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In Europa le vendite dei Mac crescono, quelle dei PC crollano

pubblicato da xtom

Vendite Q4 2011 Mac e PC

Secondo una ricerca effettuata da Gartner nell’ultimo trimestre del 2011 le vendite dei PC in Europa occidentale sono diminuite del 16% rispetto all’analogo trimestre dell’anno scorso, con 16.3 milioni di unità vendute. Complessivamente nel 2011 sono stati venduti 58.5 milioni di PC, il 16% in meno rispetto al 2010.

Nel Regno Unito le vendite dei PC sono crollate del 19.6% nell’ultimo trimestre, ma le vendite dei Mac sono aumentate del 17.2%, con una quota di mercato che è passata dal 6.2% del 2010 al 9.1% del 2011, permettendo così ad Apple di scavalcare Acer e posizionarsi al quarto posto tra i vendor di PC.

Situazione analoga in Francia dove le vendite di PC sono complessivamente calate dell’11.8%, ma le vendite dei Mac sono cresciute del 15.3%, con una quota di mercato che è salita dal 6.3% all’8.2%, non sufficiente però a scavalcare i concorrenti.

Da notare come lo studio di Gartner prenda in considerazione esclusivamente le vendite di PC desktop e notebook, non includendo nel conteggio i cosiddetti media tablet come l’iPad.

Vendite Q4 2011 Mac e PCVendite Q4 2011 Mac e PCVendite Q4 2011 Mac e PCVendite Q4 2011 Mac e PC
[via gartner]

Siri per Mac nel futuro di Apple?

pubblicato da aWilito


Spesso se ne parla bene, talvolta invece no, fatto sta che l’assistente virtuale di Apple piace agli sviluppatori e solletica gli utenti: è, di fatto, la killer app del momento nell’ecosistema con la mela. Ecco perché, dopo il debutto su iPhone 4S, si vocifera di un porting sui Mac.

L’approdo di Siri sulle Apple TV tra qualche mese è praticamente dato per scontato, ma l’avanzata potrebbe toccare ben altri lidi. Negli ultimi tempi, infatti, Apple ha iniziato ad assumere nuovi ingegneri e specialisti da affiancare al progetto, con lo scopo -si legge tra le righe- di estendere i servizi vocali anche ai computer tradizionali.

Già perché negli annunci di lavoro si richiede esplicitamente agli ingegneri una “passione per la piattaforma Mac”, mentre Siri viene definita un “un intero OS in miniatura all’interno di un OS.” Ciò lascia intuire che presto potremo fare molto più che impartire comandi ad un telefono, a cominciare dall’integrazione con le app di terze parti, per finire col controllo trasversale delle piattaforme con la mela.

Un esempio di cosa potremmo aspettarci lo fornisce Jonny Evans di ComputerWorld, secondo presto presto saremo in grado di inoltrare al Mac richieste come queste:

  • Computer, potresti aprire Safari e mostrarmi il sito della BBC? Vorrei che leggessi i titoli di ogni articolo e l’intero articolo, se te lo chiedo.
  • Computer, vorrei scaricare il nuovo album di Skrillex appena verrà pubblicato l’anno prossimo.
  • Computer, vorrei che traducessi questo messaggio dall’inglese al cinese per me, e vorrei anche che poi lo copiassi in un documento Word, lo salvassi e lo stampassi.

Insomma, l’impressione è che quanto abbiamo visto sin’ora corrisponda al semplice antipasto d’un pranzo infinitamente più ricco e ghiotto, ma soprattutto che presto queste argomentate speculazioni potrebbero trasformarsi in prodotti inediti e tangibili. E quel giorno non arriverà mai troppo in fretta.

I Mac crescono del 19.6% ed Apple diventa quinta in Europa

pubblicato da xtom


Secondo una ricerca condotta da Gartner nell’ultimo trimestre sono stati venduti complessivamente 14.8 milioni di computer nell’Europa occidentale, un calo dell’11.4% rispetto allo stesso trimestre dello scorso anno.

I dati rilevati da Gartner prendono in considerazione solo i computer desktop ed i notebook, mentre sono esclusi dal conteggio i cosiddetti media tablet, come l’iPad.

Apple ha abbondantemente superato la quota di un milione di Mac venduti, con un aumento delle vendite del 19.6% rispetto all’analogo trimestre del 2010. I computer della Mela raggiungono quindi una quota di mercato del 7.6% che permettono ad Apple di posizionarsi al quinto posto tra i produttori di computer in Europa, non troppo distante da Dell, le cui vendite sono calate del 10% nell’ultimo trimestre.

HP mantiene la prima posizione, con un calo di vendite tutto sommato contenuto, che probabilmente è servito all’azienda americana per riconsiderare la clamorosa decisione presa alcuni mesi fa di abbandonare il settore dei PC. I due maggiori produttori asiatici di computer invece si spartiscono il migliore ed il peggior risultato, rispettivamente un aumento di vendite del 20% per ASUS ed un crollo del 45% per Acer.

[via Gartner]

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I Mac in commercio supportano già i cavi Thunderbolt in fibra

pubblicato da aWilito


Buone notizie per chi ha appena acquistato un Mac di recente. A quanto pare, il sistema più veloce di interconnessione tra computer e periferiche attualmente disponibile -il pubblicizzatissimo Thunderbolt- diventerà ancora più performante una volta che saranno prodotti cavi ad hoc in fibra ottica. E i Mac attualmente in vendita li supportano già, parola di Intel.

La buona novella proviene dalle labbra di Dave Salvator, un portavoce Intel, in un’intervista su Macworld: quando, l’anno prossimo, qualche pioniere degli accessori PC darà finalmente il la alla produzione dei cavi Thunderbolt in fibra ottica il guadagno prestazionale sarà immediatamente alla portata di tutti.

Allo stato attuale, i cavi Thunderbolt sono costituiti da un’anima in rame e per questa ragione possono veicolare 10 Gigabit al secondo di dati sincroni (ovvero in ambedue le direzioni) o 40 Gb/sec di throughput totale. Tuttavia le specifiche originali di Light Peak -così Intel aveva ribattezzato lo standard prima del vaglio del marketing di Cupertino- consentono ufficialmente di raggiungere i 100 Gb/sec, il che significa un netto miglioramento per tutti. Peccato non esistano tempistiche ufficiali; l’eventuale adozione dei nuovi cavi infatti dipende spudoratamente dal loro prezzo al dettaglio, che si preannuncia salato:

Tutto dipenderà dalla velocità di cui la gente ha bisogno in relazione a “quanto siano disposti a pagare.” […] Potrebbero volerci anni prima che la tecnologia trovi un’adozione di massa, principalmente a causa dei costi.

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Grazie ad iPad il Mac penetra negli ambienti corporate

pubblicato da aWilito


A dire del New York Times, le grandi società hanno iniziato ad offrire crescenti margini di discrezionalità sui computer -e in generale i sussidi tecnologici- che i dipendenti possono adottare per lavoro. Una novità partita dai piani alti e innescata dal dispositivo più modaiolo dell’intera scuderia Apple, ovvero iPad. E mentre i i blasoni del mercato enterprise come HP, Dell, Lenovo e RIM arrancano o perdono terreno, la mela si fa strada.

Potersi portare in ufficio l’affidabile Mac o il comodo tablet è un sogno che si scontra sistematicamente contro il muro immobolista del reparto IT di turno che, comprensibilmente, preferisce concentrarsi su poche configurazioni onde evitare slavine di problemi e cascate di incompatibilità. Da qualche tempo a questa parte, tuttavia, alcune società come Kraft Foods (ma anche Netflix o Citrix) hanno iniziato a sostituire la politica del laptop aziendale preconfigurato con una a budget, ribattezzata in qualche ambiente “bring your own device”; come dire, questi sono i soldi e ora arrangiatevi col prodotto che più vi aggrada.

Si tratta di un’inedita tendenza inaugurata tempo addietro dall’iPhone e in generale dagli smartphone moderni. In pratica, così affermano i sondaggi di Forrester Research, accadeva che il 38% degli impiegati ha iniziato ad acquistare telefoni evoluti prescindendo da cosa consigliasse o supportasse ufficialmente il relativo reparto IT. E con iPad, l’approccio si è letteralmente capovolto:

Il punto di non ritorno è stato creato dall’iPad; i manager li portavano a lavoro e dicevano “Ragazzi, dovete supportare questo affare.”

Un cambio inaspettato dei venti che, manco a dirlo, soffiano a favore di Cupertino, tant’è che dentro Citrix, su 1.000 impiegati BYOD intervistati, il 46% ha optato per un Mac al posto del solito computer Windows. Il CIO di Citrix Paul Martine si è detto sorpreso del fenomeno, ma a pensarci bene non dovrebbe: è evidente che la gente in fin dei conti preferisca prodotti creati e commercializzati per sopperire alle esigenze dell’utenza consumer piuttosto che per coccolare i responsabili IT.

Apple ancora prima nell'indice di soddisfazione utente

pubblicato da aWilito


I clienti più contenti di tutti? Manco a dirlo, quelli della mela. Per l’ottava volta di fila, infatti, Cupertino si è guadagnata di nuovo il primo posto nella classifica American Customer Satisfaction Index (ACSI) che ogni anno descrive la quantità tangibile di soddisfazione dell’utenza delle principali società a stelle e strisce. L’ultimo sorpasso -ad opera di Dell, per appena un punto percentuale- risale addirittura al 2003, quando ancora non si parlava di era post-computing, iPad e di tante altre diavolerie.

Nel 2011, ad Apple è stato assegnato il punteggio più alto di ben 87 punti su 100, ovvero un punto in più rispetto all’anno scorso e ben 9 punti in più rispetto alla media d’industria. E 9 punti di distacco li ha maturati anche Hewlett-Packard, la società che nella classifica più si avvicina ad Apple. Il che equivale sostanzialmente a dire che quasi 8 utenti ogni 10 sono più che soddisfatti dei Mac e dei tablet con la mela sopra:


Per otto anni consecutivi Apple è stata a capo dell’industria PC per soddisfazione dell’utenza, mentre il suo valore azionario è cresciuto del 2.300%. La combinazione vincente di innovazione e diversificazione di prodotto creata da Apple -incluse tecnologie derivanti da altre e confluite in direzioni totalmente nuove- ha tenuto la società costantemente davanti a tutti.

Ovviamente, ciò non implica che gli iProdotti siano totalmente immuni da difetti o che piacciano acriticamente a tutti i suoi acquirenti; basta ricordare il tribolato debutto dell’iPhone 4 coi suoi problemi di ricezione per rendersi conto che in realtà ogni tanto anche Apple fa le sue figuracce. Il riconoscimento, piuttosto, intende premiare soprattutto l’innovazione, l’entusiasmo e la dedizione dimostrati ogni giorno, e sintetizzati in una minimalista e nota frase di Jobs:”Vogliamo solo creare prodotti grandiosi.” Hai detto niente.

USB 3 sui Mac? Forse sì

pubblicato da aWilito


Stando alle indiscrezioni pubblicate da VR-Zone, sembra che Apple sia ancora in procinto di valutare l’eventuale adozione dello standard USB 3.0 sui propri computer, da affiancare alla porta Thunderbolt. Non esistono ovviamente dettagli o scadenze precise, ma qualche indicazione di massima ci sarebbe.

Allo stato attuale, i Mac vengono ancora prodotti e venduti con la vetusta USB 2.0. L’unico vantaggio del passaggio al nuovo standard consisterebbe in una decuplicazione della velocità massima teorica:

Molte persone sono rimaste scontente per la mancanza di interesse dimostrata da Apple verso lo standard USB 3.0, ma grazie ad un canarino, abbiamo scoperto che la società è ancora alle prese con USB 3.0 come potenziale feature da aggiungere su futuri prodotti. Per quanto concerne le tempistiche e le modalità, non ne sappiamo granché , ma da ciò che abbiamo sentito pare che arriverà ben prima che Intel integri il supporto USB 3.0 nei suoi chipset.

E in effetti, interrogato sulla questione, fu Steve Jobs stesso in una delle sue stringatissime mail a parlarne:

Al momento non vediamo un decollo della USB 3. Manca il supporto da parte di Intel, ad esempio.

E questo è quanto, nel senso che più di così non è dato sapere, se non che Intel ha in programma di rilasciare nel 2012 la piattaforma Ivy Bridge che, tra le altre cose, integrerà sia USB 3.0 che Thunderbolt. Il che -almeno stando alle dichiarazioni di VR-Zone- implicherebbe l’arrivo di USB 3.0 su Mac entro un massimo di 6 mesi circa. E a partire dall’osservazione dai cicli di aggiornamento dei computer Apple, c’è pure chi scommette sul candidato ideale: occhi e orecchie puntate sui nuovi Mac Pro, non appena verranno aggiornati.

Apple si starebbe preparando ad annunciare un Mac completamente nuovo

pubblicato da Michele Filannino


Una fonte asiatica interna al circuito manifatturiero di Apple ha dichiarato che l’azienda di Cupertino è pronta per il lancio di una nuova linea Mac; una linea che dovrebbe essere “assolutamente diversa da tutti gli attuali prodotti a listino”. L’hardware sarebbe così diverso dai prodotti che conosciamo da richiedere un nuovo nome. Tutti gli altri dettagli rimangono avvolti nel totale mistero.

Recenti speculazioni avevano già parlato di esperimenti riguardanti computer a metà strada tra MacBook Air e iPad. Ci sono anche fonti, dalla dubbia attendibilità, secondo le quali Apple starebbe sperimentando la realizzazione di MacBook Air con processore ARM, nonostante il computer sia appena stato aggiornato con processori Core i5 e i7. Per Apple si tratterebbe di un passo avanti verso la maggiore integrazione di iOS e OS X, sebbene questa convergenza richiederebbe notevoli modifiche alla progettazione sia del software che dell’hardware.

[Via 9to5Mac | Electronista | MacRumors]

Twitter offre API per Mac

pubblicato da Michele Filannino


Il team di ingegneri di Twitter ha introdotto un framework open-source che aiuta gli sviluppatori nella realizzazione di interfacce per Mac OS X. Lo standard, battezzato TwUI, trae ispirazione da UIKit dei dispositivi iOS, consentendo agli sviluppatori di utilizzare a pieno l’accelerazione GPU per interfacce interattive. L’azienda ha realizzato TwUI tramite Core Animation, mutuando l’interazione da AppKit.

“Consente tutto quello che gli utenti Mac si aspettano, incluso il drag & drop, eventi del mouse, tooltip, selezione del testo in stile Mac, e via discorrendo” hanno scritto gli ingegneri di Twitter in un post del blog ufficiale. “E, dal momento che TwUI non è limitato dai vincoli di API esistenti, gli sviluppatori possono sperimentare nuove funzionalità come layout e drawRect basati su blocchi”.

TwUI servirà come fondamento per il Mac client ufficiale di Twitter. L’azienda promette che continuerà ad aggiungere nuove caratteristiche e migliorare costantemente le librerie.

[Via Electronista]

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Dopo, avrete voglia di buttare il vostro Mac nel cestino

pubblicato da Michele Filannino


Secondo MacWorld, i nuovi Apple iMac sono i più veloci di sempre, più veloci della precedente generazione di Mac Pro. Per apprenderlo basta dare uno sguardo al materiale informativo presente sulla loro pagina ufficiale del sito Apple. Ma niente è più impressionante del video in alto.

Come mai sono così veloci? Il contributo più grande è indubbiamente fornito dal supporto di memorizzazione solid-state drive anziché il classico hard disk a rotazione meccanica. Gli SSD sono molto più veloci, sebbene tanta velocità abbia un costo. L’altra caratteristica che influenza le performance è l’adozione del processore più potente dell’intera gamma: Intel i7 3.4 GHz.

La stessa differenza, non in termini assoluti, è apprezzabile dagli utenti che sono passati dal vecchio MacBook Air al nuovo. L’adozione dei dischi a stato solido, unitamente all’ottimizzazione del sistema operativo in tal direzione si sente e si vede. Non c’è che dire.

Il Mac cresce del 66% negli ambienti business

pubblicato da aWilito


Secondo le stime di Charlie Wolf, analista per Needham, cresce a ritmi frenetici la popolarità del Mac soprattutto nel mondo corporate, di solito più stabile e meno prono ai cambiamenti. Una crescita significativa, soprattutto perché avviene alle spese di Windows.

Nel comparto business, le consegne di computer Apple sono salite del 66% nel primo trimestre fiscale del 2011, mentre l’intero mercato PC non superava il +4,5%. Ciò significa, in altre parole, che il 3% dei computer corporate ora ha una mela sopra: un valore che non riscontravamo addirittura dal 1997.

E a quanto pare, la crescita è più marcata nei business molto piccoli e molto grandi, segmenti in cui Apple segna rispettivamente un +94,7% e un +80,4%. Ma risultati eccellenti sono stati registrati anche negli enti governativi, in cui Cupertino ha fatto un balzo di +155,6% laddove il resto del mercato arriva ad appena un più 2,3%. E curiosamente, è calma piatta nel mercato educational: lì il Mac segna appena un +1% mentre i competitor in blocco perdevano quote pari al 6,5%. In altre parole, si tratta di un buon posizionamento visto l’andamento generale.

Un risultato che si spiega in buona parte col triplo effetto halo derivante dal successo di iPhone, iPod e soprattutto iPad, e che nel tempo è stato ulteriormente corroborato dagli sforzi nel retail compiuti con gli Apple Store. In generale, comunque, ci sono buone notizie anche nel mercato home, che poi è il core business di Apple, con un +21,6% rispetto al -4,4% del resto dell’industria. E mentre negli USA, in Europa e Giappone le consegne di PC Windows si sono inabissate del 10% fino al -20%, Apple ha segnato una crescita di almeno 8 punti percentuali, proprio mentre portava a casa un incredibile +70% nei mercati asiatici.

Utenti Mac e utenti PC: le differenze in un'infografica

pubblicato da Claudia

mac vs pc

I ricercatori di Hunch hanno creato un’infografica destinata a scatenare qualche polemica. Basandosi sui dati raccolti su 700.000 visitatori del proprio sito, Hunch ha cercato di riportare su illustrazione le differenze tra utenti Mac e utenti PC.

Il tutto si realizza in un’analisi demografica e pseudo-psicologica degli utenti, a seconda della piattaforma scelta, prendendo in considerazione anche gusti alimentari, l’utilizzo di media e le scelte di moda. Il succo è che gli utenti PC sono dei geek e gli utenti Mac sono degli hipster pretenziosi, come nel peggior luogo comune? Beh, quasi. Gli utenti Mac sono più istruiti, mangiano più hummus, preferiscono l’arte moderna rispetto all’Impressionismo e via dicendo.

Per l’infografica completa, date un occhio dopo il salto.

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