
Ieri sera ho visto l’annuncio sul blog di Google Mobile: l’app di Gmail è di nuovo tra noi, dopo la figuraccia dei giorni passati. Sono immediatamente partito a caccia dell’app, ma devo dire che nello Store non l’ho trovata subito. Cercandola in Safari, invece eccola là. L’ho installata specie per avere quelle notifiche push di cui parlavamo l’altro giorno, ricordando come impostare l’account Google su Mail per averle.
Dell’app Google ci aveva raccontato giorni fa in occasione del lancio. Ecco cosa consente di fare l’app di Gmail:
Dopo due minuti che ci smanettavo, sono uscito. L’impressione è stata quella di usare la web app di Gmail. E in più non non vengono sincronizzati calendari e contatti. Le notifiche arrivano prima che sul Mac, ma non sul lock screen. Insomma, personalmente l’ho trovata una mezza delusione. È vero che quest’app consente di usare tutte le funzioni di Gmail, ma nel complesso la trovo ancora decisamente insoddisfacente, specie se confrontata con l’app per Android. Io continuerò a usare Mail, per ora. E voi che farete?
Ps: Google invita gli utenti che dispongono dell’applicazione rilasciata il 2 novembre a disinstallare o disconnettersi dalla vecchia applicazione prima di installare quella nuova.

Come noto durante la transizione ad iCloud, alcune delle funzionalità -di sincronizzazione e storage online- offerte da principio con Mobile Me dovrebbero andare semplicemente in pensione. Oggi però, con una mail di risposta ad un utente preoccupato dalla questione, Tim Cook in persona ci consegna due preziose informazioni. La prima è che evidentemente anche il neo iCEO si avvarrà delle mail come ulteriore cassa di risonanza del marketing a costo zero; la seconda, è che non tutte le speranze sono perdute, e qualche caratteristica del vecchio servizio online potrebbe presto fare capolino in iCloud.
L’utente in questione lamenta importanti omissioni nei nuovi servizi online di Apple. Si tratta di feature a cui molti -a suon di 79 euro l’anno- si erano abituati e che ora svaniscono al sole:
Nello specifico, mi sono lagnato della mancanza dei servizi di sincronizzazione (sync delle preferenze delle applicazioni, del portachiavi, etc.) e la perdita di iDisk. Sono stato piacevolmente sorpreso di ricevere una chiamata dal suo ufficio proprio poco fa.
A quanto pare, e nonostante non siano state annunciate formali scadenze, Apple è assolutamente “aperta alla questione se c’è sufficiente feedback” il che è una notizia che farà felici quanti erano abituati tenere sincronizzati su diversi Mac il Portachiavi, i Widget della Dashboard, le icone nel Dock nonché gli account, le regole, le firme e le Smart Mailbox di Mail. Tutte abitudini che potrebbero eclissarsi entro il 6 giugno dell’anno prossimo, almeno stando ai documenti ufficiali rilasciati da Cupertino.
Addio al sync, ad iDisk, a Gallery e ad iWeb? Oppure, la voce degli utenti farà tornare Apple sui suoi passi? Una cosa è certa, se vi sta a cuore qualche feature in via d’estinzione, questo è il momento per inviare un suggerimento alla mela.

E’ nota a tutti la propensione di Steve Jobs a rispondere direttamente alle mail degli utenti, pur se con messaggi minimalisti che somigliano a oracoli. A quanto pare, anche Tim Cook -il nuovo CEO di Apple- sembra coltivare questo hobby anche se è difficile stabilire se si tratta di una abitudine consolidata oppure di un retaggio destinato a scemare. Di sicuro, c’è che il marketing di Apple studia le mail indirizzate a Jobs con estrema cura.
Più che su questioni tecniche, Cook è stato contattato in questi giorni per gli “in bocca al lupo” di rito e le congratulazioni per la nuova posizione. Un utente, per esempio, ha ricevuto dei ringraziamenti per aver utilizzato un Mac in Iraq al fine di restare in contatto coi suoi; un altro invece si è visto rispondere col -famoso negli USA- grido di guerra “War Eagle” dell’Università di Auburn. In ogni caso, è difficile dire se il trend avrà un seguito, perché tutto dipende dalle personali inclinazioni del nuovo arrivato, ma una cosa è importante sottolinearla: pare proprio che i messaggi indirizzati ai personaggi di spicco della mela siano tenuti in gran conto all’interno del Campus.
Ricorderete certamente i problemi che hanno flagellato Mobile Me a metà del 2008; una incredibile serie di malfunzionamenti e bug che ha reso impossibile la vita digitale di un sacco di utenti paganti e che è andata avanti per qualche mese. Ebbene, tutte le 242 mail di lamentele giunte all’indirizzo di Jobs sono state monitorate e catalogate, e infine compresse nella slide che vedete qui sopra. Qualcuno avanza l’ipotesi che Jobs, nonostante i cambiamenti degli ultimi giorni, possa ancora rispondere agli utenti ma ciò appare quanto meno inappropriato, per non dire indelicato nei confronti di Cook. Tempo al tempo.

Iscritti ai servizi di Mobile Me, fate attenzione. Su Internet hanno infatti iniziato a circolare finte mail di scam provenienti dal cosiddetto “Apple store Team” che invitano ad iscriversi alle delizie di iCloud, salvo poi limitarsi a rubare i dati della carta di credito. Occhio ai messaggi truffaldini, perché si tratta di volgarissimo phishing.
Il testo della mail, nominalmente inviata dall’indirizzo no_replay@icloud.com, suona rassicurante:
Caro utente MobileMe,iscriviti pure ad iCloud facendo clic sul pulsante qui in basso per mantenere il tuo precedente indirizzo mail e migrare tutti i tuoi messaggi, contatti, calendari e segnalibri verso il nuovo servizio.
Il tuo abbonamento verrà automaticamente rinnovato fino al 31 luglio 2012 senza costi aggiuntivi. A partire da tale data, MobileMe non sarà più disponibile.A presto,
il Team dell’iTunes Store.
Come ogni mail scam che si rispetti, non mancano ovviamente gli errori di grammatica e i refusi di battitura (vedi “botton” per intendere “button”) che dovrebbero mettere in allerta gli utenti più accorti, ma è sempre meglio chiarire certe faccende senza troppo girarci attorno. In generale, dunque, state alla larga da quei messaggi che tentano di spillarvi soldi e i dati della carta di credito; sarà pure un consiglio al limite dell’offesa nella sua ingenuità, ma andatelo a dire alle centinaia di vittime cadute in una trappola simile qualche annetto fa.

E’ ora la volta della nuova versione di Mail, che per l’occasione integra un nuovo design con vista a colonne che lo fa somigliare moltissimo alla variante creata ad hoc per iPad, e che nel complesso diventa estremamente molto più intelligente.
Innanzitutto, le ricerche all’interno dell’app si fanno più “smart”. E’ possibile impostare query in base alle persone o anche ad argomenti generali, limitatamente al solo oggetto oppure tenendo in considerazione l’interno corpo dei messaggi. Ad ogni digitazione comparirà un menu a tendina coi suggerimenti, un po’ come quando effettuiamo una ricerca su Google.
A vedere il demo, il nuovo algoritmo di ricerca sembra davvero scaltro e ben congegnato: basta la pressione di pochi tasti per veder comparire gli estratti di mail dall’archivio che probabilmente soddisfano le nostre necessità. Ogni ricerca, per di più, può essere congiunta con altre in modo da poter scremare maggiormente i risultati. In generale, tutto appare estremamente semplice da usare e veloce, e gli applausi scroscianti del pubblico confermano ulteriormente questa impressione.
Cambia infine la modalità di visualizzazione delle mail, che ora raggruppa in modo intelligente le conversazioni, ripulendo il corpo dei messaggi da tutto il quoting, i FWD: e il RE: non necessari. Decisamente una novità interessante.

Piccoli cambiamenti sono in programma per iBookstore, l’applicazione integrata in iOS e dedicata all’acquisto, consultazione e archiviazione degli e-book. Presto, infatti, l’app di Cupertino supporterà la creazione di cartelle o “Raccolte”, nonché la stampa e l’invio dei PDF via mail.
Neppure due giorni fa abbiamo riportato la notizia -diffusa dallo stesso Steve Jobs- che presto iBookstore permetterà di raccogliere in cartelle (chiamate in inglese “Collections”) i propri tomi virtuali, siano essi ePUB o PDF. Oggi apprendiamo invece che, oltre a questo, presto sarà possibile stampare tutti i PDF archiviati nell’applicazione attraverso AirPrint, o in alternativa inviarli ad amici e colleghi via mail. Va da sé che tali funzionalità saranno inibite per gli ePUB e in generale per i libri acquistati: su questo Apple è esplicita.
Nessun dettaglio invece sulle tempistiche, ma qualcuno sussurra che l’occasione perfetta verrà durante il rilascio di iOS 4.3 e il lancio contemporaneo del Daily di News Corp, ai quali come sappiamo sarà dedicato un evento speciale ad hoc a dicembre.
Apple sta sviluppando piccole migliorie in Mail ed iCal nelle versioni per Mac OS X Lion. Lo rivela uno sguardo attento al materiale pubblicitario presente sulla pagina ufficiale del nuovo sistema operativo. L’interfaccia di iCal è stata arricchita del pulsante per la vista dell’Anno, oltre ai già presenti Giorno, Settimana e Mese.
L’aspetto estetico ed il layout ora sono molto più simili alla stessa applicazione per iPad: i bottoni per andare avanti e dietro, ad esempio, sono stati rimossi dal pannello centrale e posizionati leggermente più in basso, a destra del titolo del calendario visualizzato.
Mail è stato rivisto da un punto di vista estetico in chiave iTunes 10, con icone e bottoni dai toni grigi anziché colorati come nella versione attuale del client di posta elettronica. I bottoni per la gestione dei messaggi sono più rettangolari che rotondi ed allineati a sinistra anziché al centro, senza etichette di testo. Questi sono solo alcuni dei mille dettagli che via via emergeranno. Voi avete ne avete già scoperti altri?
[Via AppleInsider]

Quello Apple è decisamente un CEO che ha parecchio da dire, e nel suo ultimo, consueto scambio di mail con un paio di utenti avrebbe fatto il punto della situazione sul complicato rapporto con Google. Non accadrà mai, afferma infatti senza mezzi termini, che Mountain View superi Apple.
Il riferimento è all’enorme mole di novità che sono state presentate alla conferenza Google I/O di San Francisco: l’ultimo interessante aggiornamento di Android (che riesce ad adombrare alcuni aspetti del concorrente iPhone), l’annuncio di Google TV, decisamente più interessante della controparte Apple, e poi il supporto a Flash 10.1, per non parlare di Eric Schmidt che addita Sony come una fonte d’ispirazione. Insomma, una eccezionale conferenza ricca di novità web-centriche, tutte declinate in una sorta di sottile leitmotiv anti-cupertiniano.
E così, quando un utente ha chiesto all’iCEO se Google avesse sul serio superato a piè pari Apple col rilascio della nuova versione di Android, la risposta è stata quanto mai chiara:
Non hanno neppure una speranza
E a riguardo, l’affondo nella piega è giunto anche attraverso la mail di un altro utente, che chiede se per caso anche al prossimo WWDC di Apple ci saranno annunci altrettanto grandiosi. Le parole di Steve Jobs (o chi per lui), minimaliste ed efficaci come sempre, suonano rassicuranti:
Non resterete delusi
Appuntamento quindi all’Apple Worldwide Developers Conference 2010, in arrivo tra pochissime settimane dal 7 di giugno prossimo.

E’ una storia curiosa quella riportata da Fortune, che riguarda Steve Jobs in persona e Ryan Tate di Gawker, e la loro fitta corrispondenza su temi scottanti come il famoso prototipo di iPhone 4G comprato per 5.000$, la controversia con Adobe Flash, le approvazioni e il porno. Tutta la politica e la visione di Cupertino in 10 mail al vetriolo.
La vicenda avrebbe avuto inizio nelle scorse ore con una pubblicità su iPad che non è andata a genio a Tate, da cui sarebbe seguita la prima delle lunga serie di mail. Se Bob Dylan avesse vent’anni, gli chiede, “crederebbe sul serio che iPad sia una rivoluzione? La rivoluzione passa per la libertà”. Al che la piccata risposta di Jobs, c’è da dire più argomentata del solito:
Sì, libertà dai programmi che ti rubano i dati. Libertà dai programmi che esauriscono tutta la batteria. Libertà dal porno. Sì, libertà. I tempi cambiano, e alcuni tipi da PC sentono che il loro mondo gli sta franando sotto i piedi.
Di lì a poco, si sarebbero toccati una gran varietà d’argomenti, come quel pasticciaccio del prototipo di iPhone acquistato da Gawker Media, che possiede tra l’altro Gizmodo, oppure la coercizione esercitata sugli editori, che ora sono costretti ad eseguire in cocoa il porting delle proprie applicazioni Flash (d’altro canto, ribatte il CEO, “nessuno obbliga nessuno. Sembra piuttosto siano *loro* a volerlo”). A riguardo, Jobs ha risposto:
Continua a leggere: Porno, prototipi, Flash e approvazioni: un blogger litiga con Steve Jobs

L’avevamo pur detto che qualcosa bolle in pentola a Cupertino, riguardo i servizi di Mobile Me. Certo, apparentemente non c’è legame tra le novità di oggi e le indiscrezioni sulla rumoreggiata gratuità del servizio, ma tant’è. Nelle scorse ore, gli utenti angolofoni hanno visto comparire nei loro account mail un invito ad usare la nuova beta del servizio; in ballo miglioramenti all’interfaccia grafica, regole della posta, protocollo SSL e prestazioni.
Sulla pagina del sito Apple dedicata alle novità si legge che il programma di beta, disponibile su invito e dopo esplicita sottoscrizione, permette di provare alcune delle novità della prossima versione di Mobile Me Mail. Il che include:
Come accennato, la beta è disponibile se Mobile Me è impostato in lingua inglese, e per parteciparvi non occorre altro che fare clic sul banner all’interno della propria area personale. In caso di dubbi o problemi, Apple ha predisposto una pagina con le FAQ, e comunque sarà sempre possibile inviare il proprio feedback attraverso il collegamento posto sotto alla lista delle cartelle mail in me.com.

Quello che è successo a questo utente è eccezionale. Dopo aver acquistato un Mac difettoso, e ispirato dalla improvvisa logorrea di Steve Jobs degli ultimi tempi, ha scritto all’iCeo una mail di sarcastico disappunto. Risultato, una telefonata inaspettata dai piani alti di Cupertino, le scuse e un computer nuovo di pacca in tempi record.
Quando Michael J. Weber ha acquistato il suo fiammante iMac, ne è rimasto profondamente deluso: all’avvio, al posto della rassicurante mela grigia su sfondo bianco, leggeva una cascata di incomprensibili scritte bianche su sfondo nero. Il Mac, in altre parole, partiva in modalità Verbose. Al che, ha inviato una mail al presunto indirizzo di Jobs, esordendo in questo modo:
Steve,
Ho ricevuto un iMac 27″ i7 oggi che parte solo in modalità verbose. Che è successo al “Funziona e basta”? Questo qui era l’ammiraglia del build-to-order in Elk Grove, in California, mica in Cina. E si avvia come un Gateway 2000!
Continua a leggere: iMac non funzionante? Lo sostituisce Steve Jobs

Continua incessante lo scambio di mail tra utenti e Steve Jobs (l’ultima era quella sull’assenza del Blu Ray nei Mac e Youtube), e questa volta l’iCeo si è scomodato per rispondere alle apprensioni su Final Cut Studio. Non c’è nulla di cui preoccuparsi perché la prossima versione sarà - testuali parole - spettacolare.
Il tutto nasce da una mail di lamentela sulla debolezza degli ultimi aggiornamenti della suite professionale con la mela dedicata all’editing audio/video. Viene citata la concorrenza sempre più agguerrita, nonché la proverbiale segretezza di Cupertino che rende difficile la pianificazione degli investimenti per gli utenti professionali. Nella mail si legge:
Steve,
cominciamo a preoccuparci dell’interesse di Apple per Final Cut. Gli ultimi aggiornamenti non erano stellari, e ho sentito che un gruppo di ingegneri è stato licenziato. Dacci un segno che vi interessate ancora al Pro Video, e non soltanto all’iPad.
La risposta di Jobs, minimalista come i suoi computer, non si è fatta attendere, e affronta rispettivamente i tre quesiti “ad Apple importa di Final Cut?”, “chi è stato licenziato?” e infine “possiamo aspettarci grosse novità nel prossimo aggiornamento della suite”?:
Certo, che ci teniamo. I licenziamenti sono avvenuti nel supporto, non tra gli ingegneri. La prossima versione sarà spettacolare.
Probabilmente, una eventuale quarta domanda avrebbe versato sui tempi di rilascio, ma pare che si parli di fine 2010 al massimo. Insomma, ancora incertezze e un’attesa prevista non esattamente breve.