
L’iBookstore ospiterà i libri interattivi per le scuole medie e superiori. E le università? Per il settore accademico Apple ha ripensato da zero iTunes U, la piattaforma di podcast utilizzata al momento da circa 1000 università al mondo.
Da oggi, l’universo di iTunes U sarà accessibile attraverso un’app dedicata che si basa, come per iBooks 2, sull’interazione interpretata però in senso più ampio. Su iTunes U, gli studenti potranno accedere a singole lezioni o a corsi completi oltre che a testi universitari interattivi. I professori potranno aggiungere note, pubblicare video esplicativi e perfino organizzare eventi in diretta come lezioni di approfondimento.
L’app iTunes U per iPhone e per iPad è già disponibile per il download gratuito a questa pagina dell’App Store.

Ricordate il noto corso di programmazione iPhone creato dalla Stanford University e visto già 10 milioni di volte? L’ultima versione, aggiornatissima, è ora disponibile gratuitamente per chiunque su iTunes U.
L’ultima incarnazione del corso pubblicato dalla prestigiosa Università, comprensiva di tutte le lezioni in aula e le dispense, si focalizza su iCloud, le notifiche e la sincronizzazione wireless; si tratta di un corso avanzato, tuttavia, che dà per scontato un certo numero di conoscenze basilari su Objective-C:
I discenti online ascoltano le medesime lezioni degli studenti in aula, ma non ottengono crediti Stanford né accesso agli istruttori. Il docente Paul Hegarty attribuisce la popolarità del corso all’appeal dei prodotti Apple e alla gratificazione istantanea nel creare app per dispositivi mobili. “C’è qualcosa nello sviluppo per piattaforma iOS che risulta estremamente eccitante e divertente perché funziona su dispositivi che tutti possiedono in tasca o in borsa,” ha affermato. “Non ci sono molti corsi cui puoi iscriverti che ti consentano, alla loro fine, di sfilare dalla tasca il tuo progetto finale e di mostrarlo agli amici.”
E se il corso -che trovate a questo indirizzo- risultasse eccessivamente avanzato per la vostra preparazione, niente paura; qui trovate anche Programming Methodology e Programming Abstractions, in formato SD e HD. Buon apprendimento.

Con un comunicato stampa, Apple ha annunciato ufficialmente di aver registrato oltre 300 milioni di download dal catalogo gratuito di iTunes U.
Per quanto in Italia se ne parli ancora molto poco, iTunes U è una delle risorse più interessanti e ricche per le nostre orecchie. Si tratta di una raccolta di lezioni tenute da docenti delle più prestigiose università mondiali, come Harvard, il MIT, Cambridge o Oxford. Non mancano le lezioni di università non americane e, a rappresentare l’Italia, da qualche tempo c’è anche l’Università Federico II di Napoli.
Attualmente oltre 800 università in tutto il mondo hanno siti iTunes U, e quasi metà di queste istituzioni rende pubblici i propri contenuti attraverso iTunes Store (in alternativa è possibile proteggerli con una password e un ingresso privato). Nei casi di condivisione pubblica le lezioni non sono scaricabili solo dagli studenti dei corsi, ma da chiunque nel mondo, costituendo un database del sapere davvero interessante. In totale sono disponibili pubblicamente oltre 350.000 file audio o video, che spaziano in qualunque campo del sapere.
“iTunes U rende semplice per le persone la scoperta e l’apprendimento grazie a contenuti resi pubblici da molte delle migliori istituzioni al mondo,” ha affermato Eddy Cue, vice president Internet Services di Apple. “Con una selezione così ampia di materiali didattici, stiamo di fatto fornendo agli utenti iTunes un modo incredibile di imparare sui propri computer, iPhone, iPod o iPad.”
Il rapporto di Apple con le università è fruttuoso e di lunga data. Anche in Italia si registrano molte collaborazioni e partnership, tra cui ad esempio possiamo citare gli accordi Apple On Campus stretti con le università di Bologna, Bolzano, Como, Varese, Milano, Padova, Roma e Venezia.

In iTunes U, portale che raccoglie materiale multimediale a fine didattico, ha celebrato il suo ingresso anche la prima università italiana: Università Federico II di Napoli. L’evento è stato annunciato con orgoglio da Guido Trombetti, rettore dell’università, il direttore scientifico Federica Mauro Calise e il presidente del Centro Servizi Informativi Giuseppe Marrucci.
Il nuovo canale fornisce materiale (podcast, audio e video) delle 13 facoltà, tra le quali: medicina, architettura, letteratura, scienze, informatica. Oltre a ciò è possibile accedere alla Living Library: un repository di materiale gratuito opportunamente catalogato.
Ad accrescere il mio personale entusiasmo per l’iniziativa, già di per sé pioneristica per lo scenario italiano, il rettore aggiunge:
“E questo è solo l’inizio di un programma di sviluppo ambizioso. Contiamo di arrivare a 300 corsi, 5000 lezioni e 1000 podcast entro la fine del 2010, includendo anche molti contenuti in lingua inglese, per un’offerta formativa sempre più vicina alle esigenze e al linguaggio del mondo giovanile”.

Secondo CNET, iTunes U avrebbe già superato quota 100 milioni di download. L’università che offre la percentuale più corposa di contenuti è la Open University inglese che fornisce materiale didattico a circa 180.000 studenti (universitari e dottorandi) coinvolti in un gran numero di programmi.
Il portale fu annunciato il 30 maggio 2007 e serve per gestire e condividere materiale multimediale a fine educativo. Le principali università del pianeta hanno aderito all’iniziativa, producendo e condividendo lezioni, seminari, conferenze e presentazioni. Tutto il materiale presente nel portale è completamente gratuito.
iTunes U è utilizzato da università del calibro di MIT, UCLA, Princeton, Oxford, Harvard, Yale, North Carolina State e molte altre.
[Via MacNN]

A partire dal prossimo Autunno assieme a libri, quaderni e penne, gli studenti di giornalismo dell’Università del Missouri dovranno acquistare un iPod touch o un iPhone come supporto didattico. Niente favoritismi o fanatismi, rassicurano dall’istituzione, ma solo un modo spiccio di affrontare un problema.
Interrogato a riguardo, il rettore Brian Brooks spiega che nessuno studente sarà forzato all’acquisto, né ci saranno sanzioni per gli studenti che non lo acquisteranno; è soltanto uno strumento caldamente raccomandato che aiuterà gli studenti a rivedere le lezioni registrate, ed il fatto averlo reso in qualche modo (e almeno ufficialmente) necessario alla didattica fa in modo che l’iPhone possa essere fornito anche agli studenti meno facoltosi:
Il motivo per cui ne abbiamo fatto un “must” è per aiutare gli studenti con difficoltà economiche. Se necessario, può ora essere incluso nelle spese rimborsate dai prestiti di studio. Se non lo avessimo ufficialmente richiesto, non avrebbero potuto includerlo tra le spese.
Le aspre critiche scagliate sul progetto sono certamente comprensibili; dopotutto, un’istituzione non dovrebbe mai suggerire l’acquisto di un brand a scapito di un altro. Tuttavia, è anche vero che nel suo genere un iPod touch è unico (pensiamo ad iTunes U e alle iniziative che vi orbitano attorno) e relativamente poco costoso (soprattutto rispetto ad un computer, richiesto nella maggior parte delle Università). E poi, diciamo la verità, nella facoltà di giornalismo dell’Università del Missouri Apple è già decisamente di casa.