
Apple sarebbe sul punto di acquisire Lala un servizio di musica online; secondo fonti vicine ai vertici di Cupertino che si rifiutano di rivelare la loro identità poiché la trattativa sarebbe già in atto.
Lala consente, ai soli utenti statunitensi, di ascoltare musica direttamente online e qualora lo si desiderasse, comprare i brani in ascolto a $0,10. Il servizio differisce da iTunes proprio perché i brani possono essere ascoltati senza essere scaricati.
Il servizio offre ben 8 milioni di brani provenienti da EMI Music, Warner Music Group, Sony BMG Music Entertainment ed Universal Music Group. Il fine dell’acquisizione pare essere quello di voler offrire un servizio di streaming agli utenti della mela.
In questo periodo, diverse sono le compagnie che hanno scelto di investire nel settore musicale ed in particolare sui servizi di musica in streaming: MySpace ha comprato iLike ed iMeem e Google ha lanciato un nuovo motore di ricerca che utilizza sia iLike che Lala. La concorrenza con il colosso di Mountain View continua ad aumentare.
Aggiornamento: Il New York Times ha confermato l’acquisizione rivelando un investimento di 20 milioni di dollari. La notizia è stata, ovviamente, confermata anche dai vertici di Cupertino, malgrado non abbiano rivelato i dettagli economici.
[Via Bloomberg]
Senza annunci particolari, nella giornata di oggi è arrivata una piacevole (oltre che attesissima) notizia: finalmente è presente una sezione videoclip nella versione italiana di iTunes Store.
La sezione, come immaginabile, non è ancora ricchissima (al momento sono infatti presenti solo 44 video) ma, pur presentando soprattutto video degli artisti più noti (Shakira, Robbie Williams, Coldplay, Muse, Red Hot Chili Peppers…), gode comunque già di una certa varietà (sono presenti ad esempio anche video dei Tenacious D), il che fa ben sperare per il futuro.
Come per i brani musicali, è possibile visualizzare un’anteprima di 30 secondi per ogni videoclip prima di procedere con l’acquisto. I prezzi sono compresi tra 1,79 € e 2,49 €.
Continua a leggere: iTunes Store: anche in Italia arrivano i videoclip (Aggiornato)

Tapulous ha finalmente sottoposto la sua ultima fatica, Tap Tap Revenge 3, ad Apple per l’approvazione in App Store, secondo Business Insider.
La nuova versione sarà una grande revisione del più popolare gioco di musica per iPhone ed iPod Touch, ispirato a titoli per console quali Guitar Hero e Dance Dance Revolution. La serie Tap Tap Revenge ha riscosso un enorme successo: più di 15 milioni di download, con ben 11 milioni di utenti unici. L’aggiornamento introdurrà nuove capacità disponibili attraverso il sistema in-app purchase. I giocatori potranno personalizzare il proprio avatar o scaricare i brani degli artisti più famosi. Due tracce saranno vendute ad $1.
Anche se l’utente non volesse aggiungere contenuti extra, dovrà comunque pagare $1 per l’applicazione. Questa scelta è la conseguenza dell’espansione di funzionalità, dal momento che Apple vieta l’utilizzo del sistema in-app purchase alle applicazioni che possono essere scaricate gratuitamente.
Questa regola fu inserita per evitare che applicazioni effettivamente a pagamento fossero scaricabili gratuitamente ma si rivelassero inutilizzabili senza l’acquisto dei servizi extra, inquinando i dati relativi ai download in App Store ed ingannando, di fatto, l’utente (vedi i furbacchioni di Remember the milk). Sarebbe il caso di rivedere il meccanismo di revisione per questo tipo di applicazione.
Se tutto procederà come previsto, Tap Tap Revenge 3 dovrebbe entrare in App Store il prossimo mese.
Brian Eno, artista noto per essere produttore e compositore di musica d’ambiente, ha rilasciato la seconda applicazione per iPhone, sviluppata con l’aiuto del designer e musicista Peter Chilvers. Trope, questo il nome dell’applicazione, consente agli utenti di comporre la propria musica d’ambiente disegnando motivi con le dita: la forma di ogni motivo crea differenti toni.
A differenza della prima applicazionie, Bloom (link ad App Store), Trope promette di creare musica “più introspettiva, più d’atmosfera”. Da un apposita palette è possibile selezionare l’umore dell’utente, influendo sul tono della melodia.
Trope costa €2,99 e richiede un dispositivo con firmware iPhone 2.2 o successivi. Al fine di salvaguardare la fedeltà sonora è bene che gli utenti utilizzino delle cuffie o degli altoparlanti esterni, piuttosto che gli auricolari o gli speaker integrati.

Apple sta gradualmente riducendo la presenza del settore musicale dal suo business: politica che sta già producendo diversi ed ampi risvolti. Sebbene l’azienda abbia recentemente aggiornato iTunes e la propria linea di iPod durante un evento nominalmente dedicato alla musica, ha anche posto un forte accento sul mondo dei videogiochi, così come su quello video (con l’inserimento della videocamera nel nuovo iPod nano). La musica era essenzialmente presente solo grazie ad iTunes, che ha beneficiato dell’aggiunta di nuove tecnologie: Genius Mix, iTunes LP ed il nuovo layout di iTunes Store.
L’App Store è attualmente il centro attorno al quale ruota il business di Apple, come dimostra l’appiattimento delle vendite di iPod dopo anni di crescita. Il problema, scrive BusinessWeek, è che le etichette discografiche sono estremamente dipendenti da Apple (molto più di quanto lo fossero mai state in passato), con il 90% della musica digitale americana venduta tramite iTunes Store e approssimativamente il 75% dei lettori musicali portatili rappresentato da iPod. In un mercato nel quale la vendita di CD sprofonda sempre più verso il baratro, senza l’aiuto di Apple le etichette discografiche potrebbero cominciare a soffrire.
Pare che un uomo dell’esecutivo di una nota etichetta discografica, non si sa quale, abbia dichiarato in privato ad alcuni giornalisti: “Abbiamo bisogno di Apple per continuare ad innovare”.
Apple dal canto suo ci tiene a far sapere che la musica è ancora molto importante per l’azienda, e per dimostrarlo fa notare che il numero di dipendenti impiegati in tale settore è sensibilmente aumentato negli ultimi due anni. I download da iTunes Store, intanto, crescono rapidamente e l’azienda sta aprendo l’App Store a servizi che competono con iTunes, come Rhapsody, che pur ridirezionando le vendite su iTunes offre anche brani acquistabili presso altri store.
[Via BusinessWeek]

Rieccoci al tradizionale appuntamento con le nuove stime di NPD, secondo cui iTunes genera il 25% delle vendite dell’intero mercato musicale statunitense. Con un neo.
Il fatto di sapere che, ogni quattro canzoni vendute negli USA, una proviene da iTunes Store riempie certamente d’orgoglio Cupertino: è oggettivamente un risultato storico. Siamo al 25% dell’intero settore nel 2009, rispetto al 21% del 2008 e al 14% dell’anno precedente:
La crescita dei download legali di musica, ed il successo di Apple nel mantenere questo mercato, ha aumentato in generale la forza di itunes nella categoria del retail musicale. Ma l’importanza dei retailer tradizionali non dovrebbe essere accantonata, almeno fintanto che la maggior parte dei consumatori continua a comprare CD.
Ed in effetti, nonostante una crescita costante del download digitale e nonostante la percezione del pubblico, il mercato dei CD è ancora attualmente il predominante. Ma con una crescita del download digitale del 15%,20% l’anno e una contrazione di pari entità negli acquisti di musica su supporto fisico, si stima che i due segmenti di mercato saranno in equilibrio nel 2010. Attualmente, il 65% degli utenti acquista CD mentre solo il 35% acquista su un qualche store online, con iTunes al primo posto seguito da AmazonMP3 con l’8%.
Secondo quanto riporta il Financial Times, Apple sta lavorando con quattro delle più grandi case discografiche, per fare in modo da includere, con gli album musicali presenti in iTunes Store, booklet digitali e features interattive.
Attualmente, la maggior parte dei download in iTunes è costituito dallo scaricamento di singole tracce invece che interi album, e con questa iniziativa (il cui nome in codice sembra essere “Cocktail”) Apple intende ricreare l’esperienza tipica degli album fisici, con la possibilità di sfogliare l’artwork di un album, e così via.
Secondo quanto dichiarato da un dirigente Apple, non si tratterà solo di un insieme di PDF che accompagneranno gli album, ma di una nuova esperienza interattiva (che, a quanto pare, dovrebbe partire a settembre).
[Via MacRumors]

In questi giorni, in iTunes Store è apparsa una uova sezione dedicata agli appassionati di musica, chiamata D45. L’idea alla base è quella di proporre, a un prezzo favorevole, brani in coppia di vari artisti, riprendendo i classici 45 giri in vinile, ma ovviamente nel formato di iTunes (da qui il nome della sezione, che sta per “Digital 45″).
Peccato però che, come per i “Single of the Week“, offerti gratuitamente e per il noleggio e vendita di film, video musicali e serie TV, la cosa resti, almeno per il momento, confinata ai soli Stati Uniti (o quasi).
Sicuramente questa nuova sezione è più facile da portare anche in Italia rispetto ai video, quindi la speranza è che possa arrivare anche qui e che si allarghi il gruppo degli artisti proposti (attualmente sono una ventina, con prezzi compresi tra 1,49 $ e 1,99 $).
[Via TUAW]

Sembra semplicemente incredibile, ma tant’è. Un articolo di Fortune riporta che l’ultima fatica nonché anti-iPhone ufficiale della Palm, il famoso Palm Pre, sincronizza nativamente, e senza alcun problema di compatibilità, musica (non protetta da DRM) e video con iTunes.
Jon Johansen, meglio noto come DVD-Jon e autore di doubleTwist, suggerisce sul suo blog il lavoro che sarebbe stato compiuto da Palm per raggiungere lo scopo, e spiega anche perché presto la compatibilità verrà spezzata. In buona sostanza, lo smartphone palm fa credere ad iTunes di essere un iPod, ed ecco perché al momento della sincronizzazione compare il messaggio “Sincronizzo iPod”, e non “Sincronizzo Palm Pre”:
Quindi come ci riesce Palm? E’ molto semplice, in verità. Cominceremo con una domanda più basilare che non ha neppure a che fare, col Pre: per un computer, qual è la differenza tra un iPod ed uno stick di memoria Kingston? L’iPod ha un Vendor ID (un codice del produttore) USB specifico che lo identifica come un prodotto Apple e un Product ID USB che lo identifica come uno specifico modello di iPod.

Torna anche quest’anno iTunes Live London Festival, la kermesse musicale organizzata da Apple nella splendida cornice del Roundhouse a Londra. Tantissima musica di qualità per tutto il mese di luglio, ed i biglietti sono pure gratis.
Alla manifestazione parteciperanno artisti del calibro di Oasis, Snow Patrol, Kasabian, The Saturdays, Flo Rida, Paolo Nutini e altri 50 grandi nomi che presto saranno annunciati sul sito ufficiale dell’iniziativa.
Poiché i biglietti non saranno messi in vendita, per procurarseli occorrerà vincerli attraverso Facebook, seguendo le indicazioni contenute a questo indirizzo. Chi non disponesse di un account Facebook (o non desiderasse legittimamente averne uno) può tentare la sorte attraverso un’altra pagina sul sito di iTunes Live, tuttavia in quest’ultimo caso andranno persi i contenuti speciali promessi agli utenti della famosa piattaforma social, come ad ad esempio il video di “Shock of the Lightning” degli Oasis.
Infine, tutte le performance saranno registrata e rese disponibile al download su iTunes Store.

Non è un’applicazione recentissima, ma è molto interessante per gli appassionati o anche per i semplice ammiratori del theremin, l’unico strumento musicale che si suona senza toccarlo, usatissimo nelle colonne sonore di film di fantascienza degli anni ‘50, tra cui la versione originale di “Ultimatum alla terra”.
Questa versione per iPhone e iPod touch, realizzata dagli stessi autori di miniSynth, a differenza dello strumento reale, va ovviamente toccata per essere suonata.
Per eseguire una nota (il theremin è rigorosamente monofonico) si sposta il dito sull’area principale dello schermo (su cui è opzionalmente visualizzabile una griglia). Spostandosi lungo l’asse orizzontale si varia l’intonazione della nota (corrisponde all’antenna verticale del theremin), mentre su quella verticale si varia il volume (corrisponde all’antenna orizzontale).
Continua a leggere: Thereminator porta il theremin su iPhone

Come ampiamente anticipato a gennaio, Apple oggi ha dato il via ad una nuova politica di prezzi per l’acquisto delle canzoni sull’iTunes Store.
Oltre ai “canonici” € 0,99, alcuni brani sono venduti a 69 centesimi e ad € 1,29, dipende dalla popolarità della canzone, almeno così sembra.
In realtà, il nuovo tariffario è frutto di un compromesso tra Apple e le quattro grandi major musicali, Warner Music Group, Universal Music Group, Sony BMG ed EMI, i cui contratti con iTunes Store scadevano quest’anno. A fronte di un prezzo variabile, adesso tutte le canzoni sono prive di protezione DRM e codificate in AAC a 256kbs (contro i 128kbs di prima).
Dopo un rapido sguardo al catalogo, è possibile affermare che la stragrande maggioranza dei brani ha mantenuto il prezzo di €0,99.