Un bug che può far venire i brividi: con certe app di Apple, l’iPhone trasmette una foto scattata a caso. In particolare quando si usa FaceTime, il programma visualizza una nuova immagine senza chiedere i dovuti permessi all’utente. Spesso l’immagine è stata scattata qualche tempo prima.
Un utente di Detroit racconta:
Avevo lasciato il mio iPhone in macchina quando corsi per farmi un panino. Era un centro commerciale che non avevo mai visitato e mai mi ero collegato alla loro Wi-Fi. Parcheggiai a circa 10 metri dal Subway. Corsi dentro, presi il cibo e saltai in macchina. Accesi l’iPhone per controllare se qualcuno mi avesse chiamato (nessuno lo aveva fatto) e andai via. Quando arrivai al lavoro e mangiai finalmente il mio panino, cercai di usare FaceTime e vidi l’immagine di me in macchina 20-30 minuti prima!
Si tratta di un vecchio bug, che potrebbe anche essere visto come una funzione di iOS. Quando un’applicazione va in background, può succedere che questa scatti un’immagine per poi visualizzarla al momento in cui torna in foreground. Generalmente si tratta di una schermata dell’iPhone, per dare un’impressione di continuità: succede la stessa cosa con Mac OS X. L’unica differenza in questo caso è che FaceTime scatta silenziosamente una foto, senza che l’utente ne sia a conoscenza.
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Ieri sera l’App Store americano ha fatto una sorpresa a tutti: ha approvato il primo emulatore NES per iPhone. Nescaline, questo il nome dell’emulatore, è sviluppato da Jonathan Zdziarski, il guru e grande esperto conoscitore di iPhone OS.
Comparso in serata, Nescaline è stato successivamente rimosso a poche ore dalla sua apparizione in App Store, precisamente alle 22:19 PST (le 7:19 di quest’oggi in Italia). A darne notizia lo stesso Zdziarski, il quale dichiara in aggiunta di non aver ricevuto ancora alcuna motivazione per la rimozione dell’applicazione:
Nescaline è stato rimosso dall’App Store da Apple alle 22:19 PST ieri sera. Non ho ricevuto alcuna comunicazione da Apple riguardo al motivo. Probabilmente si sono arresi immediatamente di fronte alle pretese di Nintendo che non ha alcun titolo per protestare nei confronti di Nescaline, o hanno deciso che non gli importava affatto di offrire nell’App Store la possibilità di giocare con giochi NES. NESv3 continua ad essere disponibile in Cydia. Le pratiche draconiane ed anti-competitive di Apple sono la triste ragione per cui il jailbreak rimarrà sempre una necessità
Dotata già di 5 giochi, Nescaline offriva la possibilità di aggiungerne altri attraverso l’inserimento di url per il download delle ROM di interesse su iPhone.
Nescaline ha fatto la sua comparsa su App Store a $6.99 ma dalle prime impressioni dei pochi fortunati che hanno avuto modo di scaricare l’emulatore NES, non sembrano soldi spesi bene: multi-touch che risponde poco alle pressioni delle dita, scarso livello di rendering, problemi nel caricamento delle ROM e audio difettoso.
Quale sarà il futuro di questo emulatore lo dirà il tempo, ma si conosce la posizione di Apple sull’esecuzione di codice non controllato come quella che questo emulatore permetterebbe. La situazione più probabile potrebbe essere quella di un emulatore che è limitato ai giochi in bundle per ciascuna sua release, alla stregua di quanto già accaduto con l’emulatore C64.
Pensando anche a un target di utilizzatori di fascia enterprise, recentemente Apple ha provato a migliorare la sicurezza di iPhone introducendo, da una parte, la creazione di backup criptati, con iPhone OS 3.0 e iTunes 8.2 e successivi e, dall’altra, con l’introduzione di un sistema di criptaggio hardware nel nuovo iPhone 3GS.
Entrambi i sistemi sono sufficienti a scoraggiare malintenzionati occasionali ma, come rivela l’esperto di informatica forense Jonathan Zdziarski, non sono abbastanza robusti da bloccare l’attacco di un hacker.
Entrambi i sistemi sono infatti aggirabili non solo con gli strumenti a disposizione di esperti (come mostra il filmato realizzato da Zdziarski), ma anche con semplici tool di jailbreaking quali purplera1n e redsn0w, che permettono da un lato di generare backup non criptati, da cui è possibile recuperare immagini, numeri di telefono, password o altri dati, e dall’altra di accedere al filesystem del dispositivo bypassando la criptatura hardware di iPhone 3GS.
Continua a leggere: Il sistema di criptaggio di iPhone 3GS non è sicuro
Un nome che viene atuomatico associare ad iPhone: Jonathan Zdziarski, vero e proprio guru dell’iPhone, ha pubblicato un nuovo libro intitolato “iPhone SDK Application Development: Building Applications for the AppStore”che sarà disponibile dal 15 gennaio 2009.
In quest’ultimo libro, Zdziarski spiega tutto quanto c’è da sapere a riguardo del SDK di iPhone e sulla realizzazione di applicazioni. In una nota alla stampa si legge:
se siete alla ricerca di comprendere il SDK di iPhone dalle basi, questo libro fa al caso vostro. Imparerete a scrivere applicazioni tramite codice o attraverso strumenti […] come Interface Builder.
Acquistabile su Amazon al prezzo di $23.09 (poco meno di 20€), un libro che non dovrebbe mancare nella biblioteca di ciascun sviluppatore.
I precedenti best-seller scritti da Zdziarski sono “iPhone Open Application Development” e “iPhone Forensics: Recovering Evidence, Personal Data, and Corporate Assets”, i quali riguardano rispettivamente lo sviluppo di applicazioni per iPhone sbloccati e la gestione dei dati archiviati sull’iPhone.

In più di una occasione, tra Special Event e WWDC’08, gli ingegneri di Apple hanno avuto modo di illustrare alcune funzionalità recentemente introdotte in iPhone, come la firma digitale apposta alle applicazioni scaricate da AppStore e il remote-wipe, la possibilità di cancellare via remoto un dispositivo.
In altrettante occasioni, è stato reso piuttosto chiaro come Apple intenda vigilare sulla qualità delle applicazioni proposte su AppStore, in particolare per evitare l’esecuzione di codice maligno o comunque dannoso.
In questa ottica, il fatto che Cupertino si riservi il diritto di impedire la pubblicazione di applicazioni (o rimuovere applicazioni già pubblicate) non stupisce nessuno: ma cosa accade con le applicazioni eventualmente già acquistate ed installate sugli iPhone degli utenti?
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Con il prossimo lancio del nuovo iPhone 3G, nella testa di molti degli attuali possessori (italiani o meno) di iPhone è balenta l’idea di vendere il “vecchio” modello per l’acquisto del nuovo.
Ma occorre prestare un po’ di attenzione: in passato, già alcuni casi hanno evidenziato che effettuare il restore del device non cancella tutti i dati contenuti, come ha notato anche un poliziotto dell’Oregon.
Per questo motivo occorre seguire la procedura pubblicata da Jonathan Zdziarski (autore di “iPhone Open Application Development“), la quale permetterà di rimuovere ogni dato personale e sensibile archiviato nell’iPhone.
Tale procedura richiede il jailbreak dell’iPhone, alcuni comandi da Terminale e una durata che varia tra una e due ore.
[via LifeHacker]