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Tutti gli articoli con tag macintosh

Rarissimo Apple Multiserver di metà anni '80 in asta su eBay e altri pezzi d'antiquariato

pubblicato da Androe

apple multiserver 1980

Su eBay fanno la comparsa alcuni veri e propri pezzi d’antiquariato prodotti da Apple una trentina di anni fa e mai distribuiti su larga scala.

Il pezzo forte è un raro modello di Apple Multiserver risalente a metà anni ‘80 in «eccellenti condizioni» di cui purtroppo non sono disponibili dati tecnici (anche perché come mi fanno notare i lettori si tratta del chassis, ovvero del telaio) tranne sulle ragguardevoli dimensioni: 43 centimetri di larghezza per 40 per 6 di altezza e un ragguardevole peso di quasi 11 kg.

Si tratta di un cimelio un po’ ingombrante, lontano dal Mac Mini, tanto per fare un esempio. Mentre scrivo l’asta termina tra 3 giorni e 10 ore e l’oggetto sarà venduto a 760 dollari.

Se siete curiosi e volete dare uno sguardo ad altri pezzi rari made by Apple, sempre su eBay sono in vendita un Macintosh PowerBook Duo 270C (alimentatore compreso) di circa 17 anni fa e un prototipo di scheda ROM prodotta da Apple Computers in USA nel lontano 1978.

Via | AppleInsider

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Le icone di Susan Kare, la donna che inventò l'interfaccia grafica di Mac OS

pubblicato da Androe

happy mac icona

In tempo per le festività natalizie è stato pubblicato recentemente la raccolta di icone disegnate da una delle figure più apprezzate del settore, a cui Apple deve molto perché si tratta della persona che ha ideato le icone per il primo ambiente desktop del Macintosh: Susan Kare.

Icons è un libro di 160 pagine che percorre la carriera della famosa designer dalla pixel art essenziale dei computer Apple ai gifts che Facebook ci ha propinato negli anni passati ad ogni compleanno di un nostro amico/contatto. Proprio così, Kare è stata assunta da Jobs e soci per rendere gradevole l’aspetto grafico del proprio prodotto allontanandosi dalla misera interfaccia di un terminale a riga di comando. E dopo qualche decennio possiamo affermare di esserci riuscita in pieno.

Sono sue creature l’Happy Mac ha accompagnato generazioni (fino a OS X Puma) di utenti nel boot del proprio computer con la mela, il secchiello simbolo del comando Fill utilizzato tutt’ora e diventato uno standard de facto nei programmi di grafica e design, la bomba che compariva nei crash di sistema, il simbolo del tasto Command su tutte le tastiere di Apple e molte altre. Basta sfogliare il suo portfolio per accorgersi di quanti elementi grafici di uso comune abbia ideato questa giovane newyorchese laureata in arte trapiantata in California.

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Andy Hertzfeld, il Macintosh e Google+

pubblicato da Nicola D'Agostino

Google Plus - Andy Hertzfeld

Dietro il nuovo social network di Mountain View c’è la mano del programmatore che ha contribuito alla nascita del Macintosh. Andy Hertzfeld, che lavora da anni a Google, è stato additato da più fonti come l’ideatore di parte se non proprio tutta l’interfaccia e meccanismo di interazione di Google Plus.

In realtà oggi come all’epoca del Mac la creazione di un nuovo prodotto è un lavoro di squadra e Hertzfeld, che oltre a essere uno sviluppatore si diletta a fare lo storico, ha voluto chiarire la sua parte e quella dei suoi colleghi nella creazione di Google+ e del recente redesign di Google.

Ho contattato Hertzfeld e dopo aver avuto l’autorizzazione eccovi di seguito una traduzione del suo intervento.

È bello che la user experience di Google Plus sia stata accolta con tale favore e sono contento di tutte le reazioni positive di cui sono stato oggetto ma temo che il mio ruolo sia stato ingigantito e questo post un po’ lungo rappresenta il mio tentativo di dare a Cesare ciò che è di Cesare.

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Il ritorno al Mac e l'amore per la simmetria

pubblicato da Simone Gambirasio

macbook vs ipad

C’è un valore che piace a Steve Jobs, e chi conosce Apple lo sa bene. Quel valore è la simmetria. Non solo nel design, ma anche nel modus operandi dell’azienda e nello sviluppo delle linee di prodotto. Quando Apple fa gli iPod, gli iPhone, gli iPad e i Mac non sta facendo cose differenti. Ad ogni ciclo di innovazione, prova sempre a portare le novità su tutti questi dispositivi, creando un circolo virtuoso.

Pensate a Cover Flow: è nato prima su iTunes, poi è apparso su iPod, poi è arrivato su iPhone e infine è tornato al Mac, nel Finder. E i processori A4? Sono stati testati su iPad, su iPhone e su iPod Touch. La batteria integrata? Tante critiche con i primi esperimenti su iPod, ma poi l’abbiamo vista anche su iPhone e Macbook, e la concorrenza sta imitando. Safari? È al cuore delle strategie dei Mac, di iPad, di iPhone e persino di Windows.

Tempo fa avevamo anche paragonato Apple a una start-up: mantiene team piccoli, con dipendenti che continuano a cambiare mansione lavorando a progetti diversi. Proprio qui, forse, sta il segreto di Apple Inc. Per quanto in questi mesi molti utenti Mac si siano sentiti abbandonati, con tutta l’attenzione dedicata ad iPhone e iPad, in realtà nei progetti di Apple non c’è mai stata una reale distinzione. Il lavoro fatto su iPhone nasceva da OS X, ed ora OS X trarrà vantaggio dalla strada seguita da Apple…

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Mac OS X 10.7 Lion eredita lo scrolling inerziale da iOS ?

pubblicato da xtom


Mancano ormai poche ore all’evento “Back to the Mac” in cui molto probabilmente verrà svelato il rinnovato sistema operativo Mac OS X 10.7 Lion.

Le ultime indiscrezioni parlano della possibile adozione su Lion di alcuni elementi caratteristici dell’interfaccia grafica di iOS, come il realistico scrolling inerziale, che contribuisce a rendere più gradevoli e fluidi gli spostamenti all’interno di una pagina web o lo scorrimento di un’elenco di voci.

Con l’introduzione dello scrolling inerziale sparirebbero da Lion le tipiche scrollbar azzurre dell’attuale interfaccia grafica Aqua, per lasciare il posto a degli esili marcatori di posizione a scomparsa analoghi a quelli presenti su iOS.

L’utilizzo dello scrolling inerziale senza touchscreen può sembrare poco pratico, ma, come sanno bene gli sviluppatori che adoperano il simulatore dell’iPhone, l’operazione è altrettanto agevole con il mouse, al punto che è quasi più gradevole utilizzare Safari all’interno del simulatore, se non fosse per il fatto che la risoluzione massima è quella dell’iPad di 1024 x 768 pixel. Premendo il tasto alt è persino possibile eseguire con il mouse il pinch-to-zoom per ingrandire in modo fluido e veloce una porzione di pagina.

Tutti i Mac potrebbero però definitivamente abbandonare lo storico mouse, introdotto per la prima volta proprio sul Macintosh, sfruttando a pieno le possibilità offerte dal nuovo Magic Trackpad.

[via macstories]

MacPaint: Apple dona il codice sorgente originale al Computer History Museum

pubblicato da Claudia

Apple ha donato il codice sorgente originale di MacPaint al Computer History Museum, secondo quanto riportato da BusinessWeek. MacPaint era una applicazione per il disegno realizzata nel lontano 1984, ricordata sia dagli utenti Mac di lunga data, sia dagli scienziati informatici per l’innovazione che apportava.

MacPaint era un programma unico nel suo genere al tempo, permetteva di creare grafiche che potevano poi essere utilizzate in altre applicazioni. Tutta la vicenda che riguarda la donazione al Computer History Museum risulta interessante e ve la ripropongo come riportata da BusinessWeek, che a sua volta si è ispirato ai racconti di Andy Hertzfeld, membro chiave del team di sviluppo originario Macintosh.

Nel Gennaio del 2004, durante un evento dedicato ai 20 anni di Mac, il Professore di informatica della Stanford University, Don Knuth, ha definito MacPaint “the best program ever written”, ovvero il miglior programma mai scritto.

Knuth ha poi richiesto se fosse possibile ottenere il codice sorgente originale da Apple, non tanto per farlo girare su ulteriori applicazioni, quanto piuttosto per studiarne la struttura in funzione del suo libro “The Art Of Computer Programming.” La richiesta fu rivolta proprio ad Andy Hertzfeld, membro senio della squadra di sviluppo che creò il Macintosh originale. Hertzfeld, entusiasta della possibilità di rilasciare il codice al pubblico, ha contattato Bill Atkinson, creatore di MacPaint, per sapere se conservasse copie del codice originale.

I floppy disk di MacPaint furono ritrovati, ma non erano formattati per il Mac originale, quanto per una macchina pre-Macintosh che non è stata mai realizzata per il pubblico. Si chiamava Lisa: fu trovata una vecchia macchina che, connessa alla rete, permise di estrarre il codice. Hertzfeld però penso che il codice poteva essere interessante non solo per gli studi del professore universitario, quanto per tutto il pubblico di appassionati, quindi lo pubblicò sul web.

Apple fece causa ad Hertzfeld, il quale cercò di convincere la Mela a donare il codice almeno al Computer History Museum. Tramite una serie di conoscenze ed agganci, la richiesta di Hertzfeld ha raggiunto Apple che si è definita ben felice di donare il codice al museo per beneficenza o per ricerche accademiche/storiche. Il processo di donazione si è però bloccato quando Nancy Heinen, membro del consiglio Apple e promotrice della vicenda, è stata travolta da uno scandalo sulle azioni Apple ed ha perso la “poltrona”. Dovendosi dimettere prima di aver firmato la richiesta di donazione al museo, la vicenda si è bloccata fino a Gennaio scorso.

Nel Gennaio 2009 Hertzfeld ha incontrato Steve Jobs, ricordandogli della richiesta di donazione bloccata e, in 24 ore, Jobs ha ottenuto l’approvazione del consigliere generale Bruce Sewell.

I file donati al museo sono due: uno contente il codice sorgente di MacPaint e uno contenente QuickDraw, definito da Hertzfeld “the single most important component of the original Macintosh technology.” Trovate i codici a questo link.

Quello che vedete in apertura è invece il video della presentazione di Steve Jobs del 1984; al minuto 2:03 potete vedere MacPaint in azione.

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La fine di Mac OS X?

pubblicato da Ruthven

Mac OS X con la mela

Non si tratta la fine di Apple, ma solo la probabile fine del nome Mac OS X per designare il sistema operativo commercializzato da Cupertino fin dal 2001. A quanto pare, una fonte ben informata ha comunicato al blog francese MacBidouille l’intenzione di Apple di cambiare nome al sistema operativo di casa, seguendo il modello di quanto fatto per iOS 4.

La decisione finale non è stata ancora presa e si tratta solo di un rumor, ma sembrerebbe che in casa Apple si stiano piantando il problema del nuovo nome del sistema operativo. L’idea generale sarebbe di sfruttare la linea aperta con iPhone OS; ossia di sfruttare il nome iOS per tutti i sistemi operativi Apple.

Avremmo quindi un mondo popolato da un “iOS desktop”, un “iOS server” e un “iOS mobile”, per esempio. I puristi potrebbero non apprezzare l’abbandono del nome “Mac”, legato da tempo alla tradizione Apple e in particolare dalla nascita di Mac OS nel 1984. D’altra parte, uniformare il nome delle piattaforme renderebbe immediata l’identificazione della marca oltre che sottolineare una certa filosofia di coerenza nella produzione.

[Via MacBidouille | Foto Ricardo Alvarez]

Video Flash ottimizzati su Mac: cui prodest?

pubblicato da Nicola D'Agostino

Il mattoncino blu simbolo della mancanza di FlashMentre il battibecco tra Apple e Adobe proseguiva ad alti livelli e sui media c’era chi lavorava per migliorare le performance di Flash sui Macintosh. Ma gli sforzi fatti sono rivolti a un’utenza ristretta e corrono il rischio concreto di arrivare in ritardo.

Verso la fine di aprile Apple ha pubblicato la nota tecnica 2267 che descrive un nuovo framework per sfruttare l’accelerazione hardware nella decodifica video su Mac OS X 10.6.3 e successivi.

Adobe ha colto la palla al balzo e pochi giorni dopo ha annunciato una versione di Flash che sfrutta ufficialmente queste API per l’accelerazione.
Chiamata col nome in codice “Gala”, questa versione è scaricabile da una sezione apposita del sito Adobe e mostra un quadratino bianco in sovrimpressione se l’agognata decodifica video ottimizzata è attiva.

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Xerox, Apple e le origini di Windows

pubblicato da Nicola D'Agostino

Articolista, grafico e webdesigner, traduttore e docente, Nicola D’Agostino scrive da anni di Apple, Mozilla, hacking, musica, comunicazione ed altro ancora. Vive in una casa invasa da fumetti, libri, riviste, vecchi computer e scatole di software. Con il post di oggi inizia una rubrica settimanale sulle pagine di Melablog. Benvenuto!

All’inizio di marzo su Technologizer è apparso un articolo intitolato “The secret Origin of Windows”. L’autore del testo è Tandy Trower che è stato in Microsoft per ben 19 anni, dal 1981 al 2009, e negli anni ‘80 ha ricoperto il ruolo di Product Manager di Windows.

Trower e Gates nel 2008

La parte più interessante del testo è quella finale, in cui Trower tenta di ricostruire la storia dell’interfaccia grafica ed il rapporto che secondo lui c’è tra Apple, Microsoft e Xerox e le relative GUI (Graphic User Interfaces).

Proviamo a verificare alcune delle affermazioni.

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Mac: in Italia rappresentano il 5,3% del mercato

pubblicato da Antonio Cavestro

Il primo Mac, datato 1984Secondo un report di Gartner pubblicato qualche ora fa e relativo al primo trimestre 2010, Apple si è aggiudicata il quarto posto nella top-five dei produttori di computer in Italia, con uno share del 5,3%. Davanti a lei solo Acer (30,1%), HP (22,4%) ed Asus (14,8%), che rappresentano il grosso del mercato di PC-Windows.

Sebbene per alcuni la percentuale di Mac venduti nel nostro paese rappresenta solo una piccola parte di un mercato ancora dominato dai PC, bisogna tenere in considerazione il fatto che Apple non ha mai superato il 4% del mercato italiano. Quindi, anche questa piccola percentuale costituisce un record per Cupertino, che in un anno ha aumentato le vendite del 47,6%.

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Mac storici in mostra a Roma

pubblicato da Marco Iannaccone

Macintosh 128k

I giorni 8 e 9 maggio, a Roma, presso il negozio inTown, ci sarà l’esposizione dell’intera collezione dei computer Mac del Macintosh All-in-One Museum, per festeggiare il 25° anniversario del Macintosh.

La collezione comprende pezzi storici, a partire dal primo Macintosh 128k, fino ad arrivare ai modelli più recenti, ed include anche modelli particolari, o non conosciuti in Europa, come il Macintosh LC530 e il Macintosh G3 All-in-One.

Verranno inoltre mostrati computer rari come il Lisa e l’Apple IIe, oltre all’intera famiglia Newton.

L’ingresso è gratuito.

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Macintosh: innalzamento dell'età pensionabile?

pubblicato da Marcello Majonchi


Possedete ed usate un Powerbook, un iMac G3 o un Powermac e credete sia ormai vicino il pensionamento?
Potreste ricredervi, visto che ci sono Macintosh che dopo 17 anni di utilizzo ininterrotto sono ancora perfettamente operativi ed efficienti.

E’ il caso dei Classic IIs del Virginia Trading Post, negozio di Santa Fe in New Mexico, installati nel 1992 ed ancora in uso per l’organizzazione del magazzino e delle vendite dello store.

Ma ci sono tanti altri casi, anche in Italia: abbiamo notizia di Macintosh 512k ancora in funzione all’Università di Pisa, Performa operativi all’Università di Bologna e, addirittura, di un Apple IIe presso la Federico II di Napoli.

Siamo sicuri ce ne siano ancora altri: se avete a che fare tutti i giorni con un Mac d’annata, mandateci la vostra storia!

Quando si dice “innalzamento dell’età pensionabile…