
Che l’iPhone 5 soffra della sindrome da graffio facile è oramai cosa risaputa; l’ha confessato Phil Schiller in una mail, liquidandolo come un normale fenomeno naturale, e lo ha implicitamente confermato Apple stessa quando ha ordinato la stretta sui controlli di qualità negli impianti Foxconn. Per fortuna, i bumper di terze parti stanno per inondare gli Apple Store del mondo.
Secondo le “fonti multiple” sentite da 9to5Mac, entro la fine del mese tutti i negozi Apple -compresi probabilmente quelli online- disporranno di cover compatibili con le forme del nuovo iPhone:
Le nostre fonti ci dicono che Apple ha attualmente programmato l’inizio delle vendite di questi case durante la settimana del 22 ottobre, ma questa data potrebbe subire dei cambiamenti a seconda delle disponibilità dei partner di Apple. “Buono a sapersi, così la gente smetterà di chiedere quando arrivano i case per iPhone 5″ ha affermato l’impiegato dell’Apple Store che ci ha raccontato la novità.
Il nuovo guscio in alluminio dell’iPhone 5 è notoriamente prono ai graffi, per cui gli utenti stanno cercando dei modi per prevenire la “normale” consunzione del prodotto.
Ovviamente, è già possibile reperire sul mercato prodotti del genere, di marche note e meno note, a prezzi da Apple Store (niente al di sotto dei 29€) o per pochi Euro comprese le spedizioni. Evidentemente, spiega il sito, a Cupertino stanno testando i prodotti prima di posizionarli sugli scaffali. Maggiori dettagli a riguardo dovrebbero seguire nei prossimi giorni.
Tra i tanti rivenditori di custodie per il nuovo iPhone che si possono trovare in rete, Gizmodo ne ha scovato uno che mostra le cover con un presunto iPhone 5 incastonano all’interno, permettendo così di apprezzarne le forme e le dimensioni, compreso l’ampio schermo da 4 pollici 16:9 ed il nuovo micro connettore dock.
Chiaramente non si tratta di un esemplare funzionante, ma potrebbe essere qualcosa di più di un semplice mockup fisico costruito con i componenti in circolazione. L’ipotesi di Gizmodo è che si tratti di uno dei primi esemplari assemblati negli stabilimenti Foxconn o Pegatron e sottratti in modo furtivo dal magazzino dove vengono parcheggiati in attesa dell’installazione della versione definitiva di iOS 6, prima di essere confezionati e spediti.
Due anni fa, dopo la pubblicazione delle foto dell’esemplare di test dell’iPhone 4 smarrito in bar, un sito vietnamita pubblicò un video nel quale veniva mostrato un altro iPhone 4 equipaggiato con un firmware di test provvisorio, segno che evidentemente non è così impossibile che qualche esemplare possa venir trafugato dalle fabbriche a cui Apple si affida.
Il sito KitGuru ha pubblicato una serie di foto che ritraggono dei mockup fisici dell’iPhone 5 provenienti dall’estremo oriente, utilizzati probabilmente come modelli per realizzare le prime cover per il prossimo smartphone della Mela.
Negli ultimi anni i produttori di custodie hanno svelato le sembianze di diversi prodotti Apple prima che venissero ufficialmente presentati, come avvenuto per l’iPod nano di sesta generazione e per l’iPad 2.
Il grande flop si è verificato invece lo scorso anno quando diverse aziende hanno cominciato a produrre cover per il presunto iPhone 5, basandosi non si sa bene su quali informazioni, dato che Apple stava avviando la produzione dei componenti per realizzare l’iPhone 4S con un design praticamente identico a quello dell’iPhone 4, ma completamente diverso da quello delle cover, adatte per un dispositivo più largo e sottile.
Sull’origine di queste custodie si possono formulare diverse teorie, la più interessante forse riguarda un prototipo Apple che non avrebbe superato i test di industrializzazione, un dispositivo troppo complesso da assemblare o troppo fragile, non adatto per essere prodotto in milioni di esemplari rispettando gli alti livelli qualitativi imposti da Cupertino.

In seguito alla presentazione di Passbook in iOS 6 al WWDC 2012, a molti -compresi noi di Melablog- è subito venuto in mente un sistema di micropagamenti On the Cloud per la prossima generazione di iPhone, magari dotata di chip e antenna NFC. E invece no; a quanto si legge sul Wall Street Journal, Apple avrebbe invece deliberatamente scelto un approccio più cauto, in attesa che il mercato si schiarisca le idee.
Sappiamo per certo che l’argomento solletica da tempo l’ingegno di Cupertino e non sono mancate in passato dimostrazioni pratiche delle potenzialità in gioco. Peccato però che, contrariamente al solito, questa volta la mela abbia preferito stare alla finestra a guardare gli sviluppi:
Quella di fare un passo indietro sui pagamenti mobili è stata una scelta consapevole, il risultato di una lunga discussione lo scorso anno. Alcuni ingegneri Apple tifavano per un approccio più aggressivo che avrebbe potuto integrare i pagamenti in modo più diretto.
Ma i dirigenti Apple scelsero la strada dell’approccio lento, almeno per ora. Un portavoce Apple si è rifiutato di rilasciare commenti sul processo decisionale. Il responsabile del marketing globale di Apple, Phil Schiller, in una intervista del mese scorso ha affermato che i servizi di pagamento mobile digitale stanno “tutti lottando per un pezzo della torta, ma noi ce ne asterremo.”
In un qualche momento del passato, quindi, Apple ha preso seriamente in considerazione la possibilità di lanciarsi nel settore; e non si parlava soltanto di facilitare i pagamenti ai commercianti, ma persino di trasformare la società in qualcosa di simile ad una banca. Una delle ipotesi iniziali era di accordarsi con gli attuali intermediari creditizi pretendendo da questi ultimi una percentuale sulle transazioni, ma il tutto si è risolto in un nulla di fatto.
Passbook, insomma, non costituirà il trampolino per lanciarsi nel mondo dei micropagamenti: semmai, è un semplice compromesso intanto che gli operatori di mercato si decidano una buona volta.
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Brian White, analista di Topeka Capital Markets, ha diffuso una nota agli investitori riportando una notizia apparsa sul sito cinese Sina.com. Secondo alcune indiscrezioni provenienti dai produttori di componentistica per i dispositivi Apple solo il 30% delle batterie fin qui prodotte per il nuovo iPhone 5 sarebbero conformi agli elevati standard qualitativi imposti da Cupertino.
Non è chiaro quali siano i problemi di queste batterie, né quale sia il produttore incriminato, tuttavia è possibile che Apple abbia affidato la realizzazione delle batterie a diversi produttori e quindi potrebbero mancare all’appello molte meno batterie di quelle che questa indiscrezione lascerebbe pensare.
White sostiene tuttavia che Apple aveva intenzione di lanciare il nuovo iPhone 5 verso la fine di agosto, dato che la produzione dei vari componenti è già a pieno regime, come in effetti dimostrano le varie foto trapelate in rete, ma i problemi di produzione delle batterie potrebbero ritardare di circa un mese la commercializzazione del nuovo iPhone, attesa quindi verso fine settembre, come per altro hanno sempre sostenuto la maggior parte delle indiscrezioni.
Al momento non sono trapelate indiscrezioni sulle caratteristiche tecniche delle batterie del nuovo iPhone 5, ma dato che le dimensioni interne del prossimo smartphone della Mela si preannunciano più generose, non è da escludere che questo spazio vada a tutto vantaggio di un pacco batterie di dimensioni maggiori e quindi in grado di offrire una maggior autonomia.

Lo scorso anno vennero scoperti diversi brevetti depositati da Apple relativi alla possibilità di ricaricare le batterie di un dispositivo senza utilizzare un cavo elettrico, ma attraverso un particolare dock che sfrutta il principio dell’induzione elettromagnetica per trasmettere senza fili l’energia necessaria per ricaricare le batterie.
Un produttore di custodie lo scorso anno affermò con certezza che il futuro iPhone 5 sarebbe stato dotato equipaggiato con un sistema di ricarica induttivo, ma poi come sappiamo Apple presentò l’iPhone 4S che non apportava alcun cambiamento alle modalità di ricarica della batteria rispetto alle generazioni precedenti.
Qualcosa di vero però potrebbe esserci in quelle indiscrezioni, dato che Apple si è recentemente aggiudicata proprio un brevetto che riguarda i circuiti, i metodi e gli apparati per realizzare appositi adattatori, come ad esempio delle docking station, che includono almeno uno dei seguenti elementi: antenne per amplificare l’integrità del segnale wireless, circuiti di ricarica induttivi, connessioni dati ottiche o wireless.
Il brevetto è stato depositato da Apple nel 2008, ma fino ad oggi a Cupertino non hanno mai utilizzato niente di simile nei propri prodotti, tuttavia l’autorevole Wall Street Journal recentemente ha scritto che Apple sta lavorando ad un nuovo modo di ricaricare i futuri iPhone.
[via patentlyapple]
Martin Hajek, il designer che ha realizzato i rendering del nuovo iPhone 5, sembra aver trovato il modo di monetizzare il proprio lavoro, vendendo per 49.50$ i file sorgenti dei modelli 3D realizzati per creare i rendering. I file sono disponibili nei formati .3DM (Rhino 5), .MAX (3ds MAX 2010), .OBJ e .3DS e possono essere acquistati e scaricati dal sito TurboSquid.
Per pubblicizzare l’iniziativa Hajek ha realizzato ulteriori rendering che potete vedere in questa galleria fotografica, che comprende anche un’ipotesi di come potrebbe apparire la pagina del sito Apple dedicata al nuovo iPhone 5, dotato di connettività 4G, Siri, Passbook e Retina Display con rapporto d’aspetto di 16:9 e diagonale da 4 pollici.
Hajek ha realizzato i modelli 3D partendo dalle immagini delle presunte scocche del nuovo iPhone trapelate in rete, comparandole con quelle dell’iPhone 4S per determinare le esatte proporzioni, ma ha successivamente scoperto che le dimensioni dei suoi modelli praticamente combaciano con le misure dichiarate dal primo produttore di custodie per iPhone 5.




[via gizmodo]

Da tempo circolano indiscrezioni sulla possibile adozione di un nuovo tipo di connettore dock sul prossimo iPhone 5, confermate in parte dalle recenti immagini della presunta scocca che mostrano una fessura decisamente più piccola di quella presente in tutte le precedenti generazioni di iPhone.
Secondo tre distinti fornitori Apple il nuovo micro connettore dock sarebbe grande grossomodo come un connettore micro USB e disporrebbe di 19 contatti per veicolare i dati della porta USB, i segnali audio e video, le interfacce di comando e l’alimentazione per la ricarica della batteria.
La nostra ipotesi è che Apple abbia studiato un micro connettore compatibile meccanicamente ed elettricamente con le porte micro USB, in modo da ottemperare alla direttiva europea che prevede l’adozione di questa porta per tutti i telefoni cellulari in modo da limitare la diffusione di caricabatteria proprietari.
Per mantenere la retrocompatibilità con tutti gli accessori che negli anni sono stati prodotti per il tradizionale connettore dock dell’iPod, Apple potrebbe realizzare un adattatore come quello che abbiamo immaginato qui sopra, in grado di connettersi al nuovo iPhone 5 attraverso il micro connettore dock ed il jack delle cuffie, riposizionato nella parte inferiore del dispositivo, con la duplice funzione di replicare le porte audio e mantenere ben saldo l’accoppiamento con l’adattatore dotato nella parte inferiore della classica porta dock a 30 pin.
Lo scorso anno diversi produttori di accessori cominciarono a produrre e vendere una gran varietà di custodie per il presunto iPhone 5, basandosi esclusivamente su alcuni disegni CAD trapelati in rete, senza aver mai visto un singolo pezzo di quello che poi si rivelò essere l’iPhone 4S, con una forma del tutto analoga a quella dell’iPhone 4, ma completamente diversa dalle cover realizzate, che probabilmente giacciono abbandonate in qualche magazzino in attesa di essere definitivamente mandate al macero.
Quest’anno la situazione si è completamente capovolta con diversi esemplari della presunta scocca del nuovo iPhone 5 trapelati in rete, mentre i produttori di custodie, dopo la scottatura dello scorso anno, non hanno osato anticipato le forme del futuro smartphone della Mela realizzando opportune cover.
Un produttore di custodie però si è già messo al lavoro per produrre le prime cover per il prossimo iPhone basandosi sulle scocche trapelate che sono state accuratamente misurate per realizzare gli stampi necessari. MobileFun.co.uk ha contattato questo produttore che si dice talmente sicuro della forma del prossimo iPhone da rimborsare completamente ogni cover acquistata nel caso la custodia non risultasse compatibile.
L’anonimo produttore afferma infatti che il nuovo iPhone 5 avrà le seguenti caratteristiche:



[via cultofmac]
Tutte le indiscrezioni sono concordi nel ritenere che il nuovo iPhone 5 adotterà un display da 4 pollici con rapporto d’aspetto di 16:9 e di conseguenza con una risoluzione di 1136 x 640 pixel, ovvero diversa da quella di tutte le precedenti generazioni di iPhone che disponevano di un display con rapporto d’aspetto di 3:2.
Le attuali applicazioni per iPhone sviluppate per il Retina Display da 960 x 640 pixel di iPhone 4 e 4S verrebbero quindi visualizzate sul nuovo iPhone 5 con delle bande laterali, come mostrato nell’immagine qui sopra, a meno che gli sviluppatori non effettuino le opportune modifiche, un lavoro che sulle prime potrebbe sembrare piuttosto oneroso.
Gene Munster, noto analista di Piper Jaffray, ha intervistato 100 sviluppatori durate il WWDC 2012, chiedendo in una scala da 1 a 10 quanto fosse per loro difficile adeguare la risoluzione delle proprie applicazioni. Il valore medio è stato di soli 3.4 punti, segno che l’intervento è ritenuto tutto sommato piuttosto semplice.
In effetti per molte applicazioni si tratterebbe solo di allungare l’area visualizzata e riposizionare alcuni elementi grafici, operazioni che possono essere svolte in pochi minuti di lavoro, mentre le applicazioni che ricorrono ad una grafica più complessa potrebbero richiedere ore o giorni di lavoro per essere ottimizzate per il display del nuovo iPhone 5.
[via appleinsider]