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Bernstein: iOS guadagnerà ancora market share

pubblicato da aWilito


Su Forbes, Brian Caulfield scrive che Apple è destinata a guadagnare ulteriore market share coi propri smartphone iOS alle spese di Google Android. Una conclusione tratta dall’ultimo sondaggio della Bernstein Research condotto su 1.500 consumatori in Europa e Nord America.

Se è vero da una parte che Apple detiene il 29% del mercato e Google il 40%, dal canto suo l’ecosistema con la mela è forte d’una fidelizzazione totale nel 95% dei casi: ovvero, chi ha un iPhone, sa già che ne comprerà un altro in futuro. Per contrasto, solo il 75% di quelli Android dichiara intenzioni simili, e ciò nel medio periodo farà il gioco di Cupertino:

Basandosi sul sondaggio circa gli intenti dei consumatori, la Bernstein Research si aspetta che la porzione del mercato smartphone in mano ad Apple salga “oltre la trentina,” sorpassando quella sostenuta dall’esercito di dispositivi su cui gira Android, che tenderà invece a portarsi “sotto la trentina.”[…] Notiamo una dinamica di continua, forte attrazione nei confronti di Apple che le conseguirà molto probabilmente guadagni di market share nei confronti di Android. E se la società di Cupertino si espanderà con aggressività su price point più bassi, riteniamo che Android perderà terreno nei confronti di Apple nel breve termine.

Nel lungo termine, invece, secondo gli analisti Apple raggiungerà il 35% del mercato degli smartphone, seguita da Samsung col 20% e HTC col 10%.

Secondo Topeka, azioni Apple a 1001$ entro 1 anno

pubblicato da aWilito


Nella sua prima analisi sull’argomento, Brian White di Topeka Capital Markets ha affermato che entro 12-18 mesi le azioni Apple toccherrano l’incredibile valore di 1001$. Parliamo d’un incremento del 62% rispetto ai 618$ attuali.

Il merito di questo poderoso salto in avanti è tutto nella “storia di Apple” e nella fiducia riposta:

Guidata da un portfolio di prodotti innovativi in continua espansione, da una crescente griglia integrata di prodotti, da un’estetica iraggiungibile e un marchio che è in grado di toccare l’anima dei consumatori su tutti i fronti, la febbre di Apple si sta diffondendo come un incendio, e per l’immediato non ravvisiamo la fine del trend.

In fondo, spiega White, Apple “resta in pole position nell’ascesa dell’Internet mobile in tutto il mondo” e il riferimento è alla Cina, ovvero un mercato in piena espansione in cui gli abbonati al 3G toccheranno i 230 milioni entro la fine dell’anno, rendendo il paese “una delle meraviglie del mondo tecnologico.”

Si tratta indubbiamente di un’esposizione notevole per l’analista, ma in ballo non c’è soltanto quanto fatto finora -come ad esempio la recente introduzione dell’Apple TV col supporto ai 1080p- ma quanto verrà fatto a breve:

La griglia digitale di Apple è difficile da eguagliare, e iCloud non fa altro che rafforzare ulteriormente l’ecosistema. Tuttavia, ad Apple manca ancora un prodotto importante, ovvero una TV con tutti i fronzoli. Riteniamo che tutte le pedine siano già state piazzate per un lancio il prossimo anno; il che si traduce in una bella opportunità in un mercato da 100 miliardi di dollari.

Solo dall’inizio dell’anno, le azioni Apple sono salite del 45% passando dai vecchi 411$ fino allo sfondamento record del muro dei 600$.

Photo | TimesColonist

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Paura da iPad? Google aprirà un tablet store

pubblicato da aWilito


Stando a quanto si vocifera, Google si sente messo alle strette dal Kindle Fire e soprattutto da iPad, con la sua invidiabile catena di distribuzione. Per questa ragione, potrebbe iniziare presto a vendere i tablet Android creati da società come Asus e Samsung direttamente agli utenti, attraverso uno store online dedicato.

Nel negozio virtuale in arrivo, potrebbero persino esistere prodotti in co-branding con Mountain View, ma non si tratterebbe tanto di dispositivi progettati internamente quanto piuttosto d’un marchio per i gingilli che raggiungono determinati standard di potenza e qualità. L’importante, sembra di capire, è la presenza nel Web e nelle coscienze dei potenziali acquirenti. Non a caso, secondo Big G il vero problema starebbe tutto nella distribuzione.

Il Kindle Fire costa poco (199$) e rappresenta una deriva software al modello creato da Google, poiché non porta alcun introito per quest’ultima; anzi, devia gli acquisti degli utenti verso lo store di Amazon, che dal canto suo può contare sul più potente canale di distribuzione online al mondo. Apple iPad, invece, vende come il pane: è onnipresente in TV, sui giornali, sulla Rete e si avvale non soltanto della potenza di 360 Apple Store sparsi per il globo, ma anche delle catene partner, delle soluzione di e-commerce di terze parti e così via. E qui casca l’asino. Se infatti nel segmento degli smartphone le partnership di Google si sono dimostrate all’altezza guadagnandole il primato nel market share mondiale, lo stesso non si può dire dei suoi tablet:

Il mercato della distribuzione dei tablet è completamente diverso. Google e i suoi partner hardware devono affidarsi ai retailer per vendere i propri tablet. E se quei retailer vendono anche prodotti Apple, hanno già firmato un accordo per fornire loro la massima visibilità e promozione. Per questa ragione i tablet Android sono stati largamente ignorati dai consumatori.

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Lo "Scorri per aggiornare" è (quasi) un brevetto di Twitter

pubblicato da aWilito


E’ uno dei gesture più intelligenti mai creati su piattaforma iOS, e probabilmente uno dei più trasversali e diffusi. Parliamo del cosiddetto “Pull to Refresh” (”Scorri per aggiornare”) presente in Facebook, Tweetbot, Sparrow e perfino in alcune specifiche applicazioni Apple. La richiesta di brevetto per tale feature, scopriamo solo ora, è stata depositata nel 2010 allo USPTO e appartiene nientemeno che a Twitter.

Il brevetto in questione, numero 20100199180, si intitola “Meccanica per un’interfaccia utente” e porta la firma di Loren Brichter, lo sviluppatore dietro a quella stessa Tweetie acquisita subito dopo da Twitter. Nel documento si legge:

Un metodo per mostrare un’area di contenuti, ricevere un input associato al primo comando -col primo comando che include una richiesta di scroll dell’area dei contenuti- e, basandosi sul primo comando, eseguire un secondo comando indipendente dal primo.

Una filastrocca sibillina che non implica necessariamente l’azione di refresh, ma una qualunque. Il che, in altre parole, significa che a prescindere dall’effetto che produce, qui si sta tentando di brevettare lo scorrimento verso il basso del dito.

Per il momento, la richiesta di brevetto avanzata da Twitter non è ancora stata presa in carico, anche perché sembra un filino troppo generica; ma d’altro canto, quando si parla di USPTO dobbiamo sempre essere pronti a tutto. Per il momento, anche dovesse essere approvato, Brichter ha negato la volontà di far rispettare il brevetto, e onestamente speriamo che le cose vadano così. Altrimenti, per aggiornare un semplice feed, ci troveremmo presto a dover disegnare cerchi, premere pulsanti e scuotere dispositivi. L’intuizione di Brichter ci piace decisamente di più.

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China Unicom: +14,2% di profitti grazie ad Apple

pubblicato da aWilito


Evidentemente aveva ragione il CEO di Sprint Dan Hesse, quando diceva che gli utenti iPhone sono più spendaccioni e usano una ragionevole quantità di dati in mobilità. Perché anche China Unicom, nonostante gli importanti investimenti fatti nel 3G, dichiara di aver tratto enormi vantaggi dalla partnership con Apple in termini d’utenza e profitti per il 2011.

Marketwatch scrive che la telco cinese ha più che raddoppiato gli abbonati al 3G, che ora ammontano a 40 milioni e rappresentano il 20% della base d’utenza totale. I ricavi derivanti da questa tipologia di servizi sarebbero saliti del 31,7%, contribuendo in maniera sostanziale all’aumento dei ricavi netti, cresciuti a loro volta del 14,2%.

Per questa ragione, e nonostante il fatto che le aspettative degli analisti mirassero un po’ più in alto, i dividendi staccati hanno superato gli 8 centesimi dell’anno scorso, toccando così i 10 centesimi ad azione. E, a dire del direttore esecutivo di China Unicom Li Gang, il grosso del merito dei traguardi strappati negli ultimi tre anni va accreditato per lo più ai dispositivi con la mela.

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iOS in testa alle priorità per gli sviluppatori mobili

pubblicato da aWilito


Nonostante l’avvento dei primi smartphone nati dalla joint venture tra Nokia e Microsoft, sembra che non molto sia cambiato nel panorama del software mobile rispetto ai mesi scorsi: stando ai dati pubblicati da IDC e Appcelerator gli sviluppatori continuano a dare massima priorità ad iOS e soprattutto ad iPad, e solo dopo ad Android. Per Windows phone 7 e gli altri OS, invece, restano briciole e promesse per il futuro.

Quasi l’80% dei 2.173 sviluppatori intervistati ha affermato di voler incorporare del codice HTML5 all’interno dei propri prodotti entro la fine del 2012, ma di questi solo il 6% si è detto favorevole alla creazione di app completamente HTML5; la maggior parte preferirà invece un approccio di tipo ibrido con molto codice nativo, il che consente di raggiungere più facilmente un livello accettabile di omogeneità col resto dell’OS prescelto.

Molti -ben il 37%- confessano di provare interesse per Windows Phone 7, ma sfortunatamente per Nokia e Microsoft, solo il 18% si è detto interessato ai dispositivi Lumia. Lo spiega senza mezzi termini Mike King di Appcelerator:

È quasi come se dicessero “siamo molto eccitati all’idea di Microsoft e Nokia insieme, più che ad un dispositivo particolare.”

Decisamente meglio va ad iOS, con l’89% degli intervistati in procinto di creare app per iPhone e l’88% specificatamente orientato verso iPad; per quanto concerne Android, invece, il 79% si concentrerà sulle app per smartphone, il 66% sui tablet (una percentuale notevole, visto il primato Apple nel segmento) e il 55% su Android 4.0. aka Ice Cream Sandwich, ovvero la prima versione dell’OS di Google che fonde assieme smartphone e tablet.

Infine, non sembra arrestarsi l’emorragia di interesse verso il Blackberry. Solo il 16% degli intervistati ha in mente di produrre titoli per tale piattaforma; un netto calo rispetto al 20% dell’ultimo trimestre dell’anno scorso.

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Paul Thurrot: iPad è "l'unico vero tablet del mercato finora"

pubblicato da aWilito


Paul Thurrot, noto giornalista statunitense, autore ed editor per il magazine Windows IT Pro, ha affermato di recente non soltanto che l’iPad sia il miglior tablet sul mercato in assoluto, ma addirittura che sia “l’unico tablet che valga la pena di considerare.” E non lo dice mica all’amico del bar; lo scrive su Supersite for Windows.

E’ solo una delle tante recensioni statunitensi sul nuovo iPad ma sta facendo discutere il Web Apple-centrico per via degli encomi, e probabilmente per la loro origine. Su un sito dedicato ai fan del mondo Windows, infatti, fa un certo effetto leggere queste parole:

L’ultimo iPad di Apple è l’evoluzione d’un dispositivo dotato d’un incredibile, rivoluzionario nuovo schermo che lo pone fuori dalla portata della concorrenza. Già il migliore tra i tablet, il nuovo iPad estende il primato di Apple e invia importanti messaggi ad Android e Windows 8: la barra è stata alzata di nuovo. […]
È bellissimo da guardare, una gioia da usare, e dotato dal miglior schermo riscontrabile in qualunque dispositivo mobile o anche desktop, e corroborato dal più vigoroso ecosistema software e di contenuti sulla terra. L’iPad si è elevato dal suo povero esordio da iPod touch gigante per trasformarsi nella spina dorsale d’una rivoluzione del computing. […] Per la stragrande maggioranza delle persone, qui dentro c’è tutto il potere computazionale e le capacità di cui avranno mai bisogno.

E in effetti, al di là delle pur meritate lodi sperticate al dispositivo, l’analisi di Thurrot sottolinea un dettaglio non di poco conto. Apple attualmente trascina questo segmento di mercato a suon d’innovazioni e continuerà a farlo fintanto che i competitor glielo permetteranno. Già, perché finché lasceranno alla mela il compito di indicare la rotta, non avranno mai speranza di emergere o addirittura superarla; non con queste premesse, in ogni caso. Per batterla sui tablet non è più sufficiente arrivare contemporaneamente al medesimo obiettivo: occorre essere oggi dove Apple sarà domani. Hai detto niente.

Il mercato delle app mobili in un'infografica

pubblicato da aWilito


Ispirata a statistiche affidabili e dati ufficiali, l’infografica creata da Frugal Dad mostra l’incredibile indotto che ruota attorno ai vari app store del mondo mobile, trainato ovviamente da quello Apple. Si stima che da solo, questo settore abbia creato negli ultimi cinque anni qualcosa come mezzo milione di nuovi posti di lavoro. Come dire, anche nelle piccole innovazioni si annidano benessere e sviluppo per un intero paese.

Si parte dal Simon Personal Communicator di IBM, presentato nel 1992 e commercializzato nel 1993, ovvero il primo telefono a integrare al suo interno funzionalità di PDA e cercapersone, ma è solo con l’iPhone nel 2007 che le cose nel mondo tella telefonia cambiano per sempre. L’App Store creato da Cupertino ha superato il traguardo del primo milione di download ad aprile 2009, e a luglio 2011 era già a quota 15 milioni; rilsagono a pochi giorni fa, invece, i festeggiamenti ufficiali per il 25 miliardesimo download.

E sempre a partire dal 2008 iniziano ad aprire gli store concorrenti; il primo a dare il la è Google col suo Android Market, supportato da Acer, HTC, LG, Motorola, Samsung e Sony Ericsson. Una vera esplosione che si è tradotta, stando alle statistiche di TechNet, in ben 466 mila nuovi posti di lavoro, divisi tra i grandi del mondo hi-tech (soprattutto Zynga, Amazon, EA, At&T, Google, Apple, Facebook”) ma anche molte altre realtà minori e più agguerrite.

Dopo il salto, l’infografica per intero. Buona lettura.

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Apple si espande anche in Giappone: aumentano le vendite di iPhone

pubblicato da Bruno


Sembra proprio essere un momento d’oro per Apple: dopo la presentazione del nuovo iPad (qui trovate alcune infografiche sul nuovo device) e dopo gli straordinari risultati di vendita delle prime scorte del tablet con la mela, anche il Giappone regala soddisfazioni a Cupertino.

Come riporta AppleInsider, citando un articolo di Mainichi Japan, nel quarto trimestre 2011, la quota di mercato detenuta dall’iPhone è stata pari al 26,6%. Al secondo e terzo posto troviamo Fujitsu-Toshiba, con il 18,2%, e Sharp, con il 15,7%.

Se si guarda ai dati relativi a tutto il 2011, la classifica cambia. In testa troviamo Sharp, con il 20,1% delle vendite. Al secondo posto Fujitsu-Toshiba al 18,2%, e al terzo Apple, con una quota di mercato del 14,2%. Questi risultati sono ancora più importanti se si ricorda come Apple abbia un rapporto in esclusiva con il terzo operatore mobile del Giappone. Non con il primo o con il secondo.

Il Giappone continua ad essere un paese importante per Cupertino: dal 16 Marzo sarà possibile acquistare il nuovo iPad, ed entro breve tempo gli utenti giapponesi di Apple potranno utilizzare sia iTunes Match che Siri.

Foto | Flickr

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T-Mobile: "iPhone e sovvenzioni carrier non indispensabili"

pubblicato da aWilito

Secondo il CEO di T-Mobile Cole Brodman, è ora di farla finita con le sovvenzioni dei carrier telefonici. Durante il GeekWire Summit di Seattle ha infatti sostenuto la necessità di rivedere i modelli di commercializzazione adottati sinora, così da continuare a rendere profittevole il mercato per tutti. E, parlando di iPhone, afferma senza mezzi termini che non è più indispensabile possederlo nel proprio arsenale per sopravvivere sul mercato.

Sarà che l’iPhone logora chi non ce l’ha, fatto sta che secondo Brodman la politica dei telefoni a prezzi stracciati è sbagliata nelle fondamenta: avrebbe infatti creato una concorrenza sleale e soprattutto avrebbe abituato gli utenti a “una completa svalutazione” dell’hardware. E’ impensabile, sostiene, che che gli utenti cambino ogni due anni o anche meno un dispositivo che costa svariate centinaia di dollari.

Già, perché quando devono mettere mano al proprio portafoglio, i consumatori USA “preferiscono quasi sempre il telefono meno costoso al piano telefonico migliore.” Negli altri paesi, invece, le cose vanno in modo nettamente diverso. Da noi, per esempio, storicamente refrattari a contratti e legacci legali, è molto comune acquistare il telefono a prezzo pieno così da poterlo utilizzare con tutti i gestori senza vincoli o penalità.

Ciò che sorprende dell’intervento di Brodman è la nuova visione della società, secondo cui l’iPhone non è più necessario alla sopravvivenza dei carrier. Esiterebbero infatti “fantastiche alternative”, e c’è sempre la possibilità che Android, Windows Phone e BlackBerry producano qualcosa di migliore nel tempo:

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ComScore: in un anno raddoppiato il numero di iPad nell'UE

pubblicato da aWilito


Non è un caso che ieri, sul palco dello Yerba Buena, Schiller si sia prodigato nell’annunciare tutti i numeri del successo di Apple e del “più veloce lancio di prodotto della storia.” Gli interessi in ballo, infatti, sono altissimi soprattutto se consideriamo gli incredibili risultati della ricerca condotta da ComScore Mobilens sulla crescente diffusione di iPad nell’EU5 (la Union Five Europea, costituita da Francia, Germania, Italia, Spagna e UK).

A partire dal prossimo 16 marzo, il nuovo iPad raggiungerà alcuni paesi del Vecchio Continente (UK, Francia, Germania, Svizzera) per poi proseguire il suo cammino e invadere lo Stivale a brevissima distanza, ovvero il 23 marzo. E tanta fretta è più che giustificata, visti i prodromi.

I dati divulgati da ComScore prendono in considerazione gli ultimi due mesi del 2011 e il primo del 2012, e rivelano la presenza di 11,4 milioni di possessori d’iPad, ovvero quasi il doppio dei 6,5 milioni dell’anno prima. Il tasso più alto d’adozione lo vanta il Regno Unito, con una crescita del 115%, seguita dalla Francia col 95%, l’Italia col 75% e infine Germania e Spagna con il 50% e il 37% rispettivamente.

Per questa ragione, non sorprende che in UK esista il più grosso manipolo di utenti iPad di tutto il continente, ovvero 2,8 milioni su una popolazione totale di 65 milioni; e nel computo mancano gli iPad utilizzati nel mercato enterprise o nel retail. Messi insieme, i dati producono una bella soddisfazione per Apple: in totale, la crescita media registrata in EU5 si è attestata su di un +73,6% su base annuale.

Deutsche Bank: il successo di Apple? Colpa dei concorrenti

pubblicato da aWilito


Secondo gli analisti della Deutsche Bank, Apple può sostanzialmente dormire sonni sereni, almeno per l’anno in corso. E una fetta non irrilevante del merito va alla concorrenza sul fronte iPhone ed iPad, definita senza troppi giri di parole “benevola.”

Il rating delle azioni Apple è decisamente “Buy”, e il price target fissato a ben 600$. Questa l’opinione di Chris Whitmore, dovuta soprattutto “alla competizione relativamente benevola proveniente dai tablet [Android] e alla lenta ascesa dei tablet Windows più tardi nel corso dell’anno,” se non direttamente nel 2013. Una posizione condivisa da un altro analista -Gus Richard di Piper Jaffray- secondo cui Windows 8 “arriverà in ritardo e sarà pieno di bug”, il che deve corrispondere a musica per le orecchie di Cupertino.

I motivi per cui Apple è forte e continuerà ad esserlo nei mesi seguenti ammontano almeno a sei. Eccoli sintetizzati qui sotto:

  • Niente iPhone killer: il Mobile World Congress non ha mostrato nessun vero competitor in grado di fronteggiare il telefono con la mela.
  • Tablet con Windows 8: ci sarebbero “problemi di interoperabilità” con Windows 8 e diversi dispositivi.
  • La debolezza di Hewlett-Packard.
  • Clienti Corporate: iPhone ed iPad acquistano sempre più spinta nel mercato enterprise.
  • Nuovi modelli: sono attesi nuovi modelli di MacBook Pro e Air.
  • Apple TV: un nuovo modello di set-top box potrebbe arrivare già domani, e in più potremmo assistere al salto da parte di Apple nel mondo della distribuzione televisiva.

A cui, ovviamente, occorre aggiungere la “forte crescita dell’ecosistema iOS,” nonché il mezzo milione abbondante di titoli su App Store -di cui 140.000 ottimizzati per iPad- e il traguardo dei 25 miliardi di download recentemente raggiunto. Per paragone, basti pensare che Android è arrivato a circa 340.000 app a catalogo e 10 miliardi di download totali: grossomodo i risultati di Apple un anno e tre mesi fa.

Photo | Digital Trends