
Con tante beta che si sono avvicendate negli ultimi tempi, era evidente che presto ci avremmo messo le mani su, e infatti eccoci qui. Nelle scorse ore Apple ha provveduto a rilasciare Mac OS X 10.6.7 e alcuni importanti update di sicurezza per Leopard.
L’ultima importante patch per Snow Leopard è “consigliata a tutti gli utenti […] e include correzioni generali all’OS che ottimizzano la stabilità, compatibilità e sicurezza del Mac”. Del novero di novità, escluse quelle votate alla sicurezza (e dedicate a componenti chiave come AirPort, Apache, AppleScript, bzip2, Carbon, QuickTime, Ruby etc.), Apple segnala in particolare:
L’installazione può essere eseguita come al solito, cioè invocando Aggiornamento Software, oppure scaricando il pacchetto più corretto per le proprie esigenze. Da sottolineare che, per il nuovo problematico MacBook Pro, ne esiste una variante speciale:

Il sistema operativo di Apple si sa, in quanto ad usabilità batte tutti i concorrenti. Molto spesso la semplicità di utilizzo di un software ha un costo: sacrificare la personalizzazione o comunque minimizzarla entro certi limiti. In altri termini usabilità è inversamente proporzionale al numero di parametri. Anche dando un’occhiata ai servizi web oggi giorno più utilizzati, questa regola è quasi onnipresente. Apple è l’azienda probabilmente numero uno nel trasformare la regola in realtà.
Il software che vi propongo oggi si chiama Media Converter e serve per convertire qualsiasi file video nel formato corretto per essere visualizzato su DVD, Lettori DivX, iPod, Lettori MP3 e WebM. La sua particolarità sta nella totale assenza di impostazioni e quindi nella sua estrema usabilità. E’ sufficiente trascinare il file da convertire nell’area di lavoro del software dopo aver scelto il formato di destinazione. Dopodiché si attende la fine della conversione.
L’applicazione va ad inserirsi nello stesso segmento software dominato dal più popolare Handbrake che tuttavia dispone di una serie quasi infinita di parametri di impostazione. Lungi dal ritenerli inutili, molti utenti usano questo software senza utilizzarli affatto (anche per colpa dell’inquietante traduzione italiana del software). Per tutti quest’ultima categoria di utenti, molto probabilmente è meglio utilizzare Media Converter.
Il software è completamente gratuito ed è disponibile tramite il suo sito web ufficiale. E’ disponibile anche in versione 64bit e ha dei requisiti molto ampi: Mac OS X 10.4.11 o superiori con processore PowerPC o Intel.

Per oltre 3 anni si è pensato che Apple fosse lì lì per abbandonare definitivamente il già all’epoca vecchio file system HFS+, per rimpiazzarlo con il suo naturale successore ZFS. Chi segue il mondo della Apple da almeno 2 anni conosce la storia nei minimi termini e chi si è avvicinato ai computer della mela soltanto oggi può trovare la risposta in System Profiler > ATA seriale. Si HFS+, vecchio già 3 anni fa rispetto agli altri file system, è ancora al suo posto.
Non è un caso che Linus Torvalds, creatore del cuore di Linux (kernel), non usò mezzi termini per definire il file system di Mac OS X: “una gran schifezza”. Al di là dei toni soggettivi e di un infantile affetto per tutto ciò che è marchiato Apple, Mr. Torvalds non sbaglia. Il titolo stesso di questo articolo non è scelto a caso: è lo stesso di un post che scrissi il 9 agosto del 2008, quasi 3 anni fa.
Più o meno nello stesso periodo, gli sviluppatori scoprirono che quei pochi stralci di codice prima presenti nelle versioni preliminari di Snow Leopard Server, quelli che lasciavano ben sperare per una sua futura e più ampia adozione, vennero completamente rimossi. Nel 2009 arrivò l’annuncio ufficiale, Apple interruppe definitivamente l’implementazione di ZFS su OS X. La storia fu archiviata come un problema legale tra Sun, azienda detentrice dei diritti di ZFS e Apple. Pare che Apple richiedesse una speciale licenza per il suo utilizzo e che Sun avesse rifiutato.
Dopo il debutto dei nuovi MacBook Pro Apple ha rilasciato agli sviluppatori la preview di Mac OS X 10.7 Lion, distribuendola direttamente attraverso il Mac App Store, ed ha dedicato un’apposita pagina del sito istituzionale alla descrizione delle principali funzionalità.
Apple ha dichiaratamente mutuato alcune funzionalità dall’iPad portandole anche su OS X, prima fra tutte il Mac App Store già disponibile per Mac OS X 10.6.6.
Molte delle nuove funzionalità possono essere comandate attraverso le gesture multitouch mostrate nel video di apertura, vediamole in dettaglio.
Continua a leggere: Apple rilascia agli sviluppatori la preview di Mac OS X Lion

Apple ha appena rilasciato un nuovo aggiornamento per il suo software di montaggio video amatoriale: iMovie. La nuova versione, 9.0.2, migliora la stabilità generale ed risolve diversi altri bug minori. Con l’ultimo aggiornamento viene anche risolto un problema relativo alla sincronia dell’audio con il segnale video.
L’aggiornamento arriva dopo soli 15 giorni dal precedente. Il nuovo pacchetto ha una dimensione di 27,52MB ed è disponibile attraverso il pannello Aggiornamento Software oppure tramite l’apposita pagina web.

Ecco una delle chicche che ci aspettano con l’arrivo dell’imminente Mac OS X 10.6.6 e che ci danno il polso della profonda integrazione cui Apple ci abitua continuamente. Al tentativo di apertura di un file non supportato, il sistema proporrà all’utente la ricerca sul Mac App Store delle app in grado di farlo.
A scoprirlo sarebbe stato un utente sui forum di MacGeneration. Tentando l’apertura di un file sconosciuto il suo Mac, su cui è installata la build 10J537 dell’update in arrivo a gennaio, gli avrebbe proposto di scegliere un’applicazione nota, di annullare o di cercare automaticamente sullo store. Qualcosa di molto simile ai servizi che propone Microsoft da tempo sui propri OS, solo un po’ più pratico, perché fornisce direttamente la soluzione al problema in punta di cursore.
[Via 9to5Mac]

Se ce ne fosse bisogno, ecco la prova che a Cupertino fanno le cose sul serio quando parlano di Mac App Store. Il giorno del suo debutto, il prossimo prossimo 6 gennaio, verrà contestualmente chiusa la sezione dedicata ai download di Mac OS X sul sito Apple.
Per annunciare la novità è stata diramata una mail agli sviluppatori che, tradotta per comodità in italiano, recita:
Grazie per aver contribuito a fare della pagina dedicata ai download di Mac OS X una grandiosa meta per le app che offrono agli utenti modi innovativi di giocare, lavorare, imparare e creare sul proprio Mac.Recentemente abbiamo annunciato che il 6 gennaio 2011 aprirà il Mac App Store in tutto il mondo, cosa che ci permetterà di fornirvi una eccitante, nuova opportunità per raggiungere milioni di acquirenti. E’ dall’introduzione dell’App Store nel 2008 che sperimentiamo un incredibile supporto dagli sviluppatori ed una risposta entusiastica dagli utenti. Ora intendiamo portare l’esperienza rivoluzionaria dell’App Store su Mac OS X.
Poiché riteniamo che il Mac App Store diverrà la meta preferita degli utenti per scoprire, acquistare e scaricare le vostre applicazioni, cesseremo di offrire app sulla sezione dedicata ai download di Mac OS X. A partire dal 6 gennaio, invece, reindirizzeremo gli utenti per scoprire la gamma di app disponibili sul Mac App Store.
Se di primo acchito la faccenda desta sorpresa (soprattutto perché la sezione download esiste da quando chi scrive ha effettuato lo switch), d’altro canto è una mossa prevedibile e perfettamente logica. Con un bazar in stile Apple pieno di sfavillante software pronto per l’acquisto, mantenere in vita quella parte di sito non avrebbe avuto semplicemente alcun senso.

Vanno avanti gli sforzi di Adobe nel più completo disinteresse di Cupertino, e nelle scorse ore è stato rilasciato Flash Player 10.2 beta. Tra le novità, il miglioramento dell’accelerazione video e alcune chicche.
Si tratta ovviamente di software non maturo e prono ai crash, probabilmente più di quanto non desideri Jobs. Al di là di questo, tuttavia, non si può far a meno di notare come Adobe abbia iniziato a spingere seriamente sullo sviluppo anche per il resto di noi. La lista delle novità non è particolarmente lunga, ma se non altro è molto densa.
La caratteristica più importante dell’update è senza dubbio la cosiddetta Stage Video, una tecnologia di riproduzione che promette di alleggerire ulteriormente il peso dei contenuti Flash delegando quasi tutti gli aspetti della visualizzazione e del rendering al processore video, migliorando al contempo framerate e pixel fidelity. Ciò significa che coi 1080p, giurano ad Adobe, il carico computazionale sul processore non dovrebbe superare lo zero virgola qualcosa. Praticamente un sogno, rispetto al passato.
E per contrastare sul nascere l’inevitabile incredulità dell’utenza, i creatori di Flash hanno persino approntato una pagina ad hoc con delle demo video, così da dimostrare la veridicità delle proprie dichiarazioni. Quanto al resto, viene ora implementato il supporto al full screen su sistemi a monitor multiplo, e la possibilità di visualizzare il flusso video su di uno schermo mentre il lavoro continua sull’altro.
Flash Player 10.2 è disponibile per il download a questa pagina nella versione per Mac, Linux e Windows.

Giornata di update per gli utenti Mac. Questa mattina, chi ha lanciato Aggiornamento Software ha scoperto che, oltre al rinnovato firmware per il proprio Mac, è stato anche aggiornato Safari, che giunge ora alla versione 5.0.3 e offre tra l’altro una migliore compatibilità con Adobe Flash. Infine, per chi usa Windows sul proprio computer, è disponibile Boot Camp Software Update 3.2, a 32 bit e 64 bit.
Le novità introdotte con Safari 5.0.3 sono piuttosto importanti:
Poiché viene aggiornato l’intero framework Webkit, e non soltanto l’applicazione, sarà necessario un riavvio. Inoltre, è stata contemporaneamente rilasciato Safari 4.1.3 per gli utenti di Mac OS X Tiger.
L’aggiornamento 2.0 del firmware EFI per i più recenti MacBook e MacBook Pro da 13″ sono invece consigliati perché risolvono un problema relativo al display esterno collegato, che in qualche caso può assumere erroneamente un colore violaceo. Infine, Boot Camp Software Update 3.2 nella versione per Windows 32 bit e Windows 64 bit aggiunge il supporto alle ATI-Radeon HD 5870, all’adattatore USB Ethernet di Apple, nonché al SuperDrive dei MacBook Air, oltre ovviamente alla solita valanga di non meglio specificati bug-fix.
Lo sviluppatore di Mockupscreens, Igor Jese, ha rilasciato la versione Mac nativa del popolare software di prototipazione di interfacce grafiche, precedentemente disponibile solo per Windows. Il programma crea mockup di applicazioni e pagine web consentendo una facile manipolazione nonché l’indispensabile comunicazione visuale necessaria durante la prima fase di realizzazione di un software professionale.
Il software consente anche di osservare l’interfaccia disegnata in quattro modalità diverse: disegno minimalistico in bianco e nero; disegno web; disegno Mac OS X e disegno Windows. Tale meccanismo è utile soprattuto nel caso di sviluppo di applicazioni cross-platform.
La caratteristica principale del software consiste nell’area di disegno tramite la quale l’utente può trascinare sul pannello attivo gli elementi dell’interfaccia da realizzare: radio button, caselle di testo, tab e tanti altri. Tutti gli elementi sono personalizzabili in base alle proprie necessità. I mockup possono essere esportati in PDF oppure HTML. Tali formati sono particolarmente agevoli per essere utilizzati durante live meeting tra sviluppatori, designer e clienti.
Continua a leggere: MockUpScreens: creare interfacce ora anche in Mac OS X

Con una nota, e in storica controtendenza, la società di sicurezza software Intego rassicura gli utenti Mac e minimizza il rischio di contagio. Il trojan da loro ribattezzato OSX/Koobface.A e noto anche col nome di Boonana rappresenterebbe infatti una minaccia “minima”, risolvibile con poco sforzo. Si diffonde sul Web particolarmente attraverso i social network come Facebook e via mail.
Il trojan si manifesta sotto forma di un collegamento e la domanda “Is this you in this video?”, “Sei tu quello nel video?”. Se l’utente fa clic sul link, una piccola applicazione Java scarica l’installer vero e proprio, che modifica i file di sistema per eludere la password normalmente richiesta in fase di installazione. Dopodiché, il malware si lancia automaticamente ad ogni avvio, comunica coi server di controllo e consente l’accesso remoto al proprio computer.
Poiché basato su Java, in linea teorica Boonana dovrebbe poter colpire anche gli utenti Linux e Windows, ma infezioni su questi ultimi OS non sono state riportate. Rarissime, invece, le vittime su Mac OS X e comunque insufficienti per lanciare un allarme. Secondo Intego, infatti, allo stato attuale i rischi per il resto di noi sono sostanzialmente inesistenti: anche perché oramai i server IRC di cui si serve il trojan sono stati identificati e isolati da tempo.
Chi dovesse temere un’infezione può utilizzare il tool di rimozione gratuita reso disponibile da SecureMac [Link diretto]. Tutti gli altri, invece, possono stare tranquilli, anche perché su Snow Leopard OSX/Koobface.A funziona in modo anomalo, facendo scattare un avviso di sicurezza Java e la richiesta della password di amministratore. Un’operazione sovradimensionata e davvero sospetta, per vedere un video su Facebook, probabilmente anche per l’utente meno smaliziato.

In seguito all’annuncio delle principali novità di Mac OS X Lion, sono iniziate ad affiorare qua e là sul Web le prime critiche e i dubbi sull’imminente introduzione del Mac App Store, il bazar del software centralizzato e dedicato alla piattaforma Mac. E non dissimilmente da quanto già visto su App Store, le incertezze principali riguardano la policy di approvazione del software.
Se è vero che alcune delle regole le abbiamo già viste applicate allo store del software di iOS, altre rappresentano una balzana novità. Eccone alcune:
Certo, è probabilmente ancora troppo presto per lanciarsi in critiche argomentate, e c’è sempre la possibilità che le regole siano ammorbidite una volta entrate a regime, o che vengano interpretate in maniera lassista. Ma il problema è proprio il déjà vu: la sensazione, cioè, di approvazioni ballerine e volubili, nonché di scarsa trasparenza. A questo poi occorre aggiungere che versioni beta, demo, trial o test delle applicazioni non saranno accettate (ma che aspettano a introdurre una policy di restituzione come per Android o per il Kindle?), e che non sono previste al momento opzioni di upgrade gratuito o scontato per i possessori di versioni precedenti del software. Possibilità che interessa anche ad Apple stessa, visto che a differenza delle suite iWork ed iLife, Logic Express, Aperture, Final Cut Express e Final Cut Studio prevedono tutti il doppio prezzo, per nuovi e vecchi utenti.
Continua a leggere: Le prime preoccupazioni sul Mac App Store