
Nelle scorse ore Apple ha reso disponibile un aggiornamento Java per Mac OS X. L’update, consigliato ovviamente a tutti gli utenti, è dedicato ai Sistemi Operativi Leopard e Snow Leopard.
Riguardo i contenuti di sicurezza relativi a Java for Mac OS X 10.5 Update 10, disponibile tanto nella variante a 32 che 64 bit, Cupertino scrive:
Multiple vulnerabilità esistono in Java 1.6.0_24, la più seria delle quali può consentire ad una applet Java non sicura l’esecuzione di codice arbitrario al di fuori della sandbox Java. La sola apertura di una pagina Web contenente un’applet Java malevola e costruita in modo opportuno può portare all’esecuzione arbitraria di codice coi privilegi dell’utente corrente. Questi problemi possono essere risolti aggiornando a Java versione 1.6.0_26. Ulteriori informazioni sono disponibili all’indirizzo del sito di Java http://java.sun.com/javase/6/webnotes/ReleaseNotes.html.
E motivazioni analoghe sono addotte anche per Java for Mac OS X 10.6 Update 5. L’aggiornamento può essere eseguito manualmente con gli installer standalone oppure -opzione consigliata- automaticamente con Aggiornamento Software.

Grazie ai benchmark SunSpider sapevamo già che iPad 2 è 4 volte più veloce del suo predecessore, merito dell’accoppiata tra Apple A5 e il nuovo motore Javascript Nitro. Gran parte dell’aumento di potenza, tuttavia, non dipende esclusivamente dall’hardware ma deriva in larga misura da iOS 4.3, tant’è che installato su vecchi iPad, iPhone 3GS o iPhone 4 produce risultati nettamente migliori anche sulle generazioni più vecchie.
Ovviamente, una cpu dual core come l’A5 sviluppa per forza di cose una potenza di calcolo maggiore rispetto all’A4 e precedenti. Tuttavia, l’installazione dell’ultima versione dell’OS mobile di Cupertino -benché in stato di beta, almeno fino al rilascio pubblico della Golden Master- in arrivo l’11 marzo cambia le cose in modo piuttosto evidente:
Una volta aggiornato il software sul nostro iPad 1, il gap tra i due dispositivi si è accorciato considerevolmente, e se ne evince che iPad 2 è solo 1,5 volte più veloce rispetto all’iPad 1. E questo è importante per la semplice ragione che gli iPad originali vengono ora pesantemente scontati di £100 su tutti i modelli. I nostri numeri indicano che -ipotizzando un uso dell’iPad prevalentemente rivolto alla navigazione Web piuttosto che al gaming o alla videoconferenza- si tratta d’un discreto affare, visto che la differenza di prestazioni tra i due è molto meno distante di quanto il marketing Apple vorrebbe farci supporre.
Gli stessi test, ripetuti su telefoni e tablet Android, restituiscono risultati impietosi. Ad esempio, il Galaxy Tab è 3 volte più lento dell’iPad 2 e 2 volte più lento dell’iPad originale col nuovo software installato, e numeri analoghi li restituisce anche il Google Nexus S. Invece, con iOS 4.3, iPhone 4 ottiene prestazioni 2,5 volte superiori rispetto alla versione attualmente disponibile dell’OS. Insomma, chi può vivere senza l’ultimissimo modello in tasca e può rinunciare alle fotocamere -oltre che al modesto calo di peso e spessore- potrebbe decidere di investire sulla vecchia generazione, visto e considerato che lo scarto tra i due non è drastico come Apple tenta di convincerci. Ovvio che poi, almeno nella concezione comune, “nuovo è meglio” e questa è anche una delle sei ragioni per cui iPad 2 sarà un gigantesco successo per la mela.

Dopo diverse polemiche sull’implementazione di Java in OS X, oggi Apple e Oracle hanno diramato un comunicato congiunto, per annunciare una nuova collaborazione.
Con il nuovo progetto OpenJDK per Mac OS X, Apple fornirà a Oracle tutti gli strumenti necessari a implementare Java SE 7 su Mac OS X. Questo significa che metterà a disposizione le componenti chiave e i tool per sviluppare Java SE 7, includendo anche una Java Virtual Machine a 32 bit e 64 bit basata su HotSpot, librerie di classi e uno stack di rete. Insieme verrano gettate anche le basi per un nuovo client grafico. Il progetto OpenJDK metterà la tecnologia Java di Apple a disposizione degli sviluppatori open source, che potranno accedervi e apportare il proprio contributo.
A partire da Java SE 7 in poi, quindi, sarà la stessa Oracle a distribuire agli utenti Mac le prossime versioni del software. Apple si limiterà a distribuire Java SE 6, sia su Snow Leopard sia su Lion.
In sostanza, come in fondo suggeriva Steve Jobs, Apple oggi ha fatto un vero e proprio passaggio di consegne a Oracle e alla comunità open source. Ora sarà Oracle a preoccuparsi in prima persona della distribuzione di Java per OS X, potendo così assicurare un calendario omogeneo delle distribuzioni su tutti i sistemi operativi.
“Siamo entusiasti di collaborare con Oracle e garantire così che ci sia sempre una versione eccezionale di Java sul Mac,” ha dichiarato Bertrand Serlet, Senior Vice President of Software Engineering di Apple. “Il modo migliore per i nostri utenti di avere sempre la versione più aggiornata e sicura di Java sarà averla direttamente da Oracle.”
“Siamo lieti di accogliere Apple e il suo importante contributo alla crescente comunità OpenJDK,” ha dichiarato Hasan Rizvi, Senior Vice President of Development di Oracle. “La disponibilità di Java su Mac OS X svolge un ruolo fondamentale nell’impegno multipiattaforma della tecnologia Java. Vogliamo inoltre rassicurare la comunità di sviluppatori Java sul fatto che l’ambiente Java d’avanguardia sarà disponibile su Mac OS X anche in futuro. Dopo l’ingresso di IBM nella comunità OpenJDK il mese scorso, il progetto ora può contare sul sostegno di tre dei più importanti protagonisti del mondo software.”
Alla fine del mese scorso Apple aveva ufficialmente affievolito il suo supporto a Java.

Steve Jobs con la sua ultima dichiarazione è sceso a volto scoperto nel dibattito circa la decisione di Apple di deprecare Java sui computer Mac, e la sua elegante spiegazione è stata immediatamente deprecata da James Gosling. Chi è? Semplicemente il fondatore di Java, una sorta di icona ascetica per molti sviluppatori, un uomo il cui curriculum farebbe impallidire qualsiasi sviluppatore veterano.
Come vi avevamo già segnalato, la storia è cominciata da una email di uno sviluppatore indirizzata a Steve Jobs. Nella email si chiedeva con un po’ di preoccupazione quali fossero i reali piani di Cupertino per la tecnologia di sviluppo più famosa del pianeta, e il CEO non ha perso tempo rispondendo:
Sun (ora Oracle) offre Java per tutte le piattaforme. Loro hanno un proprio calendario per gli aggiornamenti della piattaforma e questo è quasi sempre diverso dal nostro: conseguentemente il Java che noi forniamo ha sempre una versione di ritardo. Questa non deve essere la maniera corretta di andare avanti.
La risposta di James Gosling è arrivata immediatamente tramite un post sul suo blog: “It simply isn’t true” (”Semplicemente non è vero”) ha esordito. Dopo il salto vi riporto la traduzione integrale della risposta.
Continua a leggere: James Gosling, padre di Java, depreca Steve Jobs

Alcuni dettagli circa il futuro di Java sui Mac sono emersi in contemporanea con il rilascio di due aggiornamenti Java. “A partire dal rilascio di Java for Mac OS X 10.6 Update 3, la versione di Java portata su Mac da Apple e fornita assieme a Mac OS X, è deprecata” si legge all’interno del Mac OS X Reference Library. “Ciò significa che il prodotto runtime Apple non sarà più supportato a tale livello e potrebbe essere rimosso dalle versioni successive di Mac OS X”.
“La fruizione di Java runtime in Mac OS X 10.6 Snow Leopard e Mac OS X 10.5 Leopard, continuerà ad essere supportata e manutenuta con i cicli di supporto standard” continua Apple.
La nota potrebbe rivelare l’intenzione dell’azienda di Cupertino di abbandonare Java su Mac OS X Lion, almeno a livello di plugin predefinito. Le regole del nuovo Mac App Store avvertono che software realizzati utilizzando tecnologie deprecate o opzionali saranno respinte e ciò costringerà gli sviluppatori a vendere applicazioni Java-based fuori dallo store, dopo l’arrivo di Mac OS X Lion.
[Via TUAW]

Sono stati rilasciati un paio d’aggiornamenti Java nelle scorse ore da Apple, uno chiamato Java for Mac OS X 10.6 Update 2 e destinato agli utenti di Snow Leopard, e l’altro intitolato Java for Mac OS X 10.5 Update 7 per quelli di Leopard.
Le pagine dedicate all’uno e all’altro promettono:
compatibilità, sicurezza e affidabilità migliorate aggiornando Java SE 6 alla versione 1.6.0_20
Le informazioni, come sempre in questi casi, sono un po’ laconiche, ma il grosso dei cambiamenti riguarda la sicurezza. Chi volesse dare un’occhiata più da vicino alle correzioni effettuate può scorrere la lista dei bug-fix; per scaricare ed installare gli update, invece, sarà sufficiente avviare Aggiornamento Software. Infine, J2SE 1.4.2 non viene più aggiornato e risulta infatti disabilitato in seguito all’update.

Apple ha rilasciato il primo aggiornamento ufficiale di Java per Mac OS X Snow Leopard. Pur essendo corredato di poche informazioni, si tratta essenzialmente di una patch che porta Java SE 6 alla versione 1.6.0_17, includendo diverse migliorie circa la stabilità, sicurezza e compatibilità.
Sono stati risolti diversi problemi, in particolare uno di Java 1.6.0_15 che consentiva anche ad applet non autorizzate di ottenere privilegi di alto livello. Teoricamente un applet malevola, lanciata da una pagina web, avrebbe potuto eseguire codice con i privilegi di un comune utente di sistema.
Possono procedere all’aggiornamento tutti i possessori di Mac OS X 10.6.2. Per gli utenti Leopard (versione 10.5.8) nello stesso pacchetto, è disponibile anche l’aggiornamento di J2SE 5.0 alla versione 1.5.0_22 oltre che il medesimo di Snow Leopard. L’aggiornamento è installabile automaticamente attraverso il pannello Aggiornamento Software.

Apple ha appena rilasciato un corposo aggiornamento (161 Mb) per Java, consigliato a tutti i possessori di Leopard, perché migliora l’affidabilità, la sicurezza e la compatibilità di Java SE 6, J2SE 5.0 e J2SE 1.4.2 con Mac OS X 10.5.8 e versioni successive.
Come indicato dalle note di rilascio, questa aggiorna Java SE 6 alla versione 1.6.0_15 (solo per Mac Intel a 64 bit), J2SE 5.0 alla versione 1.5.0_20 e J2SE 1.4.2 alla versione 1.4.2_22 (per tutti i Mac Intel e PowerPC). Maggiori informazioni su questo aggiornamento sono disponibili nella pagina di supporto Apple.
L’aggiornamento è come sempre disponibile mediante Aggiornamento Software integrato in Mac OS X.

Tramite un post sul blog istituzionale, Adobe rende note una serie di FAQ per gli utenti della sua Creative Suite 4 che intendono aggiornare a Mac OS X 10.6 Snow Leopard.
Il software di punta, fanno sapere dall’azienda di San José, è compatibile quasi al 100% con il nuovo OS di Apple, grazie alla stretta collaborazione intercorsa tra le due aziende durante lo sviluppo dei rispettivi prodotti, e la maggioranza degli utenti potrà installare ed utilizzare senza problemi tutti i pacchetti software della suite.
Adobe Creative Suite 4, anzi, beneficierà fin da subito di molte delle novità introdotte dal nuovo system di Cupertino: le uniche due aree che necessiteranno di un update riguardano la compatibilità tra Apple Java Runtime Environment 1.6 e Creative Suite Infrastructure (CSI) 1.0.1 e Adobe Drive, che non gira a 64bit; si tratta di minor bug, e comunque gli update, assicurano da Adobe, arriveranno molto presto.
Continua a leggere: Adobe: la CS4 è compatibile con Snow Leopard

Apple ha appena rilasciato un aggiornamento di Java, per Mac OS X 10.5 e 10.4, disponibile come di consueto mediante Aggiornamento Software.
L’aggiornamento, della dimensione di 158 Mb per Leopard e 80,11 per Tiger, è accompagnato dalla seguente nota:
Aggiornamento 4 di Java per Mac OS X 10.5 fornisce miglioramenti alla sicurezza e alla compatibilità di Java SE 6, J2SE 5.0 e J2SE 1.4.2 in Mac OS X 10.5.7 e versioni successive. Questa release aggiorna Java SE 6 alla versione 1.6.0_13, J2SE 5.0 alla versione 1.5.0_19 e J2SE 1.4.2 alla versione 1.4.2_21.
Prima di installare l’aggiornamento, esci da tutti i browser web.
Ulteriori informazioni sull’aggiornamento sono disponibili nell’apposita pagina di supporto Apple.
[Grazie a zampo per la segnalazione]

Forse ricorderete di quella gravissima falla che, al concorso Pwn2own di qualche mese fa, fece crollare Safari in meno di due minuti. A distanza di sei mesi, e con grande sconcerto, apprendiamo che tutti tranne Apple hanno provveduto a rilasciare una patch per correggere il problema.
Chi sperava che Mac OS X 10.5.7 avrebbe aggiornato Java e corretto il grave bug che affligge ormai solo i computer Apple dovrà ricredersi. Sul suo blog, Julien Tinnes ha descritto nel dettaglio la situazione e sottolinea che, a differenza delle altre falle tipiche di Java, questa è una “vulnerabilità pura” che non implica alcun codice nativo: è, cioè, un errore presente nell’originale e non è imputabile al porting di Apple. Ecco perché affliggeva tutte le altre implementazioni, comprese quelle su piattaforma Linux e Windows. Le implicazioni sono preoccupanti:
Ciò significa che si può scrivere un attacco affidabile al 100% in Java puro che funzionerebbe su qualunque combinazione di piattaforma, architettura e browser.
Tinnes afferma che aggiornare un componente come Java può compromettere molte applicazioni Web e software basati su tale linguaggio, e ciò spiegherebbe la storica refrattarietà di Apple al rilascio di update Java. Tuttavia, lasciare allo scoperto i propri utenti per tanto tempo potrebbe rivelarsi una scelta irresponsabile, soprattutto ora che le modalità di attacco sono note (al tempo del Pwn2own, invece, non erano state rivelate per motivi di sicurezza). La raccomandazione di Tinnes, dunque, è di disabilitare Java nei browser in attesa di qualche novità da Cupertino.
Nelle scorse ore Google ha rilasciato un plugin sperimentale per browser, al momento compatibile con OS X e Windows, in grado di mostrare ricca grafica 3D incastonata all’interno di una pagina Web. La sperimentazione è fortemente voluta da Mountain View in collaborazione con Khronos consortium, l’organizzazione che segue lo standard OpenGL e che si prefigge l’obiettivo d’integrare il 3D in tempo reale col Web.
Si chiama O3D e intende diventare lo standard aperto di riferimento per il 3D controllabile via Web; porterà in dote una grafica realmente moderna ed accattivante, funzionante a prescindere dalla piattaforma e dal browser su cui se ne usufruisce. Con il pieno supporto agli effetti shader, O3D può accelerare via hardware increspature d’acqua, riflessi e fuochi, il tutto condito da JavaScript per produrre cambiamenti in tempo reale sul mondo 3D.
Versioni preliminari sono già funzionanti su i tre principali Sistemi Operativi congiuntamente ai browser Safari, Chrome, Firefox ed Internet Explorer. E’ inoltre necessario un chipset che supporti un modello unificato di rendering dello shader, come le serie GeForce 8 di NVIDIA o la linea Radeon HD di ATI.
E’ evidente che l’interesse di Google sta tutto nella standardizzazione: una volta ottenuta, infatti, sviluppare applicazione 3D per il Web diventerebbe molto più semplice e facilmente gestibile. E con Google Earth e SketckUp già all’attivo, è ormai chiaro che il futuro del Web passa tutto per pagine sempre più ricche di contenuti ed immersive.