/competitor.

La questione che viene sollevata è quella relativa al codec H.264, realizzato da Apple e di proprietà di Motion Picture
Experts Group
, che non è uno standard aperto poiché per chi volesse utilizzarlo è previsto il pagamento delle royalty sulla tecnologia regolarmente brevettata. In questo caso il pagamento non si riferisce agli utenti finali ma a tutte quelle aziende che vogliano integrare nel loro sistema tale codec (YouTube, Mozilla Firefox, Opera, VLC, Google Chrome ed altre) e tutte quelle aziende che vogliano accedere alle specifiche dello standard: devono comprarle.

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Client BitTorrent per Mac: Transmission, µTorrent, Vuze (Azureus), Tomato Torrent, Xtorrent e BitTorrent

pubblicato da the_dandy

Bram CohenNe avevamo parlato tanto tempo fa, ma sono ancora in tanti quelli che ci scrivono per domandare quali sono i migliori client BitTorrent per Mac OS X e quindi cercherò di fornire un elenco che presenta alcuni tra i più utilizzati per questa tipologia di software.

Ricordo che il download di materiale protetto da copyright è perseguibile dalla legge.

Vediamo dunque quali sono i client BitTorrent per Mac dopo il salto.

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MPlayer OSX Extended, il video player per Mac potenziato

pubblicato da Claudia

MPlayer OSX Extended

MPlayer OSX Extended è un software per Mac che permette di vedere video in modo funzionale. MPlayer OSX Extended nasce dall’unione e dal potenziamento dei progetti Open Source MPlayer e FFmpeg, con l’intenzione di creare un player potente, funzionale e senza fronzoli solo per Mac OS X.

MPlayer OSX Extended si basa sul progetto originale di MPlayer OSX, con alcune basilari modifiche. Grazie allo sviluppo multithreading e ad una architettura 64-bit, MPlayer OSX Extended si propone come una delle migliori soluzioni per riprodurre video HD con standard H264. Inoltre il player supporta anche la riproduzione dei formati MKV (il poco noto Matroska) e i sottotitoli in formato avanzato ASS (Advanced SubStation Alpha, sempre legato a Matroska).

MPlayer OSX Extended utilizza il progetto Open Source MPlayer per integrarne e decodificarne i i comandi di default con interfaccia nativa OS X, intuitiva e pulita. MPlayer OSX Extended supporta un’ampissima gamma di formati video e audio, offre controlli fullscreen, possibilità di creare playlist e di settare gli equalizzatori audio/video. È possibile anche catturare screenshot dai vari video in esecuzione.

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