Vista la disarmante semplicità con cui è possibile eseguire il jailbreak di un dispositivo mobile Apple, nelle ultime ore iniziavano a fare capolino sulle piattaforme di videosharing filmati di utenti che installavano surrettiziamente Cydia sugli iPhone ed iPad esposti negli Apple Store del mondo. Era quindi inevitabile che Apple corresse ai ripari interdicendo l’accesso al sito jailbreakme.com.
Parlando della grave falla nel motore di rendering dei PDF in Safari, l’avevamo pur detto: il sito che permette di liberare il melafonino sarebbe durato ben poco, almeno negli Apple Store. Fine dei giochi, quindi, visto che molti utenti cinguettano dell’esistenza di un redirect verso il sito Apple.com. Certo, come blocco è un po’ blando (basta sostituire i DNS sul dispositivo o utilizzare un mirror), ma le misure messe in atto dovrebbero prevenire l’insorgere di una fastidiosa ondata negli store, e soprattutto eviteranno ai genius di dover ripristinare ogni sera tutti i dispositivi in esposizione.
E poi, lo scherzo è bello quando dura poco.
Continua a leggere: Chiuso l'accesso a jailbreakme.com dagli Apple Store

A distanza di poche ore dalla disponibilità di jailbreakme.com, il sito creato dal DevTeam che consente di praticare il jailbreak su qualunque dispositivo iOS in neppure un paio di minuti, Apple avrebbe rilasciato una secca nota in cui afferma semplicemente di essere al lavoro per risolvere il problema.
Il responso ufficiale di Cupertino sulla questione è arrivato per voce di Natalie Harrison, ed è stato in seguito pubblicato da Reuters. Il contenuto è quantomai asciutto:
“Stiamo investigando”
Ovviamente, non ci sono tempistiche sul rilascio di un fix, ma va da sé che in questo momento qualcuno, a Cupertino, non dorme quanto vorrebbe per stuccare il più presto possibile la falla nel motore di rendering PDF utilizzata per il jailbreak. E dopotutto, non è semplicemente una questione di immagine (diciamo solo che il DevTeam si è preso una bella rivincita) ma anche e soprattutto una questione di sicurezza: con un sito opportunamente concepito, la falla in questione può in teoria permettere a un malintenzionato di prendere il controllo remoto di qualunque dispositivo iOS al mondo. Insomma, prima distribuiscono un aggiornamento del firmware e meglio è.
Continua a leggere: Apple indaga sulla falla che rende possibile il jailbreak
Infinifolders è una app per iPhone con jailbreak sviluppata da Grant Paul alias Chpwn, l’autore di Inifiniboard, ProSwitcher e Infinidock. Semplicemente modifica il limite di 12 app per cartella dei Folder di iOS 4, espandendolo all’infinito.
Come si può vedere nel video promozionale, andando su e giù nel folder, si scorrono le schermate rivelando le app presenti, in perfetto stile Android. Inoltre i folder conservano le loro proprietà e si possono sempre riorganizzare le icone delle app al loro interno e da un folder all’altro.
Inifinifolders di Chpwn è disponibile su Cydia a $1.99 (link diretto).
Continua a leggere: Infinifolders estende i limiti nel numero di app nei Folder di iOS4

Come sottolineavano anche gli stessi utenti di mela|blog, l’entusiasmo per l’eleganza e la semplicità del nuovo strumento di jailbreak universale creato dal DevTeam ha tralasciato di porre la giusta enfasi ad un altro aspetto della faccenda ben più inquietante, e cioè l’esistenza di una gravissima falla in Safari Mobile che potrebbe presto essere usata per ben altri scopi dai malintenzionati. Il problema, a quanto pare, starebbe tutto nel motore di rendering dei PDF integrato in Safari.
Eseguire un jailbreak oggi è talmente facile (sebbene non esente da problemi) che si può entrare dentro un Apple Store, fare finta di provare un iPhone e nel mentre far partire l’installazione di Cydia, almeno finché non verranno bloccati jailbreakme.com e i suoi mirror. Il tutto, senza la necessità di collegare il dispositivo ad un computer.
La storia del sito jailbreakme.com risale al 2007 e, non dissimilmente da oggi, al tempo veniva usato per permettere l’installazione di software di terze parti su iOS 1.1.1. Allora come oggi, una vulnerabilità in Safari consentiva di iniettare il codice del jailbreak negli iPhone ed iPod touch. Tuttavia, il diligentissimo tool dell’epoca si preoccupava anche di tappare la falla dopo averla sfruttata, e ciò rappresentò un’autentica chicca per i più smanettoni, almeno fin quando Apple non la stuccò ufficialmente e per sempre col rilascio di iOS 1.1.2.
In realtà, la falla che sfruttiamo nel 2010 non riguarda direttamente Safari, ma piuttosto la componente di iOS utilizzata per visualizzare i PDF. Stando all’analisi di Ching-Lan Huang, alla base dell’hack ci sarebbe uno heap overflow, cosa che secondo John Gruber è totalmente sbagliata:
Apple possiede il proprio motore di rendering PDF, non usa quello di Adobe, e il bug di heap overflow suggerito da Huang si trova nel renderer PDF di Apple.
Continua a leggere: Jailbreakme.com e la falla nel motore PDF di Safari
FaceTime, l’app di Apple per le videochiamate fra iPhone 4 da rete WiFi (e quindi senza costi addizionali) è stata resa disponibile su rete 3G.
L’applicazione My3G è stata aggiornata con il supporto a FaceTime ed è necessaria per usare quest’ultima su rete 3G. My3G è un’app che può essere installata solamente su un iPhone con jailbreak: funziona “facendo credere” all’iPhone che la connessione 3G sia una rete WiFi.
Ecco i passi da effettuare per usare FaceTime con il 3G:
Se siete tra quanti attendevano trepidanti una soluzione di jailbreak semplice da usare, efficace, senza troppi fronzoli né procedure artificiose, sarete accontentati. Dal DevTeam arriva infatti una nuova procedura a prova di neofita compatibile con tutti i dispositivi mobili Apple e che, ecco la novità, passa tutta da Safari Mobile. Senza la necessità del Mac né del PC.
E’ tutto qui: ci si connette al sito http://www.jailbreakme.com attraverso Safari Mobile con qualunque versione di iPhone compresa l’ultima, un iPod touch o un iPad, si segue le istruzioni sullo schermo (il pur sempre fascinoso “slide to jailbreak”) e si attende una manciata di secondi alla fine dei quali un avviso informa dell’aggiunta di Cydia nella home. Unico neo, l’inaccessibilità del servizio delle scorse ore: un po’ per la grande attesa che c’era, un po’ perché almeno negli USA la cosa non comporterà più grane legali, fino a poco tempo fa il sito in questione risultava irraggiungibile per molti utenti.
Al di là di nuovi eventuali downtime, comunque, sono stati riportati alcuni problemi con iPad ed iOS 3.2.1, mentre su iPhone possono cessare di funzionare FaceTime ed MMS (in questo caso, comunque, è sufficiente eseguire l’aggiornamento di Cydia). Quanto al resto, massima attenzione poiché si tratta di una procedura non ufficiale a rischio brick, anche se un eventuale intoppo durante il processo è probabilmente redimibile con un semplice ripristino.
Continua a leggere: DevTeam: il jailbreak universale si fa da Safari

Con una decisione storica il Copyright Office of the U.S. Library of Congress, l’organismo statunitense che tutela diritto d’autore e brevetti, ha stabilito che lo sblocco dei telefoni cellulari può essere effettuato tranquillamente dagli utenti, in deroga al Digital Millenium Act. La risposta ufficiale di Apple sul tema, quanto mai stizzita, non si è fatta attendere, e conferma il decadimento della garanzia.
Sbloccare senza fini di lucro il proprio smartphone per bypassare i limiti artificiosi imposti dai produttori (tra tutti, l’operator lock e l’installazione di app non gradite sugli store ufficiali) d’ora in poi negli USA non configurerà più alcun reato, e ciò implica anche che la pratica non potrà più attirare grane legali per gli utenti. Pubblicata per prima da CultofMac, la risposta di Apple è ovviamente inamovibile:
L’obiettivo di Apple è sempre stato quello di assicurare ai nostri clienti una grandiosa esperienza con il loro iPhone, e sappiamo che il jailbreak può degradare pesantemente tale esperienza. Come abbiamo detto prima, la grande maggioranza dei clienti non esegue il jailbreak poiché ciò invalida la garanzia e può causare instabilità e malfunzionamenti nell’iPhone.
Il problema, insomma, è che soltanto un controllo verticale e minuzioso di ciò che passa sul telefono può garantire la tanto decantata stabilità dei prodotti mobili di Cupertino. E ora che la morsa sul jailbreak si allenta, Apple non può far altro che far leva sul (pur legittimo) ricatto dell’assistenza in garanzia per disincentivarne la diffusione. E dopotutto, fra le righe Apple ammette di non aver mai perseguito legalmente né società né individui a causa di software come Spirit o Redsn0w; come dire, con questa nuova, esplicita eccezione al DMCA non è che cambi poi molto.
Continua a leggere: Apple risponde alla legalizzazione del jailbreak

Il Governo degli Stati Uniti permette agli utenti di effettuare il jailbreak del proprio iPhone e bypassare l’ecosistema App Store per ottenere applicazioni non approvate di terze parti: la notizia giunge ufficialmente prima tramite breve report della Associated Press, poi confermata da un comunicato stampa della Electronic Frontier Foundation (EFF). Le nuove regolamentazioni definite dal Governo Statunitense, su richiesta della Fondazione stessa che le ha diffuse tramite documento PDF approvato dal Copyright Office dell’U.S. Library of Congress.
Secondo Associated Press:
i possessori di iPhone saranno in grado di rompere i vincoli elettronici per scaricare applicazioni non approvate da Apple. La decisione di permettere la pratica comunemente definita come “jailbreaking” è una delle tante eccezioni della legge federale che proibisce di aggirare le misure tecniche che controllano l’accesso a materiale con copyright.
Il jailbreak dell’iPhone è diventata pratica piuttosto comune che, ufficialmente, non viene sanzionata da Apple. La compagnia offre infatti un documento di supporto in cui vengono indicate le principali problematiche riscontrate con terminali jailbreakati e si riserva di negare qualsiasi servizio di assistenza in questi casi, a causa di “modificazioni non autorizzate” che violano il contratto di acquisto. Secondo le nuove regole stabilite, Apple non potrà più rifiutare servizi di assistenza.
Secondo il documento diffuso dall’EEF, infatti:
Quando un utente effettua il jailbreak dello smartphone per rendere il sistema operativo interoperabile con applicazioni create indipendentemente e non approvate dal produttore dello smartphone o del sistema operativo, tali modifiche vengono effettuate al puro scopo di ottenere questa interoperabilità e costituiscono un uso corretto. La giurisprudenza e gli atti del Congresso riflettono il giudizio che l’interoperabilità vada favorita. Il Registro ha anche decretato che stabilire una serie di operazioni che permettano il jailbreak per scopi di interoperabilità non avrà effetti negativi sul mercato per quanto riguarda i lavori con copyright o il possessore del copyright stesso.
Foto | Flickr
Continua a leggere: Il Governo USA legalizza il jailbreak iPhone
Recentemente intervistato da Make It Work, Jay Freeman (aka Saurik, il creatore di Cydia) ha parlato di iPhone 4 e di jailbreak, con tanto di dimostrazione dal vivo. E poi, ci ha messo pure la buona novella: una soluzione di jailbreak per l’utenza comune è attualmente in corso d’opera.
Durante l’intervista sono stati toccati diversi punti chiave della questione. Si è parlato della possibilità di epurazione del jailbreak, per la quale è sufficiente un ripristino con iTunes, sulla legalità della pratica (secondo Saurik non c’è nulla di illegale; il problema, semmai, è la perdita della garanzia) e sulle applicazioni create personalmente da Freeman, vale a dire Cycorder, WinterBoard e Cyntact.
Nel mentre, con nonchalance, mostra il proprio iPhone 4 jailbroken con tanto di Cydia installato e racconta che il suo “collega” Comex è al lavoro su un tool di jailbreak untethered e unlock della parte telefonica di tutti i dispositivi. La procedura non è sufficientemente semplice perché possa essere usata dagli utenti comuni e presenta ancora qualche difetto, ma qualcosa dovrebbe essere rilasciata comunque “nel breve periodo”. E d’altro canto, che oramai fosse questione di settimane lo si percepiva già da qualche giorno.
Apple consente di acquistare e installare iMovie solo su iPhone 4, rendendo questa applicazione uno dei fattori più interessanti per chi sta valutando di sostituire il suo attuale iPhone con uno nuovo. In realtà Davi Romhan Torres di Redmond Pie è riuscito ad installare iMovie anche su un iPhone 3GS.
Non è stato semplicissimo, è stato necessario utilizzare un iPhone sottoposto a jailbreak e modificare qualche linea del codice di iMovie. Il risultato finale documentato nel video qui sopra, tuttavia, dimostra che il 3GS è in grado di far girare iMovie senza troppi problemi, anche se più lentamente. Montare le immagini della videocamera di un 3GS, che è di qualità inferiore rispetto a quella di iPhone 4, inoltre, non potrà che portare a risultati più scadenti.
Se Apple fosse stata più morbida, però, qualcuno avrebbe anche potuto accontentarsi…
Continua a leggere: iMovie può funzionare anche su iPhone 3GS

Come da copione, ora che la versione definitiva di iOS 4 è nelle mani degli utenti, gli industriosi membri del Dev Team si sono dati da fare e hanno sfornato una prima build del loro software per effettuare il jailbreak. Versa ancora in stato di beta ed è compatibile con i modelli più vecchi, ma novità potrebbero arrivare molto presto.
Se ci erano voluti giorni per produrre un tool che effettuasse il jailbreak della Golden Master di iOS 4 (mela|blog ci ha fatto una esauriente guida all’installazione), questa volte sono state necessarie pochissime ore per vedere comparire sul Web una versione preliminare di Redsn0w capace di fare altrettanto. Purtroppo, però, al momento risulta compatibile con i soli iPhone 3G ( jailbreak/hacktivation) ed iPod Touch 2G.
Sul blog ufficiale, il Dev Team ammonisce e rassicura:
Stiamo lavorando duramente su una release dei nostri strumenti che permetterano il jailbreak dei vostri dispositivi (o che vi forniranno iOS 4 attraverso il treno del jailbreak) oltre ovviamente al carrier unlock. Fin tanto che questi strumenti verranno rilasciati, dovreste stare alla larga dagli aggiornamenti dei dispositivi fino a che non abbiamo testato i nostri strumenti sui i dispositivi opportuni. Se dipendente dalla hacktivation o dal carrier unlock (ultrasn0w), allora non dovreste aggiornare […].
Per il momento, in effetti, Ultrasn0w è stato aggiornato per supportare iOS 4 ed effettuare l’unlock dei baseband 4.26.08, 05.11.07, 05.12.01 e 05.13.04. Ad ogni modo, vista la situazione, probabilmente il consiglio è di prendersi un paio di giorni prima di gettarsi nel grande cimento: di qui a quarantott’ore, sarà un profluvio di commenti, esperienze e guide che impazzeranno per il Web.
Continua a leggere: Redsn0w beta: jailbreak di iOS 4 per iPhone3G e iPod Touch 2G
È apparso il primo jailbreak per iOS 4, la nuova versione del sistema operativo un tempo noto come iPhone OS, meno di 24 ore dal rilascio della versione golden master.
msft.guy ha messo in rete la versione iOS 4 dei PwnageTool per iPhone 3GS. Vengono sfruttate vecchi punti deboli di iPhone OS, apparentemente corretti malamente nella nuova release del sistema operativo. Le istruzioni per questo jailbreak sono disponibili su Redmonpie, per iPhone 3GS solamente.
Probabilmente queste falle di sicurezza verranno tappate nella versione finale di iOS 4, rendendo tutta la manovra di jailbreak inutile… almeno con il software pubblicato oggi.
Continua a leggere: msft.guy rilascia il primo jailbreak per iOS 4