Nel 2007, in concomitanza con la presentazione del primo iPhone, Apple cercò di registrare il marchio Multi-Touch, ma il Patent and Trademark Office degli Stati Uniti respinse la richiesta, poiché già dal 2005 Jeff Han della New York University aveva utilizzato questo termine in varie pubblicazioni scientifiche, mostrando alcuni prototipi che sfruttavano questa tecnologia.
Recentemente Jeff Han ha nuovamente stupito gli addetti ai lavori con uno sbalorditivo schermo multitouch da ben 82 pollici, una sorta di lavagna interattiva multimediale pensata soprattutto per i disegnatori ed i progettisti, pilotata da un software e da un hardware che permettono un controllo molto fluido e preciso degli oggetti.
Nel catalogo della Perceptive Pixel, l’azienda fondata da Jeff Han, è però presente anche un display multitouch da 27 pollici con risoluzione di 2560 x 1440 pixel, ovvero le stesse dimensioni e la stessa densità di pixel del più grande degli iMac.
E’ abbastanza improbabile tuttavia che Apple possa realizzare in futuro un iMac multitouch, poiché Steve Jobs presentando OS X Lion aveva esplicitamente affermato che, secondo approfonditi studi ergonomici condotti da Apple, l’utilizzo di ampi schermi multitouch utilizzati in posizione verticale a lungo andare tende ad affaticare le braccia.
E’ ancora più improbabile che la futura iTV, il televisore Apple che dovrebbe debuttare nella seconda metà del 2012, possa essere dotata di schermo multitouch, poiché la tipica distanza di visione e le impronte digitali sullo schermo renderebbero molto scomodo l’utilizzo di un simile dispositivo. E’ probabile invece che la iTV permetta un’interazione attraverso movimenti delle mani effettuati nell’aria, che simulino in qualche modo le gesture multitouch, coadiuvate dai comandi vocali impartiti tramite Siri.
[via 9to5mac]
Non deve essere stata accolta con gioia la decisione del US Patent & Trademark Office di rifiutare l’assegnazione ad Apple del marchio registrato “Multi-touch”, confermata lo scorso 23 settembre dalla seduta d’appello che conferma così il rifiuto già espresso in prima istanza a inizio 2011. A quanto pare (ironico se vogliamo per un marchio registrato), la decisione dell’Ufficio Brevetti sarebbe maturata proprio in base all’uso diffuso del termine all’interno dell’industria tecnologica, usato sì da Apple per prima ma diventato ormai troppo “pubblico” per essere assegnato.
La decisione riguarda ovviamente solo il termine multi-touch e non va a impattare sulle tecnologie che stanno dietro questo tipo di caratteristica, anch’esse prese d’assalto con richieste di brevetti da parte di Apple, che in realtà aveva chiesto la registrazione di questo marchio il 9 gennaio 2007, giorno in cui iPhone fu per la prima volta svelato da Steve Jobs. La vicenda del marchio multi-touch si lega sicuramente a quella del marchio “App Store”, ancora in discussione.
Come risultato quindi anche i concorrenti potranno usare il termine multi-touch per i loro dispositivi a proprio piacimento: cosa ne pensate? Credete che Apple abbia diritto all’uso esclusivo di questi termini per averli usati prima di tutti gli altri o che siano comunque troppo generici per appartenere a una singola azienda?
Via | Electronista.com

Tre nuovi brevetti depositati da Cupertino e scovati da PatentlyApple riguardano esplicitamente l’implementazione del multi-touch sui display di tipo OLED. Il futuro che Apple prepara ai suoi utenti è costellato di schermi leggeri e sottilissimi.
L’acronimo OLED sta per Organic Light Emitting Diode ovvero diodo organico ad emissione di luce; si tratta di una tecnologia che consente di realizzare display a colori con capacità di emettere luce propria e che non richiedono retroilluminazione. Una caratteristica che contribuirà notevolmente a ridurre lo spessore dello schermo (soprattutto se paragonato agli attuali LCD), i suoi consumi e la rigidità, tanto da permettere virtuosismi come l’arrotolamento o la curvatura, pur garantendo ottimi tempi di risposta, altissima luminosità, eccellenti livelli di contrasto e un angolo di visione estremamente ampio.
I brevetti in questione, numero 20100321305, 20100265187 e 20100265188 riescono a fondere la struttura OLED assieme ai sensori multi-touch grazie a ingegnose e sofisticatissime trovate, che consentiranno in futuro di produrre iPad, iPhone ed iPod touch più sottili e con una migliore autonomia. Benefici che, si legge esplicitamente nei documenti, non saranno limitati a tablet e PDA, ma toccheranno anche sistemi di computing come i MacBook e MacBook Pro, e persino le Apple TV. Come sia possibile una simile rivoluzione senza cambiare profondamente la forma attuale del set top box di Cupertino resta un mistero, ma qualcosa ci dice che i tre firmatari dei brevetti Shih Chang, Steven Hotelling e Brian Lynch sappiano qualcosa che a noialtri decisamente sfugge.

Una delle aziende fornitrici chiave di Apple, Wintek, sta pianificando di espandere la propria capacità produttiva per produrre schermi multi-touch da 10″. Il dirigente di Wintek, Hyley Huang, ha dichiarato che l’azienda sta vuole raggiungere un extra di 2,2 milioni di pannelli al mese nello stabilimento di Taichung in Taiwan. L’intero riassetto sarà completato entro giugno 2011 quando lo stabilimento sarà in grado di produrre un totale di 5,2 milioni di pannelli al mese.
Si stima che le consegne per il mese di dicembre abbiano superato i 2 milioni, e supereranno i 3 milioni quelle di gennaio. Sebbene non sia stato detto esplicitamente, la dimensione dei pannelli ed il numero lasciano intendere che la maggior parte siano destinati ad Apple per la produzione di iPad. Se così fosse, è chiaro che Apple e Wintek sono pronte a collaborare anche per la prossima generazione di iPad. Di conseguenza, ecco svelato il secondo partner industriale di iPad 2.
Il dispositivo si pensa possa essere commercializzato tra marzo ed aprile del prossimo anno. A questo punto, oltre alle fotocamere e alle performance sicuramente migliori, è ragionevole ritenere che il nuovo dispositivo avrà un display da 10″.
[Via MacNN]

Una feature mancante del Nexus One, pienamente supportata da Android, è la tecnologia multi-touch quella tecnologia tanto cara ad Apple che, in parte, è stata uno dei motivi che ha motivato la diffusione di iPhone.
Dopo anni di rapporti fatti di collaborazioni a denti stretti e “sorrisi di circostanza”, Google ha rincarato la dose e ha chiarito i termini della competizione, per chi non se ne fosse ancora reso conto: Google è in tutto e per tutto un competitor di Apple.
Con il rilascio di un aggiornamento over-the-air per Andorid che va ad abilitare il multi-touch per quanto riguarda browser, gallery e navigazione delle mappe, Google sferra l’ultimo colpo in termini di attacchi diretti ad Apple. Tra le novità che questo aggiornamento di Android introduce, difatti, si nota il completo supporto alla funzionalità pinch-to-zoom, il gesto di allontanare/avvicinare l’indice dal pollice per ingrandire/rimpicciolire una immagine.
Viene da domandarsi: perché soltanto ora è stato rilasciato questo aggiornamento? Nessuna motivazione ufficiale è stata fornita e il poco apprezzamento della tecnologia multi-touch, espresso tempo fa da parte di Andy Rubin, capo dello sviluppo Andorid, risulta decisamente dubbio.
Continua a leggere: Guerra aperta tra Apple e Google a suon di multi-touch (e non solo)
Illusion Labs, azienda sviluppatrice del popolarissimo gioco per iPhone Touchgrind, ha pubblicato un video nel quale dimostra come sia possibile, utilizzando il trackpad multi-touch di un MacBook, giocare ad una versione desktop del suo gioco più celebre.
Lo sviluppatore ha presentato questa nuova idea durante una sessione dimostrativa senza accennare ad un possibile impiego. Illusion Labs è la stessa azienda che manifestò aperto interesse circa il porting dei propri titoli per iPhone OS sull’allora (aprile 2009) vociferato tablet Apple. Attualmente tutti i portatili di Cupertino contengono un trackpad multi-touch che potrebbe essere utilizzato esattamente come nel video e forse anche di più. Infatti, questi nuovi trackpad integrati riescono a gestire fino ad 11 tocchi distinti contemporaneamente.
Diversi mesi fa, vi avevamo mostrato cosa accadeva nei laboratori di Illusion Labs: utilizzavano dei monitor multi-touch giganti per testare alcune delle applicazioni di punta. A quanto pare, a prescindere dai rumor, l’azienda in questione è forse stata la prima ad intuire l’avvento di Apple iPad. Tra pochi giorni fugheremo tutti i dubbi.
[Via MacRumors]
Nel video comparativo tra iPhone 3GS e Google Nexus One era già evidente come il primo dispositivo continuasse a primeggiare in quanto ad usabilità e feedback dell’interfaccia multi-touch. Questo video conferma il nostro sentore effettuando un test sui 3 telefoni più famosi: iPhone 3GS, Motorola Droid, HTC Droid Eris. Il Google Nexus One è presente solo nell’immagine in basso.
Il tester non fa altro che tracciare con il dito delle linee diagonali lungo l’intera superficie del display e dopo ripetere l’operazione in senso perpendicolare a quelle precedenti. Eccetto l’iPhone 3GS, che esibisce una fedeltà incredibile nell’acquisizione dei movimenti, gli altri due telefoni mostrano delle onde laddove il tester si sforzi di tracciare linee perfettamente rette.
La scarsa precisione di acquisizione del tocco è di conseguenza responsabile dei risultati non entusiasmanti circa la precisione dell’interfaccia. Il fatto assume notevole rilievo se si pensa che l’interfaccia di iPhone è tale dal 9 gennaio 2007 (giorno della sua presentazione), senza considerare che deve necessariamente essere stata realizzata almeno un anno prima nei laboratori di Apple: quasi 4 anni fa.
[Grazie a -teo- per il commento di segnalazione]

Pare che Apple voglia dare al suo futuro dispositivo tablet molto più valore in termini di produttivà, ammesso che l’ultimo rumor si riveli essere fondato.
Un designer ex dipendente di Apple ha dichiarato che il suo impiego era quello di realizzare un’interfaccia multi-touch per iWork durante gli ultimi dua anni di lavoro. L’uomo non ha indicato al New York Times per quale dispositivo stesse realizzando l’interfaccia, se per un portatile con trackpad multi-touch oppure un dispositivo futuro non ancora commercializzato.
Diversi sviluppatori sono convinti del fatto che il dispositivo così tanto atteso debba beneficiare di un più sofisticato sistema di gesture, se confrontato con iPhone o Mac OS X. Potrebbe trattarsi, per esempio, di tre dita che scorrono verso il basso seguite da una rotazione, dice il designer. Tuttavia è chiaro che alcune gesture potrebbero non essere le stesse della release finale.
[Via Electronista]
Un brevetto Apple, recentemente pubblicato, suggerisce l’introduzione di un’interfaccia tridimensionale in un dispositivo futuro con capacità multi-touch.
Sottomesso il 29 settembre del 2008, il documento descrive una interfaccia grafica con all’interno oggetti 3D, ed indica la possibilità di interagire con essi utilizzando differenti gesture. Alcune immagini mostrano anche operativamente l’interfaccia su un dispositivo simile ad iPhone.
Sebbene vi siano diverse applicazioni di terze parti, per iPhone ed iPod touch, che supportano l’interazione con oggetti tridimensionali, l’interfaccia ufficiale di Apple è sempre stata 2D, eccezion fatta per il browser di album musicali, Cover Flow, sviluppato mediante un leggero rendering 3D.
L’azienda potrebbe aver deciso di implementare tale funzionalità già all’interno di iPhone OS 4.0 e/o per il tablet il cui annuncio è atteso verso la fine di questo mese. Apple è, tuttavia, nota per la sua attività di brevettaggio di concept, molti dei quali rimangono per sempre tali.
[Via iPodNN]
Come da tradizione, la rete comincia ad offrire i mock-up realizzati dai designer di ogni parte del mondo. Quello mostrato in questo caso appartiene a Rodolphe Desmare ed è oggettivamente uno dei mock-up più belli.
Il dispositivo è in alluminio con un ampio e luminoso display multi-touch. L’autore ha conferito al computer una forma molto elegante, essenziale e sottile. Nel concept manca il bottone in stile iPhone (ammesso che ce ne sarà mai uno) ed un pulsante di hard-reset nella parte posteriore o laterale.
Le ultime indiscrezioni vogliono che la data di presentazione del dispositivo sia stata spostata al 27 gennaio 2010 rispetto al 26. Ad ogni modo, manca davvero poco per capire quanto Rodolphe si sia allontanato dalla realtà. Voi cosa ne dite di questo concept?
[Via Gizmodo]

La nuova versione, rigorosamente pre-release, di Adobe Flash Player 10.1.51 Beta è disponibile per il download nella versione per Mac OS X, Linux e Windows. Tra le novità, il supporto a Multi-Touch e gesture, diversi bug-fix e le migliori prestazioni assicurate dall’accelerazione via GPU, che però è solo per Windows.
Sul suo sito, Adobe garantisce la “fruizione del Web e delle sue applicazioni espressive, dei contenuti e dei video ad alta definizione HD su tutti i desktop ed i dispositivi”, solo che di fatto il grosso delle novità riguarda ancora e soltanto la piattaforma Windows. Infatti è su quest’ultima, e sui più recenti modelli di GPU NVIDIA, che la decodifica dei flussi H.264 avverrà via hardware, garantendo ottime prestazioni (chi ha detto 1080P Youtube?) e risparmi notevoli in termini di durata della batteria. Chi volesse saperne di più dal punto di vista tecnico, può consultare AnandTech sull’argomento.
Al contempo, è stata rilasciato anche Adobe AIR 2.0 Beta, che aggiunge il supporto a funzionalità native del computer come l’accesso all’USB, maggiore compatibilità col networking, la possibilità di aprire un link o un file con l’applicazione nativa ed un browser WebKit più veloce.
La versione preliminare di Adobe Flash 10.1 per Mac è disponibile a questo indirizzo, mentre a quest’altra pagina è possibile scaricare Adobe Air 2.

Apple ha depositato lo scorso giugno un nuovo brevetto riguardante una superficie multi-touch utilizzabile con due mani. Stando a quanto si legge all’interno del brevetto, la superficie è in grado di distinguere tra il palmo della mano e le singole dita, al fine di scrivere ed utilizzare gesture.
Il documento comincia sostenendo che penne stilo, mouse, tastiere e riconoscimento vocale sono tutti sistemi che lavorano bene ma in circostanze molto precise e limitate. I sistemi classici non garantiscono, a detta del depositario del documento, il dinamismo necessario per soddisfare i bisogni degli utenti.
Il nuovo sistema è in grado di adattarsi alle abitudini dell’utente consentendo anche la manipolazione di oggetti in ambienti 2D e 3D oltre che le classiche operazioni di scrittura e gestione di oggetti tipiche di un computer moderno.
Il brevetto si pensa sia opera di Wayne Westerman di Fingerworks, azienda precedentemente acquisita da Apple, alla stessa stregua della recente acquisizione di Placebase.
[Via AppleInsider | 9to5Mac]