
Secondo un ben informato di tutto rispetto -il grande, irreprensibile (cit.) John Gruber- attualmente nelle segrete di Cupertino sarebbero in corso i test sulla versione da 7,85 pollici del tablet di Cupertino. Esatto, si torna a parlare ancora di iPad nano.
È un rumor che va avanti già da un po’, e che sembra aver acquisito sostanza soprattutto in seguito alle indiscrezioni raccolte dai produttori partner. E ora ci si mette anche l’affidabile Gruber in un commento nell’ultima puntata del podcast The Talk Show, co-condotto assieme a Dan Benjamin di 5by5; nell’episodio 86, infatti, rivela che Apple starebbe “improvvisando” un iPad da 7,85 pollici e una risoluzione di 1024×768 pixel, “una specie di iPad da 9,7″ ridotto in dimensioni”. Ciò significa che, se decidessero di commercializzarlo, “non ci sarebbe bisogno di ridisegnare o ricompilare le app per farcele funzionare sopra.” Non è chiaro lo stato d’avanzamento dei test, ma Gruber afferma che “ne hanno uno in laboratorio,” e di solito si è sempre dimostrato estremamente attendibile su quanto accadeva ad Infinite Loop.
Ovviamente, neppure lui è in grado di stabilire se e quando il prototipo si trasformerà in prodotto; egli stesso confessa che “non lo sorprenderebbe se non venisse mai commercializzato,” ma è praticamente certo che Apple stia considerando seriamente la cosa. E d’altro canto, è abbastanza evidente vista la quantità di rumor a riguardo che ciclicamente torna interessare il Web Apple-centrico.

Macworld ha raccolto le previsioni di noti esperti sulle possibili novità che Apple potrebbe introdurre nel 2012, valutando anche il loro livello di attendibilità in base alle previsioni del 2011 che si sono avverate.
John Gruber con il suo blog Daring Fireball è considerato una delle fonti più affidabili, anche se l’anno scorso insisteva nel dire che l’iPad 3 sarebbe uscito dopo l’estate, mentre oggi ironizza sulle indiscrezioni che parlano di un iPad 4 in arrivo ad ottobre. Ad onor del vero bisogna però dare atto a Gruber di essere stato uno dei pochi a sostenere che l’iPad 2 non sarebbe stato dotato di un Retina Display.
Vediamo quindi le previsioni di Gruber per il 2012 suddivise per categoria:

Si era parlato di un iPhone 5 in alluminio o in liquid metal più largo rispetto all’iPhone 4 attuale e con più potenza di calcolo. Le previsioni sono state disattese e Apple ha lanciato la scorsa settimana l’iPhone 4S, una versione aggiornata del modello corrente. John Gruber ha interrogato le sue fonti a riguardo e sembra che nessun cambiamento di design era previsto per l’iPhone per il 2011.
Secondo le fonti di Gruber, Apple avrebbe forse preferito lanciare il nuovo iPhone 4S prima, ma era del tutto previsto che fosse seguito lo schema che ha portato alla nascita dell’iPhone 3Gs, ossia nessun cambiamento apportato alla forma, ma molte migliorie dell’hardware. Non ci sono motivi per aumentare le dimensioni dello schermo dell’iPhone, dice Gruber, visto che tutti gli iPhone e gli iPod touch hanno avuto finora display da 3,5”.
Il piano è sempre stato quello di dare un successore all’iPhone 4 che gli somigliasse, ma migliorando le componenti interne. Non mi sorprenderebbe che il prossimo iPhone continuasse su questa linea, senza grossi cambi al design.
A scapito di un iPhone 5 più largo, fa notare il sito Daring Fireball, vi sono le dimensioni quasi perfette dell’iPhone 4: ogni parte dello schermo è raggiungibile dalle dita, mentre viene impugnato ad una mano. Sicuramente molti utenti preferirebbero uno schermo di dimensioni maggiori, per poter leggere con più facilità magari, ma è anche vero che a molti piacciono le dimensioni ridotte dell’iPhone e che questi non vorrebbero rinunciarvi.
[Via iGeneration]

“Il Touchpad sarà migliore del tablet numero uno”, è quanto dichiarato da Eric Cador, il responsabile europeo della HP in conferenza stampa a Cannes. HP ha annunciato il suo Touchpad nel febbraio scorso ed ha presentato una versione quasi definitiva del tablet a Cannes i questi giorni. Il “tablet numero uno” è ovviamente l’iPad di Apple, che domina il mercato sin dalla sua uscita.
Touchpad monta come sistema operativo WebOS 3.0, derivato dall’acquisto di Palm da parte di HP nell’aprile 2010. Lato hardware, il tablet della HP ha un display da 9.7 pollici con risoluzione 1024 x 768, un processore Snapdragon dual-core 1.2GHz , una webcam frontale da 1.3 megapixel, un giroscopio, un accelerometro e una bussola. Touchpad sarà venduto in due versioni, da 16GB o da 32GB, a partire della prossima estate. Nulla si sa ancora dei prezzi di entrambi i modelli.
La HP è sicura di lanciare sul mercato un prodotto concorrenziale con l’iPad. Tanto che Eric Cador ha sottolineato la fiducia che la sua compagnia riporta nel Touchpad, comparandolo al successo dei computer HP:
Nel mondo dei PC (…) siamo diventati il numero uno; nel mondo dei tablet saremo meglio del numero uno. Lo chiamiamo “uno più”.
John Gruber di Daring Fireball ironizza: “Soltanto numero uno andrebbe anche bene“.
[Via The Telegraph]

Tra i mille brevetti depositati da Apple è comparso anche un interessante sistema denominato “Safe Deposit Box”, che permette l’archiviazione sicura di documenti utilizzabile trascinando semplicemente i file sull’icona di una cassetta di sicurezza presente sul desktop di Mac OS X.
Il documento viene criptato, reso invisibile e cancellato dalla posizione originaria del filesystem, mentre una copia crittografata viene inviata ad un servizio di archiviazione cloud, probabilmente offerto dalla stessa Apple in uno dei suoi grandi data center.
Safe Deposit Box dovrebbe far parte del rinnovato MobileMe di cui si parla da tempo e potrebbe fornire un meccanismo sicuro per accedere ad una serie di file, come ad esempio la libreria di brani di iTunes, attraverso i propri dispositivi appartenenti all’ecosistema Apple, che in questo modo potrebbero sincronizzare i file direttamente dalla rete senza utilizzare cavi.
Lo scorso ottobre il solitamente ben informato John Gruber aveva affermato che Apple stava lavorando ad un Dropbox killer, per includerlo probabilmente nel prossimo Mac OS X 10.7 Lion.
[via patentlyapple]

Dopo l’imprimatur dell’autorevole Wall Street Journal, che puntualmente appone il sigillo definitivo sulle indiscrezioni che anticipano l’uscita di un nuovo prodotto Apple, sappiamo ormai praticamente tutto del prossimo iPad 2, tranne ovviamente la data di commercializzazione ed il prezzo.
Dopo le ottimistiche previsioni sull’adozione di un Retina Display sull’iPad 2, diffuse dai solitamente attendibili Rose e Topolsky, John Gruber aveva smontato le aspettative, affermando che non ci avrebbe creduto fin quando non lo avesse visto.
Attraverso il suo blog, Daring Fireball, Gruber è tornato sull’argomento ipotizzando l’inizio della commercializzazione dell’iPad 2 al più tardi ad aprile, per fronteggiare la concorrenza dei nuovi tablet.
Continua a leggere: John Gruber: iPad 2 ad aprile, iPad 3 a settembre

Da qualche tempo impazza sul Web un’ipotesi piuttosto succulenta (suffragata in tempi diversi da Topolsky e Rose), vale a dire che la prossima generazione di iPad in arrivo tra poche settimane possa integrare una qualche forma di Retina Display. E invece, dopo aver contattato le proprie fonti, uno scettico John Gruber smentisce senza pietà. La risoluzione è e resta la solita, vecchia 1024 × 768.
L’idea è semplice. Almeno a giudicare da alcune piccole scoperte fatte sul Web, sembrava quasi che la risoluzione del tablet di Cupertino fosse destinata ad essere raddoppiata fino ad una densità di 2048×1536 pixel. D’altro canto, il display di GlobaDirectParts ce lo aveva fatto un po’ credere, e l’indiscrezione dello sfondo in iBooks sembrava confermarlo. Certo, per motivi di convenienza economica e possibilità tecnologiche, era difficilmente ipotizzabile che il nuovo schermo eguagliasse gli incredibili 326 ppi (pixels-per-inch) dell’iPhone 4, ma qualcosa attorno ai 264 ppi a molti non appariva un’idea peregrina.
A fare due conti tuttavia ci si rende conto che un display del genere, soprattutto su di un gingillo tanto relativamente piccolo, sarebbe oltremodo costoso. Una risoluzione di 2048 x 1536 significa esattamente 3.145.728 pixel, vale a dire appena il 17% in meno di un iMac 27″ o un Cinema Display di nuova generazione; o in alternativa, il 52% in più rispetto ad una moderna tv 50″ 1080p. Una risoluzione che richiede maggiori costi, maggiore dettaglio grafico e relativa elaborazione, nonché un uso più esoso della carica in batteria.

E’ di John Gruber di Daring Fireball - preziosissima fonte di spunti e riflessioni sul mondo Apple - l’editoriale del numero di aprile di MacWorld americano. Il pezzo è un’ottima lettura per tutti quelli che desiderino approfondire una tematica, in particolare: la gestione, da parte di Apple, di quello che sa fare meglio: fare interessare a sé il suo pubblico.
Anche da parte di un fan - per quanto “tecnico”, come John sa essere - le annotazioni critiche sanno essere decise, e a volte anche perfide:
“Loro prendono qualcosa di piccolo, semplice e molto appetibile. Lo privano di feature senza pietà, trasformandolo giusto nel minimo possibile con cui ripartire. Rifiniscono maniacalmente le feature rimaste ad esso. A un evento mediatico estremamente atteso, presentano il dispositivo in questione come The Next Big Thing, spiegando - no, semplicemente mostrando - quanto geniale e quanto perfetto sia il design dell’oggetto. Dopodiché, lo mettono in vendita”.

In queste ore non c’è esperto del mondo Apple più attivo ed instancabile di John Gruber, di Daring Fireball. Dapprima entusiasta, ma guardingo, giunto al secondo post sull’iPhone 4G “trafugato” ormai John non può più contenere la sua determinazione nell’affermare che ci troviamo davanti a un vero e proprio scoop, da parte di Gizmodo.
L’elemento che permetterebbe di chiudere la partita coi dubbi sarebbe il retro in ceramica del device. Negli ultimi minuti, un lettore di Daring Fireball ha evidenziato a Gruber una richiesta di brevetto da parte di Apple, che risale al 2006 e che ha molto colpito la sua attenzione.
In controtendenza rispetto all’alluminio - che su iPad sta performando male, soprattutto come conduttore di segnale WiFi - Apple potrebbe aver studiato e messo in pratica i vantaggi di un materiale differente, per il prossimo iPhone. Sembrano già risolti anche i dubbi sul design insolito (e incoerente coi precedenti modelli di iPhone) dei tasti laterali del prototipo, soprattutto quelli del volume. Con qualche riserva sulla resistenza agli urti della ceramica, Gruber conclude il suo tour de force “investigativo” con la quasi totale certezza che Gizmodo sia effettivamente in possesso di un prototipo autentico.

Secondo Engadget potrebbero effettivamente appartenere alla prossima generazione di iPhone due fotografie molto interessanti, comparse nei giorni scorsi, e giudicate credibili anche da una serie nutrita di altre fonti.
Le due foto sarebbero in qualche modo “sfuggite” di mano ad Apple e presentano un possibile prototipo di smartphone dotato di due fotocamere, un ingresso per card di tipo MicroSim e uno schermo HD. Il materiale pubblicato da Engadget risale a gennaio. John Gruber di Daring Fireball ha espresso, come AppleInsider, tutta la sua fiducia a fronte e retro del dispositivo, pur sostenendo che i fianchi sarebbero “poco probabili”. Troppi tasti e di forma troppo insolita, non trovate?
Eppure quei “fianchetti” di alluminio sembrano così accattivanti, così un possibile anello di congiunzione, nel design, fra smartphone e laptop Apple. Gli 80GB di storage, invece, non sono accattivanti: fanno semplicemente “sognare”. Guardiamo insieme queste foto nella galleria qui sotto.

John Gruber, noto per l’accuratezza e qualità delle indiscrezioni solitamente fornite, su questa pagina di Daring Fireball si lancia in una serie di soffiate e rumors che sembrano corrispondere perfettamente con quelli circolati sin’ora sulla prossima generazione di iPhone, ma aggiunge qualche dettaglio in più e un pronostico sui MacBook.
Secondo Gruber, il melafonino che verrà sarà dotato di un processore di nuova concezione (i già visti Cortex) che, a parità di clock, sarà comunque più veloce di quelli attualmente montati su iPhone ed iPod touch:
Facciamo che le indiscrezioni siano vere - e io ritengo che lo siano - e che la CPU della prossima generazione di iPhone girerà a 600 MHz. Così come un Pentium 90 MHz era più veloce di 1,5 volte rispetto ad un 486 a 60 MHz, la CPU da 600 MHz del prossimo iPhone sarà almeno 1,5 volte più veloce della attuale CPU a 400 MHz.
E col doppio della memoria a disposizione (128 MB di RAM per un totale di 256 MB), di certo le applicazioni saranno più scattanti e la navigazione più agevole. Gruber conferma anche la presenza del magnetometro e delle capacità di registrazione video, ma sostiene che il form factor rimarrà grossomodo lo stesso, con un case impercettibilmente differente rispetto all’attuale iPhone 3G.
Infine, le fonti di Gruber suggeriscono una piccola rivoluzione nella linea dei MacBook. Secondo lui, tutti i portatili in alluminio verranno ribattezzati “MacBook Pro” (quindi anche i modelli che attualmente ricadono nel brand “MacBook”), e la dicitura “MacBook” sarà appannaggio unico delle unità in policarbonato bianco. Il che, se non altro, porrebbe fine a quella inelegante frammentazione all’interno della linea consumer dei portatili Apple.