
Ben A. Reitzes, analista di Barclays Capital, ha calcolato che nel 2012 il mercato dei televisori LCD raggiungerà un volume di 230 milioni di unità vendute. Secondo Reitzes la cosiddetta iTV di Apple, se proposta ad un prezzo medio di 1500$, potrebbe conquistare il 5% dei consumatori, con oltre 10 milioni di esemplari venduti.
Questo significa che Apple potrebbe incassare circa 17 miliardi di dollari dalla vendita di questo nuovo dispositivo, una cifra non indifferente se si considera che ammonterebbe a quasi il 10% del fatturato della Mela, stimato per quest’anno in circa 183 miliardi di dollari.
Reitzes sottolinea giustamente che è riduttivo considerare la iTV un semplice televisore, includendo giochi, video, comunicazione, fruizione di contenuti, applicazioni e tutte le funzionalità offerte dall’attuale Apple TV, quindi non è proprio corretto compararla con gli attuali prodotti presenti sul mercato.
In sostanza ci si aspetta che il televisore Apple sia qualcosa di veramente innovativo che vada a posizionarsi in una nuova fascia di mercato, così come è avvenuto con il lancio dell’iPhone, che ha rivoluzionato il concetto di smartphone, ed il debutto dell’iPad, che ha ridefinito il concetto stesso di tablet.
L’analista ritiene probabile che il lancio della iTV possa avvenire verso ottobre, in modo da catturare le vendite del periodo natalizio, cosa che in un certo senso potrebbe avvalorare l’ipotesi dell’uscita dell’iPhone 5 verso giugno, per non sovrapporre il ritorno mediatico di due annunci di questa portata.
[via appleinsider]

Stando alle dichiarazioni di Gene Muster, il noto analista di Piper Jaffray, l’attesissima iTV arriverà molto presto ma più probabilmente verso la fine dell’anno. Tra le possibili cause del fenomeno, i ritardi accantonati nella produzione dei display IGZO.
I pezzi del mosaico oramai sono tutti lì, brevetti, componentistica dedicata e rivalità dei competitor. Secondo Munster, dunque, la televisione con la mela “arriverà probabilmente più tardi nel corso dell’anno.”
Ma perché tanto ingiustificato fermento, anche fuori dalla cerchia di noi apple-addicted, per un prodotto che ancora non c’è? Una teoria vuole che siamo in realtà dinnanzi ad un nuovo cambiamento epocale nella storia di Apple:
Vi domanderete il motivo di tanto interesse. Dopotutto, non si può dire che gli investitori di Apple non siano preparati al lancio di nuovi gadget. Bè, questa volta potrebbe essere diverso, anche per Apple. Il fast trader Jon Najarian ritiene che [iTV, n.d.A.] diventerà una pièce de résistance, vale a dire il gadget che unifica tutti gli altri.
Ma i tempi potrebbero dilatarsi un po’, soprattutto rispetto ai rumor meno recenti che parlavano di produzione in questi mesi e consegne entro inizio estate. Una delle ragioni potrebbe consistere nell’immaturità della tecnologia IGZO (Indium Gallium Zinc Oxide) sviluppata da Sharp e che consente di ottenere una illuminazione del pannello LCD nettamente migliore di quanto non sia possibile raggiungere oggi per esempio con IPS. Insomma, non si sfugge: prepariamoci a mesi e ancora mesi di indiscrezioni e sussurri.

A ulteriore riprova della volontà di entrare nel mercato delle smart TV, Apple ha iniziato a contattare diversi produttori per conoscere più nel dettaglio specifiche tecniche e qualità della propria componentistica dedicata. E a dirlo, con certezza dunque, è nientemeno che Gene Munster di Piper Jaffray.
In una nota agli investitori, Munster ha infatti scritto:
Abbiamo recentemente parlato ad un importante fornitore di componentistica TV che è stato contattato da Apple riguardo le potenzialità dei propri componenti per display televisivi. Ci sembra una prova sufficiente che Apple stia esplorando la questione della produzione di una TV.”
E’ da tempo che si parla della misteriosa iTV, ovvero il prototipo di una smart TV dotata di iOS, retroilluminazione dinamica, accordi con emittenti televisive, risoluzione da 4K e Siriq; un prodotto che non esiste neppure e che ciononostante ha già attirato pesanti critiche e messo in agitazione tutta la concorrenza.
A quanto si sa, la commercializzazione dovrebbe avere luogo entro l’anno in corso, ma ovviamente sulle tempistiche ufficiali non c’è certezza; anzi, viene il sospetto che non ne esista una neppure a Cupertino, ma qualcosa si sta decisamente muovendo.
La ratio con cui Apple affronta le sue sfide infatti, l’abbiamo già vista coi lettori MP3 e coi telefoni, è sempre la stessa: reinventare e assimilare nell’ecosistema esistente, sfruttando iCloud come potente collante. Altrimenti, scrive Munster, non varrebbe probabilmente neppure la pena di farlo:
Senza una soluzione riveduta e corretta di TV, non crediamo che Apple entrerebbe nel mercato delle TV. E visto che sappiamo con certezza che Apple sta esplorando l’hardware televisivo, ne dobbiamo convenire che la società stia esplorando una soluzione per la TV live, e che questa soluzione potrebbe non essere stata ancora adottata nel mercato mainstream.

Apple ha depositato un brevetto denominato Apparato e Metodo per Facilitare il Telecomando Universale, che descrive un dispositivo touchscreen con un’interfaccia utente pensata per semplificare il controllo di varie apparecchiature, come televisori, lettori DVD, decoder, ma anche computer e sistemi di domotica.
Il problema dei tradizionali telecomandi universali è che sono pieni zeppi di tasti, complicati da programmare e da utilizzare, ma tipicamente gli utenti si riducono ad sfruttare poche funzionalità usando sempre gli stessi tasti.
Il brevetto di Apple prevede un sistema che si interfacci automaticamente con i vari dispositivi, senza la necessità che l’utente debba svolgere complesse procedure di programmazione o l’inserimento di particolari codici. Le varie funzioni del telecomando sarebbero gestite attraverso un’interfaccia touchscreen che semplificherebbe le scelte dell’utente, guidandolo dalle funzionalità di base fino a quelle più avanzate.
Non si può far a meno di pensare che un simile telecomando sia qualcosa di molto simile ad un iPod touch e possa essere fornito in dotazione con l’atteso televisore Apple.
[via appleinsider]

Nell’ultima infornata di brevetti concessi ad Apple dal Patent and Trademark Office degli Stati Uniti ne compare uno relativo ad una particolare funzionalità della Apple TV che porta la firma di Steve Jobs.
Il brevetto, registrato da Apple nel 2006, descrive una particolare interfaccia grafica per organizzare i contenuti relativi a programmi televisivi che sono stati registrati da un’emittente o acquistati da un distributore di contenuti.
Questa funzionalità però non è presente nell’attuale Apple TV, ma Apple potrebbe adottarla nella prossima iTV, che sarebbe quindi in grado di registrare i programmi televisivi trasmessi dalle varie emittenti.
L’idea più affascinante tuttavia è che la registrazione dei programmi TV non venga effettuata direttamente sul dispositivo, ma venga eseguita direttamente da Apple nei propri datacenter, per renderla successivamente disponibile in streaming o attraverso iCloud.
[via patentlyapple]

Al CES 2012 di Las Vegas Apple non c’è ufficialmente, eppure lo spettro di iTV aleggia già nelle menti e nei prodotti della concorrenza, che per una volta ha tentato la carta del gioco d’anticipo. Alla presentazione di lunedì dedicata alle sue nuove TV LCD intelligenti, Samsung ha illustrato una interessante strategia di upgrade modulare che potremmo -secondo qualcuno- ritrovare presto anche nei pannelli con la mela. Poco probabile, ma hai visto mai.
Il problema da risolvere è di quelli da almeno un miliardo di dollari. Come fare a convincere milioni di utenti a sostituire con ritmi sostenibili un dispositivo da 50″ che costa più d’un iMac e che, mediamente, ricompriamo ogni 6-10 anni? La risposta di Samsung è stata netta ed estremamente semplice:
“Non si può. La gente non acquista le televisioni in questo modo. Quindi, invece di vendere una nuova TV ogni due o tre anni, i soldi li fai vendendo moduli di aggiornamento su base annuale, ed un nuovo set solo ogni 5-10 anni.”
L’idea di fondo è che il display e la circuiteria restino grossomodo gli stessi per un ragionevole lasso di tempo; gli aggiornamenti software e di potenza d’elaborazione, invece, vengono resi possibili attraverso uno specifico slot d’espansione. Insomma presto -almeno questa è l’ipotesi di CultofMac- potremmo acquistare per 1.999 € un’iTV con processore A6, aggiornabile all’A7 con un modulo SoC ad hoc in arrivo a distanza d’un anno o giù di lì.

Tra gli svariati brevetti depositati da Apple è stata scoperta una soluzione tecnologica che potrebbe essere espressamente dedicata al tanto discusso televisore della Mela.
Il brevetto denominato Retroilluminazione Dinamica Adattativa per le Barre Nere ed i Sottotitoli è stato depositato lo scorso settembre ed è pensato per migliorare la qualità dell’immagine quando vengono visualizzati fimlati in modalità letterbox ed eventualmente con i sottotitoli, modificando in modo dinamico la retroilluminazione a LED di singole porzioni dello schermo.
Nonostante i televisori HD siano tutti 16:9 la maggior parte dei film vengono girati con il rapporto d’aspetto Panavision di 2.35:1, cosa che implica la visualizzazione di due bande nere sopra e sotto l’immagine per non perdere alcun dettaglio dell’inquadratura originale. Per visualizzare con il giusto contrasto le porzioni nere delle immagini gli schermi LCD devono tuttavia abbassare il livello di retroilluminazione compromettendo però l’immagine complessiva quando sono presenti le bande nere.
La soluzione di Apple sembra quindi applicabile ad un panello con retroilluminazione Full LED, ovvero ad uno schermo LCD illuminato posteriormente da una matrice di LED, la cui intensità può essere variata singolarmente, anche per tener conto degli eventuali sottotitoli visualizzati nella parte inferiore dello schermo.
[via appleinsider]

L’invidia dei fan di Apple monta sempre più nei confronti di Jonathan Ive. Non solo per la sua investitura a “Sir” e per il ruolo chiave di designer svolto all’interno della società, ma per la nuova voce di corridoio riguardante iTV, la televisione targata Apple prevista a quanto pare per metà 2012.
A riportare gli ultimi rumor è USA Today, secondo cui Jony Ive avrebbe ben chiuso a chiave nel proprio studio un modello di iTV da 50″. Secondo la stessa fonte, Apple starebbe avviando la produzione di una televisione LCD da 42″ o superiori, con integrate funzionalità Wi-Fi. Una notizia che in realtà si scontra con le ultime voci di corridoio, secondo le quali per iTV Apple si sarebbe concentrata almeno in partenza sui modelli a 32″ e 37″, anche se una notizia precedente includeva comunque i 55″.
Le notizie vere o false su iTV ormai non si contano più: per saperne qualcosa di più non ci verranno incontro purtroppo nemmeno l’imminente CES di Las Vegas, dove Apple non sarà presente, né tantomeno l’evento di gennaio che a quanto pare riguarderà iBook.
Via | Appleinsider.com

L’evento Apple di gennaio a quanto pare riguarderà iBooks e non iTV. Ma quali sono quindi i progetti della società per il lancio della propria televisione, tanto attesa quanto a più riprese coinvolta in voci di corridoio di ogni tipo?
È proprio un nuovo rumor quello che proviene da Digitimes, secondo cui Apple sarebbe pronta per iniziare tramite la propria catena produttiva a iniziare la produzione di iTV nel primo quarto del 2012, in modo da rispettare quella che sarebbe l’uscita prevista tra il secondo e il terzo quarto dell’anno appena iniziato.
Secondo fonti interne alla stessa produzione di iTV, Samsung avrebbe già avviato la produzione dei chip per iTVs a partire da novembre 2011, mentre sarà Sharp a produrre i display delle nuove televisioni Apple, inizialmente concentrate sui modelli a 32″ e 37″. Quanto di tutto ciò sarà vero? Staremo a vedere.
Via | vg247.com

Sulla scia delle indiscrezioni riportate ieri sulla iTV le fonti asiatiche di DigiTimes sostengono che non solo Samsung e Sharp sono coinvolte nella realizzazione dei componenti del televisore Apple, ma anche Advanced Semiconductor Engineering (ASE), Siliconware Precision Industries (SPIL) e Taiwan Semiconductor Manufacturing Company (TSMC), ovvero l’azienda che ha ricevuto da Cupertino l’ordine di produrre i nuovi processori ARM Apple A6.
Per quanto riguarda l’assemblaggio finale della iTV viene tirata in ballo ancora una volta Foxconn, che già assembla per Apple sia gli iPhone, sia gli iPad, ma, nonostante l’avvio della produzione sia atteso entro la fine del secondo trimestre del 2012, le fonti sostengono che il televisore Apple non debutterà in estate, ma verso la fine del 2012.
Secondo Shaw Wu, analista di Sterne Agee, il problema per Apple non è realizzare un televisore, ma offrire i contenuti accordandosi con le varie emittenti televisive. Probabilmente Apple cercherà di replicare il modello di vendita dei contenuti già adottato sull’App Store con le sottoscrizioni per i quotidiani e le riviste.
A fronte di un canone mensile di abbonameto, Apple potrebbe fornire un bouquet di canali televisivi con i programmi trasmessi dalle emittenti via cavo o via satellite, ma sopratutto con la possibilità per gli utenti di creare il proprio palinsesto indipendentemente dall’emittente o dall’ora di trasmissione del programma.
[via appleinsider]

In questi giorni abbiamo parlato diverse volte dell’applicazione di FilmOn per la visualizzazione in streaming delle principali canali televisivi europei, sottolineando i problemi che può avere un tale servizio se non si stringono opportuni accordi con le varie emittenti televisive.
Dopo le ripetute indiscrezioni sulla tecnologia alla base dell’atteso televisore Apple, arrivano indiscrezioni sulla fase più delicata che Cupertino deve affrontare per il lancio della cosiddetta iTV, ovvero gli accordi con le principali emittenti televisive del mondo.
L’autorevole Wall Street Journal sostiene che alcuni dirigenti Apple, tra i quali Eddy Cue, il padre di iCloud, avrebbero illustrato alle maggiori emittenti televisive la visione di Cupertino per il futuro della televisione, che permetterà di riconoscere il pubblico che sta assistendo ad un programma, grazie ai servizi offerti sugli smartphone, sui tablet e sui televisori Apple.
In Italia il sistema Auditel è da tempo sotto accusa per per le modalità con cui viene rilevata l’audience dei telespettatori, al punto che recentemente è stata multata per 1.8 milioni di euro per aver avvantaggiato Rai e Mediaset, suoi azionisti di maggioranza.
Quello che Apple cerca di fare invece è esportare il collaudato sistema di iTunes, che ha rivoluzione il modo di distribuire musica, video, libri, riviste e giornali su internet, in modo legale e profittevole, anche al mondo della televisione, offrendo alle emittenti televisive una soluzione tecnologicamente affidabile e sicura per tracciare correttamente gli ascolti, innescando un meccanismo virtuoso che ci porterà alla cosiddetta TV 2.0.

L’applicazione di FilmOn, che permette di visualizzare in streaming le principali emittenti televisive europee, è tornata disponibile per il download sull’App Store dopo l’improvvisa rimozione avvenuta alcuni giorni fa.
Sia nella versione online, sia nell’app per dispositivi iOS sono però spariti i canali Mediaset, mentre quelli Rai sono visualizzabili solo in determinati momenti, probabilmente per rispettare i diritti televisivi internazionali che vigono su alcuni programmi.
La rimozione dell’applicazione di FilmOn dall’App Store è probabilmente stata richiesta da Mediaset direttamente ad Apple, ma solo quando i canali Mediaset sono stati rimossi da FilmOn l’applicazione è stata riammessa per il download da parte di Apple.
Se la futura iTV sarà veramente basata su una piattaforma per lo streaming dei canali televisivi, Apple dovrà prima di tutto stringere accordi con le varie emittenti televisive, per non incappare in questo genere di problemi.