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Tutti gli articoli con tag kindle

Un iPad mini per contrastare Kindle Fire?

pubblicato da Ruthven

Kindle Fire di Amazon

L’analista Brian White di Ticonderoga Securities è tornato dal suo tour in Cina e Taiwan, nel quale ha incontrato esponenti dei fornitori delle grosse aziende informatiche, con un rumor riguardo alla prossima produzione di un iPad mini. Secondo quanto riportato, questo nuovo modello di iPad (sarebbe questo l’iPad 3 atteso per il prossimo anno?) si chiamerebbe “mini” non per le dimensioni, bensì per il prezzo.

Perché imporre un prezzo basso all’iPad? La ragione sta in quanto prepara a concorrenza ed in particolare Amazon. Il Kindle Fire di Amazon batte l’iPad sopratutto sul prezzo: viene proposto a 199$ (150€ ca.). Si tratta di un prezzo molto basso malgrado l’assenza di una fotocamera, dato che il Kindle Fire si annuncia come un buon prodotto, con uno schermo di qualità da 7” e una CPU dual core con sistema operativo Android.

Apple penserebbe quindi di fare concorrenza ad Amazon proprio sul suo campo, proponendo un dispositivo nella fascia compresa fra iPad e iPod touch. Questo nuovo iPad mini godrebbe di una riduzione di prezzo, non di dimensioni dello schermo: in più di un’occasione Steve Jobs aveva ribadito che i tablet con un display da 7” non sono comodi da usare.

Un dispositivo Apple low-cost per le fasce basse non sembra altro che una voce di corridoio per stuzzicare la concorrenza: lo stesso si era detto dell’iPhone 4S, che -secondo i rumor- avrebbe dovuto essere un prodotto dal prezzo contenuto, mentre una versione rinnovata dell’iPhone (il famoso iPhone 5) sarebbe stata destinata alle fasce alte.

Il Kindle Fire di Amazon influenzerà i prezzi di iPad e altri tablet?

pubblicato da Ruthven

Amazon ha presentato da una settimana il Kindle Fire al prezzo di 199$Il Kindle Fire, presentato al pubblico la scorsa settimana, ha ricevuto una buona accoglienza. A parte le caratteristiche tecniche, sicuramente inferiori se paragonate all’iPad, il tablet di Amazon vince sopratutto sul prezzo: il Kindle Fire viene proposto a 199$ (150€ ca.). Il prezzo è molto basso malgrado l’assenza di una fotocamera: a conti fatti il Kindle Fire si annuncia come un buon prodotto, con uno schermo di qualità da 7” e una CPU dual core con sistema operativo Android.

Il prezzo proposto da Amazon includerebbe, secondo gli analisti, una perdita di circa 10$ a tablet per la compagnia. Però questa perdita verrebbe largamente compensata dal rilancio dell’ecosistema Amazon e dai guadagni incamerati sulle vendite di libri e film agli utenti del tablet.

Apple dispone di una piattaforma simile ad Amazon per produrre entrate addizionali basate sull’iPad: l’App Store. Grazie al 30% incassato su ogni vendita online, Apple può continuare ad accumulare guadagni sugli iPhone e iPad venduti. La mancanza di una concorrenza a livelli simili non fa che beneficiare la compagnia di Cupertino.

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Amazon riserva grandi sorprese. Apple dovrebbe preoccuparsi?

pubblicato da Michele Filannino


Circolano voci secondo le quali Amazon sarebbe intenta a lanciare diversi dispositivi mobili. A mettere la pulce nell’orecchio ci pensa direttamente Jeff Bezos, CEO di Amazon, con il suo messaggio “stay tuned”. In aggiunta, hanno anche operato un taglio di $60 sul prezzo del Kindle e aperto il dispositivo agli sviluppatori reagendo di conseguenza al rilascio del primo iPad. Secondo DigiTimes, una fonte molto attendibile di Taiwan, Amazon è vicina al lancio del suo primo vero tablet PC basato su Android. Il lancio è previsto per agosto-settembre.

Questo il comunicato ufficiale:

Amazon è pronta ad entrare nel mercato dei tablet PC e lancerà i suoi modelli al più presto tra agosto e settembre, con un obiettivo di vendita globale di 4 milioni di unità per il 2011, secondo un produttore di componenti taiwanese. Il periodo di lancio è pensato per incontrare il picco di vendite, prima del giorno del ringraziamento in USA e le vacanze di fine anno in USA e Europa, precisa la fonte.

Quattro milioni di unità mi sembrano relativamente difficili da raggiungere in soli 4 mesi di vendite, però non conoscendo tutti i punti di forza di Amazon non me la sento di giudicare. Il progetto Kindle ha conferito ad Amazon una serie di conoscenze nell’ambito dei servizi web assolutamente impareggiabile. Tra l’altro il board del rivenditore online è uno di quelli più attivi e intellettualmente aggressivi di sempre. L’Amazon dei centri di ricerca, delle pubblicazioni scientifiche e dei servizi ICT è una macchina che spaventa per la sua lucidità e grandezza. E poi c’è anche questa storia, voi come la leggereste? Penso si stiano preparando a qualcosa di grosso: un tutti contro Apple. Almeno per il mercato USA.

Il marchio Amazon, il suo attuale ecosistema, l’arrivo della stagione estiva e una probabile politica aggressiva dei prezzi dovrebbero aiutare l’azienda ad avviare nel migliore dei modi le vendite dei suoi nuovi dispositivi. Dopo tutto, Eric Schmidt aveva detto chiaro e tondo che Amazon è uno dei 4 colossi dell’ICT, gli altri tre sono Google, Apple e Facebook: la chiamò “La gang dei 4″. Il CEO di Google dimenticò Microsoft.

Attualmente non si hanno dettagli circa i tablet di Amazon eccetto ciò che dice la fonte di DigiTimes: conterranno un processore della Texas Instruments e Wintek produrrà i pannelli touch screen. Quanta Computer assemblerà i dispositivi e ogni mese ne verranno spediti 800.000, in linea con l’iPad originale.

Quali sono i jolly che Amazon potrebbe giocarsi? L’azienda potrebbe puntare su caratteristiche hardware uniche, come la tecnologia e-ink a colori o display AMOLED. Immaginate un’interfaccia software fortemente personalizzabile, attraente, fortemente integrata con i contenuti venduti dall’azienda (libri, audio, prodotti, applicazioni, film) e soprattutto la tecnologia brevettata one-click purchase. Credo che questo dispositivo possa essere una degna alternativa ad iPad 2 sebbene io abbia la fortissima sensazione che il prodotto possa essere tendente al Nook Color.

[Via 9to5Mac, Electronista, Wired | Foto MasinuToscana]

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Amazon corteggia gli sviluppatori iOS per Kindle

pubblicato da aWilito


A quanto pare, mentre Apple macina numeri da capogiro, Amazon tenta di irretire gli sviluppatori iOS e convincerli a creare dei porting delle proprie applicazioni per piattaforma Kindle, soprattutto quelle didattiche. La guerra degli e-reader contro i tablet passa tutta dalle app.

A svelare per primo i retroscena è Henri Hansen, lo sviluppatore dietro Atomium, una tavola periodica digitale per iPhone ed iPad con tutte le informazioni necessarie per passare il compito di chimica e anche di più. A quanto pare, sarebbe stato contattato via mail da Amazon col preciso scopo di ottenere un porting della sua app su piattaforma Kindle, cosa che tuttavia non è affatto scontata.

Anche solo a livello di impatto visivo, un’app per iOS garantisce colori vividi, movimento e multi-touch. Il Kindle, dal canto suo, è basato sulla tecnologia e-ink che fornisce una durata della batteria praticamente eterna (se paragonata ai tablet general-purpose) e un’esperienza di lettura sensibilmente meno stancante. Il fatto è che se ne usufruisce esclusivamente in bianco e nero, e questo spiega la propensione di Amazon verso il settore delle app educational: solo in quel frangente possiede un po’ di trazione, per il resto il Kindle resta sostanzialmente inadeguato alla fruizione dei contenuti multimediali.

Una mossa che non sorprende affatto ma che rischia di non avere un grosso seguito. Cortesie del genere le aveva espresse anche Microsoft tempo addietro - e a Redmond hanno tutte le risorse per convincere gli sviluppatori- eppure sembra che elogi e incentivi non siano bastati. E altrettanto aveva tentato Google, anche se con una particolare predilezione per i titoli best-seller, ma anche in questo caso tutto si è risolto in un nulla o poco di fatto. Chissà se Amazon non avrà più fortuna.

Apple ostacolerà Kindle e le altre applicazioni senza in-app purchase

pubblicato da Simone Gambirasio


Questa mattina il New York Times ha dato notizia dell’ennesimo rifiuto eccellente di un’applicazione su App Store. Il team di approvazione delle applicazioni, infatti, ha rifiutato l’applicazione Sony Reader Store, un negozio di libro alternativo ad iBooks. Apple ha rifiutato l’applicazione perché usa un sistema di acquisto alternativo agli acquisti in-app: Sony, infatti, avrebbe preferito far acquistare gli eBook in una pagina ad hoc di Safari, anche per garantire la possibilità di riutilizzare l’acquisto su un suo reader.

Secondo un portavoce di Apple, Trudy Muller, nulla sarebbe cambiato nelle regole di App Store, ma a Cupertino avrebbero semplicemente stretto la morsa su una clausola già scritta: “Le applicazioni che offrono agli utenti la possibilità di fare acquisti all’interno dell’applicazione”, spiega Muller, “Devono farlo anche all’interno dell’applicazione stessa, con l’in-app purchase”. L’in-app purchase, quindi, non sarà il sistema di acquisto esclusivo, ma la sua disponibilità sarà comunque obbligatoria.

Per chi ancora non lo sapesse, l’in-app purchase è un sistema di pagamento proprietario di Apple, che consente agli utenti di non inserire il proprio numero di carta di credito in un’applicazione, acquistando contenuti aggiuntivi semplicemente facendo login con il proprio account App Store. Oltre a essere infinitamente più comodo per l’utente, questo sistema è anche profittevole per Apple stessa, che si prende sempre il 30% del valore della transazione.

Il giro di vite di Apple è molto simile a quello annunciato da Facebook pochi giorni fa: il celebre social network, infatti, entro luglio obbligherà gli sviluppatori a rendere sempre disponibile un sistema di pagamento tramite crediti Facebook, una moneta virtuale su cui l’azienda di Zuckerberg ha un margine di guadagno.

In questo senso sembra che i proprietari delle piattaforme del futuro, Apple e Facebook, vogliano fare di tutto per assicurarsi anche la “moneta virtuale” del futuro. E se per ora questa clausola ha bloccato solo l’applicazione di Sony, di sicuro non potrà che dare fastidio ad applicazioni ancor più celebri. Kindle di Amazon e l’applicazione Zinio per i magazine, ad esempio, non rendono possibili gli acquisti via in-app purchase, ma solo con un’interfaccia web. Stessa cosa dicasi per BlueFire Reader, unica applicazione a rendere possibile l’acquisto di eBook anche in Italia. Di sicuro, anche su questo tema, la Mela si attirerà aspre polemiche.

Video: Amazon all'attacco di iPad

pubblicato da Michele Filannino


C’era da aspettarselo che prima o poi Amazon cominciasse ad attuare una politica un tantino più sportiva nei confronti del rivale iPad. Questa volta il colosso delle vendite online ci prova con un video molto divertente che sottolinea uno dei difetti dell’iPad: lo schermo lucido.

Il video pone l’accento su un aspetto tecnico molto dibattuto da voi utenti su questo stesso blog: display lucido vs. opaco. All’epoca la linea di dispositivi incriminata era quella dei MacBook Pro e alla fine non si riuscì a trovare un accordo. Alcuni utenti erano pro-lucido altri pro-opaco. Le dichiarazioni sarcastiche di Phil Shiller non aiutarono la situazione e, giustamente, Amazon ci mette lo zampino.

Kindle stravince su iBooks?

pubblicato da Simone Gambirasio


Kindle Store batte iBookstore 60 a 1. Diciamo subito che questo risultato imbarazzante (pubblicato su CrunchGear) è frutto di speculazioni necessariamente parziali, inevitabilmente esagerate. Sugli eBook, però, abbiamo ancora pochi dati, quindi tutto è prezioso.

La notizia, infatti, si basa solo su un caso particolare: la vendita dei libri di J.A. Konrath. L’autore, infatti, ha reso note le performance dei suoi libri, rivelando di vendere 200 libri al giorno su Kindle, mentre su iPad ne vende 100 al mese. Siamo in un rapporto vicino ai 60:1.

Il numero contrasta con quello dato da Jobs, secondo cui iBooks avrebbe già raggiunto il 22% del mercato degli eBook. Ricordiamoci che i numeri di Jobs risalgono al lancio di iPad, un momento in cui per “provare” la funzionalità in molti potrebbero aver ceduto al primo acquisto, senza però diventare acquirenti abitudinari.

Quale sarà il futuro di questo settore per Apple? Quando porterà introiti significativi all’azienda e all’intero settore dell’editoria?

Nel frattempo Kindle Store gode ancora di diversi pregi che non lo rendono nemmeno paragonabile ad iBooks. Per prima cosa Kindle Store funziona su più piattaforme: dispositivi Kindle, PC e Mac, ma anche iPhone e iPad. iBooks funziona solo su iPad e iPhone. In secondo luogo il mercato di Kindle è internazionale mentre, come ben sappiamo, qui in Italia non è ancora possibile acquistare libri, né in lingua inglese né tantomeno in italiano. Infine Amazon è presente sul mercato da più tempo, e non tutti saranno disposti ad abbandonarla per un nuovo competitor. Considerando poi che i due store non sono compatibili, i consumatori potrebbero sentirsi vincolati, cosa che andrà a potenziare il principio della dipendenza dal sentiero.

Se l’ingresso nel mercato della musica, qualche anno fa, vedeva Apple senza veri concorrenti, per i libri non sarà così. Per questo, in futuro, sarà davvero interessante scoprire i prossimi dati ufficiali rivelati da Cupertino.

iPad batte Kindle nei test sulla velocità di lettura

pubblicato da Claudia

iPad Kindle

Siete sostenitori della lettura classica con libro cartaceo o portate avanti il verbo dell’ebook? Uno studio condotto con un gruppo di 24 persone a campione ha dimostrato come la lettura di un ebook richieda più tempo rispetto alla lettura del classico vecchio libro e, a quanto pare, l’iPad è risultato più semplice da leggere rispetto al “concorrente” Kindle.

Jakob Nielsen del Nielsen Norman Group ha studiato le differenze di approccio ai tre strumenti (libro cartaceo, iPad e Kindle) e ha scoperto che leggere una breve storia di Hemingway su iPad ha rischiesto il 6.2% di tempo in più rispetto alla lettura del libro cartaceo. Il Kindle 2, invece, ha richiesto il 10.7% di tempo in più per completare la lettura. I protagonisti del test hanno poi assegnato un punteggio ai tre supporti: iPad è risultato vincitore con un punteggio di 5.8, il Kindle ha ottenuto 5.7 e il classico libro ha ottenuto 5.6.

Ciò che risulta dall’indagine è che i soggetti del test non hanno apprezzato il peso di iPad, decisamente troppo, mentre del Kindle non hanno apprezzato le tonalità di grigio su grigio del display. A quanto pare gli utenti sono anche spaesati dalla mancanza di reale impaginazione, preferendo la lettura su iPad e l’indicatore di testo rimanente in un capitolo presente nell’applicazione iBook.

Secondo Nielsen e la sua ricerca, il futuro dell’e-reading è promettente, sia per tablet e computer, che per terminali mobile come iPhone. La lettura sarà sempre più piacevole grazie agli schermi sempre più nitidi e tecnologicamente avanzati. Qui trovate lo studio completo.

Voi cosa ne pensate? iPad ha stravolto le vostre abitudini di lettura o l’ebook non vi soddisfa ancora?

[Foto Flickr]

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Barnes & Noble: la guerra degli e-reader su iPad ha inizio

pubblicato da aWilito


Ora che anche Barnes & Noble ha rilasciato la sua applicazione eReader, le cose nel mercato della distribuzione digitale dei libri si fanno frastagliate. Anche perché, a giudicare dalle feature, è migliore non soltanto della app Kindle, ma persino della stessa iBooks di Cupertino.

Non dissimilmente dalle app per iPad concorrenti , l’e-reader B&N consente di acquistare titoli dall’enorme catalogo dell’editore, e infine di leggerli; ciò che cambia è la qualità ed il numero delle funzionalità integrate nel software, alcune mutuate direttamente dal Nook.

Innanzitutto, parliamo di un sistema multi-piattaforma, in grado di sincronizzare gli acquisti e le note su dispositivi mobili (è in arrivo l’app per Android), su e-reader compatibili, su Blackberry e computer tradizionali. I titoli a disposizione, per la maggior parte in lingua inglese, sono molti più di iBooks e raggiungono la ragguardevole cifra del milione, di poco inferiore alla disponibilità del Kindle di Amazon. Tra le feature più interessanti c’è la possibilità di prestare i libri, con tanto di badge sull’applicazione che riceve il prestito; peccato soltanto che la cosa sia possibile solo con una parte del catalogo.

La ricchezza delle funzioni di controllo, personalizzazione e ricerca, più il dizionario Merriam-Webster’s Collegiate integrato rendono questa app decisamente moderna e più efficiente delle controparti concorrenti. D’altro canto alcune sue parti, come il meccanismo di acquisto o la consultazione del testo prima dell’acquisto (per cui viene aperto ogni volta una sessione di Safari Mobile), risultano un po’ farraginose. Ma i nuovi aggiornamenti già in programma promettono di risolvere uno per uno i difetti riscontrati dagli utenti.

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iPad disturba il sonno, Kindle lo concilia

pubblicato da aWilito


Ecco un aspetto dell’iPad cui nessuno fin’ora aveva pensato ma che in effetti rischia di rompere un po’ le uova nel paniere di Apple. Secondo alcuni esperti, leggere sul tablet di Cupertino a letto rischia di guastare il riposo; quanto a questo, molto meglio il concorrente Kindle.

Ad affermarlo in una mail al Los Angeles Times è il direttore della clinica nurologica UCLA e professore Alon Avidan, secondo cui la tecnologia alla base dell’iPad - l’LCD - è molto stancante per gli occhi, contrariamente a quella e-ink. L’LCD infatti, con la sua eccezionale luminosità, confonderebbe il corpo intralciando i cicli naturali della melatonina e ciò, in altre parole, è causa di insonnia nell’individuo. Il Kindle, al contrario, non necessita di retroilluminazione, e non altera il normale ciclo circadiano:

La lezioni qui è che insonnia e gadget elettronici che emettono luce non dovrebbero essere mescolati prima del riposo. […] Per dormire è meglio il Kindle.

Di altro avviso il Wall Street Journal, secondo cui al momento non c’è nessuna prova scientifica che attesti la dannosità dell’una o dell’altra tecnologia sui meccanismi del sonno. E’ tuttavia un dato di fatto che, tra LCD ed e-ink, quest’ultima rappresenti la simulazione più credibile di un foglio di carta, e la carta stanca gli occhi molto meno del display di un computer. Insomma, con ogni probabilità è qualcosa di molto soggettivo e pesantemente declinato dai gusti personali. Niente di nuovo all’orizzonte.

Il 13% degli utenti iPad viene dal Kindle

pubblicato da aWilito


Con 300.000 iPad venduti in appena un giorno, Apple ha causato un piccolo terremoto e ha sorpreso tutti gli analisti: Munster, per dirne una, dopo il mea culpa ha seraficamente raddoppiato le previsioni di vendita per il weekend (ora comprese tra 600.000 e 700.000 dispositivi). E di tutti questi nuovi utenti, il 13% possedeva già un Kindle.

Basandosi su 448 interviste condotte negli Apple Store di New York e Minneapolis, risulta che il 7,5% di questi utenti intende passare definitivamente al tablet con la mela, abbandonando quindi la controparte Amazon. Ben il 10% degli intervistati ha invece confessato di aver preso in seria considerazione la possibilità del Kindle, ma di aver glissato direttamente sull’iPad. Tutte vendite perse per Amazon.

Passando all’uso del gingillo, il 38% degli intervistati intende leggerci libri, mentre il 74% afferma di volerci solo navigare sul Web. Fruizione dei video e mail stuzzicano appena il 26% ed il 32% delle persone sentite, giochi e musica ancora meno, appena il 18% e l’8%.

Ovviamente, il 74% di costoro erano già utenti Apple in qualche maniera: il 74% possiede già un qualche modello di Mac, mentre il 66% aveva almeno un iPhone. Tra le aspettative dei compratori, più inclini verso i modelli base, c’è quella di abbandonare completamente il proprio computer per le routine quotidiane (4%) o in qualche caso il proprio iPhone (1%).

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Lievitano i prezzi in iBook Store

pubblicato da Michele Filannino

Kindle ed iPad

Apple potrebbe aver abbandonato la strada dei prezzi bassi per gli e-book, dopo la scoperta dell’aggiornamento di prezzi nella versione pre-release di iBook Store. La maggior parte dei titoli più importanti che erano stati prezzati a $10 ora costano $13, comunque in linea con i prezzi intravisti nel materiale promozionale di Apple.

I nuovi prezzi aggiornati sarebbero più coerenti con i nuovi termini di licenza dello Store. E’ stato scelto un modello ad agenzia che, sebbene il fluttuare dei costi sui diritti di ciascun libro, riesce ugualmente a rendere parte del controllo sui prezzi finali agli editori. In tal senso il modello di Amazon concede meno agli editori e più all’azienda.

Apple potrebbe aver richiesto termini uguali per le royalty sui libri, prevenendo un mossa al ribasso da parte di Amazon ed impedendo ad alcuni editori di lasciare uno store per entrare in un altro. Purtroppo è ancora troppo prematuro azzardare ipotesi di mercato.

Aggiornamento: dopo il salto l’immagine della variazione di prezzo.

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