
In seguito alla battaglia legale atta a comprovare la fragilità dei primi caricabatterie con connettore Magsafe, Apple ha finalmente capitolato. E così, sulle pagine del supporto tecnico, è comparsa finalmente una pagina -per il momento esclusivamente in inglese- ribattezzata Adapter Replacement Program e dedicata alla sostituzione gratuita dei caricabatterie difettosi.
La storia la conosciamo già, e le accuse scagliate dagli utenti pure. Basta l’uso quotidiano -quindi né torsioni circensi né pressioni sovrumane- per assistere al lento ma inesorabile deterioramento del connettore Magsafe di primo tipo, quello per intenderci a forma di “T.” Ciò può provocare semplici malfunzionamenti altalenanti o perfino il distacco e la fusione della plastica a causa del calore: chi ne possiede uno, sa di cosa parliamo.
La buona notizia è che Apple ha istituito un programma di sostituzione gratuita per tutti i connettori che mostrano evidenti segni di usura, purché privi di riparazioni fai da te o di danneggiamento accidentale:
A prescindere dall’eventuale scadenza della garanzia, puoi riportare il tuo caricabatterie ad un Apple Authorized Service Provider o un Apple Retail Store per una valutazione ed una eventuale sostituzione. A seguito dei risultati della valutazione, potresti risultare idoneo ad una sostituzione priva di costi. Segni accidentali di danno precluderebbero ogni copertura. Assicurati di portare con te il computer in uso con l’adattatore; è richiesto per processare eventuali sostituzioni.
Quanti hanno già provveduto da sé, col reperimento d’un nuovo adattatore, si vedranno riconosciuto un bonus di $79, $50 o $35 a seconda che la sostituzione sia avvenuta entro un, due o tre anni dall’acquisto del computer originale. Ovviamente queste sono le possibilità previste per il mercato statunitense; ora occorrerà attendere un aggiornamento delle condizioni che valga anche per il Vecchio Continente, se e quando arriverà. Per maggiori informazioni, e per contattare il centro autorizzato più vicino, è possibile consultare questa pagina. Il programma di sostituzione sarà attivo fino al dicembre 2012.

Il giorno in cui ci libereremo dell’odioso connettore a 30 pin dei dispositivi iOS non arriverà mai troppo presto, ma forse questa potrebbe essere la volta buona. Un brevetto depositato circa un anno fa da Apple e trapelato oggi sul Web descrive l’uso di un connettore MagSafe su iPhone, iPad ed iPod touch.
In molti ricorderanno con tenerezza la presentazione del MagSafe, nel lontano 2006. A prescindere dalla goffaggine degli utenti -o, secondo la personale teoria di chi scrive, la paranormale attitudine a cadere dei dispositivi Apple- da quel momento in poi inciampare su un cavo non produceva più danni da centinaia di Euro. La speciale presa magnetica, infatti, possiede la forza strettamente necessaria ad effettuare una salda connessione, ma non quella di scagliare un intero MacBook sul pavimento. Se non è una rivoluzione questa, poco ci manca.
E il bello è che il sogno potrebbe avverarsi anche per i dispositivi iOS, con diverse e interessanti variazioni sul tema. Ad esempio, in luogo di una reiterazione della solita minestra, Apple potrebbe decidere di produrre un mini-connettore Thunderbolt magnetico in grado di trasferire corrente, dati e flussi audio/video. Difficile dire se questo brevetto vedrà mai le luci della ribalta, non foss’altro che per l’imminente lancio di iCloud e dell’inevitabile moda del tutto-wireless che ne conseguirà. Il brevetto in questione, numero 7.997.906, riporta in calce le firme di Chris Ligtenberg, John DiFonzo e Bret Degner.

I cugini d’oltralpe di MacBidouille ci fanno sapere che Apple avrebbe ridotto la produzione di adattatori MagSafe da 60W iniziando a spedirli singolarmente ai rivenditori invece che in pacchi da 5 come avvenuto finora.
Al momento esistono tre tipi di adattatori MagSafe: quelli da 85W per i MacBook Pro da 15″ e da 17″, quelli da 60W per i MacBook e i MacBook Pro da 13″ e quelli da 45W per il MacBook Air. La penuria di adattatori da 60W disponibili per i rivenditori potrebbe essere legata all’aumento delle vendite dei portatili da 13″ che ne contengono uno nella scatola.
Ad ogni modo, per chi ne avesse bisogno, segnaliamo che è possibile utilizzare un adattatore MagSafe da 85W anche su MacBook che ne richiedono 60. La potenza in eccesso non danneggerà il portatile in quanto verrà erogata automaticamente solo quella necessaria.

Alcuni mesi fa Apple aveva fatto causa a Sanho, il produttore delle batterie esterne HyperMac, per violazione del brevetto relativo al connettore MagSafe, intimando l’immediata sospensione della vendita di questi prodotti. A Cupertino sostenevano infatti che il produttore di queste batterie traesse un illecito vantaggio dall’utilizzo di una tecnologia proprietaria, utilizzabile esclusivamente da Apple.
Grazie ad un escamotage però le batterie esterne HyperMac sono tornate nuovamente in commercio. In pratica il connettore MagSafe è stato sostituito da una presa per accendisigari, lasciando al cliente il compito di procurarsi un adattatore da auto aereo con connettore MagSafe prodotto ufficialmente da Apple.
Questa soluzione però è solo provvisoria, in quanto la connessione tramite l’adattatore da auto aereo permette solo di alimentare il MacBook, ma non permette di ricaricare le batterie interne tramite una batteria HyperMac, cosa che prima era possibile fare attraverso il connettore MagSafe.
Peccato che l’adattatore da auto aereo costi da solo 49 €, anche se in effetti potrebbe sempre tornare utile.
[via 9to5mac]

Apple è in causa contro Sanho, il fabbricante dei prodotti HyperMac. Di questa disputa legale si sapeva relativamente poco, a parte che l’oggetto della contesa era l’uso che Sanho fa dei connettori MagSafe.
Ricordiamo che gli accessori HyperMac sono batterie esterne che si collegano ai connettori MagSafe dei MacBook e che permettono estendere l’autonomia dei laptop. Esistono anche versioni HyperMac di pack di batterie per iPod, iPad e iPhone.
Beninteso Apple non permette che si possano immettere sul mercato prodotti che facciano uso del suo procedimento esclusivo per i connettori MagSafe. Però questo caso è ambiguo, perché Sanho non propone volgari copie dei MagSafe, bensì prodotti basati su pezzi ufficiali fabbricati da Apple e in seguito riciclati.
Continua a leggere: Apple difende la proprietà intellettuale dei connettori MagSafe contro Sanho

Siamo ancora agli inizi, però l’IEEE (Institute of Electrical and Electronics Engineers) ha creato un gruppo per lo studio e la realizzazione di una norma che sia comune a tutti gli alimentatori per PC portatili. Diverse sono le case produttrici implicate nella creazione di questo standard. Tra le prime contiamo Asus e Acer, ma partecipano anche costruttori come Quanta, Compal, Wistron, Pegatron e Inventec. Secondo gli ingegneri della IEEE, i partecipanti al progetto potrebbero rappresentare i 3/4 dei produttori di portatili.
Gli aspetti positivi di un tale accordo sono innumerevoli. Avere uno standard per gli alimentatori implicherebbe una riduzione dei costi, un riciclaggio più facile dei prodotti usati e uno sforzo congiunto per realizzare alimentatori di corrente più efficaci.
Già dall’anno scorso numerosi fabbricanti di telefonini, tra cui Apple, erano giunti a un accordo di principio su un caricatore universale. Per quanto riguarda i computer portatili, è un’altra storia: Apple difende a spada tratta l’alimentatore MagSafe e non è assolutamente detto che sosterrà questa iniziativa.
[Via macgeneration | Foto Juhan Sonin]
Apple ha denunciato in questi giorni 3 compagnie produttrici di alimentatori per Mac. Brilliant Store, Sunvalleytek International e Hootoo.com dovranno rispondere per violazione di brevetto per produrre alimentatori MagSafe non autorizzati da Apple.
Già nel 2009, Apple aveva denunciato Media Solutions Holdings, azienda che commercializzava adattatori MagSafe compatibili ed esteticamente identici agli originali. Anche se in questo caso il lato estetico sembra non rientrare nell’azione legale, la storia si ripete e ora la casa di Cupertino difende con forza il suoi brevetti per l’alimentatore e il connettore magneticamente connesso al laptop.
Le tre case denunciate producono e vendono diversi prodotti compatibili con la maggior parte dei laptop sul mercato. Si trovano dalle batterie agli schermi, parti separate vendute a prezzi molto più bassi degli originali. Fra gli adattatori compatibili si trovano persino quelli per iBook e PowerBook! In ogni modo, nessuna di queste aziende ha rilasciato commenti.
[Via the Mac Observer]

Magari se ne sono accorti solo pochi fortunati (nella fattispecie: i possessori di laptop Mac nuovi di pacca), ma c’è stato un aggiornamento per la fascia “alta” della gamma degli adattatori MagSafe, che tanto orgoglio eppure tanti guai procurano alla Apple.
Se i MagSafe da 60 watt per MacBook e MacBook Pro da 13 pollici rimangono invariati (sempre pericolosamente a rischio di bruciatura delle plastiche e di incendio della scrivania: è capitato personalmente a me quest’anno, per la cronaca), quelli da 85 watt per MacBook Pro da 15 e da 17 pollici hanno ricevuto un restyling che li accomuna a quelli da 45 watt dedicati, fino ad ora, solo al MacBook Air.
La terminazione in plastica diventa di alluminio, per coerenza per il bel guscio unibody che sfoggiano anche gli chassis delle macchine. Credo che, a questo punto, la speranza che non si ripetano più incidenti come quelli riscontrati tante volte sul modello da 60 watt, sia sempre più fondata. Naturalmente, unita al sogno nel cassetto che anche i MagSafe da 60 watt possano presto beneficiare di un necessario redesign.

Apple ha depositato una querela per violazione di brevetto ai danni di Media Solutions Holdings, un’azienda che a quanto pare commercializza adattori MagSafe compatibili ed esteticamente identici agli originali. Il brevetto Apple numero D478,310, fu sottomesso al relativo ufficio nel lontano 2003. L’azienda imputata vende gli adattatori, sia quelli da 60W che da 85W, su diversi siti web come laptopsforless.com, ereplacements.com e laptopacadpater.com.
Alcuni siti hanno iniziato a modificare la disponibilità dei prodotti rendendoli irreperibili, malgrado le pagine dei prodotti rimangano ben in vista. Mentre un adattatore originale Apple, negli Stati Uniti, costa $79 per entrambe le versioni (60W e 85W), quelli contraffatti costano rispettivamente $47 e $59.
“L’imputata infrange il brevetto vendendo adattatori che sono sostanzialmente uguali a quelli tutelati” dichiara l’accusa. “Attraverso diversi siti web ed altri canali, l’azienda imputata commercializza queste imitazioni promuovendone l’uso con computer portatili Apple, come i MacBook.”
Da Cupertino si chiede alla corte di riconoscere i danni derivati dalla violazione del brevetto, includendo in essi tutti i guadagni di Media Solutions percepiti dalla vendita degli adattatori. L’azienda di Cupertino ha inoltre aperto un’ingiunzione, che include anche i principali siti venditori, per evitare che l’azienda imputata continui a vendere gli adattatori contraffatti. Il documento di querela include un’immagine comparativa tra gli adattatori originali e quelli contraffatti (l’immagine in alto) ed è interamente disponibile a questo indirizzo.

Oltre ai magnifici nuovi iMac, ai MacBook da combattimento, ai nuovi Mac mini, al nuovo Apple Remote e al Magic Mouse (che diventa finalmente ciò che il curioso Mighty Mouse avrebbe dovuto essere sin dall’inizio), Apple ha aggiornato in misura ridotta anche molti altri dispositivi che danno un po’ meno nell’occhio. Parliamo delle piccole novità riguardo AirPort Extreme, Time Capsule, la tastiera wireless, il caricabatterie MagSafe da 60W ed il kit di montaggio VESA.
Finalmente, Time Capsule ed Airport Extreme sono certificati 802.11n (e non più draft-n come in precedenza) e possiedono un’antenna dal nuovo design che promette il 25% in più di copertura ed il 50% in più di prestazioni sulla connessione WiFi rispetto ai modelli precedenti, il tutto agli stessi prezzi di prima.
La tastiera Wireless Apple ha ricevuto una leggera revisione, ed ora ha bisogno soltanto di 2 batterie stilo AA a differenza delle 3 precedentemente necessarie; il caricabatterie da 60W per MacBook ora costa meno, 79€, e viene corredato da un adattatore MagSafe in metallo, simile a quello del MacBook Air, e altrettanto resistente.
Infine, è stato ovviamente rivisto il Kit di montaggio VESA che, oltre all’iMac 24″ e al LED Cinema Display 24″, può ospitare i nuovi iMac 27″. Il prezzo, anche in questo caso, è rimasto invariato a 29€.
[Via Tuaw]

Ancora una causa per Apple. Con reclamo congiunto, un gruppo di utenti ha accusato la società di Cupertino di distribuire connettori MagSafe non sicuri, forzando i clienti ad acquistarne di nuovi invece di risolvere in maniera definitiva il problema migliorando direttamente il design.
La parte lesa dichiara che i cavi finiscono inevitabilmente col rompersi anche senza pressioni o torsioni eccessive, insomma con un uso normale, e ciò può provocare la fusione della plastica ed un conseguente incendio. La vulnerabilità ben documentata da migliaia di utenti e la mancanza di una risposta ritenuta soddisfacente da parte di Apple permetterebbe, secondo gli avvocati, di aprire una class action.
Tra le accuse, c’è anche l’infrazione delle leggi specifiche della California sul codice di comportamento delle società sulle garanzie esplicite ed implicite dei dispositivi. Gli utenti coinvolti chiedono il rimborso dei costi sostenuti, i danni e una comunicazione ufficiale da parte di Apple per informare il pubblico.
Steve Jobs ha appena presentato al grande pubblico il nuovo Cinema Display. Si tratta di un monitor esteticamente simile a quello dell’iMac (bordo nero e display glossy) di 24″ con tecnologia LED.
Il monitor è corredato da un cavo con 3 uscite:
Supporta una risoluzione massima di 1920 x 1200, integra gli altoparlanti (la tecnologia DisplayPort veicola anche segnale audio), 3 porte USB e la iSight integrata. Sarà disponibile a partire da Novembre.
Dopo il salto, tutte le immagini del nuovo Cinema Display.