
Un paio di mesi fa abbiamo pubblicato la notizia di un brevetto Apple per un telecomando universale touchscreen, in grado di semplificare la gestione di tutti i vari dispositivi elettronici senza la necessità di doverlo programmare opportunamente. Un simile dispositivo sembra quindi il complemento ideale per l’atteso televisore Apple.
Adesso è emerso un nuovo brevetto depositato nel 2010 da Apple, che spiega come questo fantomatico telecomando sia in grado di riconoscere i vari dispositivi con i quali deve interagire. Il dispositivo è dotato non solo di touchscreen, ma anche di una fotocamera e di una connessione ad Internet, insomma potrebbe essere direttamente un iPhone, un iPod Touch od un iPad con un’apposita applicazione a bordo.
Con il dispositivo che funge da telecomando si scatta una foto al proprio televisore, al proprio lettore DVD o alla propria console, l’immagine viene inviata attraverso iCloud ai server Apple che contengono un database in grado di riconoscere tutti i dispositivi catalogati, ed infine vengono inviati al telecomando i codici per interagire con gli oggetti che sono stati fotografati.
Ma il brevetto prevede persino di fotografare le immagini sullo schermo per capire da particolari segnali, ad esempio il logo dell’emittente televisiva, il canale che si sta guardando per abbinarlo automaticamente al comando da inviare per selezionarlo o per offrire altre funzionalità evolute.
Le applicazioni di questo telecomando universale della Mela non si fermano ai dispositivi per l’intrattenimento domestico, ma possono controllare diverse apparecchiature, come l’accensione delle luci, l’apertura delle porte ed in generale le varie applicazioni della domotica. Senza dimenticare che un iPhone ed un iPod touch muniti di questa applicazione potrebbero trasformarsi automaticamente in controller universale per console.
[via patentlyapple]

I dispositivi iOS e l’App Store hanno sicuramente rivoluzionato il settore dei videogiochi, erodendo significative quote di mercato ai tradizionali produttori di console portatili, come Nintendo e Sony, ma Apple non è mai entrata in diretta concorrenza con queste aziende per quanto riguarda le console fisse.
Il lancio del nuovo iPad è stato però l’occasione per ribadire ulteriormente quanto sia forte la presenza di Apple nel settore dei videogame, non solo grazie ad un vastissimo catalogo di titoli presenti sull’App Store a prezzi concorrenziali, ma anche grazie alle strepitose performance messe in mostra dal nuovo tablet della Mela, con spettacolari giochi 3D come quelli mostrati da Epic Games nel corso del keynote.
Mike Capps, presidente di Epic Games, sostiene che se Apple decidesse di creare un controller bluetooth da connettere all’iPad anche il mercato delle console fisse sarebbe dominato da un prodotto della Mela:
E’ abbastanza facile immaginare un mondo dove un iPad è più potente di una console, in grado di connettersi senza fili con la TV e ricevere comandi da un controller wireless, dando vita ad un nuovo tipo di console.
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Stando a quanto si legge sul New York Post, Apple starebbe praticando pressioni per riuscire a lanciare entro la fine dell’anno il proprio servizio di abbonamento tv in streaming. Gli sforzi sarebbe diretti principalmente al contenimento della resistenza da parte dei content provider.
L’articolo del Post recita:
Da mesi, l’uomo di punta di Apple, Eddie Cue, porta avanti il dialogo coi produttori di contenuti, i quali tentennano davanti agli sforzi del gigante del tech per riuscire a esercitare tutto il controllo possibile sul servizio video, inlcusi i prezzi e le fonti. L’atteggiamento di Apple nelle negoziazioni può essere riassunto con “noi decidiamo il prezzo, noi decidiamo i contenuti” secondo una fonte vicina alle contrattazioni.
“Vogliono tutto pagando niente” ha affermato un dirigente nel campo dei media, facendo così l’eco a negoziazioni altrettanto tese intrattenute in passato da Apple con le società dell’industria musicale e con gli editori.
L’idea è trasformare ogni canale tematico in un’app specifica che gli utenti possono scaricare e installare su tutti i dispositivi iOS che posseggono, comprese le Apple TV di nuova generazione e le vociferate iTV.
Ed è molto interessante sottolineare che gli sforzi di Cupertino si sono propagati fino a tentare di ottenere che le stesse società di tv via cavo adottassero hardware con la mela per i propri set-top box; come dire, loro ci mettono i contenuti ed Apple la sua eccellente combinazione design e usabilità:
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Il product manager di Samsung Chris Mosely non ha dubbi: seppure Apple dovesse entrare a gamba tesa nel mercato delle TV come si vocifera da tempo, non avrebbe comunque speranze di scalfire nel medio periodo il primato della sua società. La storia, verrebbe da dire, non insegna mai nulla.
L’intera vicenda inizia ad assumere contorno surreali e curiosi. Non si capisce infatti per quale ragione Samsung stia tanto sul chi va là, né sono chiare le motivazioni dietro tanta protervia; a pensar male, e spesso ci si azzecca, verrebbe da dire che un prodotto Apple che non c’è sta letteralmente causando il panico tra i competitor dell’intera industria televisiva.
Come spiegare se no la nervosa sicumera di Philip Newton di qualche settimana fa e le recenti dichiarazioni di Mosely? In un’intervista sulla minaccia rappresentata da Apple, ha infatti dichiarato:
Bè le Smart TV sono grandiose, ma guardiamo in faccia la realtà: si tratta di considerazioni secondarie. In ultima istanza è la qualità dell’immagine a fare la differenza e non c’è nessuno, vecchio o nuovo, che possa batterci quest’anno e quelli successivi sulla qualità dell’immagine.
Déjà vu? Forse. Sembra quasi di riascoltare le parole -se non le grasse risate- dei concorrenti al debutto di iPhone nel 2007. Al tempo, RIM si domandava quale pazzo avrebbe comprato un dispositivo tanto poco efficiente dal punto di vista della gestione del network e della batteria. Ma evidentemente un ottimo browser, un eccellente lettore multimediale e -di lì a poco- un fornitissimo App Store erano una ragione sufficiente per convincere molti a commettere l’imprudenza. E ricordate quando fu presentato l’iPad? Si diceva che qualunque netbook offriva migliori caratteristiche a parità di prezzo, e lo stesso Bill Gates si dimostrò estremamente scettico:
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A quanto pare non solo le scorte di iPad 2 si stanno esaurendo, ma anche le Apple TV scarseggiano ed i più grandi rivenditori degli Stati Uniti non hanno più esemplari in magazzino, non potendone più ordinare ad Apple. A tal proposito un dipendente della catena Best Buy ha dichiarato:
Un cliente ci ha chiesto una Apple TV. Tuttavia al momento non ne abbiamo in magazzino (è la prima volta che capita da quando abbiamo iniziato a venderla). Non solo non ne abbiamo più in magazzino, ma non sono neanche stato in grado di ordinarla attraverso il nostro sistema. Il prodotto viene indicato come “attualmente non disponibile”. Dalle precedenti esperienze questo normalmente capita quando termina la produzione di un dispositivo.
Tra i file di configurazione della prima beta di iOS 5.1 erano stati scovati i codici di diversi futuri prodotti Apple, tra questi compariva anche un dispositivo identificato dalla sigla J33, che supporta il nuovo chip Broadcom BCM4330 compatibile con il Bluetooth 4.0 e molto probabilmente la riproduzione di video a 1080 p grazie all’adozione del processore Apple A5 o del processore Apple A6 atteso anche sull’iPad 3.
Da tempo si parla del televisore Apple, la cosiddetta iTV, ma non è escluso che a Cupertino intendano portare alcune delle innovazioni attese su questo dispositivo anche sulla tradizionale Apple TV, che a questo punto potrebbe essere annunciata il 7 marzo nell’evento di presentazione dell’iPad 3.
[via 9to5mac]

Ben A. Reitzes, analista di Barclays Capital, ha calcolato che nel 2012 il mercato dei televisori LCD raggiungerà un volume di 230 milioni di unità vendute. Secondo Reitzes la cosiddetta iTV di Apple, se proposta ad un prezzo medio di 1500$, potrebbe conquistare il 5% dei consumatori, con oltre 10 milioni di esemplari venduti.
Questo significa che Apple potrebbe incassare circa 17 miliardi di dollari dalla vendita di questo nuovo dispositivo, una cifra non indifferente se si considera che ammonterebbe a quasi il 10% del fatturato della Mela, stimato per quest’anno in circa 183 miliardi di dollari.
Reitzes sottolinea giustamente che è riduttivo considerare la iTV un semplice televisore, includendo giochi, video, comunicazione, fruizione di contenuti, applicazioni e tutte le funzionalità offerte dall’attuale Apple TV, quindi non è proprio corretto compararla con gli attuali prodotti presenti sul mercato.
In sostanza ci si aspetta che il televisore Apple sia qualcosa di veramente innovativo che vada a posizionarsi in una nuova fascia di mercato, così come è avvenuto con il lancio dell’iPhone, che ha rivoluzionato il concetto di smartphone, ed il debutto dell’iPad, che ha ridefinito il concetto stesso di tablet.
L’analista ritiene probabile che il lancio della iTV possa avvenire verso ottobre, in modo da catturare le vendite del periodo natalizio, cosa che in un certo senso potrebbe avvalorare l’ipotesi dell’uscita dell’iPhone 5 verso giugno, per non sovrapporre il ritorno mediatico di due annunci di questa portata.
[via appleinsider]

Stando alle dichiarazioni di Gene Muster, il noto analista di Piper Jaffray, l’attesissima iTV arriverà molto presto ma più probabilmente verso la fine dell’anno. Tra le possibili cause del fenomeno, i ritardi accantonati nella produzione dei display IGZO.
I pezzi del mosaico oramai sono tutti lì, brevetti, componentistica dedicata e rivalità dei competitor. Secondo Munster, dunque, la televisione con la mela “arriverà probabilmente più tardi nel corso dell’anno.”
Ma perché tanto ingiustificato fermento, anche fuori dalla cerchia di noi apple-addicted, per un prodotto che ancora non c’è? Una teoria vuole che siamo in realtà dinnanzi ad un nuovo cambiamento epocale nella storia di Apple:
Vi domanderete il motivo di tanto interesse. Dopotutto, non si può dire che gli investitori di Apple non siano preparati al lancio di nuovi gadget. Bè, questa volta potrebbe essere diverso, anche per Apple. Il fast trader Jon Najarian ritiene che [iTV, n.d.A.] diventerà una pièce de résistance, vale a dire il gadget che unifica tutti gli altri.
Ma i tempi potrebbero dilatarsi un po’, soprattutto rispetto ai rumor meno recenti che parlavano di produzione in questi mesi e consegne entro inizio estate. Una delle ragioni potrebbe consistere nell’immaturità della tecnologia IGZO (Indium Gallium Zinc Oxide) sviluppata da Sharp e che consente di ottenere una illuminazione del pannello LCD nettamente migliore di quanto non sia possibile raggiungere oggi per esempio con IPS. Insomma, non si sfugge: prepariamoci a mesi e ancora mesi di indiscrezioni e sussurri.

A ulteriore riprova della volontà di entrare nel mercato delle smart TV, Apple ha iniziato a contattare diversi produttori per conoscere più nel dettaglio specifiche tecniche e qualità della propria componentistica dedicata. E a dirlo, con certezza dunque, è nientemeno che Gene Munster di Piper Jaffray.
In una nota agli investitori, Munster ha infatti scritto:
Abbiamo recentemente parlato ad un importante fornitore di componentistica TV che è stato contattato da Apple riguardo le potenzialità dei propri componenti per display televisivi. Ci sembra una prova sufficiente che Apple stia esplorando la questione della produzione di una TV.”
E’ da tempo che si parla della misteriosa iTV, ovvero il prototipo di una smart TV dotata di iOS, retroilluminazione dinamica, accordi con emittenti televisive, risoluzione da 4K e Siriq; un prodotto che non esiste neppure e che ciononostante ha già attirato pesanti critiche e messo in agitazione tutta la concorrenza.
A quanto si sa, la commercializzazione dovrebbe avere luogo entro l’anno in corso, ma ovviamente sulle tempistiche ufficiali non c’è certezza; anzi, viene il sospetto che non ne esista una neppure a Cupertino, ma qualcosa si sta decisamente muovendo.
La ratio con cui Apple affronta le sue sfide infatti, l’abbiamo già vista coi lettori MP3 e coi telefoni, è sempre la stessa: reinventare e assimilare nell’ecosistema esistente, sfruttando iCloud come potente collante. Altrimenti, scrive Munster, non varrebbe probabilmente neppure la pena di farlo:
Senza una soluzione riveduta e corretta di TV, non crediamo che Apple entrerebbe nel mercato delle TV. E visto che sappiamo con certezza che Apple sta esplorando l’hardware televisivo, ne dobbiamo convenire che la società stia esplorando una soluzione per la TV live, e che questa soluzione potrebbe non essere stata ancora adottata nel mercato mainstream.

Apple ha depositato un brevetto denominato Apparato e Metodo per Facilitare il Telecomando Universale, che descrive un dispositivo touchscreen con un’interfaccia utente pensata per semplificare il controllo di varie apparecchiature, come televisori, lettori DVD, decoder, ma anche computer e sistemi di domotica.
Il problema dei tradizionali telecomandi universali è che sono pieni zeppi di tasti, complicati da programmare e da utilizzare, ma tipicamente gli utenti si riducono ad sfruttare poche funzionalità usando sempre gli stessi tasti.
Il brevetto di Apple prevede un sistema che si interfacci automaticamente con i vari dispositivi, senza la necessità che l’utente debba svolgere complesse procedure di programmazione o l’inserimento di particolari codici. Le varie funzioni del telecomando sarebbero gestite attraverso un’interfaccia touchscreen che semplificherebbe le scelte dell’utente, guidandolo dalle funzionalità di base fino a quelle più avanzate.
Non si può far a meno di pensare che un simile telecomando sia qualcosa di molto simile ad un iPod touch e possa essere fornito in dotazione con l’atteso televisore Apple.
[via appleinsider]

Nell’ultima infornata di brevetti concessi ad Apple dal Patent and Trademark Office degli Stati Uniti ne compare uno relativo ad una particolare funzionalità della Apple TV che porta la firma di Steve Jobs.
Il brevetto, registrato da Apple nel 2006, descrive una particolare interfaccia grafica per organizzare i contenuti relativi a programmi televisivi che sono stati registrati da un’emittente o acquistati da un distributore di contenuti.
Questa funzionalità però non è presente nell’attuale Apple TV, ma Apple potrebbe adottarla nella prossima iTV, che sarebbe quindi in grado di registrare i programmi televisivi trasmessi dalle varie emittenti.
L’idea più affascinante tuttavia è che la registrazione dei programmi TV non venga effettuata direttamente sul dispositivo, ma venga eseguita direttamente da Apple nei propri datacenter, per renderla successivamente disponibile in streaming o attraverso iCloud.
[via patentlyapple]

Al CES 2012 di Las Vegas Apple non c’è ufficialmente, eppure lo spettro di iTV aleggia già nelle menti e nei prodotti della concorrenza, che per una volta ha tentato la carta del gioco d’anticipo. Alla presentazione di lunedì dedicata alle sue nuove TV LCD intelligenti, Samsung ha illustrato una interessante strategia di upgrade modulare che potremmo -secondo qualcuno- ritrovare presto anche nei pannelli con la mela. Poco probabile, ma hai visto mai.
Il problema da risolvere è di quelli da almeno un miliardo di dollari. Come fare a convincere milioni di utenti a sostituire con ritmi sostenibili un dispositivo da 50″ che costa più d’un iMac e che, mediamente, ricompriamo ogni 6-10 anni? La risposta di Samsung è stata netta ed estremamente semplice:
“Non si può. La gente non acquista le televisioni in questo modo. Quindi, invece di vendere una nuova TV ogni due o tre anni, i soldi li fai vendendo moduli di aggiornamento su base annuale, ed un nuovo set solo ogni 5-10 anni.”
L’idea di fondo è che il display e la circuiteria restino grossomodo gli stessi per un ragionevole lasso di tempo; gli aggiornamenti software e di potenza d’elaborazione, invece, vengono resi possibili attraverso uno specifico slot d’espansione. Insomma presto -almeno questa è l’ipotesi di CultofMac- potremmo acquistare per 1.999 € un’iTV con processore A6, aggiornabile all’A7 con un modulo SoC ad hoc in arrivo a distanza d’un anno o giù di lì.

Tra gli svariati brevetti depositati da Apple è stata scoperta una soluzione tecnologica che potrebbe essere espressamente dedicata al tanto discusso televisore della Mela.
Il brevetto denominato Retroilluminazione Dinamica Adattativa per le Barre Nere ed i Sottotitoli è stato depositato lo scorso settembre ed è pensato per migliorare la qualità dell’immagine quando vengono visualizzati fimlati in modalità letterbox ed eventualmente con i sottotitoli, modificando in modo dinamico la retroilluminazione a LED di singole porzioni dello schermo.
Nonostante i televisori HD siano tutti 16:9 la maggior parte dei film vengono girati con il rapporto d’aspetto Panavision di 2.35:1, cosa che implica la visualizzazione di due bande nere sopra e sotto l’immagine per non perdere alcun dettaglio dell’inquadratura originale. Per visualizzare con il giusto contrasto le porzioni nere delle immagini gli schermi LCD devono tuttavia abbassare il livello di retroilluminazione compromettendo però l’immagine complessiva quando sono presenti le bande nere.
La soluzione di Apple sembra quindi applicabile ad un panello con retroilluminazione Full LED, ovvero ad uno schermo LCD illuminato posteriormente da una matrice di LED, la cui intensità può essere variata singolarmente, anche per tener conto degli eventuali sottotitoli visualizzati nella parte inferiore dello schermo.
[via appleinsider]