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Tutti gli articoli con tag mac os x

Aggiornamento OS X Lion 10.7.4 corregge il bug di FileVault

pubblicato da Ruthven

Lion 10.7.4

Apple ha rilasciato l’aggiornamento software per OS X Lion 10.7.4. Si tratta di un patch che corregge principalmente il bug di FileVault che in OS X 10.7.3 conservava in chiaro le password di Login degli utenti. Una svista che può consentire ad un malintenzionato di appropriarsi di informazioni personali e di accedere alle cartelle crittografate con la vecchia versione della tecnologia FileVault.

L’ultimo update per Lion pesa 716.9MB, se aggiornato a partire dalla versione OS X 10.7.3, e ben 1.4GB nella versione Combo (per aggiornare qualunque versione 10.7.x). Questo aggiornamento è consigliato a tutti gli utenti di OS X Lion ed include correzioni generali del sistema operativo che “migliorano la stabilità, la compatibilità e la sicurezza del Mac”. Le versioni disponibili dell’aggiornamento sono scaricabili via Aggiornamento Software o dai seguenti link:

Apple ha anche rilasciato il Security Update 2012-002 per migliorare la sicurezza di Mac OS X Snow Leopard; scaricabile ai seguenti indirizzi o via Aggiornamento Software:

Infine, Apple ha rilasciato Safari 5.1.7 nel quale vengono disabilitate le versioni meno recenti di Adobe Flash Player. In Safari 5.1.7 viene inoltre migliorata la gestione della memoria e sono corretti alcuni bug minori.

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Fase di test iniziata per Mac OS 10.8

pubblicato da Ruthven

Cattura di prove di Mac OS X 10.8

Dai dati raccolti da Google, un certo numero di computer che montano Mac OS 10.8 sono apparsi nella zona di Cupertino e dintorni. Si tratta sicuramente degli sviluppatori di Apple che hanno iniziato a testare il nuovo sistema operativo e questo già a partire dal mese di agosto 2011.

Apple non ha ancora annunciato i suoi piani per Mac OS 10.8 e finora non ci sono indizi su quando potrebbe venire rilasciata la nuova versione di Mac OS X. Storicamente, le versioni maggiori del sistema operativo di Apple sono state rilasciate ogni due anni: 10.3 nel 2003, 10.4 nel 2005, 10.5 nel 2007, 10.6 nel 2009 e 10.7 in 2011. Se i tempi di sviluppo rimangono uguali, ci si aspetterebbe una presentazione di Mac OS 10.8 a un certo momento del 2012 e un lancio pubblico nel 2013.

Un altro enigma è il nome di Mac OS X 10.8. Apple sta chiamando tutte le versioni principali di Mac OS X con nomi di felini, come Leopard, Tiger e Lion. In passato Apple registrò “Lynx” (Lince) e “Cougar” (Puma), ma sembra che questi marchi registrati siano stati da allora abbandonati. Sarà Lion la fine di un’epoca o qualche altro felino salterà nei nostri computer?

Nel giugno scorso, Mac OS Lion è stato lanciato con numerose novità sulla versione precedente. Mac OS X Lion promette di semplificare la vita all’utente ripensando da zero tutte le modalità di interazione con il computer. Gesture Multi Touch, app a tutto schermo, Mission Control, Launchpad, Mac App Store, Riprendi, Salvataggio Automatico, Versioni ed AirDrop sono solo parte delle novità introdotte in Mac OS Lion.

[Via Appleinsider | Foto 9to5mac]

Mac OS X non è più una piattaforma per sviluppatori

pubblicato da Michele Filannino


Dal 2003 al 2010 negli Stati Uniti d’America Apple ha quintuplicatoaumentato la sua quota di mercato nel comparto desktop passando da un 2,06% ad un 10,9%. L’azienda ha messo in atto una serie di terremoti nel mercato IT tali da meritarsi a pieno titolo il successo. Questo è quello che direbbe un analista di mercato e la storia finirebbe qui.

Io ho sempre pensato che la leva più importante di tutte sulla quale agire per conquistare grandi quote di mercato è quella degli sviluppatori. Riuscire ad attrarre gli sviluppatori è il sogno segreto di ogni dirigente IT. Si tratti di piattaforme desktop, server o mobili, l’imperativo è sempre e solo uno: attirare sviluppatori. Con la loro attività rendono accattivante, conveniente e vantaggioso il cambio di piattaforma. iOS non avrebbe il successo che ha se Apple non fosse riuscita ad attirare sviluppatori nella maniera e nella quantità che tutti conoscete.

Se sul versante mobile Apple è stata in grado di mettere in atto la più grande opera di seduzione della storia dello sviluppo, sul fronte desktop la questione è adesso diametralmente opposta. Molti degli utenti citati all’inizio dell’articolo, sono stati sviluppatori attratti dalla novità di un sistema operativo con precise caratteristiche: un kernel UNIX, il supporto nativo di molti linguaggi di sviluppo, computer esteticamente gradevoli e soprattutto un “sistema di nicchia”, non di tutti.

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Gli esperti di usabilità bocciano le scrollbar di Lion, meglio quelle di Ubuntu

pubblicato da Michele Filannino


Come senz’altro saprete, le novità più importanti del nuovo sistema operativo di Cupertino (Mac OS X Lion) riguardano specialmente l’interfaccia. E’ evidente, e anche candidamente confermato da Steve Jobs, che la maggior parte delle caratteristiche estetiche del nuovo OS è stata mutuata da iOS. Una di queste caratteristiche è l’adozione delle barre di scorrimento invisibili.

Sebbene possa sembrare una trovata estetica estremamente gradevole, pare che eseguendo dei test, esse provochino parecchio disorientamento tra gli utenti. In effetti, non è mai immediatamente chiaro se una finestra si esaurisca nello spazio mostrato a video oppure nasconda altro spazio da visualizzare utilizzando le barre di scorrimento. Queste, infatti, appaiono solo quando si cerca di utilizzarle magari tramite touchpad.

Gli esperti sono concordi nel ritenere questa trasposizione all’ambiente desktop una trovata infelice, almeno da un punto di vista di usabilità. Il consiglio è quello di prendere spunto da chi è riuscito a fare di meglio. Parliamo di Canonical, la software-house sviluppatrice di Ubuntu, la più famosa distribuzione Linux.

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Lion contro Snow Leopard in un test di velocità

pubblicato da Rosario

Lifehacker ha realizzato un interessante confronto tra Lion e Snow Leopard, come sicuramente saprete ultime due versioni di Mac OS X, la prima delle quali è stata rilasciata da Apple proprio in questi ultimi giorni.

Il test condotto dal sito web si concentra in particolare sulla velocità delle due versioni del sistema operativo Mac, confrontata nell’esecuzione di vari task come il boot (nel quale Lion perde ben 7 secondi) e altre operazioni. Eccole riassunte con a sinistra il tempo registrato in Lion e a destra quello di Snow Leopard:

  • Boot 1:32 1:25
  • Compressione di un file da ~900MB 0:51 0:59
  • Decompressione di un file da ~900MB 0:10 0:09
  • Copia di un file da ~900MB File 0:09 0:09
  • Encoding di un film per iPhone in Quicktime X 0:56 0:53
  • Lancio di applicazioni 0:59 0:37
  • Apertura di 10 tab in Safari 0:15 0:17
  • Tempo totale 4:43+ 4:29

Numeri più o meno simili quindi, non in grado di far preoccupare chi dovesse essere ancora in fase di valutazione per un eventuale aggiornamento a Lion. Voi avete già installato il nuovo sistema operativo? Che differenze avete rilevato nelle velocità?

Asymco: un utente iOS vale 150$, un utente Mac 250$

pubblicato da Giacomo "aW" Martiradonna


Secondo i calcoli di Horace Dediu, analista presso Asymco, ogni utente Mac vale 250$ annui mentre ogni utente iOS ne vale 150$. Un valore ricavato dalla sovrapposizione di dati pubblicati e deduzioni matematiche, e che non tiene conto né delle app né degli accessori di terze parti, ma esclusivamente dell’hardware.

Gli utenti Mac OS X e iOS attivi al momento, WWDC’11 alla mano, ammontano rispettivamente a 54 milioni per i primi e 180 milioni per i secondi. Tralasciando l’accelerazione nelle vendite che stanno subendo negli ultimi mesi i Sistemi Operativi di Apple, Dediu ha calcolato che il ciclo medio di vita dei computer e dispositivi con la mela è 5,5 anni, per entrate totali pari a 73,8 miliardi di dollari, il che per l’appunto si traduce in circa 250$ per utente.

I dispositivi iOS, invece, vengono sostituiti più o meno ogni 3,5 anni, il che produce un valore per utente di circa 150$ annui. E se a questo aggiungiamo che, solitamente, i clienti Apple si dicono sempre molto soddisfatti del prodotto acquistato, è verisimile ritenere che ogni nuovo utente farà altrettanto.

Partendo da questi assunti -già di per sé un po’ traballanti, se ce lo chiedete- Dediu conclude quindi che il giorno in cui ci saranno 100 milioni di utenti OS X, quelli aggiuntivi porteranno nei forzieri di Cupertino qualcosa come 25 miliardi di dollari in più all’anno; e parimenti, una crescita fino a 500 milioni di utenti iOS dovrebbe generare entrate per 74 miliardi di dollari in più rispetto alle performance attuali. Ovviamente si tratta di stime a dir poco azzardate, e di scarso valore pratico nel breve termine, ma che servono a guidare le mosse future degli investitori. Con numeri del genere, e al netto di eventuali nuovi prodotti, dell’iTunes Store o degli accessori, parliamo infatti di un investimento potenzialmente molto remunerativo e a relativamente basso rischio.

Controllo del serial number durante l'installazione di Lion

pubblicato da Giacomo "aW" Martiradonna


Con l’introduzione del Mac App Store sapevamo che sarebbe successo qualcosa del genere. Il sottile senso di tranquillità che ostentavamo con gli utenti Windows -”ma come, non chiede nessun seriale?”- presto sarà un ricordo del passato perché Mac OS X Lion, durante la reinstallazione, chiede esplicitamente di poter inviare il seriale del Mac ai server Apple.

Partiamo dal principio. Poiché Apple distribuirà la prossima major release di Mac OS X esclusivamente via Internet, ufficialmente spariscono DVD e penne USB: l’installer di Lion, al primo lancio, si occuperà tra le altre cose di creare una partizione nascosta in cui inserirà l’immagine disco per le successive reinstallazioni, visibile da Utility Disco ma accessibile esclusivamente via EFI (o utility ad hoc, aggiungiamo noi, non appena qualcuno si premurerà di crearne qualcuna). In pratica, tutto ciò che è dato all’utente è la pressione del pulsante Opzione al momento del boot, e le istruzioni a schermo per la reinstallazione. Le possibilità le conosciamo già:

  • Ripristina da un backup di Time Machine
  • Reinstalla Mac OS X
  • Ottieni aiuto online
  • Utility Disco

Ma la vera sorpresa consiste nella richiesta esplicita di consenso ad inviare il seriale del Mac ai server Apple per validare l’operazione; non serve aggiungere che, in assenza di un acquisto legittimo, il tutto finisce in un nulla di fatto. E qui veniamo al corposo elenco delle fregature che questa nuova policy comporta. Fatta esclusione per l’indubbia comodità di praticare una reinstallazione al volo e senza dischi, per il resto non è affatto oro tutto quel che luccica: innanzitutto, sono Gigabyte di spazio che perdiamo per sempre e senza possibilità d’appello. Sembra una sciocchezza, ma sui costipati hard disk interni che Apple propina nei suoi portatili, la differenza si noterà eccome.

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I consigli dell'Agenzia di Sicurezza USA per blindare il Mac

pubblicato da Giacomo "aW" Martiradonna


In questi giorni si fa un gran parlare di sicurezza su Mac, principalmente a causa del malware Mac Defender -ora preso ufficialmente di petto da Cupertino- e della sua versione potenziata agli steroidi e più pericolosa chiamata Mac Guard. Direttamente dalla NSA, l’Agenzia per la Sicurezza statunitense, ecco le linee guida per blindare il proprio Mac e renderlo meno suscettibile a questo e altri tipi di attacchi.

Il PDF in questione, intitolato “Consigli per corazzare Mac OS X Snow Leopard”, è gratuitamente disponibile seguendo questo collegamento diretto. Su di esso -in inglese, ovviamente- si leggono diversi consigli, alcuni di banale buon senso, altri un po’ meno immediati; in ogni caso, si tratta di una lettura interessante sebbene un po’ drastica.

Tra i suggerimenti più semplici, infatti, c’è quello di tenere sempre aggiornato il computer, di disabilitare il login automatico oppure togliere la spunta alla preferenza di Safari che apre in automatico i documenti ritenuti sicuri dopo il download. Le altre indicazioni rischiano invece di sfiorare la paranoia (si tratta pur sempre di un documento dell’NSA, non necessariamente adatto dunque alle persone comuni): disabilitazione di Bonjour nonché rimozione dei Kext di sistema per la gestione dei protocolli Bluetooth ed Airport, per l’input audio e la iSight.

Operazioni -queste ultime- che sconsigliamo vivamente di portare a termine, anche perché altrimenti tanto valeva comprarsi un fermacarte, piuttosto che un Mac. La questione non è di tappare le falle di OS X, quanto piuttosto di prevenire la disattenzione dell’utente: Mac Defender non viola la sicurezza dell’OS con la mela, si limita a ingannare l’utente meno smaliziato. E finché le minacce su Mac si potranno tenere a bada con qualche avvertimento e un paio d’update ad hoc, l’antivirus resterà un inutile fardello. Almeno per il resto di noi.

Apple risolve il problema del malware Mac Defender

pubblicato da Giacomo "aW" Martiradonna


Dopo l’iniziale nonchalance e un approccio un po’ negazionista al problema, Apple alla fine ha dovuto capitolare e ammettere che -dopotutto- è un problema della sua piattaforma se il malware noto come Mac Defender sta intasando i computer dei suoi utenti con allarmi fasulli e ingiustificate segnalazioni di virus. E così, in attesa di un bug-fix ad hoc, sul sito del supporto Apple sono state pubblicate le istruzioni per la rimozione manuale.

Come sempre, basta un po’ d’attenzione o anche semplicemente un po’ meno ingenuità per evitare di incappare in simili seccature, ed è probabilmente per questo che da principio Cupertino ha semplicemente ignorato la cosa. L’articolo della Knowledge Base in questione, intitolato “come evitare o rimuovere il malware Mac Defender”, spiega sostanzialmente che per vivere sereni è sufficiente evitare di cliccare qualunque banner minaccioso e immettere le credenziali di amministratore anche quando non ce n’è necessità. Il che, a bene vedere, è solo comune buon senso.

La disinstallazione del malware, per fortuna, è quanto mai semplice. E’ sufficiente chiudere l’app e i relativi processi in Monitoraggio attività (chiamati MacDefender, MacSecurity o MacProtector), e infine cestinare l’icona di Mac Defender. Una volta compiuti questi pochi passaggi, è possibile procedere opzionalmente alla rimozione del malware anche dagli elementi di login. Mai sia comunque che Cupertino abbandoni i suoi utenti alle complicazioni della rimozione manuale, e infatti un update mirato è in arrivo a stretto giro:

Nei prossimi giorni, Apple pubblicherà un aggiornamento software per Mac OS X che troverà automaticamente e rimuoverà il malware Mac Defender e tutte le sue varianti. L’update aiuterà inoltre gli utenti a proteggersi segnalando con un avviso esplicito quando tenteranno di effettuare il download di questo malware.

Ad ogni modo, anche l‘esperto di sicurezza Charlie Miller invita a mantenere la calma e il sangue freddo; siamo ancora ben lungi dal poter parlare di epidemia o di emergenza malware su Mac, soprattutto se consideriamo che mediamente nel mondo Windows un download ogni 14 riguarda software malevolo. Per ora, insomma, niente allarmismi: l’antivirus su Mac è ancora un inutile fardello che consuma potere computazionale e batteria.

Ballmer: Skype non abbandonerà Mac ed iOS

pubblicato da Giacomo "aW" Martiradonna


Diciamoci la verità, alla prime conferme ufficiali che Skype è stata acquisita da Microsoft per 8,5 miliardi di dollari, molti utenti Mac e Linux sono stati percorsi da un brivido e hanno iniziato a temere per il futuro della loro amata -e insostituibile- applicazione VoIP preferita. Parole rassicuranti, tuttavia, sono giunte da Ballmer in persona; Skype, afferma, resta multipiattaforma.

Le parole di Ballmer sembrano apparentemente placare i timori di chi temeva il peggio:

Continueremo ad investire in Skype per i client di piattaforme non Microsoft. […] Dico sul serio. Siamo una delle poche società che storicamente lo ha sempre fatto.

E a onor del vero, occorre riconoscere a Redmond di aver sviluppato e commercializzato in tutti questi anni una versione specifica per Mac di Microsoft Office comprensiva del Messenger. Il problema è che si tratta di un prodotto che -storicamente, come dice Ballmer- è stato sempre spudoratamente privato delle funzionalità enterprise più importanti per evitare che il Mac si infiltrasse troppo negli ambienti corporate. Quanti anni ci sono voluti perché Entourage fosse finalmente abbandonato in favore di Outlook? Che dire delle ere geologiche di sviluppo necessarie per portare una volgarissima videoconferenza sul loro client Messenger per il resto di noi? E se questo è il trattamento rivolto ai Mac user, che tutto sommato rappresentano una piccola e proficua fetta d’utenza, figuriamoci che ne sarà di quanti utilizzano Linux.

Una cosa è certa: 8,5 miliardi di dollari cash sono una quantità di denaro notevole, anche per un brand del calibro di Skype. Ed è incredibile che abbiano investito tanto solo per l’integrazione con Xbox, Kinect, i Windows Phone e poco altro, come conferma Ballmer stesso nella conferenza stampa delle scorse ore. Possibile che il futuro del client VoIP più usato al mondo sia semplicemente quello di unire sotto la stessa interfaccia utenti di Microsoft Lync, Outlook e quelli delle community Xbox Live? Senza contare che la società possiede già una piattaforma VoIP tutta sua. Insomma, la faccenda è ingarbugliata e le possibilità molteplici: il futuro, in ogni modo, è già cambiato.