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In Stat: Apple dominerà il mercato dei tablet

pubblicato da aWilito in: Varie Prodotti Hardware Anticipazioni Storia Idee iPad


In Stat afferma che, grazie alla presentazione di iPad, Apple possiederebbe tutte le carte in regola per stracciare la concorrenza di un nascente mercato che, entro il 2014, avrà un valore stimato di ben 20 miliardi di dollari.

Entro il 2014 il cosiddetto TAM (Total Available Market), cioè il mercato potenziale espresso in numero di dispositivi che gli utenti saranno disposti a comprare, dovrebbe salire a 50 milioni di tablet. Secondo le predizioni il prezzo medio di tali dispositivi dovrebbe aggirarsi sui $400-$500, ed Apple è privilegiata rispetto alla concorrenza poiché ha creato una soluzione che contempla già migliaia di applicazioni e contenuti.

Ora che Cupertino è entrata di prepotenza nell’arena, all’improvviso tutti sembrano accorgersi delle potenzialità di questo segmento di mercato che fa gola tanto ai produttori OEM di computer che a quelli dedicati all’elettronica di consumo:


I tablet sono diventati rapidamente una priorità per i competitor lungo la catena del valore, inclusi gli operatori mobili. E ancora più importante è il fatto che i tablet rappresentino un complemento ad altri dispositivo mobili, in particolare smartphone e netbook.

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WebKit: Google contribuisce più di Apple

pubblicato da aWilito in: Varie Storia Idee Safari


Nelle scorse ore, su una pagina di Chromium Notes, uno sviluppatore del progetto Open Source alla base di Chrome e Safari, ha pubblicato un interessante grafico che mostra il numero di contributi forniti a WebKit. E sembra che, almeno dal punto di vista meramente matematico, Google (in verde) batta Apple (in blu) di parecchio.

Al di là delle ovvie considerazioni, bisogna sottolineare che il grafico si limita a contemplare la quantità di interventi: dunque non tiene minimamente conto della qualità e dell’importanza degli stessi, né conta quali interventi correggano interventi precedenti. Senza contare che non vengono annoverati neppure contributi di altra natura, rispetto a quelli software.

Fatte le debite premesse, appare però chiaro che nel 2009 Google ha sorpassato Apple nel numero di interventi intrapresi sul codice, con un divario che sembra poter crescere ulteriormente nel tempo. I picchi di Cupertino, corrispondono al rilascio di ogni major release di Safari, ed è quindi possibile che il futuro riserbi nuovi sorpassi.

Di per sé, e per tutte le osservazioni fatte, il grafico non è di gran valore: siamo appena al livello di piccola curiosità. Resta però interessante notare come in generale le grandi società (quindi anche Nokia e BlackBerry) stiano sempre più destinando risorse significative al progetto. Il che, dal punto di vista dei consumatori, significa soltanto maggiore concorrenza, più compatibilità su una piattaforma comune, meno sprechi nello sviluppo e software più stabile.

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Ecco iTablet. Con Windows 7

pubblicato da aWilito in: Varie Prodotti Hardware Anticipazioni Storia Idee Tech iPad

Con un tempismo perfetto, ecco a tutti iTablet. Lo produce X2 e si avvale dell’ultima versione del Sistema Operativo di Redmond, Windows 7.

Passati praticamente inosservati fino alla presentazione dell’iPad, all’improvviso i tablet sembrano il futuro possibile a detta di gran parte degli addetti ai lavori. E così, X2 ha presentato la sua variante al tema chiamata, manco a farlo apposta (anzi, a farlo aposta) iTablet.

Il dispositivo possiede un processore Intel a 1,6 GHz, 250GB di hard drive, connettività 802.11b/g, Bluetooth e 3G opzionale, più 3 porte USB e webcam a 1,3 Megapixel. E a controllare tutto questo hardware, ovviamente, ci sarà Windows 7. Per il resto, si parla di output HDMI extra, display nella varianti da 10,2″ e 12,1″, dimensioni 252×192x35mm e colori a scelta tra nero, bianco, blu, giallo, rosso e rosa.

Difficile dire se un prodotto del genere cambierà la storia del computing, ma è probabile che, con 1,18 Kg di peso e 3,5 cm di spessore, forse non sarà questa gran rivoluzione. Il nome però era carino.

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Apple vieta la pubblicità location-based sull'iPhone

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In una vaga nota inviata agli sviluppatori, Apple richiede che i servizi di Core Location, cioè la geolocalizzazione sull’iPhone, vengano utilizzati esclusivamente per fini utili all’utente. E qualcuno già accusa Apple di voler assumere il controllo della pubblicità su iPhone introducendo in questo settore la stessa, pericolosa discrezionalità cui siamo abituati con le approvazioni software.

Proprio ora che anche a Cupertino le cose nel mondo della pubblicità si sono fatte serie, sull’Apple Developer forum si può leggere:

Se avete costruito la vostra applicazione con caratteristiche basate sulla posizione GPS dell’utente, assicuratevi che queste caratteristiche forniscano informazioni utili. Se la vostra applicazione fa uso del GPS primariamente per permettere agli inserzionisti mobili di fornire pubblicità mirata sulla posizione geografica dell’utente, la vostra applicazione sarà rispedita al mittente dal Team di revisione delle applicazioni così che possa essere modificata prima di un nuovo vaglio.

Dopo il fallimento con AdMob e il successo nell’acquisizione di Quattro Wireless, Apple ha assegnato al CEO di Quattro il posto di Vice Presidente della Mobile Advertising di Cupertino. In seguito, ha assunto due nuovi responsabili e, secondo BusinessWeek, starebbe “lavorando per rivoluzionare il settore della pubblicità mobile così come ha fatto per telefoni e lettori multimediali”. Insomma, se ci sono ancora dubbi sulla faccenda, Craig Hockenberry, uno sviluppatore iPhone e Mac, ha cinguettato con estrema chiarezza il timore di molti:

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Stanza: Apple fa rimuovere la condivisione libri via USB

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Gli utenti di Stanza, un popolare ebook-reader per iPhone ed iPod touch, hanno ricevuto una brutta notizia con l’ultimo aggiornamento dell’applicazione. Anche se è difficile parlare di update, in realtà, visto che l’unica novità è la rimozione delle funzionalità di condivisione degli ebook via USB, attuata su esplicita richiesta di Apple.

Come anche descritto dalle FAQ del programma, fino a non molto tempo gli utenti potevano spostare gli ebook dall’iPhone al computer e viceversa attraverso il cavo USB. Ora, invece, la nuova versione del software:

Ha rimosso la capacità di condividere i libri via USB in ottemperanza alle richieste di Apple.

Qualcuno si è subito domandato: potrebbe essere questa una mossa per spostare il pubblico verso iPad e il venturo iBooks? Oltretutto, la società che produce Stanza, Lexcycle, è stata recentemente acquisita da Amazon, quindi qualche sospetto è più che lecito. Tuttavia, il trasferimento via USB contempla l’utilizzo di API non ufficiali (leggi: approvate) e l’uso di un software di terze parti chiamato iPhone Explorer che elude le modalità di trasferimento accettate da Apple, che storicamente sono il sistema proprietario integrato in iTunes (che trasferisce i file dal telefono ad un solo computer) o il WiFi. Con una comunicazione ufficiale, infatti, Cupertino ha fatto sapere che la faccenda è semplice e riguarda l’iPhone SDK:

Abbiamo richiesto la rimozione delle funzionalità USB da Stanza dato che gli sviluppatori stavano usando API private in violazione dell’accordo di licenza.

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La concorrenza all'iPad arriva da Google

pubblicato da aWilito in: Varie Prodotti Anticipazioni Storia Idee Tech iPad

Non soltanto i prezzi dell’iPad sono assolutamente allineati alla concorrenza (e forse addirittura competitivi), ma rispetto ai competitor il tablet con la mela è quello più funzionale, flessibile e cool. Quindi la concorrenza ad un dispositivo del genere non viene da chi è già sul mercato, almeno per ora, ma piuttosto da chi ci vuole entrare: e fa capolino il nome di Google.

Nel video che vedete qui sopra, il designer di Google Chrome Glen Murphy mostra un possibile modello di interfaccia grafica per Tablet basato su Chrome OS. Sulla pagina destinata all’esperienza utente, invece, sono stati postati interessanti screenshot di un dispositivo lievemente più grande dell’iPad. In tutti i casi, il lavoro fatto sin qui sembra piuttosto promettente, ma è difficile dire se e quando questi semplici concept assumeranno una forma tangibile.

Per non farci mancare niente, citiamo le indiscrezioni riportate da Ibtimes secondo cui le specifiche del Google Tablet sarebbero già note: si parla di schermo da 10,1″ multi touch, 2GB RAM, 64GB SSD, processore ARM basato su NVIDIA Tegra e ovviamente tutto il resto dell’armamentario, compresi WiFi, 3G, Bluetooth, Ethernet, USB, webcam, uscita audio e lettore multi-card. Altro giro, altra corsa.

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Il più grande business di Apple non è Mac: è iPhone

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In seguito all’annuncio degli spettacolari risultati finanziari relativi al primo trimestre fiscale 2010, è chiaro che a Cupertino spira decisamente un buon vento. Meno palese è forse il fatto che, in meno di tre anni, il vero business di Apple s’è spostato dal mondo del computing alla telefonia, con iPhone che supera gli introiti derivanti dal Mac.

Il cambio di filosofia era ravvisabile già quando, neppure troppo tempo fa, Cupertino modificò la propria ragione sociale da Apple Computer Inc. ad Apple Inc, ma ora le ragioni di questa decisione appaiono inequivocabili. I profitti relativi ad iPhone hanno superato il ragguardevole muro dei 5,6 miliardi di dollari, facendo registrare un +90% rispetto all’anno precedente. Per contrasto, il business dei Mac è salito a 4,5 miliardi di dollari, mentre quello degli iPod ha raggiunto un pur eccellente 3,4 miliardi. A ragione si può dire che iPhone batte Mac per più di un miliardo di dollari.

E le cose sono sono destinate a cambiare ulteriormente. I gadget ed i dispositivi che in generale portano la connettività mobile rivestiranno un ruolo sempre più importante nella vita degli utenti che, un giorno, saranno ubiquamente connessi a costi ragionevoli. Si spera. Ed è in questo senso che va interpretata l’eventuale introduzione di un Tablet.

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Il paradosso di Apple: cultura chiusa e fan del libero pensiero

pubblicato da michele in: Varie Prodotti Software Idee Tech

Uomini Mac e uomini PC

Il celebre aggregatore di idee SlashDot.org solleva una questione interessante che voglio condividere con voi lettori.

La segretezza che circonda l’atteso Apple tablet è solo l’ultimo esempio dell’ormai famosa cultura chiusa e controllata di Apple. Eppure milioni di designer, musicisti ed altri professionisti della creatività amano i prodotti della mela e, ancora più incredibilmente, il marchio Apple è sempre più sinonimo di creatività di libero-pensiero.

Come può un’azienda, la cui filosofia sulla condivisione dell’informazione è così fortemente in disaccordo con quella dei suoi clienti, avere così tanto successo? Wade Roush, con un saggio pubblicato su Xconomy, cerca di rispondere a questa domanda e nel farlo delinea tre possibili linee di spiegazione:

  1. innovazione chiusa, supervisionata da una guida geniale come Steve Jobs, potrebbe essere l’unica maniera per costruire prodotti coerenti ma soprattutto convincenti;
  2. l’hardware Apple dimostra di essere più open di quanto l’azienda avesse desiderato; inizialmente Steve Jobs cercava di tenere alla larga da iPhone le applicazioni di terze parti, per esempio;
  3. i clienti sono molto pragmatici quando si tratta di qualità: open source e movimenti per il software libero non hanno prodotto nulla di lontanamente utilizzabile come Mac OS X ed iPhone.

Secondo voi come stanno le cose? A quale linea di pensiero vi sentite più vicini? Ditelo nei commenti.

[Via SlashDot]

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Apple dichiara guerra ai clonatori cinesi

pubblicato da aWilito in: Varie Prodotti Hardware Storia Idee iPhone iPhone 3G iPhone 3GS


Per porre un freno al dilagante fenomeno dei cloni, Cupertino ha deciso di innescare e prendere attivamente parte alle misure messe in atto dal governo cinese. Il team Apple cinese si è infatti coordinato con la polizia di Shenzhen per portare a termine un raid contro un laboratorio clandestino nel distretto industriale. Sequestrati ben 1.000 iPhone tarocchi e 6.000 batterie compatibili.

Apple sta inviando staff a Shenzhen per acquisire informazioni sul caso ed eventualmente incontrare la stampa giovedì, avrebbe rivelato un membro dello staff soprannominato Xiao e interno al dipartimento di sorveglianza del mercato Apple per il sud della Cina.

La maggior parte dei cloni iPhone in circolazione sembrerebbero provenire proprio da Shenzhen, una regione al sud della Cina e prossima a Hong Kong. Il lotto che ha causato l’intervento diretto di Cupertino pare avesse caratteristiche tali da mettere in allarme Apple: si vocifera di un costo di commercializzazione pari ad un decimo dell’originale ($74) e persino la possibilità di far girare iPhone OS, ma quest’ultimo dettaglio è tutto da verificare.

Oppure ancora, c’è la possibilità che questi modelli somigliassero troppo al venturo iPhone 4G, motivo per cui è stato deciso un tempestivo e personale intervento per impedire la divulgazione di informazioni importanti. Una cosa è certa, comunque: mai come ora il mercato nero ha avuto il fiato di Apple sul collo.

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Vodafone UK vende 100.000 iPhone nella prima settimana

pubblicato da michele in: Varie Hardware Anticipazioni Idee Tech iPhone iPhone 3GS

Vodafone poin a Londra

La divisione inglese di Vodafone ha già superato quota 100.000 iPhone venduti, secondo i dati ufficiali. La notizia giunge ad una sola settimana dall’inizio della vendita dei melafonini. Il carrier è riuscito a venderne 50.000 solo il primo giorno nonostante le spedizioni non siano potute partire per via del maltempo (altri potenziali clienti che sono rimasti fuori dal conteggio).

Il risultato è ottimo anche se confrontato con il rivale Orange UK, a dispetto dei suoi 30.000 iPhone venduti il primo giorno di commercializzazione e dei 100.000 raggiunti solo durante il primo mese (dicembre 2009). Le ragioni di questo successo potrebbero essere dovute al tetto massimo di traffico dati proposto da Vodafone, 1GB contro i 750MB del rivale. O2 è l’unico carrier che offre traffico dati illimitato, ma pare avere diversi problemi in stabilità e performance.

[Via MacDailyNews]

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Apple Store: nuovo negozio a Francoforte

pubblicato da michele in: Varie Prodotti Anticipazioni Apple Store

Apple Store a Francoforte

Tra un’ora Apple inaugurerà un nuovo Store a Francoforte (in Germania). Il negozio è sito in Große Bockenheimer Straße numero 30, sarà inaugurato alle ore 11:00. Sarà aperto dalle ore 10:00 alle ore 20:00 dal lunedì al sabato mentre il giovedì ed il sabato rimarrà aperto fino alle 21:00. Il primo workshop è programmato per il prossimo lunedì, e riguarderà iMovie, iDVD e GarageBand.

Lo store è il terzo in Germania, dopo quello di Monaco ed Amburgo. L’apertura del negozio era stata fissata per il 5 dicembre 2009, giusto in tempo per i regali natalizi. Apple non ha fornito una spiegazione per il ritardo, limitandosi a pubblicare in rete una frase che annunciava il cambio di data: “We’re putting the finishing touches on the final touches”.

[Via Apple.de]

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Schmidt: i rapporti tra Google ed Apple sono stabili

pubblicato da aWilito in: Varie Anticipazioni Storia Idee


Stiano sereni gli utenti preoccupati del rapporto non più idilliaco tra Apple e Google. Eric Schmidt in persona, tra una lode ed un “piezz’e core”, ha affermato che è stabile e ben saldo.

Laddove un tempo c’erano intesa e mutua collaborazione oggi, tra Android, Nexus One e Chrome, di intesa e collaborazione sembra essercene parecchia di meno. L’inasprimento di rapporti altrimenti idilliaci sembra venir confermato dai vociferati accordi tra Cupertino e Microsoft: un’eventuale sostituzione di Google in favore di Bing nei browser della mela rappresenterebbe certamente un colpo non di poco conto per Mountain View e darebbe un po’ d’ossigeno alla concorrenza nel campo dell’online advertising.

Durante la conferenza trimestrale sui ricavi fiscali, Eric Schmidt ha affermato che Apple e Google mantengono una leale partnership in certe aree, laddove sono in competizione in altre; contrariamente a quanto si possa ritenere, Apple ha ancora “un posto speciale nel suo cuore”, nonostante non sieda più nel suo consiglio d’amministrazione. Inoltre, ha aggiunto che è una società “molto ben gestita”.

Nessuno mette in dubbio i buoni sentimenti di Schmidt, ma tra smartphone, servizi online (Gmail e Mobile me), Sistemi Operativi, suite per l’ufficio, browser, monopolio pubblicitario e Youtube (sì, Youtube è un concorrente di iTunes Store nel settore del movie rental), probabilmente qualche problema con Mountain View Apple ce l’ha.

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