
Secondo le ultime stime riportate da Net Applications, a livello globale il market share di iOS ha appena raggiunto quota 2,06% con incredibili picchi che arrivano a sfiorare il 10% in certi paesi del mondo. Il tutto mentre Internet Explorer continua a perdere terreno e Windows scivola sotto al 90% di mercato.
Il balzo è di tutto rispetto. Dallo 0,62% dello scorso marzo, globalmente iOS è schizzato a più del 2% medio, con il 9,98% di diffusione a Singapore, il 3,4% negli USA, il 5,1% in UK e il 5,6% in Australia; e per una volta non siamo in controtendenza, visto che l’Italia si attesta ad un 1,88%.
Piccoli iPad crescono, verrebbe da dire. Ad appena 10 giorni di distanza dal suo lancio, il tablet di Cupertino già si era accaparrato lo 0,3% del traffico Internet mondiale, e le stime parlano di un 2,3% entro la fine del 2011: una vaticinio che, se confermato dai numeri, potrebbe portare iOS a risultati ancora migliori, tanto da arrivare ad eclissare lo stabile 5% del Mac.
E mentre Windows scende per la prima volta sotto al 90%, Internet Explorer fa il tonfo più grosso, con meno 4 punti percentuali rispetto allo scorso marzo e una diffusione attuale del 56%. Per Firefox invece la situazione rimane grossomodo stabile nel tempo (22,75%), laddove Chrome è il browser che guadagna più consensi abbattendo per la prima volta il muro del 10%.

Apple sostiene che l‘iPad sia in grado di offrire la migliore esperienza di navigazione sul web ed a quanto pare i primi acquirenti del dispositivo ne stanno già facendo un uso intensivo proprio su Internet.
Net Applications ha cominciato a tracciare la presenza online dell’iPad fin dal giorno del lancio raggiungendo subito lo 0.01% del traffico web per toccare nei giorni scorsi punte dello 0.04%, lo stesso livello raggiunto da tutti i BlackBerry e dai dispositivi con sistema operativo Android.
Come termine di paragone, il traffico web generato da iPhone ed iPod touch si attesta sullo 0,6%, 15 volte superiore a quello registrato dai dispositivi concorrenti, ma in proporzione inferiore a quello dell’iPad se si considerano le rispettive quote di mercato.
In una precedente ricerca era stato mostrato come l’iPhone e l’iPod touch, pur rappresentando solo il 17% di tutti i dispositivi mobili, riuscissero a generare il 65% di tutto il traffico web destinato a questo genere di dispositivi.

Secondo le ultime stime di Net Applications, non soltanto il lancio di Windows 7 fin’ora non ha avuto effetti su Mac OS X, ma nel complesso i Sistemi Operativi Microsoft vedono ridurre nuovamente la loro presenza sul Web. E intanto, il leopardo delle nevi ruggisce tracotante.
In appena una decina di giorni, da quando è stato rilasciato Windows 7, quest’ultimo è stato abbracciato da appena il 2,15% dell’utenza di Remond (neppure minimamente paragonabile al fenomeno Snow Leopard), ed in generale il market share combinato di Windows è calato al 92,52% rispetto al 92,77% di settembre. Nel mentre, invece, Mac OS X tocca il nuovo record del 5,27%. Come dire, il passaggio a Windows 7 è avvenuto alle spese delle vecchie versioni di Windows come XP, e non dei competitor che invece guadagnano sempre più terreno.
Ovviamente, non è così scontato che questo trend continui nel tempo anche perché, come sottolineato non molto tempo fa da Ballmer, Microsoft si aspetta che il grosso delle vendite arriverà dall’acquisto di nuovi computer con preinstallato Windows 7, più che da un aggiornamento eseguito dagli utenti. Quindi con l’aggiornamento dei parchi macchine le statistiche potrebbero subire persino ribaltamenti. Ma è interessante sottolineare come questa défaillance sia stata sufficiente ad ispirare i nuovi spot “Get a Mac” che prendono di mira le difficoltà insite nella transizione, le promesse infrante e infine le “seccature e la frustrazione” provocate da Windows.
E per completare l’opera (non senza la sottile ironia di Cupertino), sulla versione USA di Google, Apple ha comprato costosissimi ed irriverenti spazi pubblicitari che suggeriscono di acquistare un Mac ogni volta che un utente inserisce le parole chiave “Windows 7″ e “download”. Più chiaro di così.
[Via Electronista]