
Oggi, quindici anni fa, era il primo giorno di lavoro di Steve Jobs come dipendente Apple dopo che la stessa azienda l’aveva licenziato circa dieci anni prima. Apple Computers acquisisce NeXT Inc. per 400 milioni di dollari per cercare di salvarsi dalla bancarotta e rinnovare il proprio Mac OS con la piattaforma NeXTStep.
Le parole dell’allora CEO di Apple, Gilbert F. Amelio, nel comunicato ufficiale dell’azienda:
L’acquisizione di NeXT è l’inizio di un nuovo capitolo nella storia di Apple e rappresenta una pietra miliare nella nostra trasformazione in società per azioni. Oggi Apple ridà il benvenuto al suo visionario con più talento Steve Jobs, un uomo che può ispirare una nuova generazione di clienti e sviluppatori di software e dimostra come Apple rimanga nell’industria grazie all’innovazione ed entusiasmo.
Oggi Apple ritorna come un giocatore attivo nel circuito e cuore dell’industria, dove la nostra tecnologia può ancora una volta definire standard per innovazione ed eccellenza.
Parole che abbiamo sentito più volte durante questi anni. Per la cronaca, Steve Jobs rientrò ufficialmente come consulente nel 1997 e divenne amministratore delegato di Apple nel 2000, sostituendo progressivamente i vertici aziendali con i membri di NeXT.
Via | TUAW

Secondo alcune indiscrezioni Apple sarebbe interessata all’acquisto di Anobit, una società israeliana specializzata nella produzione di memorie flash, per una cifra che si aggira tra i 400 ed i 500 milioni di dollari.
Anobit ha creato un’interessante tecnologia chiamata MSP™ (Memory Signal Processing), che individua i problemi delle celle più usurate e reagisce di conseguenza per incrementare notevolmente la durata delle memorie flash MLC, rendendole così più competitive rispetto alle più costose memorie flash SLC.
Le memorie flash costituiscono un componente fondamentale per il funzionamento della maggior parte dei dispositivi Apple e presto potrebbero rimpiazzare del tutto i tradizionali hard disk in tutta la gamma Mac. A quanto pare infatti Apple avrebbe già utilizzato la tecnologia Anobit nelle memorie flash che equipaggiano gli iPhone, gli iPad ed i MacBook Air e con questa mossa cercherebbe di assicurarsene l’esclusiva.
Un’acquisizione di questa portata sarebbe una delle più elevate mai effettuate da Apple, bisogna infatti tornare indietro fino al 1997 per trovare una cifra analoga, quando Apple acquisì per 404 milioni di dollari la NeXT con il rientro di Steve Jobs alle redini dell’azienda.
[via macrumors]

Paladino dell’informale, da anni il suo look in pubblico consiste quasi sempre di maglia nera a maniche lunghe, pantaloni jeans più o meno sdruciti e scarpe da tennis. In realtà il guardaroba di Steve Jobs non si limita esclusivamente a capi casual e nelle occasioni importanti il cofondatore di Apple si è spesso presentato in abito elegante o comunque formale.
Ecco di seguito una guida per immagini al Jobs elegante durante la sua carriera in Apple, NeXT e Pixar.
Iniziamo con una delle prime volte in cui Jobs si è presentato vestito di tutto punto. È stato nel 1977, alla West Coast Computer Faire, fiera in cui venne mostrato al pubblico l’Apple II e lo stesso panciotto gessato con cravatta (a pois!) venne indossato da Jobs anche per l’inaugurazione di una delle prime sedi Apple.

Negli anni seguenti ci sono numerosi scatti che ritraggono Jobs in costosi abiti eleganti (alcuni si dice della italiana Brioni).
Nelle foto promozionali è in giacca e cravatta è davanti alla sede Apple, in riunione, alle prese con il Lisa o con Bill Gates o appoggiato a dei Macintosh, per la celebre copertina del primo numero di Macworld nel 1984.


Nacque a San Francisco, California, il 24 febbraio 1955. Nel 1976, insieme a Steve Wozniak, fonda la Apple Computer Inc., un’azienda che rivoluzionerà nel corso degli anni il mercato dei personal computer e l’intrattenimento digitale. Se ne va nel 1985 e fonda la NeXT, per poi tornare a Cupertino nel 1997, in occasione dell’acquisto della sua ultima compagnia da parte di Apple stessa.
Da qui in poi, il successo della sua azienda è sempre stato in ascesa. Dal suo genio, sono nati l’iMac, Mac OS X, l’iPod, i vari notebook tra cui il MacBook Pro ed il MacBook Air, il Mac Pro ed il Mac Mini. Per non parlare dell’iPhone e dell’ultimo arrivato, l’iPad. Si, dal suo genio, perché in fondo lui è un artista, capace di vedere il futuro dove gli altri vedono sequenze di bit che viaggiano su circuiti elettronici racchiusi in una scatola di plastica.
Lui è Steve Jobs, che proprio oggi compie 55 anni. Ne ha passate tante, tra cui i recenti problemi di salute che lo hanno tenuto lontano da Apple per 6 mesi. E noi gli auguriamo di campare fino a cent’anni. Tanti auguri Steve!
Devo ringraziare i cugini di Cine|blog, e Clarus che me l’ha fatto notare, per avermi dato modo di porre rimedio ad una mancanza imperdonabile, ovvero non avervi ancora parlato di “The Pixar Story”, documentario di Leslie Iwerks sulla storia della casa di produzione leader nel mondo dell’animazione digitale, un tempo di proprietà di Steve Jobs, oggi punta di diamante del gruppo Disney.
Come molti di voi sicuramente sapranno, dopo il divorzio da Apple negli anni ‘80, Steve Jobs fondò una azienda da mettere in concorrenza con la stessa Apple e soprattutto IBM, la NeXT. L’avventura NeXT, partita con investimenti faraonici e prospettive importanti, si rivelò un totale fallimento commerciale, arrivando a vendere solo poche decine di migliaia di calcolatori l’anno.
Buona parte della “colpa” del fallimento fu proprio di Steve Jobs (già, lo stesso che oggi sembra trasformare in oro tutto ciò su cui posa gli occhi….), e della sua sostanziale inesperienza nella gestione “globale” di una grande azienda, pur fatte salve le sue doti di “visionario”, dal momento che molti prodotti NeXT sono alla base degli attuali successi di Cupertino.
Continua a leggere: La storia di Pixar, e quella di Steve Jobs
“Il più grande designer grafico vivente”: così Steve Jobs ha definito Paul Rand nel 1996, poco prima della sua morte. Questo grande designer svizzero, infatti, aveva realizzato proprio il logo della NeXT di Jobs, oltre che quelli di IBM, ABC, UPS e molte altre aziende.
Il suo stile svizzero, più noto come “International Typographic Style” è noto per la sua chiarezza, leggibilità e obiettività, un’innovazione che ancora oggi dovrebbe far scuola, e che permea esempi di comunicazione eccellenti come quello della stessa Apple.
Come ci segnalano i cugini di Designerblog ora, per conoscere più a fondo Rand, esiste un sito molto approfondito e interessante. Inoltre, per saperne ancora di più, vi invito a visualizzare dopo il “salto” questa intervista risalente al 1993, durante la quale Jobs ha descritto con precisione il talento di questo designer.

Nella sterminata giungla dei sistemi operativi, a volte si trova qualcosa di curioso ed interessante.
E’ il caso di ètoilè, desktop environment basato su GNUstep che si propone come un DE semplice ma potente grazie ad una architettura fortemente orientata alla modularità.
ètoilè può essere considerato un cugino di OS X per un antenato in comune: quel NeXTSTEP che Steve Jobs portò in dote al suo ritorno in Apple nel 1997.
E qualcosa, ancora, in OS X rimane del progenitore, come Cocoa, derivato da Objective C: un linguaggio ancora oggi all’avanguardia e molto apprezzato anche negli ambienti esterni al mondo Mac.
E, quando leggiamo di ètoilè e del suo puntare tutto su un approccio per moduli e workflow, non possiamo che rimanere piacevolmente colpiti, scoprendo che un poco dello spirito originario della innovativa ma sfortunata esperienza NeXT si conserva anche fuori da Cupertino.
[Grazie a MetalSho per la segnalazione]