
Che iWeb non fosse più al centro del futuro di Cupertino l’avevamo intuito un po’ dal fatto che l’ultima versione della suite multimediale con la mela, quell’iLife’11 rilasciato un anno fa, non ne contemplasse una qualche versione aggiornata. E se a questo aggiungiamo che Mobile Me come lo conosciamo noi cesserà ufficialmente di esistere il 30 giugno 2012, il quadro è completo. E a mettere definitivamente una pietra sopra all’argomento ci pensa una mail attribuita nientemeno che a Steve Jobs in persona.
Oramai, un paio di idee su cosa ci farà Apple con quei 12 Petabyte di storage ordinati a Isilon System ce le siamo già fatte, ma tra queste non figura l’offerta di hosting integrata in iWeb. Tant’è che, preoccupato per i cambiamenti in corso d’opera, un utente avrebbe rivolto all’indirizzo di Jobs un’accorata domanda:
Gent.le Signor Jobs,
dovrò cercarmi un’app alternativa per costruire siti Web e dovrò affidare a qualcun altro l’hosting dei miei siti?
Ho investito parecchio tempo e sforzi e il pensiero di dover imparare un altro software fa pena più di quanto non abbia mai fatto MobileMe.
E la risposta di Jobs, stringata pure per i suoi standard minimalisti, recita:
Sì.
Inviato dal mio iPhone
Continua a leggere: Jobs dice addio all'hosting iWeb e Mobile Me

Stando alle indiscrezioni de The Music Void, la nuova versione di MobileMe attesa per aprile incorporerà al suo interno una nuova componente chiamata Music Locker che, al costo di 20$ l’anno, conserva per noi una copia della nostra intera libreria musicale.
Le voci parlano di un contratto con Warner che farà da grimaldello per ottenere lo scopo col resto delle major:
Le nostri fonti dicono che Apple ha stretto un accordo con Warner e lo sta usando per far leva sulle altre etichette e portare a casa i contratti in tempo per il lancio di aprile. Il servizio “locker” dovrebbe avere un costo che si aggira attorno ai 20$ annuali.
In nuovo servizio, per farla breve, dovrebbe essere una via di mezzo tra il cloud vero e proprio e lo storage locale; un modo per abituare semplicemente gli utenti alla transizione, dal possesso dei brani alla licenza d’ascolto:
Apple sta considerando la possibilità di rendere MobileMe un servizio gratuito che farebbe da “armadietto” per i propri ricordi, come foto, musica e video, eliminando la necessità di portarsi dietro un sacco di memoria.
Continua a leggere: Music Locker a 20$ l'anno col nuovo MobileMe?

Con il rilascio di iOS 4.2 è arrivato anche un piccolo regalo da parte di Apple, la possibilità di utilizzare gratuitamente il servizio Find My iPhone, che come è noto permette di localizzare su una mappa il proprio iPhone o iPad, inviare un messaggio di allarme, cancellare i dati e bloccare il dispositivo in caso di furto o smarrimento.
Si tratta di una piccola rivoluzione, in quanto Find My iPhone è il primo servizio di MobileMe che Apple rende gratuito, ma presto dovrebbe essere offerta la possibilità di accedere gratuitamente anche a Gallery, il servizio di archiviazione foto, poiché compare insieme a Find My iPhone tra le applicazione che non necessitano di una sottoscrizione a pagamento.
L’accesso al sito me.com adesso può essere effettuato anche tramite un Apple ID, ma prima occorre attivare l’account da un dispositivo dotato di sistema operativo iOS. Sul sito Apple sono state pubblicate le istruzioni per configurare l’account di MobileMe con il proprio Apple ID ed attivare Find My iPhone direttamente su iPad e su iPhone.
Anche l’applicazione che permette di utilizzare il servizio Find My Phone direttamente da un iPhone e da un iPad è stata aggiornata per poter essere utilizzata con un account basato su un Apple ID.

Lunedì è il grande giorno: finalmente Steve Jobs salirà sul palco del Moscone Center di San Francisco per inaugurare il WWDC 2010. Ma quali saranno i prodotti annunciati? Secondo l’iCEO il keynote non ci deluderà, e a voi non rimane che un lungo week-end di attesa e speculazioni. Giusto per tranquillizzarvi, e per darvi qualcosa di cui parlare dal parrucchiere, ecco le previsioni basate sui rumor degli ultimi giorni.
Vi ricordiamo fin da ora che Melablog seguirà il keynote in diretta con il tradizionale live blogging, per scoprire le novità insieme e discuterne in tempo reale.
iPhone 4G
Ormai tutti l’hanno visto, o almeno hanno visto il prototipo finito nelle mani di Gizmodo. I prodotti Apple, tuttavia, non sono nuovi a modifiche dell’ultimo minuto, quindi se Steve Jobs presenterà effettivamente il nuovo iPhone sarà interessante capire, nero su bianco, quali siano le novità. C’è molta attesa intorno alle funzioni di videoconferenza, una funzionalità che altri telefonini offrono da tempo ma che, in realtà, non ha mai sfondato nel mondo consumer. Paradossalmente sappiamo già chi interpreterà lo spot del prossimo iPhone, nonostante qualche strano rumor su Lady Gaga…
iPhone OS 4
Sicuramente Steve Jobs parlerà di OS 4, un sistema già ampiamente annunciato e descritto. Probabilmente al WWDC saranno annunciate alcune nuove funzionalità, e forse anche una data di rilascio al pubblico. Tra le novità probabili vi ricordiamo anche la maggiore integrazione con Facebook.
Continua a leggere: WWDC 2010: le previsioni sul keynote di Steve Jobs

L’avevamo pur detto che qualcosa bolle in pentola a Cupertino, riguardo i servizi di Mobile Me. Certo, apparentemente non c’è legame tra le novità di oggi e le indiscrezioni sulla rumoreggiata gratuità del servizio, ma tant’è. Nelle scorse ore, gli utenti angolofoni hanno visto comparire nei loro account mail un invito ad usare la nuova beta del servizio; in ballo miglioramenti all’interfaccia grafica, regole della posta, protocollo SSL e prestazioni.
Sulla pagina del sito Apple dedicata alle novità si legge che il programma di beta, disponibile su invito e dopo esplicita sottoscrizione, permette di provare alcune delle novità della prossima versione di Mobile Me Mail. Il che include:
Come accennato, la beta è disponibile se Mobile Me è impostato in lingua inglese, e per parteciparvi non occorre altro che fare clic sul banner all’interno della propria area personale. In caso di dubbi o problemi, Apple ha predisposto una pagina con le FAQ, e comunque sarà sempre possibile inviare il proprio feedback attraverso il collegamento posto sotto alla lista delle cartelle mail in me.com.

Ecco un rumor di quelli con la “R” maiuscola, da prendere con le pinze ma davvero interessante. Stando alle indiscrezioni non confermate raccolte da MacDailyNews, sembra infatti che a Cupertino stiano valutando la possibilità di far diventare gratuito il servizio di sincronizzazione on the cloud Mobile Me.
Sul sito in questione si legge:
Abbiamo ricevuto una soffiata che non possiamo confermare, ecco perché lo definiamo “rumor”, ma che tuttavia ha una certa base di affidabilità: Apple sta pianificando di far diventare gratuito Mobile Me.
Incertezze anche sui tempi di attuazione:
Il passaggio avverrà più prima che poi, solo che dipende da quando saranno operative certe strutture
Certo, più che rendere gratuita l’offerta esistente è prevedibile che Apple decida una rimodulazione, questo per non scontentare gli utenti paganti e soprattutto - ipotizziamo - per poter costruire sui servizi gratuiti ulteriori servizi premium a pagamento. Di sicuro, molti utenti desistono davanti al costo annuale di € 79,00, dato che società di terze parti come Google offrono già a prezzi molto competitivi (se non a titolo gratuito) gran parte delle funzionalità che ritroviamo nel pacchetto con la mela (fatta debita eccezione per le ottime utility di sicurezza integrate, cioè Find My iPhone e Find my iPad, nonché la cancellazione remota dei dati).
Nato originariamente sotto la stella della gratuità nel lontano 2005 come iTools, il servizio è stato ribattezzato .Mac il 17 luglio 2002 ed è da allora a pagamento. Infine, l’ultima metamorfosi è avvenuta al WWDC 2008, quando ha assunto il brand che tutti conosciamo, quello di Mobile Me.

Se alcune delle grane legali capitate a Cupertino suonano lievemente pretestuose o fanno alzare il sopracciglio, quest’ultima è veramente curiosa. BetaNet avrebbe intentato causa contro Apple (e molte altre, tra cui Microsoft, Adobe, Autodesk, Sony e Kodak) per violazione di un proprio brevetto intitolato ” Sistema Sicuro per Attivare Software PC da Postazioni Remote”.
Nello specifico, la fumosa accusa formulata da BetaNet cita “i software iTunes, QuickTime (e non QuickTime Pro), Aperture e Mobile Me“:
Il file del programma contiene un primo programma di controllo che rappresenta una versione limitata del file del programma. Le informazioni di transazione della licenza sono inserite nella porzione dedicata alla shell di registrazione, e l’informazione viene poi trasmessa dalla shell di registrazione ad un programma di registrazione separato presente in un computer dedicato alla registrazione. Il programma di registrazione unisce le informazioni di transazione della licenza con un secondo programma di controllo - ottenendo così una versione completa del file - per generare un file finale univoco. Il file finale univoco viene infine trasmesso dal programma di registrazione alla shell di registrazione, e contiene il secondo programma di controllo che viene quindi integrato al programma principale, permettendo dunque la completa funzionalità del programma.
E’, per farla breve, una modalità con cui gestire le registrazioni del software da remoto, ed è talmente generica da potersi probabilmente applicare ad una casistica paurosamente ampia. Certo, ora occorrerà prima di tutto comprendere come funzionino nel dettaglio i meccanismi messi a punto da Apple per raggiungere lo scopo, e si dovrà tenere conto del fatto che alcuni dei software citati a esempio non hanno bisogno di alcun seriale (iTunes, QuickTime) e che in un caso non parliamo neppure di software, ma di servizi (Mobile Me). Insomma, altro giro altra corsa.

Un nuovo brevetto depositato da Apple nei giorni scorsi ed intitolato Synchronization of Media State Across Multiple Devices (”sincronizzazione dello stato dei media su dispositivi multipli”) promette di elevare la sincronizzazione dei dispositivi Apple allo stato dell’arte fondendo maggiormente i dispositivi ed iTunes con MobileMe: tutto si sincronizza con tutto, e soprattutto senza fili.
Immaginiamo di essere a casa e di guardare un film sulla nostra Apple TV. Grazie a questo brevetto, una volta usciti da casa sarà possibile continuarne la visione su iPhone o iPod touch senza dover manualmente cercare l’ultima scena vista. Tecnicamente, quindi, il sistema ha provveduto a sincronizzare lo stato dei media su differenti dispositivi in modo totalmente autonomo e trasparente per l’utente.
Inoltre, il brevetto prevede l’impiego di ulteriore tecnologia (non è chiaro se WiFi o Bluetooth) per far in modo che i dispositivi si riconoscano una volta entrati in un certo range di vicinanza. Come dire, immaginiamo di non essere riusciti a terminare la visione del film su iPhone mentre eravamo a spasso e, rincasando, solo per il fatto di esserle vicini, la nostra Apple TV si sincronizzi col telefono. Risultato, senza alcun intervento manuale, il film riprenderà sulla TV esattamente dove l’avevo lasciato. E questo range di vicinanza potrebbe essere esteso all’intero quartiere dove viviamo o addirittura, grazie al GPS, ad una generica distanza di “15 minuti da casa”.
Insomma, niente di veramente rivoluzionario, ma solo dei tanti modi con cui Apple coccola l’utente. Dopotutto, stracciare la concorrenza in termini di customer satisfaction è qualcosa che passa anche da queste piccolezze.
[Via Patently Apple]

Di tanto in tanto, così come è già accaduto di recente, Apple apporta piccole ma gradite novità a Mobile Me, la raccolta di servizi online con la mela sopra. Questa volta i cambiamenti concernono in particolare la cartella Pubblica di iDisk e il servizio Find my iPhone, che ora è in bella evidenza nella barra di navigazione di Me.com.
La lista delle novità è piuttosto dettagliata, e contempla i miglioramenti che seguono:
Infine, è stato creato l’indirizzo www.me.com/findmyiphone per poter accedere comodamente al servizio, e l’esportazione di contatti multipli ora non comporta più errori di incompletezza.

Nelle scorse ore Apple ha provveduto ad apportare una serie di cambiamenti a Mobile Me, il proprio servizio di hosting e sincronizzazione in the cloud. Sono state aggiunte alcune funzionalità espressamente rivolte ad iPhone 3GS, più altre che riguardano tutta l’utenza.
Sul sito del supporto Apple è disponibile la lista completa delle novità, che possiamo riassumere in tre punti:
Infine, sono state apportate significative migliorie anche ad iDisk, come quella relativa al mancato riconoscimento degli indirizzi mail durante la condivisione file.

Ammettiamolo: Find My iPhone è una delle funzionalità del nuovo OS 3.0 che ci ha incuriosito di più, sebbene siamo consci del fatto che per renderla operativa bisogna pur disporre di un account MobileMe da 79 euro l’anno.
Dopo un po’ di spiegazioni e prove “in vitro”, da Chicago arriva la notizia del primo caso di concreto ritrovamento via satellite di un melafonio realmente smarrito.
Si tratta dell’apparecchio di un certo Kevin Miller, che si trovava per la prima volta in città per una convention di fan di Lego. Ebbene, qualche ora dopo aver pranzato in piccolo bar abbastanza anonimo, ed essersene allontanato per l’evento Lego, Kevin si è reso conto di aver lasciato da qualche parte il suo smartphone Apple.
A quel punto, era impossibile per il geek in questione riconoscere se fosse più preoccupato per la perdita o eccitato per poter usare la sua nuova (e costosa) magia elettronica. Grazie alla chiavetta USB/modem di un suo collega, e al suo MacBook pro, e una serie rocambolesca di tentativi di connessione (molto divertenti, nel suo racconto), Kevin e il suo iPhone sono di nuovo una cosa sola.
[Via | Silicon Alley Insider]

Stando alle ultime indiscrezioni, Apple avrebbe intenzione di aprire una enorme server farm nello stato del North Carolina. L’eccezionale investimento è pari a ben 1 miliardo di dollari e per questo Cupertino beneficerà di uno sconto altrettanto eccezionale sulle tasse.
Lo sconto in previsione del notevole impegno preso da Apple ha permesso alla notizia di trapelare, ma al di là degli aspetti burocratici e fiscali, ciò che interessa sul serio agli utenti è scoprire l’uso che verrà fatto di una infrastruttura tanto imponente. Le ipotesi più verisimili sono sostanzialmente due. Secondo la prima possibilità, la server farm serve per dare man forte alla rete di server attualmente esistente, magari per migliorare l’affidabilità e velocità di Mobile Me, ma per questo scopo appare forse un filo sovradimensionata.
Più plausibile, invece, appare la possibilità che i server verranno impiegati per scopi nuovi, come ad esempio i servizi di Push notification, l’espansione di servizi “cloud” oppure per i download di contenuti video su iTune Store da iPhone.
Lo stato del North Carolina è considerato area depressa, e in ragione dell’ingente investimento (che darà lavoro ad un centinaio di persone) verrà garantito ad Apple uno sconto sulla tassazione che porterà ad un risparmio di 46 milioni di dollari nei prossimi dieci anni. Per godere dei medesimi sgravi fiscali, nel 2007 anche Google Inc. aveva ordinato la costruzione di una server farm da 600 milioni di dollari nel North Carolina.