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Tutti gli articoli con tag marketing apple

Apple voleva chiamare iPhone "TelePod"

pubblicato da Giacomo "aW" Martiradonna

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In un evento tenuto presso il Dipartimento di Marketing dell’Università dell’Arizona, l’ex responsabile della comunicazione di Cupertino Ken Segall ha rivelato la strategia di branding che Apple voleva inizialmente adottare per il suo smartphone. E tra i nomi papabili, oltre ad iPhone, c’erano in prima posizione “Mobi,” “TriPod,” “MicroMac,” e l’orroroso “TelePod.”

Ognuno dei nomi in lizza per l’iPhone originale portava con sé una certa quantità di caratteristiche che dovevano servire a definire determinate peculiarità del prodotto. Per esempio, col brand Telepod si cercava di restituire una sensazione di futurismo (il prefisso tele-) con un senso di continuità con il celebre suffisso ‘Pod.’ Mobi ricorda ‘mobile’ come i telefonini (mobilephones, in inglese), ma con un pizzico di personalità in più.

Tripod fece da principio molto scalpore internamente, poiché riportava alla memoria il terzetto di feature dell’iPhone, definito nel 2007 come una combinazione tra “telefono, iPod e un dispositivo di comunicazione.” E considerato quanto è cresciuto iOS oggigiorno, ben venga che sia stato scartato; altrimenti, come insegna Jonathan Ive, avrebbe finito col limitare le potenzialità e il design di un prodotto dirompente.

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L'iPad mini sarà dedicato al settore educational

pubblicato da Giacomo "aW" Martiradonna

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L’iPad mini che verrà presentato durante l’evento di stasera ha una vocazione educational, e su questo non ci piove. Lo conferma anche un recente articolo di Bloomberg Businessweek.

Mentre Amazon fa la corte alle scuole nel tentativo di scalzare iPad dal suo stato di predominio, a Cupertino tentano il colpaccio:

Oltre al mercato della scuola, ovviamente, il CEO Tim Cook utilizzerà il dispositivo per tentare di allargare il proprio margine su Amazon e Google, oltre che schivare la più recente minaccia costituita da Microsoft nel mercato dei tablet, che per NPD DisplaySearch raddoppierà a 162 miliardi di dollari entro il 2017. Cook svelerà un iPad con uno schermo diagonale di 7,85″, hanno affermato le persone messe a parte del suo sviluppo ad agosto. L’attuale iPad ha uno schermo da 9,7″.
Eppure, all’evento di domani sera i dirigenti Apple hanno in mente di evidenziare le capacità formative dell’iPad, ha affermato una fonte che conosceva tali piani. Nessuna meraviglia. Il segmento educational del mercato dell’information technology, incluso l’hardware, ammontava a 19,7 miliardi di dollari nel periodo 2010-2011, secondo il Center for Digital Education.

Non sorprende quindi che a Cupertino si lavori per rilasciare una nuova versione di iBooks entro stasera; anzi, sullo store oramai sono comparse decine di titoli compatibili con lo standard EPUB 3.0, e questo implica che al debutto ufficiale mancano poche ore. Quali saranno le novità per il pubblico, tuttavia, per il momento non è dato sapere.

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Apple, dopo Flashback il marketing osa meno

pubblicato da Giacomo "aW" Martiradonna

In un simpatico post nel suo blog, Sophos sottolinea come sia mutato il marketing di Cupertino sul fronte della sicurezza dopo la preoccupante infestazione da trojan Flashback dei mesi scorsi. Sono spariti gli annunci roboanti e le dichiarazioni forti: all’improvviso, OS X è un po’ meno migliore di Windows.

Basta confrontare la nuova versione della pagina del sito Apple dedicata alla sezione “Perché amerai un Mac” con quella d’un paio di mesi fa; prima il Mac (con una piccola scivolata sulla grammatica) era “immune dai virus per PC” perché “i Mac non vengono attaccati dalle migliaia di virus che minacciano costantemente i computer basati su Windows, e tutto grazie alle difese integrate in Mac OS X che ti garantiscono sonni tranquilli, senza alcuno sforzo da parte tua.” Ora invece OS X è semplicemente “sicuro fin da subito” e dotato di “difese integrate” che “proteggono il tuo Mac, così non scarichi software pericolosi senza accorgertene.”

A un certo punto, insomma, la macchina del marketing di Cupertino ha sostituito questo:

Senza praticamente alcuno sforzo da parte tua, Mac OS X ti difende da virus e altre applicazioni pericolose, o malware. Per esempio, mette i bastoni tra le ruote agli hacker grazie a una tecnica chiamata “sandboxing”: limita infatti le azioni che i programmi possono eseguire sul tuo Mac, a quali file possono accedere e quali altri programmi possono avviare…

Con quest’altro:

Con le sue tecnologie evolute, OS X lavora senza sosta per tenere al sicuro il tuo Mac. Per esempio, mette i bastoni tra le ruote agli hacker grazie a una tecnica chiamata “sandboxing”: limita le azioni che i programmi possono eseguire sul tuo Mac, stabilendo a quali file possono accedere e quali altri programmi possono avviare.

Flashback dunque ha modificato per sempre la percezione che abbiamo del Sistema Operativo per il resto di noi, ma Apple non si è fermata alle apparenze. Gatekeeper, in arrivo con Mountain Lion, contribuirà a tenere a bada futuri focolai, e ora che la responsabilità per gli update di Java è passata da di mano da Cupertino a OpenJDK, possiamo finalmente dire addio a vulnerabilità calafatate a distanza di mesi.

Ciononostante, e contrariamente alle interessate indicazioni di Sophos, niente panico: non è ancora giunto il momento di installare un antivirus su Mac. Quel giorno, per nostra fortuna, è ancora molto, molto lontano.

Come Apple vende i suoi prodotti, secondo John Gruber

pubblicato da giovanni de stefano


E’ di John Gruber di Daring Fireball - preziosissima fonte di spunti e riflessioni sul mondo Apple - l’editoriale del numero di aprile di MacWorld americano. Il pezzo è un’ottima lettura per tutti quelli che desiderino approfondire una tematica, in particolare: la gestione, da parte di Apple, di quello che sa fare meglio: fare interessare a sé il suo pubblico.

Anche da parte di un fan - per quanto “tecnico”, come John sa essere - le annotazioni critiche sanno essere decise, e a volte anche perfide:

“Loro prendono qualcosa di piccolo, semplice e molto appetibile. Lo privano di feature senza pietà, trasformandolo giusto nel minimo possibile con cui ripartire. Rifiniscono maniacalmente le feature rimaste ad esso. A un evento mediatico estremamente atteso, presentano il dispositivo in questione come The Next Big Thing, spiegando - no, semplicemente mostrando - quanto geniale e quanto perfetto sia il design dell’oggetto. Dopodiché, lo mettono in vendita”.